Ieri è iniziato in California il processo che potrebbe diventare un importante precedente per altre simili cause. Meta e Google dovranno difendersi dalle accuse di una 20enne (le sue iniziali sono K.G.M.). La denuncia è stata presentata anche nei confronti di TikTok, ma l’azienda cinese ha sottoscritto un accordo extragiudiziale, come aveva fatto Snap il 20 gennaio.
Meta e Google a processo
La denuncia è stata presentata nel 2023 contro Google, Meta, Snap e TikTok. K.G.M. ha manifestato una dipendenza da YouTube, Facebook, Instagram, Snapchat e TikTok a causa delle funzionalità implementate per spingere gli utenti a rimanere sulle piattaforme, tra cui riproduzione automatica dei video e scrolling infinito. Ciò avrebbe scatenato depressione, ansia, autolesionismo e tendenze suicide.
Gli avvocati della 20enne hanno confermato di aver raggiunto un accordo extragiudiziale con TikTok poche ore prima l’avvio del processo con la scelta della giuria. Un simile accordo era stato sottoscritto con Snap la scorsa settimana. Non si conoscono i dettagli. Nella denuncia viene chiesto un risarcimento danni, oltre alla visualizzazione di avvisi sui rischi derivanti dall’uso prolungato dei social media.
Meta e Google saranno quindi le due aziende che dovranno difendersi dalle accuse. Durante il processo sono previste le testimonianze di Mark Zuckerberg (CEO di Meta) e Neal Mohan (CEO di YouTube). I rispettivi avvocati cercheranno di dimostrare che le piattaforme non sono responsabili dei contenuti pubblicati dagli utenti e che non esiste nessun chiaro collegamento tra uso dei social media e dipendenza dovuta alle funzionalità.
In base ai documenti resi pubblici e analizzati da The Tech Oversight Project, le aziende hanno intenzionalmente sviluppato le piattaforme per creare dipendenza e quindi ottenere profitti dalle ore trascorse online dai minori. Un dipendente di Meta scrive in un’email che Instagram è una droga.
Se verrà stabilita la colpevolezza di Meta e Google, altri simili procedimenti (sono migliaia) potrebbero avere lo stesso esito. Le aziende interessate rischiano risarcimenti di parecchi miliardi di dollari.