DeCSS, una vittoria per le major

La società che produceva e vendeva software per la copia personale di DVD e giochi non regge lo scontro legale e annuncia la chiusura. Per le società dell'intrattenimento è una vittoria schiacciante. DMCA avanti tutta


Roma – 321 Studios si arrende. La softwarehouse statunitense che aveva osato creare un programma capace di consentire la copia personale dei DVD, copia consentita dalla legislazione americana, ha chiuso sotto la pressione delle cause giudiziarie intentante dalle major dell’intrattenimento.

Sulla home page dell’azienda si può leggere uno sconsolato comunicato che annuncia la drastica decisione , divenuta, a quanto pare, inevitabile per le ingenti spese legali sostenute per difendersi dall’industria, in particolare da quella del cinema. “321 Studios è spiacente di informare – si legge nella nota – di aver cessato le operazioni di vendita, supporto e promozione dei propri prodotti”.

Nato da una denuncia di Macrovision a cui poi si sono aggiunti gli attacchi legali degli studios di Hollywood, il “caso 321 Studios” era probabilmente destinato a finire così fin dalla clamorosa sentenza dello scorso febbraio , quando una prima sentenza stabilì che la vendita di un software come quello prodotto dall’azienda, il celeberrimo DVDXCOPY, non era legale. La tesi, sostenuta dall’industria e avallata dai magistrati, era che tale programma viola il Digital Millennium Copyright Act (DMCA).

Il DMCA vieta espressamente la realizzazione di programmi che possano bypassare i controlli antipirateria posti dalle major sui DVD, come il CSS (Content Scrambling System), anche se questi software sono utilizzati legalmente e sono commercializzati allo scopo, legale, di effettuare una copia personale di quanto acquistato in negozio.

“Nonostante gli sforzi per rimanere in attività – si legge sulla home page dell’azienda – le ingiunzioni contro 321 Studios di tre tribunali federali all’inizio dell’anno hanno fatto sì che non si possa più procedere nell’attività commerciale”.

Nessuna sorpresa, va detto, per la scelta di chiudere. Nelle scorse settimane (vedi: DMCA 1 – Fair Use 0 ) il CEO dell’azienda aveva confessato lo stato di prostrazione a cui 321 Studios era giunta dopoché nel mirino era finito anche GAMESXCOPY, software per la copia personale di videogiochi denunciato dai colossi del settore Electronic Arts e Vivendi Universal.

La chiusura di baracca e burattini rappresenta senza dubbio una delle più importanti vittorie per le major nella guerra ormai quinquennale che le oppone ai produttori di tecnologia e agli utenti della stessa. Inoltre costituisce anche una conferma importante per il DMCA, una legge fin qui inutilmente contestata da centinaia di accademici ed esperti, da alcune aziende e persino da, invero pochi, politici statunitensi. Normativa in gran parte recepita pedissequamente dall’Europa con la EUCD (European Union Copyright Directive) già ratificata in Italia.


Roma – Non sono un esperto di diritto e ringrazio Punto Informatico se vorrà pubblicare comunque queste mie due righe sulla questione 321 Studios che so essere oggi in sommario. La faccenda è infatti vitale al punto che non può essere delegata ai soli avvocati come se al centro vi fosse soltanto una questione normativa.

La scelta di chiudere per 321 Studios è certo inevitabile: sentire sul collo il fiato di legulei molto ben prezzolati non fa piacere a nessuno, figuriamoci ad un’azienda che nonostante i molti clienti non ha mai avuto a disposizione un fatturato miliardario. Ma, mentre si riflette sullo shutdown di una brillante softwarehouse, è bene non perdere di vista cosa c’è in gioco, cosa si rischia di perdere e cosa già si è perso .

Il software più inviso all’industria tra i prodotti di quel manipolo di programmatori consentiva, come molti sanno, di copiare DVD . Questa locuzione, copiare DVD , è da sempre un’ossessione per le major, è entrata nelle normative contro la pirateria, è additata come causa di tutti i mali di una floridissima industria. Persino uno come me, che a casa non ha neppure il lettore DVD, si sente ormai vagamente in colpa persino a pensare di copiare un DVD. Eppure è un’opzione prevista dalla legge.

Essì. La legge italiana, così come quella americana, non ha ancora abolito il concetto di copia personale . Il senso di questa eccezione al divieto di masterizzare si deve alla possibilità, per chi acquista, di provvedere alla migliore conservazione di quanto acquistato, ossia di poter disporre dell’opera anche in caso di rottura del supporto.

Non deve essere capitato a molti ma può effettivamente succedere che un CD musicale, o un DVD, si rompa, o si graffi in modo da risultare inutilizzabile. In quel caso, con il disco originale in mano, qualche ingenuotto potrebbe arrivare a chiedere la sostituzione con una copia identica al produttore, magari pagando, chessò, le spese per il supporto. Provate a mandarlo alla casa distributrice o a portarlo al negozio. Se non vi sputano in un occhio è solo perché sperano che ricompriate il disco a prezzo pieno.

Ordunque, che faceva di così terribile il software di 321 Studios? Consentiva a chiunque di prendere il proprio DVD e duplicarlo. In fondo un DVD è un investimento, molti titoli costano un occhio della testa ed è certo saggio prevenire eventuali sempre possibili incidenti al supporto. Ma ciò, anche se legale, non è concesso .

Sul principio di copia personale infatti prevale quello imposto dalle major, secondo cui i lucchetti digitali non possono essere scardinati . Il principio che passa, dunque, è quello secondo cui è possibile e giusto privare di diritti chi spende per comprare un prodotto del genere, in nome della sicurezza anti-pirateria. Preservare il mercato e i proventi delle molte major è dunque più importante che tutelare il diritto del singolo. Quest’ultimo, come un novello dr.Jekyll, può infatti trasformarsi nel mr.Hyde della criminalità, mutando in un efferato criminale .

Quello che c’è davanti a tutti noi, dunque, non è una legge, è una bilancia. Da una parte loro , dall’altra i consumatori. Il caso di 321 Studios ha fatto vedere quale piatto sia oggi il più pesante . Perché questo cambi ci sarà bisogno ancora di qualche anno: ci vuole tempo per consentire alla rete di contribuire allo sviluppo di una nuova consapevolezza nel consumatore. Se il domani potrà brillare l’oggi è immerso in una inquietante oscurità.

Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che il copyright europeo, esattamente come sta avvenendo sul fronte brevetti , è plasmato dai nostri legislatori in modo pressoché identico al modello che ci viene dagli Stati Uniti allora nessuno può sentirsi al sicuro : queste normative repressive, frutto di corporazioni che tutto vogliono meno che cavalcare la rivoluzione digitale, sono già qui e da subito, da ieri, hanno iniziato a condizionare il nostro modo di vivere e le nostre libertà di scelta.

