Diritto e zombie, una storiella curiosa

di Andrea Buti - Non si va in giro con la macchina blindata per andare al supermercato, e la rete delle reti non sembra un luogo da affrontare con infradito e asciugamano. Responsabilità da zombie


Roma – Leggo dell’ attacco DDoS alla Telstra , giretto per il forum, e penso… Con un solo attacco, il suo “autore” riuscirebbe a violare in Italia (ad occhio e croce…):

1) l’art. 617, quater, c.p. che prevede: “Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni” ;
2) l’art. 635 bis, c.p. che prevede:” Chiunque distrugge, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui, ovvero programmi, informazioni o dati altrui, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni. “;
3) Se il trojan di turno che rende un pc zombie, potesse essere considerato alla stregua di una “apparecchiatura”, si potrebbe discutere pure dell’art. 617, quinquies, c.p. che prevede: ” Chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installa apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra più sistemi, è punito con la reclusione da uno a quattro anni

Questi sono tutti reati, in ogni caso “dolosi” che richiedono, cioè, che l’agente (il cracker o pirata) sappia e voglia quel particolare effetto illecito.
Gli stessi reati non sono, invece, punibili a titolo di colpa che si ha quando l’agente, pur non volendo, per negligenza imperizia o imprudenza, cagiona un illecito.
Per capirci. Lesioni dolose: ti tiro un pugno perché voglio farti male. Lesioni colpose: vado troppo veloce con la macchina (violazione di norma di prudenza) in un centro abitato, ti metto sotto e ti rompo una gamba.

Nel nostro codice penale, dunque, esistono solo reati “informatici” dolosi.
Risulta impossibile, in questi termini, tirarci dentro pure il proprietario del PC zombie, perché evidentemente costui non voleva affatto causare un DDoS.

Ma c’è un però: se io posseggo un fucile (notoriamente un’arma e come tale pericolosa) lo devo custodire con una diligenza (attenzione, cura) superiore a quella necessaria per custodire un canarino. E se qualcuno uccide qualcun’altro con quel fucile, mi sa che io qualche guaio con la giustizia penale lo passo dovendo fare i conti con l’art. 20 l. 110/75.

Ora, se il computer debba o possa essere considerato un arma (certamente impropria giacché la sua funzione principale non è quella di uccidere) si potrebbe discutere a lungo (è leggenda quella che narra come qualcuno sia stato ucciso perché era stata cambiata la terapia – gestita informaticamente – attraverso la manomissione dei dati contenuti nel pc dell’ospedale in cui era ricoverato?), ma certo che se io ho tutte le protezioni abbassate (e non lo so), uso un certo software poco incline alla sicurezza e molto ospitale (e non lo so), non mi curo dell’antivirus e penso che firewall è sinonimo di fuochi d’artificio, non uso una diligenza molto elevata.

La legge non dice nulla (per fortuna…) e siccome in materia penale vige il divieto di analogia ( in dubio pro reo : meglio un delinquente in giro che un innocente in carcere) con questi discorsi non andiamo da nessuna parte.

D’altronde, dirà qualcuno, non si va in giro con la macchina blindata per andare al supermercato, ma mi pare che questa rete delle reti non sia un luogo da affrontare con infradito ed asciugamano…


Questo discorso vale per il penale; civilisticamente è tutta un’altra musica. Se qualcuno brucia con la sigaretta una mia mappa antica o la mia poltrona, non lo posso condannare per danneggiamento, ma una bella causa civile per risarcimento dei danni (? o $) io ce la farei proprio…

Ed in questo caso il giudice civile, il grado di diligenza usato nel maneggiare la sigaretta, lo va a sindacare di sicuro, perché c’è una norma, 2043 c.c., che prevede: ” Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno “.

Il danno l’avrà voluto il cracker; costui però, con il solo suo pc non la cagionava quella mole di traffico, quindi senza i pc zombie, niente DDoS.

