Rifiuti spaziali, l'idea italiana

Una ricerca dell'Agenzia Spaziale descrive un sistema robotico in grado di fare piazza pulita dei grossi detriti che infestano l'alta atmosfera. Ma il vero ostacolo è la politica

Roma – Ci ha pensato la NASA , ci hanno pensato i russi e ora ci pensano anche i ricercatori italiani: Marco Castronuovo e i colleghi dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) hanno messo a punto un sistema robotico di “netturbino spaziale”, un progetto pensato per risolvere in maniera pratica e sicura il sempre più impellente problema dei relitti che se ne vanno placidamente alla deriva ai confini fra la Terra e il nero mare dell’infinito.

Lo studio di Castronuovo & soci prevede di lanciare nello spazio un robo-satellite con a bordo una serie di “dispositivi deorbitanti”, “kit” di razzi e propellente solido da attaccare ai rifiuti spaziali con un braccio robotico una volta eseguito il rendezvous con il pattume tramite un altro braccio robotico. Ai razzi spetterà infine il compito di far scendere i rifiuti nella bassa atmosfera così da poter essere catturati dalla forza di gravità e finire disintegrati durante la discesa .

“È nostra opinione che il problema sia complesso e piuttosto urgente – spiega Castronuovo alla BBC – Il momento di agire è adesso, perché se passa ancora del tempo saremo costretti a rimuovere un numero di frammenti ancora maggiore”.

Secondo i calcoli del team di Castronuovo, a un’altitudine di circa 850 chilometri si trovano 60 potenziali “minacce” di dimensioni sensibili, due terzi dei quali pesano oltre tre tonnellate ciascuna mentre viaggiano a una velocità di crociera di 27mila chilometri orari.

Ma il problema principale nell’affrontare la questione dei rifiuti spaziali non è tecnologico, dice Castronuovo, piuttosto è politico: una buona parte delle “minacce” più immediatamente riconoscibili è stata sparata in orbita da governi e organizzazioni che non hanno alcuna intenzione di rilasciare il nulla osta per la loro rimozione
a chicchessia, fosse anche per il solo scopo di far bruciare in caduta libera dispositivi non più operativi.

Alfonso Maruccia

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  • giorgio bernini scrive:
    quotidiani cartacei e tablet
    Quando un azienda è prossima alla bancarotta tende inconsciamente, presa dalla disperazione e non accettazione del nefasto evento, ad accelerarne il proXXXXX.Non credo sia vendendo tablet o facendoli produrre su misura (ancor peggio poichè sicuramente avranno delle limitazioni)che le persone torneranno ad abbonarsi a quotidiani. Tablet a basso costo ci sono già (finanziamenti ad hoc, operatori di telefonia mobile che li offrono in comodato d' uso, sconti rilevandi presso la gdo). Inoltre l'informazione, le news gratuite sono già presenti on line da tempo, senza vincoli di sorta.In sintesi, non credo vi siano soluzioni possibili reali e non palliative. La carta stampata è vicina al tramonto, le carrozze lasciano il posto alle auto e le lavatrici all' acqua dei fiumiciattoli. Si chiama Cambiamento, evoluzione, progresso dirsivoglia. Non sono i tablet di per sè a determinare la fine della carta stampata, loro non sono altro che un mezzo di fruizione pur se comodo ed efficace. E' l' intero "sistema" che è cambiato e non siamo che agli inizi. L' epoca del "paga, leggi e stai zitto" sta per finire (per fortuna)e la volontà da parte di molti editori di fornire tablet in ambio di abbonamenti non è che un indiretta ammissione della loro fine ed estinzione. Dio sia lodato.
    • zizzo scrive:
      Re: quotidiani cartacei e tablet

      agli inizi. L' epoca del "paga, leggi e stai
      zitto" sta per finire (per fortuna)e la volontàSì, è l'epoca del se vuoi che ti pago pubblica il gatto che fa mozart con i peti e stai zitto sennò la massa di deficienti non clicca.Poi non so se è colpa dell'editore e giornalista pavido, del gratis o della massa, ma di informazione online seria senza dietro una redazione che fa la versione pagata, anche solo quella su carta, mi sembra di vederne poco.Invece del tablet da 4 soldi magari castrato (c'è un mio amico che ne ha da vendere uno stock nuovissimi, potentissimi e pure molto simili agliu iPad... potrebbero mettersi d'accordo), ci regalassero un ampio foglio di e-ink fatto apposta per lunghe e rislassanti letture...
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