Gilberto Mondi

dello stesso autore:
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  • Anonimo scrive:
    Uno storpio ha ucciso il mio gatto
  • Anonimo scrive:
    valutatori disabili...
    L'elenco dei valutatori dovrebbe essere accessibile solo a disabili (veri eh, non disabili all'italiana) se il sito e' utilizzabile da loro va bene altimenti no.
    • Anonimo scrive:
      Re: valutatori disabili...
      - Scritto da: Anonimo
      L'elenco dei valutatori dovrebbe essere
      accessibile solo a disabili (veri eh, non
      disabili all'italiana) se il sito e'
      utilizzabile da loro va bene altimenti no.Il ministro dell'agricoltura dovrebbe essere un contadino,Il ministro dell'istruzione dovrebbe essere un insegnanteIl ministro della salute dovrebbe essere un medicoIl ministro delle pari opportunità dovrebbe essere gayIl ministro dei rapporti col parlamento dovrebbe essere un puttantone
  • Anonimo scrive:
    E' la solita storia, infinita.
    Da quando in qua, in Italia, è possibile intraprendere un mestiere qualsiasi, una qualsiasi professione, senza doversi obbligatoriamente iscrivere, pagando una salata tangente, ad una corporazione, ad un ordine professionale? La camera di commercio, le associazioni degli artigiani, gli ordini dei professionisti, gli albi degli "autonomi", gli elenchi dei bancarellari autorizzati di Forlimpopoli :) e chi più ne ha più ne metta. Questa destra sarebbe liberale! Liberale un accidenti: basta vedere come ha privatizzato le aziende di stato. Tranne i tabacchi, manco la Telecom è stata privatizzata. Lo Stato detiene infatti le azioni privilegiate che ne fanno il vero padrone. Mica per niente il monopolio telefonico resiste. Non hanno venduto, delle aziende di Stato, le azioni di maggioranza, ma quelle di minoranza, fregando gli ingenui e restando i veri padroni. Liberali e liberisti! Con Fini, erede del corporativismo e del partito che fondò l'IRI!Se fosse vivo Einaudi padre (quello vero), saprebbe come definire questa falsa destra, maestra di giochini. Ora vedremo che bella bastonata ci aspetta e, per colmo di sfrontatezza continuano a ripetere: "Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani." A Napoli si dice: cornuti e mazziati.Giba www.giba34.it
    • rscano scrive:
      Re: E' la solita storia, infinita.
      Peccato che la legge non prevede l'iscrizione a nessun albo per fornire i servizi alle P.A. ma solamente per valutare i servizi/siti dei privati che vogliono i bollini. Quindi non so bene dove il sig. Calvo veda la casta, o movimenti oscuri che vogliono imbavagliare bla bla bla...Molto rumore per nulla.
      • Anonimo scrive:
        Re: E' la solita storia, infinita.
        - Scritto da: rscano
        Peccato che la legge non prevede
        l'iscrizione a nessun albo per fornire i
        servizi alle P.A. ma solamente per valutare
        i servizi/siti dei privati che vogliono i
        bollini. Grazie per la sua cortesiae le risposte che , purtroppo, nel leggere il forum proprio non mi tranquillizzano.Quest'ultima cosa che dice: "ma solamente per" ci conferma, purtroppo, che sta venendo su un nuovo Albo ( Corporazione, Ordine , dategli il nome che volete )Insomma Italietta come sempre
        • rscano scrive:
          Re: E' la solita storia, infinita.
          - Scritto da: Anonimo
          Grazie per la sua cortesiae le risposte che
          , purtroppo, nel leggere il forum proprio
          non mi tranquillizzano.

          Quest'ultima cosa che dice: "ma solamente
          per"
          ci conferma, purtroppo, che sta venendo su
          un nuovo Albo ( Corporazione, Ordine ,
          dategli il nome che volete )Non è ne albo, ne corporazione e neppure ordine... Forse non è ben chiaro cos'è un albo, vabbè!
          • Anonimo scrive:
            Re: E' la solita storia, infinita.
            - Scritto da: rscano

            - Scritto da: Anonimo

            Grazie per la sua cortesiae le risposte
            che

            , purtroppo, nel leggere il forum
            proprio

            non mi tranquillizzano.



            Quest'ultima cosa che dice: "ma
            solamente

            per"

            ci conferma, purtroppo, che sta venendo
            su

            un nuovo Albo ( Corporazione, Ordine ,

            dategli il nome che volete )

            Non è ne albo, ne corporazione e
            neppure ordine... Forse non è ben
            chiaro cos'è un albo, vabbè! Vogliamo metter da perte la questione specifica aspettando il futuro? Facciamolo. E adesso mi dica che in italia le cose non stanno come ho scritto ieri e che gli albi gli ordini e le camere di commercio non esistono e non si fanno pagare. Grazie e saluti, giba
          • rscano scrive:
            Re: E' la solita storia, infinita.
            - Scritto da: giba34
            Vogliamo metter da perte la questione
            specifica aspettando il futuro? Facciamolo.
            E adesso mi dica che in italia le cose non
            stanno come ho scritto ieri e che gli albi
            gli ordini e le camere di commercio non
            esistono e non si fanno pagare. Grazie e
            saluti, gibaSi certo ma non è il caso dell'elenco dei valutatori, che saranno aziende con adeguate strutture di valutazione (sia umane che a livello di hardware e software) e che riguarda esclusivamente i privati che vogliono esporre un bollino di riconoscimento.
  • Anonimo scrive:
    Vi invito a leggere questa
    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=707872&v=0Direi che siamo arrivati al nocciolo
    • rscano scrive:
      Re: Vi invito a leggere questa
      - Scritto da: Anonimo
      punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=707872

      Direi che siamo arrivati al noccioloSi ossia che:- i valutatori non sono singole persone ma gruppi di persone- i valutatori valutano i siti dei privati che richiedono il bollino- i valutatori non sono un albo ma un elenco di aziende che devono avere dei requisiti, come avviene per il rilascio della Firma Digitale- non è vero che per fornire servizi alle P.A. bisogna essere iscritti all'elenco dei valutatori e/o che questa iscrizione ha carattere preferenziale sotto l'aspetto di valutazione (tecnica e/o economica) dell'offerta
      • Anonimo scrive:
        Re: Vi invito a leggere questa

        - i valutatori non sono singole persone ma
        gruppi di personeQuesto che cambia?
        - i valutatori valutano i siti dei privati
        che richiedono il bollinoE si fanno dare decine di milioni. Qui e' la parte sugosa evidentemente.
        - i valutatori non sono un albo ma un elenco
        di aziende che devono avere dei requisiti,
        come avviene per il rilascio della Firma
        DigitaleIl clubbino di quelli che si fanno dare decine di milioni. Ovviamente pochi, ovviamente buoni.
        - non è vero che per fornire servizi
        alle P.A. bisogna essere iscritti all'elenco
        dei valutatori e/o che questa iscrizione ha
        carattere preferenziale sotto l'aspetto di
        valutazione (tecnica e/o economica)
        dell'offertaA questo punto e' del tutto secondario.Forza Italia (nel senso originario del termine)
  • Anonimo scrive:
    Un momento però...
    Mi sono letto tutto il testo (che OO) della normativa, o almeno la parte che interessava.Nel testo c'è scritto che l'albo sarà dei valutatori , non di chi ci lavora, cioè di chi i siti accessibili li deve realizzareQuindi in pratica si continua a lavorare come prima, solo ci sarà qualche tizio iscritto all'albo che controllerà l'accessibilità per le pubbliche amministrazioni o dei privati che fanno richiesta di questo "logo".O almeno, così mi pare di aver capito leggendola.Se questi valutatori fanno il loro lavoro e basta, amen, tanto qui di albi professionali ormai sembra non se ne possa fare a meno (sono una vera piaga però)
    • Anonimo scrive:
      Re: Un momento però...
      - Scritto da: Akaal
      Se questi valutatori fanno il loro lavoro e
      basta, amen, tanto qui di albi professionali
      ormai sembra non se ne possa fare a menoI valutatori pero' dovrebbero essere INDIPENDENTI, cioe' non poter lavorare, ne' collaborare, ne' fornire consulenza alle aziende che realizzano i siti web.Questo implica che la forma dell'albo professionale e' del tutto inadeguata: non puo' esistere una professione di questo tipo se non legata ad aziende che producono siti e quindi partecipano ai bandi.I valutatori dovrebbero essere personale qualificato della PA o personale qualificato delle associazioni no profit.
      • rscano scrive:
        Re: Un momento però...
        - Scritto da: Anonimo
        I valutatori dovrebbero essere personale
        qualificato della PA o personale qualificato
        delle associazioni no profit.Per valutatori cosa intendi?
    • rscano scrive:
      Re: Un momento però...
      - Scritto da: Akaal
      Mi sono letto tutto il testo (che OO) della
      normativa, o almeno la parte che
      interessava.

