Diritto d'autore, occhio alle licenze

di Andrea Rossato - Dalla vicenda RadioRadicale vs. Daw c'è un insegnamento da trarre, quello secondo cui il diritto d'autore non è un diritto di proprietà. Ma spesso lo dimentichiamo

Roma – La vicenda che ha contrapposto il blogger Daw a Radio Radicale in merito all’applicazione di una licenza Creative Commons merita una qualche attenzione e, ritengo, un commento, ora che la controversia sembra essere giunta ad una soluzione che pare mettere d’accordo entrambe le parti.

I termini della questione sono stati riportati da Punto Informatico e mi limito pertanto ad una sintesi di quanto avvenuto. Un blogger, Daw, utilizzando spezzoni di un video reperibile sul sito di RadioRadicale.it, crea un video satirico che raffigura Capezzone e Pannella nelle vesti di due personaggi televisivi. Radio Radicale ha da tempo deciso di adottare, per tutto il materiale disponibile sul proprio sito, una licenza Creative Commons, la quale consente a ciascuno di utilizzare i contenuti della radio rispettando alcune semplici condizioni. Una sola, nel nostro caso: “Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza.”

In base a quanto si legge nella diffida che il legale di Radio Radicale ha inviato al blogger, costui dapprima non avrebbe riportato indicazione della fonte del materiale video utilizzato per la creazione dell’opera satirica, e quindi, in seguito, avrebbe riportato solo il link alla radio ma non al documento originale. Ciò, afferma il legale, costituirebbe una violazione della licenza che prescrive di indicare la fonte “nei modi indicati” da chi concede l’opera in licenza.

Il problema è che nel fare ciò si omette di menzionare che la medesima licenza afferma anche: “La presente Licenza non intende in alcun modo ridurre, limitare o restringere alcun diritto di libera utilizzazione o l’operare della regola dell’esaurimento del diritto o altre limitazioni dei diritti esclusivi sull’Opera derivanti dalla legge sul diritto autore o da altre leggi applicabili.”

Ciò significa che la licenza non può limitare quelle che nel nostro ordinamento si chiamano “libere utilizzazioni”. In altri termini, ai materiali di Radio Radicale continua ad applicarsi la legge sul diritto d’autore, legge che prevede limitazioni ai diritti esclusivi in talune circostanze. Pertanto a quei materiali si applica, ad esempio, l’art. 66 della legge sul diritto d’autore, il quale afferma: “I discorsi su argomenti di interesse politico o amministrativo tenuti in pubbliche assemblee o comunque in pubblico, nonché gli estratti di conferenze aperte al pubblico, possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico, nei limiti giustificati dallo scopo informativo, nelle riviste o nei giornali anche radiotelevisivi o telematici, purchè indichino la fonte, il nome dell’autore, la data e il luogo in cui il discorso fu tenuto.”

Si applica anche l’art. 70, il quale recita: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purchè non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.”
Anche in questo caso, recita l’ultimo comma dell’articolo, “Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.”

La scelta della modalità di indicazione della fonte, quindi, non è soggetta all’arbitrio dell’autore, se ricorrono casi di libera utilizzazione. In altri termini, la licenza si applica solo quando si utilizza un’opera per finalità che sono, dalla legge, riservate al detentore del diritto d’autore.

Non mi interessa qui soffermarmi molto sul caso specifico, per comprendere se il lavoro del blogger, come di primo acchito sono portato a ritenere, sia in effetti una libera utilizzazione. Non voglio nemmeno esaminare l’opportunità dell’utilizzo, da parte di Radio Radicale, dello strumento della diffida anche se desidero ricordare a me stesso che questo è uno strumento che nasce proprio per eventualità di questo tipo. Ciò che invece mi pare che qui emerga è una questione di carattere piú generale, che attiene al rapporto tra ciò che si chiama “proprietà intellettuale” e gli strumenti che vengono utilizzati per consentirne la fruizione, le licenze.

Radio Radicale ha un patrimonio audiovisivo che rappresenta un tesoro collettivo per la società italiana. Che abbia deciso di utilizzare una licenza Creative Commons per condividerlo con la generalità del pubblico è estremamente importante e, per chi conosca questa radio ? ed un giurista non può non conoscerla ? ribadisce la natura e lo spirito del ruolo che Radio Radicale ha, sin dalla sua origine, ritenuto di voler ricoprire nel nostro paese. La premessa mi pare importante perché la ragione ed il torto, fossimo anche in un aula di Tribunale, passano anche per le motivazioni di un’azione, e, in questa prospettiva, le richieste della radio mi appaiono tutt’altro che irragionevoli.

