Ecco il prototipo per i siti dei Comuni italiani

Il Team per la Trasformazione Digitale ha sviluppato un modello per i siti Web dei Comuni italiani, un prototipo open source che crea uno standard.

Ecco il prototipo per i siti dei Comuni italiani

Un nuovo importante passo in avanti per la Pubblica Amministrazione italiana viene proposto dal Team per la Trasformazione Digitale guidato da Luca Attias. Si tratta di un modello universale che qualsiasi amministrazione locale potrà adottare per il proprio sito Web: “un prototipo a disposizione di tutti i Comuni, ideato utilizzando il metodo di lavoro e gli strumenti di Designers Italia, punto di riferimento per il design dei servizi della Pubblica Amministrazione in Italia“.

Un modello per i siti dei Comuni italiani

L’obiettivo è chiaro e la finalità ultima estremamente meritevole, ossia il ricreare uno standard che possa creare riferimenti univoci per tutti, con importanti effetti positivi:

  • uniformità di sviluppo, con piena aderenza al modello “mobile first” e con totale attinenza alle regole per l’accessibilità;
  • uniformità di design, rendendo così comodo il reperimento delle informazioni qualsiasi possa essere il sito: la curva di apprendimento si abbassa e la possibilità di migliorare – quella che a tutti gli effetti è una piattaforma – si aggancia alle energie di scala che ogni singola realtà locale potrà riversare in ambienti di scambio di opinione per implementare nuovi servizi;
  • uniformità di esperienza, creando uno standard di base che veicoli l’intera comunicazione della PA (benché estremamente frammentata) verso canoni comuni.

Prototipo di sito per i Comuni italiani

Considerando quanto possano differire le dimensioni dei Comuni e l’elevato numero di soggetti a cui ogni Comune si rivolge“, spiega il Team tramite il post di Lorenzo Fabbri, “esiste una variabilità rilevante nella quantità e nel tipo dei servizi offerti dal sito di ogni singola amministrazione. Tenendo presente questa peculiarità abbiamo lavorato per creare dei modelli ricorrenti per le principali tipologie di situazioni in cui può trovarsi un utente“. Il sito deve pertanto assolvere a necessità quali l’iscrizione ad un qualche servizio, la creazione di vademecum su specifici argomenti, pagamenti, prenotazioni, comunicazioni, segnalazioni o altro ancora. Ogni modello è stato quindi prototipato e rilasciato in modalità open source (presto anche disponibile in forma di template html all’interno del kit di sviluppo di Designer Italia)

in questo modo tutti i Comuni italiani (e gli sviluppatori che lavorano ai siti) potranno usare i pattern e gli elementi che abbiamo progettato, per poi adattare liberamente il progetto alle rispettive esigenze specifiche.

Homepage

Tutti i dettagli operativi sono raccolti all’interno dell’apposito sito a disposizione di chi sviluppa siti per la Pubblica Amministrazione locale. La homepage, punto di riferimento principale per trovare l’informazione o il servizio di cui si necessita, è così immaginata:

La homepage è organizzata per offrire all’utente una panoramica dei contenuti e dei servizi presenti sul sito. L’esperienza di ricerca di informazioni è progettata con cura, come chiedono gli utenti nei test di usabilità, prevedendo che il motore di ricerca metta a disposizione funzioni di autocomplete e un sistema di filtri basato su tassonomie e parole chiave.

Disponibile, inoltre, un’area personale all’interno della quale rintracciare pratiche, documenti, avvisi di pagamento e ricevute correlati alle attività svolte presso la propria amministrazione.

Comune di Cagliari - Prototipo del nuovo sito Web

Non mancano dunque elementi di personalizzazione, formulazioni identitarie e specificità che esprimano appieno il carattere e la natura del Comune a cui il sito fa riferimento: elementi a fattor comune sono invece la struttura, l’organizzazione e la logica che guida le varie scelte.