Galera no, dunque. Portafoglio sì?

Anche qui c’è un però: quale giudice – non un informatico, non un utente consapevole, non un lettore di PI insomma – oggi come oggi rintraccerebbe la colpa in un utente (con la “e” o con la “o”?) medio che si vedesse il pc “posseduto” da un cracker?

Il sentimento comune (quello dell’uomo medio) dice che il computer, quando lo tiro fuori dalla scatola, è fedele più o meno come il migliore amico dell’uomo e che i delinquenti, se vogliono passare dal cavetto del telefono, li vedrò transitare sullo schermo!

Oggi, ho detto, ma tra dieci anni?

Forse allora, forse anche prima, aumenterà la diffusione e il grado di “consapevolezza” e, conseguentemente, l’utente medio saprà (dovrà sapere per legge, il che, giuridicamente, è la stessa cosa) che il suo pc può essere facilmente posseduto.


Ultimo Ma (giuro): se invece di un utente medio (che deve usare la diligenza media, quella cioè dell’uomo della strada) abbiamo a che fare con un utente qualificato, come potrebbe essere un professionista, un qualcuno che deve fare il dpss, come la mettiamo?

La diligenza del professionista è diversa da quella dell’uomo medio, e se la legge (196/2003) dice che devi prendere delle contromisure minime ed altre idonee, se il tuo pc diventa zombie e magari invece di tirar giù un server, consegna (o è idoneo o pronto a consegnare, esiste anche il tentativo….di reato ) in giro per la rete pezzi dei tuoi file con i dati personali di terzi, devi (in questi casi, l’innocenza non è più presunta….) pure andare a dimostrare che avevi fatto tutto il possibile per non essere posseduto, perché la stessa legge fa un richiamo espresso all’art. 2050 c.c. che prevede:
Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno “.

Il diritto non è mai bianco o nero…

avv. Andrea Buti
StudioButi.it

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  • Anonimo scrive:
    Re: Tanto fumo, per nascondere l'arrosto.
    Il fatto è che lo stato vuol cavare soldi da tutto e da tutti, ma non vuol essere fregato... La copia di backup è valida solo a parole: se la fai però rischi la galera Urbani, se non la fai e hai responsabilità amministrative informatiche, rischi delle belle denuncie e il licenziamento. l'unica alternativa è cambiare mestiere, buttare il computer... ma anche la televisione e la radio, ogni sorta di registratore, videoregistratore. Come minimo non paghiamo piu il canone alla RAI, cosa che comincerò a fare da questo anno. Caro ministro, no alla pirateria, ok, ma anche un secco NO alle trasmissioni imposte, non volute, non criptate, stracariche di pubblicità non voluta, pessima e estremamente annoiante.
  • Anonimo scrive:
    Re: Urbani legge brutta? perche
    Troll?
  • Anonimo scrive:
    Re: analogia con la casella delle letter
    Però se pensiamo al fatto che si può scegliere da chi scaricare solo con il consenso dell'altro utente, forse Lunardi ha ragione. In effetti si tratta di una comunicazione a due, vero Daniele?
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...

    Mi dici dove é scritto? Grazie :)il fatto che non puoi condividere sulla 633/41 e seguenti, tu non acquisti il diritto di diffondereil fatto di non poterlo prestare c'è scritto in molti cd e nel libretto allegato (ovvio se è originale :D)
  • Anonimo scrive:
    Re: Vedo che la confusione regna sovrana
    - Scritto da: Anonimo
    Invitava i colleghi a votare contro
    l'iteresse delle major, è chiaro.Aaaah.... quindi tra le modifiche promesse dovevano senz'altro esserci 10 frustate per ogni file condiviso... ora sì, è chiaro....
  • Anonimo scrive:
    Re: Vedo che la confusione regna sovrana
    Invitava i colleghi a votare contro l'iteresse delle major, è chiaro. Il resto è una commedia.
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo


