Ecco il decalogo per il Comune Digitale

Alla vigilia delle elezioni amministrative in metà dei comuni italiani, ecco un utile decalogo per la digitalizzazione della PA italiana.

Ecco il decalogo per il Comune Digitale

Cosa può fare un Comune, uno qualsiasi degli 8000 Comuni italiani, per intraprendere la strada della digitalizzazione? Con un post firmato dal Commissario Straordinario Luca Attias nasce un decalogo che, alla vigilia di elezioni amministrative che rimoduleranno quasi la metà dei comuni italiani, non può che ispirare i molti candidati pronti a mettersi al servizio della Pubblica Amministrazione.

La trasformazione digitale richiede investimenti iniziali ma, come vedremo nel dettaglio, permette sempre di ottenere importanti risparmi, tagliando costi, sprechi e procedure superflue, a volte già nel breve periodo.

Il decalogo del comune digitale

  1. ANPR
    Entrare nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), base fondamentale per la creazione di un’anagrafe unica nazionale con un passaggio immediato ad un sistema centralizzato più efficiente, sicuro, aggiornato e interconnesso;
  2. PagoPA
    Gestire multe, Tari, rette e quant’altro tramite un sistema comodo e automatico quale PagoPA, piattaforma per i pagamenti nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  3. SPID
    Integrazione del sistema unito di autenticazione rappresentato dallo SPID: tale interconnessione non solo semplifica le operazioni per gli utenti, ma va anche a favorire l’imporsi della stessa SPID come identità unica universalmente accettata per il dialogo digitale con la PA;
  4. CIE
    Ormai la quasi totalità dei comuni italiani consente di erogare la Carta d’Identità Elettronica, documento sicuro e digitale che sostituisce la vecchia versione in cartaceo;
  5. Open source
    Il software commissionato deve essere reso disponibile in open source; inoltre occorre una analisi comparativa in sede d’acquisto che permetta di valutare esista a parità di condizioni una soluzione open source reperibile in alternativa ad un prodotto proprietario;
  6. Cloud
    Prediligere soluzioni condivise e piattaforme cloud ad altre architetture che costringano ad organizzare, gestire e proteggere server e locali proprietari: si tratta di una scelta strategica che alla lunga dovrebbe apportare importanti vantaggi all’intero sistema della PA;
  7. Servizi digitali
    Alla luce dei passaggi antecedenti, è possibile ripensare l’intera offerta digitale del singolo comune: “Grazie all’integrazione di SPID, pagoPA e ANPR, sei in grado di ripensare i tuoi servizi e di proporli direttamente online, ad esempio attraverso i siti dell’ente. Questo significa permettere ai cittadini di poter pagare online le multe o la Tari, di chiedere online il permesso per la Ztl, di iscrivere un figlio all’asilo, di ottenere un certificato, senza recarsi ogni volta allo sportello“. Il decalogo suggerisce addirittura appositi sconti per chi paga sfruttando servizi in digitale, lasciando così che il risparmio in termini di personale diventino direttamente un vantaggio incentivante per il cittadino virtuoso;
  8. Design
    Una sola PA, una sola piattaforma, un solo design: omologare i propri servizi agli standard indicati dal Team per la Trasformazione Digitale della PA è un modo per imparare ad usare tutti la stessa lingua, facendo in modo che l’Italia possa essere unita anche in questo: la parcellizzazione delle interfacce grafiche non aiuta certo alla comprensione, mentre l’uso di standard condivisi può diventare elemento facilitante nel rapporto cittadino/PA;
  9. IO
    IO è un canale unico a disposizione di tutte le Pubbliche Amministrazioni per veicolare i propri servizi e raggiungere i cittadini direttamente nello smartphone attraverso un’app intuitiva e semplice da utilizzare“:  grazie a IO la PA può dialogare direttamente con il cittadino tramite un’app, con comunicazioni maggiormente efficienti e importanti risparmi legati ai sistemi di notifica;
  10. Open Data
    I comuni devono pubblicare i propri dati, un dovere dettato dalla trasparenza di cui la PA deve nutrire i propri processi: rendendo tutto pubblico e accessibile si offre un valore aggiunto al sistema paese e si consente di lavorare sui dati resi disponibili, laddove possono nascere strategie e buone idee per rendere più efficiente ed accessibile la pubblica amministrazione.

I consigli vanno anche oltre, rivolgendosi in modo diretto a chiunque voglia operare a beneficio delle proprie comunità: assumere personale con le giuste competenze, garantire sicurezza informatica ai sistemi con appositi corsi di formazione, monitorare rigidamente l’aderenza ai principi della GDPR.

Una trasformazione radicale, come abbiamo visto in questi dieci punti, che non solo permette grandi risparmi al tuo Comune, ma migliora sensibilmente l’efficienza e la sicurezza dei servizi e rende la tua amministrazione indipendente e consapevole di fronte ai rischi e alle grandi opportunità dell’epoca del digitale.

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  • Piego Angela scrive:
    Spero vivamente che tutto ciò io possa vederlo (in fatto di longevità personale) proprio così come scritto. Le capocce da cambiare nella PA sono talmente tante, che pare vivano in un altra dimensione, che non è tanto quanto i progetti ed i soldi il problema quanto la mentalità che ancora regna sovrana nella PA (comprese ex para-statali)
Fonte: Medium
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