      Nel testo c'è scritto che l'albo
      sarà dei valutatori , non di
      chi ci lavora, cioè di chi i siti
      accessibili li deve realizzare

      Quindi in pratica si continua a lavorare
      come prima, solo ci sarà qualche
      tizio iscritto all'albo che
      controllerà l'accessibilità
      per le pubbliche amministrazioni o dei
      privati che fanno richiesta di questo
      "logo".

      O almeno, così mi pare di aver capito
      leggendola.Si è proprio così, e a Calvo in una lista ho cercato di spiegarlo almeno 10 volte...
      Se questi valutatori fanno il loro lavoro e
      basta, amen, tanto qui di albi professionali
      ormai sembra non se ne possa fare a meno
      (sono una vera piaga però)Non ci saranno albi, anche perchè i valutatori non sono singole persone ma sono realtà aziendali... un po' come per il rilascio della firma digitale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Un momento però...
        - Scritto da: rscano
        Non ci saranno albi, anche perchè i
        valutatori non sono singole persone ma sono
        realtà aziendali... un po' come per
        il rilascio della firma digitale.Alcune domande.Ma sono aziende che si occupano solo di accessibilità oppure normali provider/webagency che all'interno hanno uno o due dipendenti che si intendono di accessibilità?E se questi dipendenti che se ne intendono vengono cacciati (cosa normale) l'azienda continua a detenere il ruolo di "commissario" oppure ogni tot. mesi c'è una verifica anche sull'azienda.Infine: chi decide quali aziende devono essere i controllori?Chi controlla i controllori? (naturalmente devono essere degli esperti di accessibilità, e chi li elegge? ogni quanto?)Scusa se ma non ho voglia di leggermi tutta la bozza, visto che rispondi a tutti ne approfitto :-)
        • rscano scrive:
          Re: Un momento però...
          - Scritto da: Anonimo
          Scusa se ma non ho voglia di leggermi tutta
          la bozza, visto che rispondi a tutti ne
          approfitto :)Ho già detto che queste cose devono ancora esser definite :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Un momento però...
            - Scritto da: rscano

            - Scritto da: Anonimo

            Scusa se ma non ho voglia di leggermi
            tutta

            la bozza, visto che rispondi a tutti ne

            approfitto :)

            Ho già detto che queste cose devono
            ancora esser definite :)Cioè, avete progettato la casa senza le fondamenta? Avete affrontato gli aspetti secondari e non quelli principali, ovvero se la cosa è fattibile.Io prima di fare un progetto grosso faccio uno studio di fattibilità.
          • rscano scrive:
            Re: Un momento però...
            - Scritto da: Anonimo
            Cioè, avete progettato la casa senza
            le fondamenta?
            Avete affrontato gli aspetti secondari e non
            quelli principali, ovvero se la cosa
            è fattibile.
            Io prima di fare un progetto grosso faccio
            uno studio di fattibilità.Si vede che non hai letto la legge 04/2004. La legge definisce dei principi, delega al regolamento l'estensione di tali principi ed a dei decreti l'applicazione. Al momento siamo al punto 1, in quanto il punto 2 (regolamento) non è ancora stato approvato e si sta lavorando al punto 3 (decreto) che conterrà tutte le specifiche tecniche. E' per tal motivo che continuo a dire: è inutile questo ululare alla luna, visto che nulla è ancora stato definito, e per tale motivo dire che dei "loschi figuri" vogliono creare "albi" o altro è una inesattezza che crea solamente confusione (a che pro poi?)
  • TADsince1995 scrive:
    E' ora di smetterla con albi e brevetti!
    Ragazzi non se ne può più. Ogni giorno che passa ci sono nuove, drammatiche notizie su come pochi potenti vogliano chiudere tutto quello che è nato per essere libero.E la Microsoft che, GUARDACASO, dopo 20 anni a fare i suoi comodi, ora che Linux comincia davvero a fargli tremare la terra sotto i piedi, si sveglia e decide di "potenziare" la loro sezione brevetti...E Urbani che un giorno si sveglia e decide di fare una ridicola legge anti p2p.E tutta sta follia degli albi professionali che prevedono il pagamento del PIZZO per poter fare il proprio lavoro. Perchè di PIZZO si tratta! Non è altro! Adesso basta!!!!!!!Voglio essere libero di scegliere che lavoro voglio fare, quando voglio farlo e come voglio gestirlo, senza essere obbligato da nessuno a essere iscritto a un ridicolo elenco e pagare l'obolo... Siamo nel 2004!!! Non negli anni 40!!!!!Ma di questo passo in che merda di mondo vivranno i nostri figli!?!?!?!?! Ora se mio figlio decide che vuole fare il pizzaiolo deve iscriversi all'albo dei pizzaioli e magari sostenere un'esame su come preparare una quattro formaggi!??! MA STIAMO SCHERZANDO!?!?!?!?!?!?Scusate lo sfogo.TAD
    • Anonimo scrive:
      Re: E' ora di smetterla con albi e breve

      Voglio essere libero di scegliere che lavoro
      voglio fare, quando voglio farlo e come
      voglio gestirlo, senza essere obbligato da
      nessuno a essere iscritto a un ridicolo
      elenco e pagare l'obolo... Siamo nel 2004!!!
      Non negli anni 40!!!!!gli anni 40,direi qualche anno prima...era l'epoca in cui il fascismo resuscitò propio "le corporazioni delle arti" ,un'istituzione del tardo medioevo,attraverso cui era più facile avere un controllo sulla società...(se non avevi la tessera non lavoravi..)
    • Anonimo scrive:
      Re: e il lavoro nero?
      - Scritto da: TADsince1995
      Voglio essere libero di scegliere che lavoro
      voglio fare, quando voglio farlo e come
      voglio gestirlo, senza essere obbligato da
      nessuno a essere iscritto a un ridicolo
      elenco e pagare l'obolo... Siamo nel 2004!!!
      TAD
      ma senza un ordine professionale qualunque informatico improvvisato potrebbe portarti via il cliente specialmente se sei agli inizi e devi contentarti di lavoretti semplici
  • Anonimo scrive:
    una mano davanti e una dietro...
    Caro Paolo, capisco che tu ti dichiari "certo" che non sia questo il caso...Io invece temo proprio che come hanno colpevolmente imbrattato e abbruttito in modo disdicevole il nostro traballante sistema legislativo (dove se hai i soldi una scappatoia la trovi SEMPRE), più o meno colpevolmente contunueranno a favorire le categorie a loro più vicine, e cioè chi gode già di posizioni di favore e denaro, invece che il cittadino...Il quale appunto tanto più dovrà circolare con una mano davanti e l'altra dietro, per non trovarsi come l'operaio di Altan...Dopotutto, quando si istituisce un sistema clientelare, si tende a mantenerlo tale... non ci facciamo illusioni...
    • rscano scrive:
      Re: una mano davanti e una dietro...
      Il problema non è la risposta di Paolo ma è il "ragionamento" di Calvo che è errato, soprattutto dopo che ha avuto modo per giorni di dialogare in diverse liste sull'argomento.Forse c'era bisogno di sfogarsi di qualcosa, che ne so!
  • Anonimo scrive:
    Sarebbe anticostituzionale
    Il pericolo c'è. Credo che il nuovo ordine professionale sarebbe comunque anticostituzionale e violerebbe l'art. 3 della Costituzione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sarebbe anticostituzionale
      - Scritto da: Anonimo
      . Credo che il nuovo
      ordine professionale sarebbe comunque
      anticostituzionale e violerebbe l'art. 3
      della Costituzione.Non diciamo fesserie. Gli altri 7578 ordini professionali italiani credi siano anticostituzionali?
    • rscano scrive:
      Re: Sarebbe anticostituzionale
      - Scritto da: Anonimo
      Il pericolo c'è. Credo che il nuovo
      ordine professionale sarebbe comunque
      anticostituzionale e violerebbe l'art. 3
      della Costituzione.Difatti non è un albo ma un elenco di valutatori che non sono persone fisiche (quindi individui di una "casta", come la chiama il sig. Calvo) ma realtà aziendali dotate di requisiti che garantiscano la valutazione dei siti web.Tra l'altro, apro e chiudo il discorso, la valutazione non avviene per la P.A. ma per i siti privati: il bollino viene rilasciato ai privati che lo richiedono, quindi a questo punto non ho ancora capito quale sia la paura del Calvo...
      • Anonimo scrive:
        Re: Sarebbe anticostituzionale
        Che se non entri nell'albo non lavori... anche se ne hai le capacità, e qui entra in ballo il fatto che l'albo in realtà garantisce solo se stesso, cioè di incassare la tangente, pardon, la quota associativa...Ingenuo 2001- Scritto da: rscano