    Basta che chi condivide condivide
    qualcosa

    di cui ha l'originale. Se tutti
    facessero

    cosi' le cose andrebbero meglio... e le

    cause a vuoto... basta cambiare la
    cultura

    del p2p... scarico cose che non ho e

    condivido cio' che posso dimostrare di

    avere.... su grandi numeri le cose

    dovrebbero funzionare, no? ;)

    il fatto che puoi condividere se hai
    l'originale è una sonora stronzata...

    pensa non puoi presterlo il cd, figurati se
    lo puoi condividereMi dici dove é scritto? Grazie :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Urbani legge brutta? perche
    - Scritto da: Anonimo
    a me pare bellissima..mettere in galera i
    ladri del copyright!!!broooooooommm
  • enne30 scrive:
    Re: LUCRO o PROFITTO o GUADAGNO?
    - Scritto da: Anonimo
    Lucro, profitto, guadagno?
    Ma quando mai?!?

    - 35 euro al mese l'abbonamento adsl
    - Acquisto di due HD da 200Gb
    - Circa 150 watt di consumo energetico
    giorno e notte
    - Sostituzione di 1 HD guasto
    - Spesa per il router (il modem non bastava)
    - Continue spese per cd vergini
    - Il masterizzatore si è fuso dopo 6
    mesi

    Inoltre con tutto questo lavoro, più
    il tempo perso con firewall, peerguardian e
    compagnia, esperimenti di crittografia e
    altre cosette, masterizzazioni, e
    ricompressioni di DivX fatti male da qualche
    incompetente, non mi è rimasto il
    tempo di vedere nemmeno un film in santa
    pace.
    Ora, si può parlare di PROFITTO??? Se
    si, in base a quali parametri?? Io ci sto
    solo rimettendo soldi e tempo!

    saluti...L'unica cosa che mi viene da pensare è che dovresti proprio ringraziare Urbani, se non ti fa + perdere tanto tempo e soldi ... per nulla ... :|
  • Anonimo scrive:
    Re: Urbani legge brutta? perche
    ma per chi lavori?
  • Anonimo scrive:
    Re: LUCRO o PROFITTO o GUADAGNO?
    - Scritto da: Anonimo
    Lucro, profitto, guadagno?
    Ma quando mai?!?

    - 35 euro al mese l'abbonamento adsl
    - Acquisto di due HD da 200Gb
    - Circa 150 watt di consumo energetico
    giorno e notte
    - Sostituzione di 1 HD guasto
    - Spesa per il router (il modem non bastava)
    - Continue spese per cd vergini
    - Il masterizzatore si è fuso dopo 6
    mesi
    Nessuna di queste spese prevede che tu sia autorizzato a fare p2p di materiale coperto da Diritto d'Autore.Certo che se gli acquisti erano finalizzati al p2p ti sei dato da fare parecchio considerando il MTBF medio delle periferiche che hai elencato :D
    Inoltre con tutto questo lavoro, più
    il tempo perso con firewall, peerguardian e
    compagnia, esperimenti di crittografia e
    altre cosette, masterizzazioni, e
    ricompressioni di DivX fatti male da qualche
    incompetente, non mi è rimasto il
    tempo di vedere nemmeno un film in santa
    pace.E' un problema legato al fatto che l'attività è illegittima se andavi al cinema o in un videonoleggio non ti servivano a niente.Se non altro hai imparato qualcosa di nuovo. :)Lavoro per un hobby è una parola grossa, al max ti sei divertito
    Ora, si può parlare di PROFITTO??? Se
    si, in base a quali parametri?? Io ci sto
    solo rimettendo soldi e tempo!

