Diritto d'autore, parte la petizione

La rivoluzione in 10 punti sostanziata con una lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi da Punto Informatico si rafforza con l'avvio di una petizione online, che potrà dar peso alle riforme sostenute dai molti promotori

Roma – Un decalogo per riformare il diritto d’autore e dare nuovi equilibri a tutto quello che va dalla SIAE al P2P, dal diritto di panorama ai watermark, dal fair use al DRM: c’è tutto questo nella lettera aperta al Presidente della Commissione per la revisione della legge sul diritto d’autore firmata da esponenti di associazioni e organizzazioni che da lungo tempo operano in rete. Una lettera che ora diventa una petizione web .

Le riforme proposte dalla lettera sono di vasta portata e sembrano incontrare il favore della rete perché danno corpo ad un disegno di cambiamento che viene richiesto a gran voce dagli utenti ormai da diversi anni, anni segnati dal conflitto sempre più aperto, sempre più vivace, se non feroce, tra sostenitori delle attuali normative sul diritto d’autore e riformisti .

Tra i firmatari della petizione e sostenitori della lettera si trovano, non a caso, persone che fanno parte o sostengono realtà come Wikimedia Italia o il Partito Pirata , attivisti di hacklab e Linux User Group, giuristi come Andrea Lisi o Massimo Melica e altri ancora.

La petizione , però, è appena partita e perché sia presa in seria considerazione – avvertono i promotori – deve attirare il più alto numero possibile di adesioni .

Per firmarla è sufficiente riempire il form che si trova a questo indirizzo .

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  • aaaa scrive:
    come schedare la popolazione
    di nascosto, si schedano i bambini e poi il governo acquista le societa che gestiscono i database (sempre che non sono gia emanazioni del governo)quello che mi meraviglia pero e: Ma l'insurrezione dei genitori è giunta inattesa.
  • Alphonse Elric scrive:
    Tecnologia altamente rischiosa
    Dà un falso senso di sicurezza legato alle mezze verità che racconta l'industria della biometria.Qui per esempio si mostrano delle tecniche per imbrogliare i sistemi biometrici commerciali (riconoscimento impronta digitale) per spacciarsi per altre persone usando materiali facilmente recuperabili da chiunque.http://www.itu.int/itudoc/itu-t/workshop/security/present/s5p4.htmlSenza contare tutti i rischi che i dati raccolti da questi sistemi vengano rubati ed utilizzati per scopi non esattamente piacevoli... oltre che possano in futuro essere usati per incriminare (giustamente o meno) i vostri figli.Se nella scuola dei vostri figli propongono soluzioni simili non accettatele passivamente, il futuro dei vostri figli dipende anche dalle scelte che fate voi oggi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 ottobre 2007 13.09-----------------------------------------------------------
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