        - Scritto da: Anonimo

        Il pericolo c'è. Credo che il
        nuovo

        ordine professionale sarebbe comunque

        anticostituzionale e violerebbe l'art. 3

        della Costituzione.

        Difatti non è un albo ma un elenco di
        valutatori che non sono persone fisiche
        (quindi individui di una "casta", come la
        chiama il sig. Calvo) ma realtà
        aziendali dotate di requisiti che
        garantiscano la valutazione dei siti web.

        Tra l'altro, apro e chiudo il discorso, la
        valutazione non avviene per la P.A. ma per i
        siti privati: il bollino viene rilasciato ai
        privati che lo richiedono, quindi a questo
        punto non ho ancora capito quale sia la
        paura del Calvo...
        • rscano scrive:
          Re: Sarebbe anticostituzionale
          - Scritto da: Anonimo
          Che se non entri nell'albo non lavori...
          anche se ne hai le capacità, e qui
          entra in ballo il fatto che l'albo in
          realtà garantisce solo se stesso,
          cioè di incassare la tangente,
          pardon, la quota associativa...Allora dimmi gentilmente, nei documenti normativi:- dove trovi scritto la parola "albo";- dove trovi scritto che per fornire servizi alle P.A. bisogna essere iscritti all'"albo";- dove trovi scritto che per essere valutatore (nel caso del singolo, per partecipare ai lavori di valutazione per un'azienda iscritta all'elenco valutatori) devi essere iscritto ad un "albo";- dove trovi scritto che le P.A. sono obbligate a richiedere il valutatore;- dove trovi scritto che il privato è obbligato ad usare il valutatore;
          Ingenuo 2001Firmarsi Marco Calvo no eh? :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            Ma allora a che serve?Non basta Google?
          • Anonimo scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            - Scritto da: Anonimo

            Ma allora a che serve?
            Non basta Google?Uh?
          • Anonimo scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            Ma allora a che serve?

            Non basta Google?

            Uh?Volevo dire che se e' solo un elenco senza nessun altra caratteristica allora basta Google per trovare i valutatori.Il fatto che invece si faccia un elenco ufficiale sa molto di Albo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            Calvo ha ragione. Personalmente non mi piacciono gli elenchi, i registri, gli ordini professionali ecc. Se c'è un ordine professionale da costituire è quello dei politici che ci governano e che ci amministrano al quale occorrerebbe esere iscritti dopo aver superato un esame duro e severo prima di potersi candidare alle politiche e alle amministrative.
          • rscano scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            - Scritto da: Anonimo
            Calvo ha ragione. Personalmente non mi
            piacciono gli elenchi, i registri, gli
            ordini professionali ecc. Se c'è un
            ordine professionale da costituire è
            quello dei politici che ci governano e che
            ci amministrano al quale occorrerebbe esere
            iscritti dopo aver superato un esame duro e
            severo prima di potersi candidare alle
            politiche e alle amministrative.Calvo avrebbe ragione se fosse stato costituito un albo o un elenco... ma sta ululando alla luna nel pozzo... e molti ululano perchè hanno sentito dire dal lupo che nella luna c'è il pozzo... mah!
          • ocram scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale

            Calvo avrebbe ragione se fosse stato
            costituito un albo o un elenco... ma sta
            ululando alla luna nel pozzo...Speriamo che sia così, caro Roberto. Io, se non ti dispiace, mi sentirei più tranquillo a vederlo scritto nero su bianco nel regolamento. Sai com'è, fidarsi è bene, ma...Ciao,Marco Calvo.
          • rscano scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            - Scritto da: ocram

            Calvo avrebbe ragione se fosse stato

            costituito un albo o un elenco... ma sta

            ululando alla luna nel pozzo...

            Speriamo che sia così, caro Roberto.
            Io, se non ti dispiace, mi sentirei
            più tranquillo a vederlo scritto nero
            su bianco nel regolamento. Sai com'è,
            fidarsi è bene, ma...
            Come ti dicevo la legge è composta da: - legge - regolamento che recepisce i principi generali - decreti che spiegano i principi generaliFinchè il secondo (regolamento) non viene approvato definitivamente e finché non passeranno 30 giorni da tale data con l'uscita del decreto, stiam parlando (anzi state parlando) della luna nel pozzo.
          • ocram scrive:
            Re: Sarebbe anticostituzionale
            - Scritto da: rscano
            Firmarsi Marco Calvo no eh? :)No, perché quel messaggio non l'ho spedito io (come non ho scritto io gli altri 59 presenti in questo momento). Semplice, vero? :-)Ciao,Marco Calvo.
    • VDM scrive:
      Re: Sarebbe anticostituzionale
      Se non sbaglio, in ossequio ad una qualche normativa europea non vengono più creati albi nuovi (per questo gli informatici sono stati incastrati dentro l'albo degli ingegneri)- Scritto da: Anonimo
      Il pericolo c'è. Credo che il nuovo
      ordine professionale sarebbe comunque
      anticostituzionale e violerebbe l'art. 3
      della Costituzione.
      • rscano scrive:
        Re: Sarebbe anticostituzionale
        - Scritto da: VDM
        Se non sbaglio, in ossequio ad una qualche
        normativa europea non vengono più
        creati albi nuovi (per questo gli
        informatici sono stati incastrati dentro
        l'albo degli ingegneri)yes.
      • Anonimo scrive:
        Re: Sarebbe anticostituzionale
        - Scritto da: VDM
        Se non sbaglio, in ossequio ad una qualche
        normativa europea non vengono più
        creati albi nuovi (per questo gli
        informatici sono stati incastrati dentro
        l'albo degli ingegneri)Non è proprio cosi'.In ossequio a qualche pressione lobbistica, l'ordine degli informatici è stato creato con una divisione in sezioni all'interno di quello degli ingegneri.Gli informatici (dottori in scienze dell'informazione ed informatica), derubati della loro professione, sono parzialmente dentro in seguito a decisioni giudiziarie a seguito di ricorsi (vinti).La situazione e' comunque ancora in divenire.Saluti,Roberto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sarebbe anticostituzionale
      - Scritto da: Anonimo
      Il pericolo c'è. Credo che il nuovo
      ordine professionale sarebbe comunque
      anticostituzionale e violerebbe l'art. 3
      della Costituzione.E allora? La Costituzione ha un qualche valore effettivo? E' pieno di leggi incostituzionali. Se ne sbattono della Costituzione. Ci si detergono le terga quotidianamente. E' triste ma è così.
  • Anonimo scrive:
    No, eh!
    Cioè, mi state dicendo che adesso che passa la normativa sull'accessibilità chi lavora sul web dovrà far parte di questo "fantomatico ordine professionale" che garantirebbe l'accessibilità, e chi non ne fa parte resta fuori?O forse capisco male io? Chiedo lumi, purtroppo non parlo bene il legalese...
    • TADsince1995 scrive:
      Re: No, eh!
      - Scritto da: Anonimo
      Cioè, mi state dicendo che adesso che
      passa la normativa sull'accessibilità
      chi lavora sul web dovrà far parte di
      questo "fantomatico ordine professionale"
      che garantirebbe l'accessibilità, e
      chi non ne fa parte resta fuori?