    saluti...In base al fatto che scarichi qualcosa che dovresti comprare.
  • Anonimo scrive:
    Vedo che la confusione regna sovrana...
    La confusione regna sovrana. Credo innanzitutto perchè non ci si prende la briga di leggere la legge nella sua interezza e perchè ci si lascia trascinare da emozioni giornalistiche. Sia chiaro che nessuno si è mai sognato di dire che gli artisti non debbono guadagnare dalle loro opere, giammai! Semmai si tratta di capire la portata degli interventi legislativi e di interpretare la volontà di chi li ha redatti. Mi rifiuto di credere che il ministro Urbani voglia, anche solo latamente, l'incriminazione di milioni di minorenni, e lo dico con certezza perchè effettivamente la legge salva l'utente domestico che fa un uso esclusivo e personale di un file. Esattamente come chi si videoregistra il film a Canale 5 e poi lo rivede la sera dopo con gli amici. Altra cosa è rivendere il frutto della registrazione, ovvio... il caso infatti vuole che la legge Urbani faccia salvi i casi in cui l'uso dei file sia personale. Esattamente come laTV. Il mettere in rete un file non significa di per se fare un uso non personale, altrimenti la legge avrebbe previsto esplicitamente il caso (l'interpretazione del diritto penale è rigida, nessuno può essere punito per un fatto non previsto dalla legge come reato). La clausola di salvezza fa capire che, forse involontariamente, il ministro ha salvato l'utenza casalinga. Il fatto che poi sui gionali si parli della legge in senso sbagliato, fa si che lui, da politico intelligente (non è certo uno sprovveduto che passava li per caso...) cavalchi l'onda del dissenso, facendo un pò il gioco delle major e cercando di dissuadere i giovani da certe condotte, peraltro lecite. Insomma, se ne approfitta un pò, facendo credere che siano condotte proibite! E' comprensibile. Però siamo intelligenti anche noi, lasciamo stare il can che dorme, perchè poi rischiamo che venga messa mano alla legge e che sia modificata in senso restrittivo, con la previsione di un reato che ora non c'è. Invito il sen. Cortiana, per il bene dell'utenza internet, a lasciare perdere, altrimenti rischia di fare il gioco delle major.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vedo che la confusione regna sovrana
      Tutto il tuo illuminato discorso che getta luce sulla nostra oscura confusione non spiega ancora perché lo stesso ministro (da te ossimoricamente definito "politico intelligente") invitava i colleghi a votare in modo da legiferare come tutti sapevano che non andava fatto, e prometteva modifiche.
    • matteo## scrive:
      Re: Vedo che la confusione regna sovrana...
      Se condividi ,stai immettendo materiale in una rete , fai upload ,e quindi non è più uso personale . Poi rileggiti meglio gli articoli 171 - -- 171 Ter ---e il 171 Ter secondo comma lettera Ae lettera A bis (che sono i più pesanti) . Con il 171 Ter 2a ti becchi la galera solo se detieni 51 esemplari di copie file anche se sono mp3 per esempio .E con li 171 Ter 2a Bis ti becchi anche la galera se immetti i tuoi file ( quindi upload ) in reti telematiche (come le p2p o altro) oltre alla galera c'è una multa che non ti sogni (migliaia di euro ) in più la confisca di tutto il materiale computer compreso ,e la pubblicazione in un giornale .
  • Anonimo scrive:
    Re: Domanda per il dott. Lunardi
    ue bigolone lunardi si occupa di trasportiiiii!!ahaah
  • Anonimo scrive:
    Urbani legge brutta? perche
    a me pare bellissima..mettere in galera i ladri del copyright!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...

    Basta che chi condivide condivide qualcosa
    di cui ha l'originale. Se tutti facessero
    cosi' le cose andrebbero meglio... e le
    cause a vuoto... basta cambiare la cultura
    del p2p... scarico cose che non ho e
    condivido cio' che posso dimostrare di
    avere.... su grandi numeri le cose
    dovrebbero funzionare, no? ;)il fatto che puoi condividere se hai l'originale è una sonora stronzata...pensa non puoi presterlo il cd, figurati se lo puoi condividere
  • ryoga scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo
    A me no, uno spostamento di 14 giorni non
    é inaccettabile per chi si lamenta
    dei prezzi e poi non ho capito la tua mezza
    giornata di permesso... lavori di notte?Dalle mie parti, il cinema fa quei prezzi solo alle 18.00 ora in cui sto ancora lavorando.Poi dopo 2 settimane, quel film, non lo passano in fascia economica, ma cambiano proprio film, cosi non sono costretti ad abbassare il biglietto del cinema.E comunque, un luogo dove e' vietato introdurre bibite per far vendere una bibita a 2? al ladro di turno, e' un luogo che evito FELICEMENTE. ( P.s. : non m'hanno mai fatto lo scontrino in passato.....cose da denuncia )

