Dipendenza da Internet? Chi semplifica sbaglia

Aumentano i disintossicandi che si rivolgono alle cliniche per liberarsi dalla dipendenza da Internet, dopo gli ultimatum di consorti e datori di lavoro. Gli studiosi avvertono: è spesso una manifestazione di disagi più profondi

Roma – Un netizen americano su otto è insonne, trascorre le sue giornate a controllare compulsivamente la casella di posta elettronica, è morbosamente attratto dai programmi di messaggeria. Dipendenza da Internet, aveva sentenziato una ricerca effettuata dalla Scuola di Medicina della Stanford University, lo scorso ottobre. Le cliniche iniziano a registrare l’affluenza di persone che vorrebbero disintossicarsi dalla dipendenza da Internet, e spesso il loro disagio nasconde tendenze depressive e problemi nell’ambito delle relazioni quotidiane.

Lo ha rivelato ad AFP il dottor Elias Aboujaoude , docente presso il dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali dell’Università di Stanford.

Aboujaoude ha osservato un sensibile aumento di coloro che si rivolgono agli specialisti, preoccupati del fatto che Internet abbia un impatto negativo sulla propria vita. Negano, si giustificano, minimizzano. Ma quando il consorte, furente, minaccia il divorzio accusandolo di strisciare fuori dal talamo per ottundersi con i giochi online, o quando il capufficio redige un richiamo disciplinare, si sentono costretti a confessare il disagio .

La tendenza colpirà anche l’Italia? Una recente ricerca commissionata da Logitech rivela che, per gli italiani dotati di notebook, il tempo trascorso davanti allo schermo supera decisamente quello condiviso con il partner. Non è dato sapere se le motivazioni lavorative addotte mascherino una dipendenza da Internet. O piuttosto una disaffezione nei confronti dei più opprimenti partner italiani.

Già nel 2002, si legge nel report dell’Università di Stanford, il sessanta per cento delle aziende consultate in un’indagine aveva pensato di regolamentare l’uso di Internet presso le postazioni di lavoro; oltre il trenta per cento di queste aziende rivelava di aver preso seri provvedimenti nei confronti dei dipendenti.

La sindrome di dipendenza da Internet sta acquistando sempre più legittimità. Information Week ha rivelato che un dipendente di IBM, licenziato per aver abusato delle chat (chat erotiche, si vocifera) durante le ore di lavoro, ha fatto appello al suo disturbo compulsivo, chiedendo ad IBM un risarcimento di cinque milioni di dollari. La notizia è stata ripresa anche sul blog del Center for Internet Addiction Recovery : viene accolta con favore la prospettiva per cui le aziende si dovrebbero occupare della riabilitazione dei loro dipendenti ” netaholici “.

Le manifestazioni della dipendenza dal Web non si limitano alla fruizione maniacale di pornografia o al gioco d’azzardo online: queste sono dipendenze “tradizionali”, che chiamano in causa Internet solo come canale. Controllare l’email ogni cinque minuti, aggiornare compulsivamente il proprio blog con nuovi post: questi sono “segnali di allarme che indicano un vero problema”, dichiara Aboujaoude, raccomandando nel contempo di usare prudenza nel parlare di dipendenza da Internet.
Il refresh continuo delle email, l’assuefazione alle chat e ai giochi online, infatti, mascherano sovente un disturbo comportamentale più vasto , che affligge l’individuo nella sua vita quotidiana.

La dipendenza da Internet , spesso, è una manifestazione , o una conseguenza di depressione o di difficoltà nelle relazioni faccia a faccia, problematiche che inducono l’individuo a segregarsi davanti alla fredda luce del monitor. Questo isolamento non può che complicare la situazione: l’innaturale vita virtuale in cui si scivola, afferma Aboujaoude, è spesso difficile da scindere dalla vita reale .

La dipendenza da Internet sembra non conoscere frontiere né differenze di età. Nei giorni scorsi, riporta China.org , il Centro nazionale cinese per i Bambini ha rilasciato un report in cui si sono sondate le abitudini online dei minorenni cinesi. Il 13,2 per cento di questo segmento di netizen soffre di dipendenza da Internet, avverte il report, pur non specificando chiaramente la natura di sintomi e manifestazioni della dipendenza.

L’indagine appare come uno strumento di pressione sul governo, per ottenere un giro di vite che sappia tutelare i giovani. La Repubblica Popolare Cinese aveva già preso provvedimenti in merito: si era dotata di una clinica per la disintossicazione, aveva meditato di limitare a tre ore l’uso dei videogiochi e aveva tentato di proibire agli oltre 15 milioni di giovani netizen l’accesso agli Internet point.

Mentre l’ American Psychiatric Association sta meditando di inserire l’ Internet Addiction Disorder nel prossimo manuale diagnostico, molti dissentono.

Johnatan Bishop , ricercatore esperto in comunità virtuali, è scettico: Internet è un ambiente , al pari della vita reale, e le persone possono dipendere da alcuni aspetti della vita su Internet ma non da Internet in sé.

Il blog di Psychcentral , in linea con la posizione di Aboujaoude, invita alla prudenza, a non semplificare. Considera l’Internet Addiction Disorder l’attuale volto della ricorrente minaccia tormentone della dipendenza dai media.