      O forse capisco male io? Chiedo lumi,
      purtroppo non parlo bene il legalese...Non sono un'avvocato, ma temo proprio che sia come dici tu... Resta poi da vedere quali "requisiti" bisogna avere per iscriversi a sto cazzo di albo... O peggio, quali "esami" sostenere...TAD
      • Anonimo scrive:
        Re: No, eh!
        - Scritto da: TADsince1995
        Non sono un'avvocato, ma temo proprio che
        sia come dici tu... Resta poi da vedere
        quali "requisiti" bisogna avere per
        iscriversi a sto cazzo di albo... O peggio,
        quali "esami" sostenere...La mafia delle associazioni di categoria anche sul web? :'(Vi prego ditemi che non è vero :'( :'( :'(Sob grazie cmq...
        • rscano scrive:
          Re: No, eh!
          - Scritto da: Anonimo
          La mafia delle associazioni di categoria
          anche sul web? :'(

          Vi prego ditemi che non è vero :'(
          :'( :'(
          Non è vero :)Chi scrive (vedi archivi di punto informatico) è sempre stato contro gli albi e lo sarà sempre :)In questo caso si confonde un elenco di aziende con un albo.... Perchè questo fa scandalo ed invece è stato accettato per il rilascio della firma digitale? :-)
      • rscano scrive:
        Re: No, eh!
        - Scritto da: TADsince1995
        Non sono un'avvocato, ma temo proprio che
        sia come dici tu... Resta poi da vedere
        quali "requisiti" bisogna avere per
        iscriversi a sto cazzo di albo... O peggio,
        quali "esami" sostenere...Non è un albo, non vi sono esami: è un elenco come quello di chi rilascia la firma digitale, con dei requisiti di tipo tecnico, tutto qua.E soprattutto, ripeto, si tratta di realtà aziendali che dovranno valutare l'accessibilità dei siti web "privati", ossia gli unici che richiedono il bollino a norma della legge 04/2004 (art. 6 comma 2).Quindi questa grande paura dove sta? Se si forniscono servizi alla P.A. non è richiesto il bollino...
        • Anonimo scrive:
          Re: No, eh!
          - Scritto da: rscano
          E soprattutto, ripeto, si tratta di
          realtà aziendali che dovranno
          valutare l'accessibilità dei siti web
          "privati", ossia gli unici che richiedono il
          bollino a norma della legge 04/2004 (art. 6
          comma 2).
          Quindi questa grande paura dove sta? Se si
          forniscono servizi alla P.A. non è
          richiesto il bollino...Quanto costerebbe, indicativamente, richiedere un bollino? Sarebbe gratis?Chi valuta la competenza delle aziende in questione, un politico?Il bollino che durata ha? Come sappiamo tutti un sito web può cambiare completamente da un giorno all'altro, chi sorveglia il sito "bollinato" affinché continui a meritarsi il bollino?Kevin QuarticcioloAggessibbilidy Mennagger - Vituperion Srl . Ostia
    • rscano scrive:
      Re: No, eh!
      - Scritto da: Anonimo
      Cioè, mi state dicendo che adesso che
      passa la normativa sull'accessibilità
      chi lavora sul web dovrà far parte di
      questo "fantomatico ordine professionale"
      che garantirebbe l'accessibilità, e
      chi non ne fa parte resta fuori?

      O forse capisco male io? Chiedo lumi,
      purtroppo non parlo bene il legalese...No, è il sig. Calvo che vede complotti dove non ce ne sono :)
      • Anonimo scrive:
        Re: No, eh!
        Tre semplici domande:1. Per entrare nell'elenco si sostiene un esame, magari a pagamento?2. E' necessario pagare, magare tutti gli anni per restare nell'elenco?3. Quelli che stanno nell'elenco, hanno maggior possibilità di lavorare?Se la risposta alla tre domande è sì, allora ha ragione il signorCalvo, se è no allora ha ragione il signor rscanoIngenuo 2001- Scritto da: rscano

        - Scritto da: Anonimo

        Cioè, mi state dicendo che
        adesso che

        passa la normativa
        sull'accessibilità

        chi lavora sul web dovrà far
        parte di

        questo "fantomatico ordine
        professionale"

        che garantirebbe
        l'accessibilità, e

        chi non ne fa parte resta fuori?



        O forse capisco male io? Chiedo lumi,

        purtroppo non parlo bene il legalese...

        No, è il sig. Calvo che vede
        complotti dove non ce ne sono :)
        • rscano scrive:
          Re: No, eh!
          - Scritto da: Anonimo
          Tre semplici domande:

          1. Per entrare nell'elenco si sostiene un
          esame, magari a pagamento?Non esiste elenco per persone fisiche, quindi non esiste un albo. L'elenco dei valutatori è un elenco dove le aziende dotate dei requisiti si iscrivono e svolgono l'attività di valutazione dei siti dei privati. Tanto per fare un esempio, se l'azienda X vuole iscriversi all'elenco dovrà dimostrare di avere non solo le competenze ma anche le strutture idonee per valutare un sito web. Forse il sig. Calvo non sa bene cosa sia un panel di valutazione e pensa che valutare i siti web sia solamente passare qualche pagina in modo random a Bobby o ad altro sistema di valutazione?
          2. E' necessario pagare, magare tutti gli
          anni per restare nell'elenco?Non penso nemmeno che si paghi per entrare nell'elenco... tra l'altro queste modalità di mantenimento del requisito penso saranno esclusivamente di tipo "tecnico e professionale". Al momento non è ancora stato definito nulla quindi queste paure sono del tutto infondate.
          3. Quelli che stanno nell'elenco, hanno
          maggior possibilità di lavorare?Per quale motivo? Sono aziende che probabilmente già forniscono servizi (ripeto che la gestione di un laboratorio di usabilità con panel di utenti non è cosa da tutti sia a livello di professionalità che a livello di costi) e nessuno vieterà a nessuno di poter fornire servizi alle P.A.. La legge parla chiaro all'art. 4 dove dice che nelle gare di fornitura si valuta l'offerta tecnica prima di quella economica e non si parla di valutazione rispetto ad iscrizioni ad elenchi.
          Se la risposta alla tre domande è
          sì, allora ha ragione il signor
          Calvo, se è no allora ha ragione il
          signor rscanoDi solito si dice: la ragione sta nel mezzo... ma in questo caso (viste anche le discussioni in materia a cui ha partecipato anche Calvo), questo intervento allusivo poteva proprio esser risparmiato.
          • Anonimo scrive:
            Re: No, eh!
            Direi che siamo di fronte alla nascita di un albo.
            L'elenco dei valutatori è un elenco dove le aziende dotate dei requisiti si iscrivono e svolgono l'attività di valutazione dei siti dei privati. Se e' cosi' (Ma rscano chi e'? Uno del Ministero?) c'e' quindi una prima scrematura, tipica di un albo.
            Non penso nemmeno che si paghi per entrare
            nell'elenco... tra l'altro queste modalità di mantenimento del
            requisito penso saranno esclusivamente di tipo "tecnico e professionale". Al momento non è ancora stato definito nulla
            quindi queste paure sono del tutto infondate.Se e' una riposta ufficiale puzza parecchio. In Italia si e' _sempre_ fatto come scritto nell'articolo. Quindi le paure sono _fondatissime_Rimane da dimostrare che _solo in questo caso_ non sia cosi'.Se non e' una risposta ufficiale, ok, ognuno ha le sue opinioni.