    Sotto i miei punti di vista, e' la fine
    del

    mondo ( hai pensato solo a chi non

    lavora...mentre chi lavora con uno
    stipendio

    da fame, non puo' visionare nulla se
    non in

    tv farcito da 3 ore di
    pubblicita'...giusto?

    )

    Questa nemmeno l'ho capita...
    io ho soltanto detto che non é vero
    che i prezzi del cinema sono sempre esosi e
    ho segnalato una cosa positiva che accade
    dalle mie parti, soprattutto in risposta
    alla tua affermazione del bisogno del
    cittadino di farsi una cultura... cosa vuoi
    che siano 2 settimane di differita che pero'
    permettono anche a chi ha lo stipendio da
    fame di andare al cinema e di godersi il
    film in sala con tutti gli annessi e
    connessi del caso?Ok....facciamo 2 calcoli.Nel mio caso siamo in 3 ( io, mia moglie e mia figlia ).Mettiamo pure il caso di trovare un cinema che trasmetta in "differita" un bel film che valga la pena di visionare...Ingresso : 12/16 ?Bibite : 6 ?Gelato : 4? ( 2 uno a mia moglie e uno a mia figlia )Parcheggio : 3?Totale : 29?Peccato che 29? e' quasi la mia giornata di lavoro ( e non la spreco in nome di una cultura "volatile" -cioe' che ho visto 1 volta e mai piu'- )
    Poi mi sembra un paradosso scrivere che ho
    pensato solo a chi non lavora.... chi non
    lavora é per forza più ricco
    di chi lavora e ha uno stipendio da fame? e
    chi lo dice?Ok ho estremizzato io.Pero' in genere un padre di famiglia che lavora, non guadagna abbastanza per mantenere se ed i suoi familiari.Molto piu' facile, invece la vita del ragazzo che chiede 50? al padre, e va tranquillamente al cinema.
    Ti do ragione solo su una cosa... non ho
    pensato a chi lavora sempre ed
    esclusivamente di notte...:) io lavoro 18 ore al giorno per far quadrare i conti.Il cinema e tutto il resto e' solo un optional.Cio' che mi fa rabbia, e' vedere gente che non fa una emerita Mazza e si permette il lusso di gridare allo scandalo perche' il mese scorso ha guadagnato 30 milioni in meno in busta paga.
  • Anonimo scrive:
    LUCRO o PROFITTO o GUADAGNO?
    Lucro, profitto, guadagno?Ma quando mai?!?- 35 euro al mese l'abbonamento adsl- Acquisto di due HD da 200Gb- Circa 150 watt di consumo energetico giorno e notte- Sostituzione di 1 HD guasto- Spesa per il router (il modem non bastava)- Continue spese per cd vergini- Il masterizzatore si è fuso dopo 6 mesiInoltre con tutto questo lavoro, più il tempo perso con firewall, peerguardian e compagnia, esperimenti di crittografia e altre cosette, masterizzazioni, e ricompressioni di DivX fatti male da qualche incompetente, non mi è rimasto il tempo di vedere nemmeno un film in santa pace.Ora, si può parlare di PROFITTO??? Se si, in base a quali parametri?? Io ci sto solo rimettendo soldi e tempo!saluti...
  • Anonimo scrive:
    Domanda per il dott. Lunardi