Il fatto che invece mi sembra centrale in questa vicenda, sono state le reazioni alla diffida della radio. Si è subito pensato che ci si trovasse di fronte ad un’azione di censura, cui alcuni messaggi di posta elettronica resi pubblici paiono dare invero un qualche adito, operata per il tramite del diritto d’autore: il blogger ha rimosso, per breve tempo, il proprio filmato dalla rete e ciascuno ha ritenuto che ciò potesse essere una reazione naturale ad una sorta di “colpo basso”, per quanto formalmente lecito.

Se ben capisco, in altri termini, si è immediatamente pensato che, anche se “bassamente”, la Radio avesse ragione nella forma e nella sostanza della sua lettura delle situazioni giuridiche in campo, e che, in modo prepotente, facesse ricorso ad un potere esistente, visto che di sua “proprietà intellettuale” si stava parlando.

È questa comune soggezione psicologica alla “proprietà intellettuale” ciò che mi pare propriamente assurdo in questa vicenda. Soggezione che mi sembra coinvolga tutte le parti in causa: il legale e la sua diffida, il blogger e la sua reazione, le reazioni piú generali della rete e le accuse di censura.

Tale soggezione, si badi, è aumentata dal fatto che ci troviamo di fronte ad una licenza come quella della quale discorriamo. Quando nel comunicato di radio Radicale leggo che “gli audiovideo pubblicati sul sito radioradicale.it non sottostanno alle leggi del diritto d’autore tradizionali, ma a una regolamentazione molto più liberale grazie all’adozione delle licenze Creative Commons”, mi pare che si voglia usare un argomento etico a fondamento di un diritto esclusivo che pure si ritiene illimitato, salvo le liberali concessioni operate dalla licenza.

Ora, il termine “proprietà intellettuale” ben rappresenta questo sentimento di piena esclusività del diritto che si ritiene di avere. Ed è quindi naturale pensare che il proprietario possa essere tanto scortese da invitarci alla porta, dal momento che, in ogni caso, ne ha il potere.

Solo che il diritto d’autore non è un diritto di proprietà . E non lo è per moltissime ragioni, prima delle quali perché, a differenza di questa, il diritto d’autore è concesso per uno scopo, che è l’incoraggiamento alla diffusione del sapere. Ed il perseguimento di questo scopo imporrebbe per esso limitazioni che spesso pare ci si dimentichi esistano.

Concedere diritti è costoso, perché costoso è renderli effettivi: occorrono polizia, magistrati, tribunali ecc. Il diritto esclusivo è concesso all’autore per incentivarlo a disseminare la sua conoscenza, le sue scoperte, le sue invenzioni. L’esclusività è limitata dal fine cui presiede.

Negli ultimi decenni assistiamo invece ad un allargamento della sfera di esclusività, ed assistiamo al contempo all’emergere di licenze d’uso che sempre piú comprimono le libertà del fruitore di opere intellettuali. Ciò comporta un aumento dei costi legati all’applicazione delle norme, senza che vi sia un beneficio per il loro fine, che consiste nella disseminazione della conoscenza. Vediamo anzi aumentare il numero dei casi nei quali il diritto d’autore viene utilizzato con lo scopo specifico di impedire la disseminazione della conoscenza ed è, credo, per questa ragione che subito si è pensato di dover leggere, nella richiesta di inserire un link, l’ennesima epifania di questo fenomeno.

Che ci si stia lentamente abituando a questo stato di cose, e che l’unica via di uscita che si ritiene percorribile sia quella di utilizzare licenze d’uso come le Creative Commons, mi sembrano entrambi un errore. E questo per una ragione di principio in un ordinamento giuridico che si definisce liberale, nel quale vige il principio della sovranità della legge e del diritto: nelle relazioni tra individui che possono essere regolate da un contratto di licenza pur si deve tenere in considerazione che i poteri e le soggezioni delle parti trovano un limite nel dettato della legge. Sia quando questa favorisce l’autore, sia quando questa favorisce il fruitore dell’opera intellettuale, indipendentemente da quale sia lo scopo che la licenza persegue.