            3. Quelli che stanno nell'elenco, hanno

            maggior possibilità di lavorare?
            poter fornire servizi alle P.A.. La legge
            parla chiaro all'art. 4 dove dice che nelle
            gare di fornitura si valuta l'offerta
            tecnica prima di quella economica e non si
            parla di valutazione rispetto ad iscrizioni
            ad elenchi.Qui mi sembrano paraocchi. Credo di capire che non è una risposta ufficiale perche' nel CV di chi partecipera' alle gare l'iscrizione o meno verra' fuori.Ma perche' Stanca non ci dice come stanno le cose (magari prende un impegno pubblico che un domani gli si puo' rinfacciare se poi le cose vanno altrimenti) ?
          • rscano scrive:
            Re: No, eh!
            - Scritto da: Anonimo

            Direi che siamo di fronte alla nascita di un
            albo.E cosa ti porta a tale considerazione?

            L'elenco dei valutatori è un
            elenco dove le aziende dotate dei requisiti
            si iscrivono e svolgono l'attività di
            valutazione dei siti dei privati. valutazione "su richiesta".
            Se e' cosi' (Ma rscano chi e'? Uno del
            Ministero?) c'e' quindi una prima
            scrematura, tipica di un albo.Rscano è Roberto Scano, papà della Campa-Palmieri ecc. ecc. :)Tu la vedi come albo, io la vedo come elenco di aziende che garantiscono la conformità.Ripeto: parliamo di un bollino rilasciato dallo Stato previa presentazione di una dichiarazione di una realtà di valutazione.
            Se e' una riposta ufficiale puzza parecchio.
            In Italia si e' _sempre_ fatto come scritto
            nell'articolo. Quindi le paure sono
            _fondatissime_
            Rimane da dimostrare che _solo in questo
            caso_ non sia cosi'.
            Se non e' una risposta ufficiale, ok, ognuno
            ha le sue opinioni.La risposta ufficiale la può dare solo il Ministero: io sono uno degli "operai" che sta creando le regole tecniche mentre il regolamento è stato creato da altri :)
            Qui mi sembrano paraocchi. Credo di capire
            che non è una risposta ufficiale
            perche' nel CV di chi partecipera' alle gare
            l'iscrizione o meno verra' fuori.E pure se viene fuori non ha valenza in quanto vengono valutati innanzitutto i requisiti tecnici, e poi quelli economici (non risulta sulla legge una "preferenza" per i "bollinati").
            Ma perche' Stanca non ci dice come stanno le
            cose (magari prende un impegno pubblico che
            un domani gli si puo' rinfacciare se poi le
            cose vanno altrimenti) ?ribadendo che parlo per me stesso, probabilmente perchè sono tutti discorsi campati in aria visto che i documenti ufficialmente approvati ed operativi non parlano di albi o corporazioni.
          • Anonimo scrive:
            Re: No, eh!
            Allusivo a che?Una delle caratteristiche più fastidiose degli ordini professionali è proprio quella di dover pagare per entrarci, per restarci e per poter escludere altri dalla stessa professione.Se l'Elenco avesse queste tre caratteristiche allora avrebbe gli stessi effetti di un ordine professionale e quindi realizzerebbe le paure del sig. Calvo.Ma tu argomenti, mi sembra in maniera piuttosto assennata, che così non è, o quantomeno non del tutto (sì bisognerà dimostrare le competenze tecniche, insomma una sorta di esame, ma qualcosa ci vuole...)Quindi... allusivo a che?Ingenuo 2001- Scritto da: rscano

            - Scritto da: Anonimo

            Tre semplici domande:



            1. Per entrare nell'elenco si sostiene
            un

            esame, magari a pagamento?

            Non esiste elenco per persone fisiche,
            quindi non esiste un albo. L'elenco dei
            valutatori è un elenco dove le
            aziende dotate dei requisiti si iscrivono e
            svolgono l'attività di valutazione
            dei siti dei privati. Tanto per fare un
            esempio, se l'azienda X vuole iscriversi
            all'elenco dovrà dimostrare di avere
            non solo le competenze ma anche le strutture
            idonee per valutare un sito web. Forse il
            sig. Calvo non sa bene cosa sia un panel di
            valutazione e pensa che valutare i siti web
            sia solamente passare qualche pagina in modo
            random a Bobby o ad altro sistema di
            valutazione?


            2. E' necessario pagare, magare tutti
            gli

            anni per restare nell'elenco?

            Non penso nemmeno che si paghi per entrare
            nell'elenco... tra l'altro queste
            modalità di mantenimento del
            requisito penso saranno esclusivamente di
            tipo "tecnico e professionale". Al momento
            non è ancora stato definito nulla
            quindi queste paure sono del tutto
            infondate.



            3. Quelli che stanno nell'elenco, hanno

            maggior possibilità di lavorare?

            Per quale motivo? Sono aziende che
            probabilmente già forniscono servizi
            (ripeto che la gestione di un laboratorio di
            usabilità con panel di utenti non
            è cosa da tutti sia a livello di
            professionalità che a livello di
            costi) e nessuno vieterà a nessuno di
            poter fornire servizi alle P.A.. La legge
            parla chiaro all'art. 4 dove dice che nelle
            gare di fornitura si valuta l'offerta
            tecnica prima di quella economica e non si
            parla di valutazione rispetto ad iscrizioni
            ad elenchi.


            Se la risposta alla tre domande è

            sì, allora ha ragione il signor

            Calvo, se è no allora ha ragione
            il

            signor rscano

            Di solito si dice: la ragione sta nel
            mezzo... ma in questo caso (viste anche le
            discussioni in materia a cui ha partecipato
            anche Calvo), questo intervento allusivo
            poteva proprio esser risparmiato.
          • rscano scrive:
            Re: No, eh!
            - Scritto da: Anonimo
            Una delle caratteristiche più
            fastidiose degli ordini professionali
            è proprio quella di dover pagare per
            entrarci, per restarci e per poter escludere
            altri dalla stessa professione.Ecco dimmi dove nei documenti ufficiali trovi scritto che per entrare nell'elenco dei valutatori (che - ribadisco - non sono persone fisiche "singole") bisogna pagare. I requisiti che saranno stabiliti saranno ben altri, stai tranquillo.
            Se l'Elenco avesse queste tre
            caratteristiche allora avrebbe gli stessi
            effetti di un ordine professionale e quindi
            realizzerebbe le paure del sig. Calvo.No perchè il sig. Calvo ha dimostrato di non conoscere la normativa: ventila la paura di non poter più fornire servizi alle P.A. (cosa che presumo già fa) mentre i valutatori saranno esclusivamente legati al privato e non alle P.A.
            Ma tu argomenti, mi sembra in maniera
            piuttosto assennata, che così non
            è, o quantomeno non del tutto
            (sì bisognerà dimostrare le
            competenze tecniche, insomma una sorta di
            esame, ma qualcosa ci vuole...)Non argomento parlo perchè in via diretta sono coinvolto nella stesura degli altri documenti collegati al regolamento e questo problema ventilato da Calvo non esiste.