    Posto una DOMANDA per il dottor LUNARDI, vorrei un parere su questa (IMHO) interpretazione dell'uso personale:Credo che per "uso personale" si debba intendere UNICAMENTE la FRUIZIONE che si fa del file ottenuto o scambiato via internet.Se è un file musicale la fruizione consiste nell'ascolto, se è un film nella visione.L'uso è personale quando la fruizione non è pubblica ma privata, non c'è commercio, ecc...Il fatto che il file venga messo in condivisione non conta nulla (è ovvio che per condividere si deve essere almeno in due), l'uso "personale" non vuol dire "da soli", altrimenti vorrebbe dire che anche un CD regolarmente acquistato (e concesso quindi dal titolare dei diritti per mero uso personale) dovremmo ascoltarlo "da soli", on my own, nella stanzetta e con le cuffie ! Sarebbe assurdo !Quindi l'uso personale rimane NON sanzionabile penalmente, anche nei sistemi di file sharing.A conferma di questa tesi, faccio osservare che è INESATTO parlare di "file protetti dal diritto d'autore", lo sono semmai i CONTENUTI del file.Per esempio, sembra banale dirlo, ma un mp3 o un avi divx come tali non sono protetti dal diritto d'autore, in quanto nel 99% dei casi (escludo gli mp3 venduti in rete dai canali commerciali) non sono stati prodotti come tali, ma sono semmai una rielaborazione (di discutibile qualutà a volte) di contenuti tutelati.Quindi l'USO che si fa di un file deve essere riferito unicamente al contenuto che esso esprime, ossia in definitiva alla FRUIZIONE che se ne fa, ovvero l'intrattenimento domestico nel caso più frequente di uso personale, che non è quindi sanzionabile come non è sanzionabile la condivisione e il download a scopo di fruizione (uso) personale.Su questa interpretazione mi piacerebbe avere l'opinione degli illustri giuristi che sono intervenuti spesso su PI.
  • Anonimo scrive:
    Tanto fumo, per nascondere l'arrosto.
    Cacchio......siete tutti li a fare il loro gioco.Si discute e filosofeggia sul P2P, sull'interpretazione di "uso personale" etc etc, sulla copia di backup che è un diritto.Eccola la vera fregatura, diritti non ne abbiamo.Certo la copia è un diritto sancito per legge.Ma come averla???Ti danno quella di backup all'atto dell'acquisto???Te ne danno una nuova nel momento in cui l'originale risulti danneggiata?Mi direte, la copia te la produci.NO E' qui la fregatura.Legalmente NON posso produrre copie in quanto NON è legale utilizzare software o apparecchiature HW per eludere le tecnologie anticopia.Per cui filosofeggiare all'infinito quando ci sono leggi che danno dei diritti dei quali poi non puoi usufruire è veramente tempo sprecato.Si certo toglieranno le sanzioni penali e rimarranno quelle amministrative.Si certo per uso personale non sarò punibile.Ma rimane il fatto che se faccio la copia di un DVD ( legalmente acquistato ) commetto un reato comunque.Diritti NON ne abbiamo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: ryoga

    - Scritto da: Anonimo

    Non so in tutta Italia, ma dalle mie
    parti

    durate la settimana i film te li fanno

    vedere tra i 3 e i 4 euro e solo se si

    tratta di primissime visioni il prezzo
    resta

    pieno.

    Cio' non toglie che aspettando 2
    settimane

    il prezzo scende anche per le primissime

    visioni.

    Quindi per vedere un film al cinema ( in
    prima visione....altrimenti perche' ci vado?
    esistono BlockBuster, Emittenti Digitali
    etc.etc. che li trasmettono di li a breve...
    ) e non esser tartassato, dovrei chiedere
    una mezza giornata di permesso? (cioe'
    gettare circa 20/30? del mio salario per
    risparmiare 3/4? ? )
    Mi sembra insensata come proposta.A me no, uno spostamento di 14 giorni non é inaccettabile per chi si lamenta dei prezzi e poi non ho capito la tua mezza giornata di permesso... lavori di notte?