Accanto a ciò è opportuno inoltre tenere in considerazione che ogni concessione all’autore di un diritto esclusivo deve recare alla società nel suo complesso non solo i costi connessi alla sua difesa, ma anche i vantaggi collettivi per i quali viene attribuito, in termini di circolazione delle idee e di incremento del dominio pubblico. I contribuenti non sono benefattori. E faremmo bene a ricordarlo a noi stessi in ogni occasione, anche quando parliamo di diritto d’autore.

Andrea Rossato

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  • Gabriele scrive:
    Verità TPM
    Il TPM non è altro che una EEPROM tipicamente da 128K con vari protocolli di cifratura tipo SHA-1 nella quale viene registrato un particolare codice per accedere al drive criptato con i VOSTRI FILE dentro. Questo fa in modo che se qualcuno vuole accedere al vostro drive senza password non può farlo nemmeno smontando il drive e collegando un altro pc ad esso. Funziona praticamente come una smartcard e non è vulnerabile quanto la password di windows perchè questa viene scritta in un file che è banalmente cancellabile con una qualsiasi utility da dos. Quindi possedere TPM porta solo vantaggi di sicurezza e non altre stupidaggini come l'uso limitato del notebook. Se non sapete usare un pc compratevi una xbox 360 ;-)
  • Sabrina alfa1984 scrive:
    TPM
    In questa pagina trovate un elenco abbastanza aggiornato dei costruttori che hanno deciso di aderire al Trusted Computing e quindi inserire il TPM nei lori prodotti:http://www.novara-software.com/windows-vista/lista-da-evitare.phpCiao a tuttialfa
  • Anonimo scrive:
    Ma va là
    Figuriamoci se toglono fisicamente una struttura TPM da un portatile.Per non presente vorranno al massimo dire che fisicamente c'e' ma è disabilitato oppure c' ma il SO o altri programmi non lo usano..
  • Crazy scrive:
    Buon Segno, ma che sia da fidarsi?
    CIAO A TUTTIla cosa positiva e` che le aziende sembrano aver chiaramente capito che alla gente il Trusted Computing non va, ma che ci sia da fidarsi sul fatto che non c'e`?La faccenda suona strana... un giorno tale Computer HP ha il TPM, poi, appena viene fuori questa notizia, Alice si preoccupa del potenziale calo di vendite della sua offerta a causa di tale coso, HP pure e cosa fanno?Fanno sparire il TPM dall'elenco delle specifiche di tale PC... sara` vero?Speriamo vivamente che sia vero che quel COmputer non ha il TPM, quello che si sa di per certo e` che le aziende hanno ben chiara l'idea, e sembrano essere spaventate all'idea di un boicottaggio di massa dei prodotti che contengono questa tecnologia... e bene cosi`, vediamo di continuare il Boicottaggio ai prodotti TC e spargere la voce di continuare a farlo.DISTINTI SALUTI
    • Anonimo scrive:
      Re: Buon Segno, ma che sia da fidarsi?
      OOPPSSS!!Stavolta nessun flame sotto il post di Crazy!Forse perchè a pensar male si fa peccato ma...(chi non sa come finisce gooogli un pò)Saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Buon Segno, ma che sia da fidarsi?
        - Scritto da:
        OOPPSSS!!

        Stavolta nessun flame sotto il post di Crazy!

        Forse perchè a pensar male si fa peccato ma...

        (chi non sa come finisce gooogli un pò)