            Quindi... allusivo a che?

            Ingenuo 2001

            - Scritto da: rscano



            - Scritto da: Anonimo


            Tre semplici domande:





            1. Per entrare nell'elenco si
            sostiene

            un


            esame, magari a pagamento?



            Non esiste elenco per persone fisiche,

            quindi non esiste un albo. L'elenco dei

            valutatori è un elenco dove le

            aziende dotate dei requisiti si
            iscrivono e

            svolgono l'attività di
            valutazione

            dei siti dei privati. Tanto per fare un

            esempio, se l'azienda X vuole iscriversi

            all'elenco dovrà dimostrare di
            avere

            non solo le competenze ma anche le
            strutture

            idonee per valutare un sito web. Forse
            il

            sig. Calvo non sa bene cosa sia un
            panel di

            valutazione e pensa che valutare i siti
            web

            sia solamente passare qualche pagina in
            modo

            random a Bobby o ad altro sistema di

            valutazione?




            2. E' necessario pagare, magare
            tutti

            gli


            anni per restare nell'elenco?



            Non penso nemmeno che si paghi per
            entrare

            nell'elenco... tra l'altro queste

            modalità di mantenimento del

            requisito penso saranno esclusivamente
            di

            tipo "tecnico e professionale". Al
            momento

            non è ancora stato definito nulla

            quindi queste paure sono del tutto

            infondate.






            3. Quelli che stanno nell'elenco,
            hanno


            maggior possibilità di
            lavorare?



            Per quale motivo? Sono aziende che

            probabilmente già forniscono
            servizi

            (ripeto che la gestione di un
            laboratorio di

            usabilità con panel di utenti non

            è cosa da tutti sia a livello di

            professionalità che a livello di

            costi) e nessuno vieterà a
            nessuno di

            poter fornire servizi alle P.A.. La
            legge

            parla chiaro all'art. 4 dove dice che
            nelle

            gare di fornitura si valuta l'offerta

            tecnica prima di quella economica e non
            si

            parla di valutazione rispetto ad
            iscrizioni

            ad elenchi.




            Se la risposta alla tre domande
            è


            sì, allora ha ragione il
            signor


            Calvo, se è no allora ha
            ragione

            il


            signor rscano



            Di solito si dice: la ragione sta nel

            mezzo... ma in questo caso (viste anche
            le

            discussioni in materia a cui ha
            partecipato

            anche Calvo), questo intervento allusivo

            poteva proprio esser risparmiato.
    • rscano scrive:
      Re: No, eh!
      Questa è una circolare dell'Unione Italiana Ciechi ed ha valenza interna. Proprio questa è scaturita a seguito di una precedente dove veniva dichiarato l'elenco come "ai sensi e per gli effetti della legge 04/2004".La legge, ripeto, e nemmeno il regolamento (che - a differenza di quanto dice Calvo non lo stanno scrivendo ma è già in fase di passaggio tra gli organi competenti, dopo l'approvazione del consiglio dei ministri) e nemmeno le regole tecniche che stiamo scrivendo dichiarano che per fornire servizi web alle P.A. bisogna essere iscritti ad un "elenco".All'elenco si iscrive esclusivamente la realtà aziendale (leggersi per bene il documento sulla valutazione dei siti web in pubbliaccesso.it) che ha dei requisiti tecnici tali da garantire la valutazione dei siti web non solo a livello "tecnico" ma anche a livello "umano" con un panel di utenti che testano il sito.Inoltre, ripeto ancora, questo tipo di valutazione non è prevista per le P.A. quindi, a questo punto, molto rumore per nulla? Voglia di protagonismo? Mah!
      • Anonimo scrive:
        Re: No, eh!

        All'elenco si iscrive esclusivamente la
        realtà aziendale (leggersi per bene
        il documento sulla valutazione dei siti web
        in pubbliaccesso.it) che ha dei requisiti
        tecnici tali da garantire la valutazione dei
        siti web non solo a livello "tecnico" ma
        anche a livello "umano" con un panel di
        utenti che testano il sito.Quindi si iscrivono imprese per controllare imprese.Ergo...
        • rscano scrive:
          Re: No, eh!
          - Scritto da: Anonimo
          Quindi si iscrivono imprese per controllare
          imprese.
          Ergo...Ergo cosa?E' la stessa cosa che avviene per le ISO: chi vuole il bollino lo richiede e viene valutato (ripeto, per le aziende). La legge prevede solo segnalazione di merito per i siti che si distinguono per l'accessibilità: ci saranno secondo te così tante aziende che andranno a spendere decine di milioni per avere un bollino che non porta benefici a carattere "fiscale" o di "agevolazioni"?
          • Anonimo scrive:
            Re: No, eh!

            chi vuole il bollino lo richiede e viene
            valutato (ripeto, per le aziende). Bollino = Albo
            decine di milioni ??????????Siamo matti?
          • rscano scrive:
            Re: No, eh!
            - Scritto da: Anonimo

            chi vuole il bollino lo richiede e viene

            valutato (ripeto, per le aziende).

            Bollino = Albo
            Mi spieghi questa risposta?

            decine di milioni

            ??????????
            Siamo matti?Forse non hai letto cosa si intende per valutazione: visita pubbliaccesso.it e leggi la metodologia per la valutazione dei siti web pubblici (Prof. Sebastiano Bagnara).Un panel di utenti è quantomeno formato da 8-10 persone che devono superare dei task assegnati (questo per la valutazione "soggettiva"). Vi è poi la valutazione tecnica, ossia il controllo della conformità per il codice.Quante persone pensi servano per valutare completamente accessibilità ed usabilità di un sito di un'azienda?
          • rscano scrive:
            Re: No, eh!
            di vecchie lire eh... non di Euro :)
          • Anonimo scrive:
            Ecco dove' il business!!!