    Conclusione?

    Non penso che attendere 2 settimane sia
    poi

    la fine del mondo! :)

    altro discorso per il mercato della
    musica

    :(

    Sotto i miei punti di vista, e' la fine del
    mondo ( hai pensato solo a chi non
    lavora...mentre chi lavora con uno stipendio
    da fame, non puo' visionare nulla se non in
    tv farcito da 3 ore di pubblicita'...giusto?
    )Questa nemmeno l'ho capita...io ho soltanto detto che non é vero che i prezzi del cinema sono sempre esosi e ho segnalato una cosa positiva che accade dalle mie parti, soprattutto in risposta alla tua affermazione del bisogno del cittadino di farsi una cultura... cosa vuoi che siano 2 settimane di differita che pero' permettono anche a chi ha lo stipendio da fame di andare al cinema e di godersi il film in sala con tutti gli annessi e connessi del caso?Poi mi sembra un paradosso scrivere che ho pensato solo a chi non lavora.... chi non lavora é per forza più ricco di chi lavora e ha uno stipendio da fame? e chi lo dice?Ti do ragione solo su una cosa... non ho pensato a chi lavora sempre ed esclusivamente di notte...
  • DuDe scrive:
    Re: nessuna giustificazione
    - Scritto da: Anonimo
    Quando uno supplica di "legiferare come
    tutti sappiamo che non dovrebbe essere
    fatto" non ha alcuna scusante. C'è
    semmai l'aggravante di aver promesso
    modifiche proprio per convincere i
    più recalcitranti a votare in modo
    indecente (oltre che una certa parte
    dell'elettorato a rivotarli nelle incombenti
    elezioni locali).oste e' bbono er vino?
  • ryoga scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo
    Non so in tutta Italia, ma dalle mie parti
    durate la settimana i film te li fanno
    vedere tra i 3 e i 4 euro e solo se si
    tratta di primissime visioni il prezzo resta
    pieno.
    Cio' non toglie che aspettando 2 settimane
    il prezzo scende anche per le primissime
    visioni.Quindi per vedere un film al cinema ( in prima visione....altrimenti perche' ci vado? esistono BlockBuster, Emittenti Digitali etc.etc. che li trasmettono di li a breve... ) e non esser tartassato, dovrei chiedere una mezza giornata di permesso? (cioe' gettare circa 20/30? del mio salario per risparmiare 3/4? ? )Mi sembra insensata come proposta.
    Conclusione?
    Non penso che attendere 2 settimane sia poi
    la fine del mondo! :)
    altro discorso per il mercato della musica
    :(Sotto i miei punti di vista, e' la fine del mondo ( hai pensato solo a chi non lavora...mentre chi lavora con uno stipendio da fame, non puo' visionare nulla se non in tv farcito da 3 ore di pubblicita'...giusto? )
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: ryoga

    - Scritto da: Anonimo

    Non è assolutamente vero:
    è

    tranquillamente possibile scaricare un
    file

    senza mettere neanche un bit di quel
    file

    in condivisione.

    E' possibile ma eticamente scorretto.
    Io se condivido un file ( mettiamo caso
    "Matrix" ) e scarico ( "Matrix reloaded" )
    un'altro, in quel momento non traggo
    "profitto" ne "lucro".
    Sto solo aumentando la mia cultura.
    Un paese per essere all'avanguardia,
    dovrebbe essere culturalmente avanzato. Se
    il popolo non ha le possibilita' di recarsi
    al cinema o comprare un dvd, si rischia che
    quel popolo sia culturalmente indietro
    rispetto ad altri paesi.

    Poi voglio ricordare una cosa.
    Nessuno DEVE mai PERMETTERSI di accusare
    altri dei PROPRI MALI.