        SalutiTi dirò... Avevo immaginato l'esistenza di un post di Crazy e infatti... Oplà!
  • Anonimo scrive:
    sarà vero?
    E se HP avesse corretto "solo" la pagina web?
  • Anonimo scrive:
    1984
    ha qualche significato particolare il nome "NO1984" ?
    • Anonimo scrive:
      Re: 1984
      Son dei fan di Carl Lewis e delle olimpiadi di Los Angeles del 1984. E' un tributo ad uno dei più grandi atleti di tutti i tempi :)
      • Anonimo scrive:
        Re: 1984
        - Scritto da:
        Son dei fan di Carl Lewis e delle olimpiadi di
        Los Angeles del 1984. E' un tributo ad uno dei
        più grandi atleti di tutti i tempi
        :)he heattento tizio che hai fatto la domanda, questa è una presa in giro.
    • Cobra Reale scrive:
      Re: 1984
      Vuol dire "No a 1984", dove per "1984" si intende il futuro immaginato dallo scrittore George Orwell nel romanzo omonimo.http://it.wikipedia.org/wiki/1984_%28romanzo%29
    • TADsince1995 scrive:
      Re: 1984
      - Scritto da:
      ha qualche significato particolare il nome
      "NO1984"
      ?Sì. "1984" è il titolo di un libro di George Orwell (vero nome Eric Arthur Blair) scritto nel lontano 1949, ad oggi uno dei più grandi classici di fantascienza (anche se non se sia tanto esatto definirla così) in cui si descriveva una società totalmente comandata da un mega partito capeggiato da un misterioso "Grande Fratello" che teneva d'occhio ogni aspetto della vita umana, ogni momento, ogni angolo della terra e imponeva un regime di soffocante e rigidissimo controllo tramite la tecnologia all'intera popolazione, che veniva trattata come pedine da muovere, persino i loro pensieri e le loro opinioni erano pilotate, erano capaci addirittura di cambiare i libri di storia per modificarli come più gli aggradava.Ancora oggi stupisce come un libro scritto oltre messo secolo fa sia stato capace di prevedere in qualche modo il futuro...TAD-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 novembre 2006 00.44-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: 1984
      - Scritto da:
      ha qualche significato particolare il nome
      "NO1984"
      ?E' un libro, "1984" di George Orwell; si riferisce allo scenario tremendamente realistico (visto in prospettiva storica, dato che il libro è stato scritto nel '48 pensando probabilmente ai Comunisti , non rendendosi conto che è principalmente nel paese natale dell'autore che si realizzano fisicamente e realmente quasi tutte le tecniche che sono ispirate a quei principi... mancano davvero i bambini spia... che però sono gli scout in usa, come abbiamo potuto leggere in queste pagine poco tempo fa) di un mondo del futuro in cui un potere controlli tutta la popolazione che è completamente priva di privacy, costantemente sotto l'occhio del grande fratello (è da questo libro che - per una traduzione grossolana ormai però invalsa nell'uso comune, dato che sarebbe il "fratello maggiore" - vien tratto questo termine, e non dalla opinabile trasmissione televisiva che ha dato inizio ai reality show) che ha telecamere, microfoni e spie ovunque. Ovviamente li, per l'anzianità dello scritto, il tutto è identificato con "gli schermi".Da leggere appena dopo i Promessi Sposi , ma PRIMA della Divina Commedia e volendo al posto di Salinger, nei paesi dove questo sia un libro di testo scolastico...
  • Anonimo scrive:
    può tirare un sospiro di sollievo ?!!!!
    Poi mi si viene a dire che non siete schierati. E di cosa dev'essere contento di non poter comprarsi un pc che da i vantaggi del TPM ? Per favore un minimo di neutralità nel dare le notizie.PS Oh anche stasera il flame è assicurato ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
      Beh, che dia dei vantaggi è assodato. Il problema è a chi. Sicuramente non ad un utente consumer, che, una volta acquistato un bene vorrebbe poterne godere senza alcuna restrizione.TPM purtroppo non è Drivecrypt. Se attivo l'attestazione remota sono altri a decidere cosa io posso fare con il mio computer. Se il computer fosse loro (ad esempio in comodato d'suo o a noleggio) forse potrei capirlo. Ma se lo compro, cioè ne divento il proprietario, mi aspetto di avere pieno e totale controllo su quanto è di mia proprietà. Il fatto che invece sia progettato per non farlo, non mi entusiasma.Un esempio analogo è quello dei DRM e dell'MP3: se vuoi puoi avere dei bellissimi VMA con DRM che funzionano solo sul computer sul quale li hai acquistati e non ci puoi fare nulla se non ascoltarli da quel computer. Hai una cosa in più, un DRM. Ma a volte è meglio avere una cosa in meno. Non solo: fintanto che non esiste un solo DRM e tutti devono in qualche modo passare per il minimo comune multiplo che è il file senza DRM, chi voglia veramente vendere in massa deve sempre lasciare aperto uno spiraglio per un MP3 puro. Guarda caso FairUse di Apple, non impedisce di farsi un MP3 da un file iTunes. Lo ha solo reso più scomodo e complesso che copiarlo sull'iPod.Pertanto l'unica vera difesa contro l'uso improprio di una tecnologia che ha un suo perché "utile" più in ambito aziendale che non consumer, è che in ambito consumer ci sia una fetta molto grossa di clienti che non ne dispongano. Ecco perché è importante l'annuncio di Apple, ecco perché è importante questo annuncio di HP.Perché le industrie stanno ricevendo il messaggio che non ci piace un sistema che permette ad altri il controllo di una macchina nostra. Al punto che potremmo non comprare la loro macchina e preferirle un altro modello.Se due confezioni di fiocchi d'avena, una avesse scritto in grande "OGM 100%" e l'altra "OGM Free", a parità di prezzo, quale comprereste?Bene, in quel campo l'hanno capito. Infatti fanno di tutto per evitare che venga imposto di scrivere in etichetta che un prodotto contiene OGM.
      • Anonimo scrive:
        Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
        - Scritto da:
        Beh, che dia dei vantaggi è assodato. Il problema
        è a chi. Sicuramente non ad un utente consumer,
        che, una volta acquistato un bene vorrebbe
        poterne godere senza alcuna
        restrizione.
        TPM purtroppo non è Drivecrypt. Se attivo
        l'attestazione remota sono altri a decidere cosa
        io posso fare con il mio computer. Se il computer
        fosse loro (ad esempio in comodato d'suo o a
        noleggio) forse potrei capirlo. Ma se lo compro,
        cioè ne divento il proprietario, mi aspetto di
        avere pieno e totale controllo su quanto è di mia
        proprietà. Il fatto che invece sia progettato per
        non farlo, non mi
        entusiasma.Ma chi te l'ha detto crazy ?!!! Il controllo di un TC è completamente nelle mani di chi lo compra. Se vuoi fare un'attestazione remota lo decidi tu e nessun altro.