            Un panel di utenti è quantomeno
            formato da 8-10 persone che devono superare
            dei task assegnati Certoci vorranno decine di milioni ogni voltaun affarone per chi lo chiede ma soprattutto un affarone per chi valutaAHAHAHAHAbeh complimenti a chi riesce a metterci il culo dentro
          • rscano scrive:
            Re: Ecco dove' il business!!!
            - Scritto da: Anonimo
            Certo
            ci vorranno decine di milioni ogni volta
            un affarone per chi lo chiede ma soprattutto
            un affarone per chi valutaPiù che altro è una metodologia seria di valutazione alla quale proprio per questione di costi non era corretto obbligare la P.A.
            AHAHAHAHA
            beh complimenti a chi riesce a metterci il
            culo dentroIo no di sicuro, ma non per questo batto i piedi per terra come Calvo :) Ed in ogni caso voglio proprio vedere quanti e quali saranno i siti web che richiederanno il "bollino"... Saranno quelli pseudo-istituzionali (Telecom, ecc. ecc.)
          • ocram scrive:
            Re: No, eh!

            ci saranno secondo te così tante aziende
            che andranno a spendere decine di
            milioni per avere un bollino che non
            porta benefici a carattere "fiscale"
            o di "agevolazioni"?E' una linea di difesa bizzarra. Secondo te il provvedimento è buono in quanto nessuno lo metterà in pratica?Proprie perché costerà molto, proprio perché alcuni si stanno muovendo "di sottecchi" e con energia per approvarlo, ci voglio vedere chiaro. Tu ci dici: non vi preoccupate, non serve a niente e costa un sacco di soldi.Può anche darsi che sia così, ma che sia un elenco innocuo che non creerà artificiose barriere di ingresso al mercato del Web preferirei vederlo scritto nero su bianco sul regolamento.Ciao.
      • Anonimo scrive:
        Re: No, eh!
        - Scritto da: rscano
        All'elenco si iscrive esclusivamente la
        realtà aziendale (leggersi per bene
        il documento sulla valutazione dei siti web
        in pubbliaccesso.it) che ha dei requisiti
        tecnici tali da garantire la valutazione dei
        siti web non solo a livello "tecnico" ma
        anche a livello "umano" con un panel di
        utenti che testano il sito.Non esiste un'azienda esperta di accessibilità, esistono solo suoi dipendenti o collaboratori che si intendono di accessibilità. Non stiamo parlando di "impianti a norma" e simili, ma di un qualcosa legato al singolo dipendente. Come si può dare ad una azienda questo riconoscimento quando questo è tutto merito di una singola persona?E se questa persona viene cacciata dopo l'ottenimento del bollino ed al suo posto prendono un ragazzino pagato 2 Euro con contratto irregolare (come fanno quasi tutte le aziende), il "riconoscimento" se lo porta via il dipendente o resta all'azienda?
        Inoltre, ripeto ancora, questo tipo di
        valutazione non è prevista per le
        P.A. quindi, a questo punto, molto rumore
        per nulla? Voglia di protagonismo? Mah!Stiamo solo cercando di capire come funziona questa cosa, perché non è molto limpida e non se ne capiscono i benefici per la comunità.
        • rscano scrive:
          Re: No, eh!
          - Scritto da: Anonimo
          Sono comunque legati alle singole persone.
          Perché l'azienda, in se' è una
          scatola vuota. Non credo che il proprietario
          si intenda di qualcosa, solitamente il
          proprietario mette i soldi ma non capisce
          nulla di cose tecniche, a parte quelle della
          sua automobilona. :)Certamente: è legato alle persone ed alle tecnologie di valutazione.
          Appunto, mi fai capire che il riconoscimento
          è legato all'azienda. Dunque se
          quell'uno (o 2, 3) dipendenti se ne vanno,
          l'azienda resta comunque titolare del
          marchio "distributore bollini".Se decadono i requisiti (persone competenti e tecnologie) allora l'azienda esce dall'elenco.
          I costi per il cittadino sarebbero
          indiretti: ovvero i siti bollinati
          costerebbero di più, a pari
          caratteristiche.Scusa ma qui non ti seguo: se voglio comprare qualcosa con il bollino so che vado incontro ad un costo superiore no? E poi, tra l'altro, mi pare diverso chiedere lo sviluppo di un sito web accessibile dal chiedere un sito web accessibile ed usabile "al fine di ottenere il bollino". E ripeto che tale bollino sarà appetibile preferibilmente da grandi aziende, che vogliono "vantarsi" di essere "belle e accessibili ed usabili".
          O meglio: di quanto *erano* bravi in quel
          momento, perché si fa presto a
          sputtanare un sito.
          Se il bollino venisse concesso solo dietro
          pagamento, sarebbe una discriminante in base
          al censo, e non all'accessibilità. Ma
          questo ancora non l'ho capito, se si paga o
          no, anche se mi sembra strano che delle
          aziende lavorino gratis.Allora è discriminante anche l'accesso ai cinema, l'uso dell'eurostar al posto dell'intercity? Non gettiamola su queste cose per piacere dai, stiam seri. Il "bollino" sarà concesso previa presentazione di un'attestazione di superamento dei requisiti da parte di valutatore (azienda), punto.
          Il mio timore è che, essendo il
          Italia, alla fine si dovrà pagare una
          bustarella all'azienda bollinatrice per
          ottenere un bollino, con sito accessibile o
          meno. Aziende indicate dal ministero poi,
          dunque già si parte con forti
          sospetti.Ricorda che esiste la possibilità di segnalare discrepanze sul bollino e a tal punto si apre un "contenzioso" sul rilascio dello stesso.... non vorrei essere un'azienda che viene pizzicata nel rilascio "facile" di bollini anche perchè sicuramente ci saranno le associazioni di disabili o chi attacca l'elenco che saranno pronti a fare denunce.
          Lasciamo che si occupino dei processi di
          Silvio, di leggi pro evasione, condoni, pro
          ecomafia e salva ladri, non facciamogli
          toccare argomenti che non conoscono,
          rischiano solo di fare danni (Legge Urbani
          docet).Qui non è Urbani, è Stanca e se vedi i nomi di chi sta scrivendo le regole tecniche, questi gruppi sono formati da tutte le tipologie di esperti, dal mondo MS al mondo Linux :)
          • ocram scrive:
            Re: No, eh!

            non vorrei essere un'azienda che
            viene pizzicata nel rilascio
            "facile" di bolliniNon sono previste sanzioni e nemmeno multe, a quanto mi risulta. Non sono un esperto di diritto, ma se le cose stanno così l'azienda spara bollini falsi intasca un bel po' di soldi dai clienti (per altro ben contenti di non dover fare davvero un sito accessibile), e nel peggiore dei casi (ma vorrei prima vederlo, nella patria dei condoni) viene cancellata dall'elenco. Al quale si può re-iscrivere dopo 24 ore (non vedo infatti neanche alcun divieto in tal senso... Ripeto: potrei sbagliare, ma in tal caso per favore dicci dove leggerlo).Il punto veramente importante comunque non è questo. La cosa essenziale è che questi bollini non diventino un modo per chiudere il mercato.Ciao.
          • rscano scrive:
            Re: No, eh!
            - Scritto da: ocram
            Non sono previste sanzioni e nemmeno multe,
            a quanto mi risulta. In quella legge no, ma esistono parecchi reati (falso in atto pubblico - in quanto in quel caso il valutatore agisce in nome e per conto del ministero, truffa commerciale, ecc .ecc.).
            Non sono un esperto di
            diritto, ma se le cose stanno così
            l'azienda spara bollini falsi intasca un bel
            po' di soldi dai clienti (per altro ben
            contenti di non dover fare davvero un sito
            accessibile), e nel peggiore dei casi (ma
            vorrei prima vederlo, nella patria dei
            condoni) viene cancellata dall'elenco. Al
            quale si può re-iscrivere dopo 24 ore
            (non vedo infatti neanche alcun divieto in
            tal senso... Ripeto: potrei sbagliare, ma in
            tal caso per favore dicci dove leggerlo).Ripeto che ciò che dici è puro vaneggiamento, visto che le regole di ammissione e di mantenimento dello status devono ancora scriverle.
            Il punto veramente importante comunque non
            è questo. La cosa essenziale è
            che questi bollini non diventino un modo per
            chiudere il mercato.Il problema per cui critico questa lettera è proprio questo: il bollino non chiude le forniture per le P.A. ma è solamente un riconoscimento per i privati che vogliono il bollino che, IMHO, saranno molto pochi visto che non ci sono benefici diretti.
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