Accesso ai servizi

L’organizzazione dei contenuti all’interno dei vari menu è pensata tanto alla luce delle necessità dei cittadini (quindi afferente alla divisione per argomenti), quanto all’organizzazione del Comune tra uffici e funzioni. Quest’ultima indicazione è particolarmente preziosa nei piccoli comuni, ove la gestione stessa delle informazioni diventa un onere non indifferente nel momento in cui occorre immaginare un nuovo modello di lavoro che consenta la rapida ed efficiente trasposizione online dei documenti.

Modello di accesso ai servizi dei siti della PA

Un lavoro specifico è stato inoltre portato avanti per fare in modo che i contenuti possano essere ben organizzati all’interno del sito, creando correlazioni automatiche ed evitando una impossibile frammentazione di informazioni tra le varie sezioni:

la possibilità di classificare i contenuti per parole chiave e creare pagine dedicate ad argomenti specifici (es. estate in città, turismo, cantieri, ecc.) serve a introdurre modalità di gestione dei contenuti più flessibili e superare la proliferazione di siti dove i contenuti non hanno alcuna connessione tra loro, difficili da consultare e da mantenere aggiornati.

Medesimo accorgimento è pensato per la pubblicazione dei documenti, che verranno catalogati con specifica titolazione e con precise modalità di presentazione (al fine di facilitarne reperimento e consultazione). Il Team precisa inoltre di voler rendere “meno onerosa (per i funzionari pubblici che se ne occupano) la gestione della sezione dedicata all’amministrazione trasparente“: ancora una volta il segno tangibile di un lavoro fatto in comunione con quanti si occupano quotidianamente della cosa pubblica e ben sanno quanto complesso possa essere gestire un simile lavoro.

Un forum è a disposizione per raccogliere idee e fare fronte comune nel sviluppo del modello. Un prototipo basato sul modello stesso è intanto immediatamente navigabile grazie allo sforzo di avanguardia compiuto dal Comune di Cagliari.

Un lavoro altamente scalabile

Lo sforzo compiuto dal Team per la Trasformazione Digitale è estremamente meritevole poiché genera uno standard laddove gli unici protocolli esistenti erano quelli fin qui stilati in termini di accessibilità e di obblighi di trasparenza. Creare un modello significa compiere un lavoro al quale tutti potranno allinearsi, poco alla volta, fino a raggiungere l’obiettivo di un univoco sistema di comunicazione tra PA e cittadino. Al fine di accelerare il raggiungimento di tale obiettivo, bisognerà ora cercare in modo coercitivo di spingere verso il modello comune tanto gli sviluppatori quanto i cittadini, sensibilizzando inoltre le singole amministrazioni ed i molti amministratori ivi impegnati.

Non va sottovalutato in modo particolare lo sforzo organizzativo che dovranno compiere le piccole realtà, ove spesso tempo e competenze non sono equamente e sufficientemente distribuite tra gli addetti ai lavori. Plasmare il lavoro degli uffici sui metodi di pubblicazione (e non viceversa) porterà ad una miglior interazione con la cittadinanza, riuscendo anche nell’obiettivo di alleggerire di lavoro quegli uffici che troppo spesso si trovano appesantiti dallo sbrigare pratiche burocratiche che i cittadini potrebbero invece tranquillamente dipanare online.

La nascita di un prototipo può avere conseguenze grandissime nel medio periodo, purché nel breve si investa in questo sforzo culturale di adattamento. Cittadini, developer e amministratori pubblici condividono questa sfida, questa responsabilità e l’onore di poter partecipare a questo snodo storico.

Fonte: Team per la Trasformazione Digitale

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  • suc scrive:
    Per la serie, gli informatici assunti nella PA non hanno mai fatto un tubo fino adesso e continuano a non farlo dato che qualcun'altro gli farà il lavoro che avrebbero dovuto fare loro
  • bubba scrive:
    una grande idea! ..nel 1999. sfortuntatamente siamo nel 2019. Un po tardino, no? (tralasciamo anche tutte le linee guida su metrics, tracking e co... si lamentano di gogol e poi..)
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