        Un esempio analogo è quello dei DRM e dell'MP3:
        se vuoi puoi avere dei bellissimi VMA con DRM che
        funzionano solo sul computer sul quale li hai
        acquistati e non ci puoi fare nulla se non
        ascoltarli da quel computer. Hai una cosa in più,
        un DRM. Ma a volte è meglio avere una cosa in
        meno. Non solo: fintanto che non esiste un solo
        DRM e tutti devono in qualche modo passare per il
        minimo comune multiplo che è il file senza DRM,
        chi voglia veramente vendere in massa deve sempre
        lasciare aperto uno spiraglio per un MP3 puro.
        Guarda caso FairUse di Apple, non impedisce di
        farsi un MP3 da un file iTunes. Lo ha solo reso
        più scomodo e complesso che copiarlo
        sull'iPod.Premesso che il discorso drm con il tc c'entra poco e nulla se non vuoi un prodotto con drm non lo compri e basta, come oggi non ti compri un prodotto con chiave hardware o che richiede un'attestazione remota se non ti interessa.

        Pertanto l'unica vera difesa contro l'uso
        improprio di una tecnologia che ha un suo perché
        "utile" più in ambito aziendale che non consumer,
        è che in ambito consumer ci sia una fetta molto
        grossa di clienti che non ne dispongano. Ecco
        perché è importante l'annuncio di Apple, ecco
        perché è importante questo annuncio di
        HP.Si vabbè torniamo a carta e penna perchè qualcuno potrebbe leggere la nostra posta elettronica usando tecnologie non sicure come le attuali.

        Perché le industrie stanno ricevendo il messaggio
        che non ci piace un sistema che permette ad altri
        il controllo di una macchina nostra. Al punto che
        potremmo non comprare la loro macchina e
        preferirle un altro
        modello.
        In quale universo parallelo ? i maggiori produttori integreranno il tpm nelle cpu...
        Se due confezioni di fiocchi d'avena, una avesse
        scritto in grande "OGM 100%" e l'altra "OGM
        Free", a parità di prezzo, quale
        comprereste?Quella più buona, non sono un fanatico anti-ogm.
        Bene, in quel campo l'hanno capito. Infatti fanno
        di tutto per evitare che venga imposto di
        scrivere in etichetta che un prodotto contiene
        OGM.E' un problema tutto europeo, negli States gli ogm-free praticamente non esistono...
        • Anonimo scrive:
          Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
          - Scritto da:
          Ma chi te l'ha detto crazy ?!!! Il controllo di
          un TC è completamente nelle mani di chi lo
          compra. Se vuoi fare un'attestazione remota lo
          decidi tu e nessun
          altro.Me lo dirai quando qualsiasi servizio via web ti obbligherà a farti riconoscere ...Ehm hai notato che sei pieno di contraddizioni vero?Questo:
          come oggi non ti compri un
          prodotto con chiave hardware o che richiede
          un'attestazione remota se non ti
          interessa.e questo:
          In quale universo parallelo ? i maggiori
          produttori integreranno il tpm nelle
          cpu...Alla faccia della scelta, eh?Poi altra contraddizione:questa