Gaia Bottà

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  • Anonimo scrive:
    Microzozz
    il buco del cuxo l'hai già brevettato?
  • architect scrive:
    E a noi?
    È quasi comico come sembri quasi che l'utente sia veramente interessato a quale ca$$o di pubblicità viene mandata in onda... O forse sono soltanto io, che meno ce n'è meglio sto? :s
    • Anonimo scrive:
      Re: E a noi?
      - Scritto da: architect
      È quasi comico come sembri quasi che l'utente sia
      veramente interessato a quale ca$$o di pubblicità
      viene mandata in onda... O forse sono soltanto
      io, che meno ce n'è meglio sto?
      :sOvvio, ma mica deve essere una notizia che interessa solo l'utente. Pensa a un imprenditore che ha un nuovo modo per far conoscere i suoi prodotti.E poi anche all'utente può interessare, magari in questo modo gli viene data la possibilità di scaricare evedere in modo veloce e comodo programmi da un enorme database. Loro ci mettono la pubblicità e tu li vedi gratis.
      • Anonimo scrive:
        Re: E a noi?

        Loro ci mettono
        la pubblicità e tu li vedi
        gratis.Si, infatti visto che la Rai da qualche anno ha introdotto la pubblicità in mezzo ai film, ha levato il canone.Sogna, sogna
  • Anonimo scrive:
    Su linux non c'è
    Linux non ha advertising.. linux è bello... ahhhh come godo con liinux.. kernel.. compilare.. gecko.. X.. compila.. compila..è tutto gratis.. kernel.. kernel... ahhhh ahhhh.... shell... ls... tutto free... riconosce tutto... si installa con un click... microsoft e le sue pubbicità a pagamento con le quali tagliano gli alberi della foresta tropicale, finanziano berlusconi, seminano la fame nel mondo e inquinano i mari ..non comprate winzozz M$, installate linux, niente pubblicità, tutto free, aaahhh ahhhh...
    • Anonimo scrive:
      Re: Su linux non c'è
      - Scritto da:
      Linux non ha advertising.. linux è bello... ahhhh
      come godo con liinux.. kernel.. compilare..
      gecko.. X.. compila..
      compila..Il TiVo sia proprio basato su linux e ha la pubblicità che non puoi saltare e il DRM di windows(te lo dico anche se la tua è una trollata contro linux)
      • outkid scrive:
        Re: Su linux non c'è
        e' proprio vero.. la mamma degli imbecilli e' sempre in cinta.. e scommetto che aspetti un fratellino..
      • Anonimo scrive:
        Re: Su linux non c'è
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Linux non ha advertising.. linux è bello...
        ahhhh

        come godo con liinux.. kernel.. compilare..

        gecko.. X.. compila..

        compila..

        Il TiVo sia proprio basato su linux e ha la
        pubblicità che non puoi saltare e il DRM di
        windows
        (te lo dico anche se la tua è una trollata contro
        linux)esiston o tanti trollo ni contro windo... Trollone!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Su linux non c'è
      - Scritto da:
      Linux non ha advertising.. linux è bello... ahhhh
      come godo con liinux.. kernel.. compilare..
      gecko.. X.. compila..
      compila..
      è tutto gratis.. kernel.. kernel... ahhhh
      ahhhh.... shell... ls... tutto free... riconosce
      tutto... si installa con un click...

      microsoft e le sue pubbicità a pagamento con le
      quali tagliano gli alberi della foresta
      tropicale, finanziano berlusconi, seminano la
      fame nel mondo e inquinano i mari
      ..
      non comprate winzozz M$, installate linux, niente
      pubblicità, tutto free, aaahhh
      ahhhh...Ecco quello che succede ad utilizzare Windows.Dopo un po' anche il cervello va in...crash!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Su linux non c'è
      - Scritto da:
      Linux non ha advertising.. linux è bello... ahhhh
      come godo con liinux.. kernel.. compilare..
      gecko.. X.. compila..
      compila..
      è tutto gratis.. kernel.. kernel... ahhhh
      ahhhh.... shell... ls... tutto free... riconosce
      tutto... si installa con un click...

      microsoft e le sue pubbicità a pagamento con le
      quali tagliano gli alberi della foresta
      tropicale, finanziano berlusconi, seminano la
      fame nel mondo e inquinano i mari
      ..
      non comprate winzozz M$, installate linux, niente
      pubblicità, tutto free, aaahhh
      ahhhh...sta zitto e goditi linux
  • Anonimo scrive:
    Il tasto forward?
    Non credo che permetteranno di saltarla la pubblicità.Semplicemente ci saranno apparecchi DVR blindati che faranno scaricare gli show e avranno al loro interno pubblicità sempre aggiornata. Cioè se mi scarico le prime puntate di x-files oggi avrò una pubblicità, se scaricherò gli stessi episodi un altro giorno ne avrò un'altre. Un ottimo modo per vendere spazi pubblicitari.
    • bowlingbpsl scrive:
      Re: Il tasto forward?
      - Scritto da:
      Non credo che permetteranno di saltarla la
      pubblicità.Gia' e' abbastanza faticoso, ADESSO. :-(Esempio, che mi ha imbufalito abbastanza: DVD "GLi Incredibili", piu' di MEZZ'ORA di pubblicita' autoincensante, prima del film. Ho riguardato lo scontrino, forse non l'avevo pagato soldi buoni?Inutile dire che il tasto "salta capitoli", non funziona. Le minacce (di morte?) in quattro lingue contro la copia pirata, fanno venire intensissimi pruriti alle parti intime, mentre si aspetta che quel tempo, trascorra. Se ci tolgono il tasto FF, e' la fine.(se esiste un firmware anti-DRM, sono favorevole ad installarlo. Per tutelare i MIEI diritti!)
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