Di valigie nucleari e fragole marziane

I vertici della NASA pensano ad un piccolo reattore a fissione da preferire all'energia solare per gli ambienti più ostici di Marte. Egli astronauti potranno coltivare verdura e frutta nello spazio

Roma – Hanno unito i rispettivi sforzi progettuali, al lavoro su un reattore nucleare delle dimensioni di una comune valigia . NASA e Department of Energy (DOE) sembrano così decisi ad accantonare momentaneamente l’energia solare, almeno per le prossime spedizioni su Marte come sul suolo lunare.

“La grande differenza tra un reattore solare e uno nucleare è che quest’ultimo può produrre energia in qualsiasi ambiente”, ha spiegato James Werner del National Laboratory presso il DOE. L’energia nucleare sembra dunque preferibile per una questione di migliore performance in ambienti bui o cavernosi .

Lo stesso Werner ha sottolineato come un sistema energetico a fissione possa generare almeno 40 kilowatt sul territorio lunare , praticamente la quantità d’energia necessaria ad alimentare un gruppo di 8 abitazioni sulla Terra. Sempre secondo i vertici del DOE, i sistemi a fissione sarebbero attualmente sicuri e convenienti, soprattutto se contenuti in piccoli reattori.

Nel frattempo, i ricercatori NASA presso lo Space Food Systems Laboratory di Houston hanno parlato di astronauti-agricoltori dello spazio, ovvero capaci di coltivare su Marte pomodori e lattuga. Una novità ambiziosa che potrebbe spezzare il problema del razionamento del cibo a bordo di shuttle e stazioni spaziali.

Stando alla visione offerta dal team legato al Johnson Space Center , gli astronauti potranno contare su sistemi biorigeneranti che trasformerebbero gli habitat marziani in campi da seminare a grano o fragole .

Mauro Vecchio

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  • rudy scrive:
    autority diverse nei diversi browsers
    Nel bloccare manualmente l'autority ho visto che in browser diversi le autority non sono le stesse, in particolare Opera (che ha un controllo dei certificati che gli utenti degli altri browser se lo sognano..) non da trust a Diginotar. Immagino che google o chi usi autority diverse dalle universali (verisign equifax, aime' comodo.. etc) testi il browser prima di decidere che certificato usare..
  • Paolo scrive:
    Non proprio un furto...
    Non è propriamente un "furto di certificato", ma una "emissione fraudolenta". E' come se avessero emesso una carta di identità a vostro nome, ma con la foto di un'altra persona: la carta di identità è perfettamente valida (non è contraffatta ed esiste veramente nei database), però la foto è quella di un'altra persona che così vi può impersonare.Il problema che sta diventando sempre più evidente è che la sicurezza e l'affidabilità del sistema SSL sta tutta nell'integrità delle "certificate authority" che emettono i certificati. Fortunatamente Firefox e Chrome accedono anche a blacklist parallele che tengono traccia di certificati non più affidabili o revocati e lo stesso dovrebbe fare MS a livello di sistema operativo.
    • Osvaldo scrive:
      Re: Non proprio un furto...
      - Scritto da: Paolo
      Il problema che sta diventando sempre più
      evidente è che la sicurezza e l'affidabilità del
      sistema SSL sta tutta nell'integrità delle
      "certificate authority" che emettono i
      certificati.Mi vengono i brividi se penso a cosa potrebbe succedere ai servizi di home banking.Se dal phishing si dovesse passare ad attacchi di questo genere stiamo freschi, minare le SSL significa minare le stesse fondamenta su cui oggi si basa la credibilità della rete Internet.
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