          a parità di prezzo, quale

          comprereste?
          Quella più buona, non sono un fanatico anti-ogm.e questa:
          E' un problema tutto europeo, negli States gli
          ogm-free praticamente non
          esistono...Be', certo che abbiamo una gran scelta: o prendo questo o presto questo (lo stesso) ...
        • Anonimo scrive:
          Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
          si e quei cattivoni dei terroristi hanno buttano giu le torri
          • Anonimo scrive:
            Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
            Ma c'è ancora gente che crede davvero a questa storia.Cioè ci sono filmati e prove scientifiche inconfutabili che la versione del governo USA è più falsa dei denti di un ottantenne goloso di dolci che non si capisce come mai Bush, politicanti vari e agenzie governative coinvolte non vengano ancora accusati di tradimento e mandati sulla sedia elettrica.Più di 3000 di concittadini uccisi e miliardi di $$ di danni per una nuova Pearl Arbour studiata a tavolino per giustificare squadronismo e razzie nei paesi del Golfo Persico e annullamento dei diritti dei cittadini occidentali per il controllo economico.
    • Anonimo scrive:
      Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!

      i vantaggi del TPM ? Oh! Questa è la prima volta che leggo questo ossimoro.Che vantaggi da il TPM di grazia? Credi che su un computer TC non ci possano entrare comunque i virus e tutte le belle cose a cui windows ci ha abituati?
    • Anonimo scrive:
      Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
      - Scritto da:
      Poi mi si viene a dire che non siete schierati. E
      di cosa dev'essere contento di non poter
      comprarsi un pc che da i vantaggi del TPM ? Per
      favore un minimo di neutralità nel dare le
      notizie.

      PS Oh anche stasera il flame è assicurato ;)Purtroppo non si possono trarre solo i vantaggi dal TPM... C'è il piccolo inconveniente di non poterti fare i c@zzi tuoi con il TUO pc e di lasciare i TUOI dati liberamente sotto gli occhi e le grinfie delle aziende del TCG... Insomma, chi vuole prendersi sto TPM se lo prenda (ehm...), però non si può accettare un'offerta mirata a diffonderlo alla massa "ignorante" (nel vero senso della parola: che non conosce la materia)
    • Anonimo scrive:
      Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
      - Scritto da:
      Poi mi si viene a dire che non siete schierati. E
      di cosa dev'essere contento di non poter
      comprarsi un pc che da i vantaggi del TPM ? Per
      favore un minimo di neutralità nel dare le
      notizie.

      PS Oh anche stasera il flame è assicurato ;)Alla faccia dei vantaggi ... a agli usi pericolosi (tutt'altro che remoti) non ci pensi?Poi se non c'è niente da nascondere, perché affrettarsi a smentire la presenza di un chip che dovrebbe essere "innocuo"? (ma non lo è ...)Se i membri del consorzio TCPA non avessero davvero niente da nascondere, perché avrebbero previsto delle specifiche tecniche _non vincolanti_ che _non_ prevedono di dare l'esclusiva al proprietario del PC sulla gestione delle chiavi crittografiche?
      • adriano284 scrive:
        Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
        Beh il TPM ha un grosso vantaggio: avete mai provato a sostituire un masterizzatore dvd su un Pavillon zd 8200?Beh l'hd e la scheda wifi non funzionano + seppure nel bios tutto l'hd è riconosciuto perfettamente. Potreste dire che bisogna formattare l'hd per il discorso dei driver. Ebbene fatto anche quelloil risultato è lo stesso.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 novembre 2006 10.26-----------------------------------------------------------
        • Anonimo scrive:
          Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
          Dio che schifo!Comunque ho fatto la stessa cosa su un NX 7400 per mettere un dual layer e tutto è andato liscio come è giusto che sia.
    • Anonimo scrive:
      Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
      - Scritto da:
      Poi mi si viene a dire che non siete schierati. E
      di cosa dev'essere contento di non poter
      comprarsi un pc che da i vantaggi del TPM ? Per
      favore un minimo di neutralità nel dare le
      notizie.dice che COLORO CHE... eccetera ... TIRERANNO UN SOSPIRO eccetera.quindi NON TUTTI, ma solo COLORO CHE... leggi correttamente.
      PS Oh anche stasera il flame è assicurato ;)infatti. (troll1)(troll2)
    • Anonimo scrive:
      Re: può tirare un sospiro di sollievo ?!
      SCUSA COS'E' IL TPM
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