    Le Major, hanno fatto cartello aumentando
    del 100% il costo dei propri prodotti
    rendendo cosi inaccessibili a molti
    l'accesso a questi prodotti spesso sostenuti
    con fondi statali ( leggi : con soldi del
    popolo ).
    E' normale che la gente, trovi il metodo per
    visionare cio' che ha pagato ( con tasse ) e
    il fatto di "visionare" un prodotto senza
    ottenere anche il supporto/manualetto/addon
    etc.etc., rende questa pratica "LEGALE" ( in
    un mondo perfetto ) mentre sarebbe
    "ILLEGALE" la sottrazione del prodotto
    (supporto )dal negozio o dal distributore.

    Quindi....corressero ai ripari abbassando i
    prezzi con quelli utilizzati 5 anni fa ( nel
    1999 un cd in anteprima costava 10?-11? ) e
    vedranno come la gente ritornera' a comprare
    prodotti e non a "scaricarsi" la "cultura".

    P.s. : Al cinema, oggi non ci si puo'
    andare. 8? a persona e' una cosa da ricchi.
    Non spendero' mai 16? per visionare un film
    che potra' essere anche una ******aNon so in tutta Italia, ma dalle mie parti durate la settimana i film te li fanno vedere tra i 3 e i 4 euro e solo se si tratta di primissime visioni il prezzo resta pieno.Cio' non toglie che aspettando 2 settimane il prezzo scende anche per le primissime visioni.Conclusione?Non penso che attendere 2 settimane sia poi la fine del mondo! :)altro discorso per il mercato della musica :(
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo



    - Scritto da: Anonimo










    Non è assolutamente
    vero:


    è



    tranquillamente possibile

    scaricare un


    file



    senza mettere neanche un bit
    di

    quel


    file



    in condivisione.













    se uno deve fare il leech è

    meglio


    che non si avvicini proprio a un

    programma



    Può capitare che una persona che

    condivide file legalmente condivisibili

    voglia scaricarsi un mp3 che non vuole

    condividere (magari per evitare rogne
    :p)

    Questo IMHO non è un
    comportamento

    "immorale" (ovviamente rispetto al p2p
    :))


    cioè, metti in condivisione prog
    freeware e le foto delle tue vacanze e poi,
    zitto zitto, ti vuoi scaricare l'ultima
    canzone di vasco rossi? e bravo il furbo....
    perfetto comportamento leech
    se facesero tutti come te, cosa troveresti?
    niente... aloora taci!!!!!!



    p2pBasta che chi condivide condivide qualcosa di cui ha l'originale. Se tutti facessero cosi' le cose andrebbero meglio... e le cause a vuoto... basta cambiare la cultura del p2p... scarico cose che non ho e condivido cio' che posso dimostrare di avere.... su grandi numeri le cose dovrebbero funzionare, no? ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo







    Non è assolutamente vero:

    è


    tranquillamente possibile
    scaricare un

    file


    senza mettere neanche un bit di
    quel

    file


    in condivisione.









    se uno deve fare il leech è
    meglio

    che non si avvicini proprio a un
    programma

    Può capitare che una persona che
    condivide file legalmente condivisibili
    voglia scaricarsi un mp3 che non vuole
    condividere (magari per evitare rogne :p)
    Questo IMHO non è un comportamento
    "immorale" (ovviamente rispetto al p2p :))
    cioè, metti in condivisione prog freeware e le foto delle tue vacanze e poi, zitto zitto, ti vuoi scaricare l'ultima canzone di vasco rossi? e bravo il furbo.... perfetto comportamento leechse facesero tutti come te, cosa troveresti? niente... aloora taci!!!!!!

    p2p
  • Anonimo scrive:
    Re: il futuro di Urbani
    - Scritto da: Anonimo
    Spero che il ministro abbia già
    deciso dove espatriare, quando non
    sarà più in carica.
    Potrebbe chiedere a qualche suo amico di
    cedergli la sua casa a hollywood,
    perchè penso che qui: il minimo che
    si possa fare incontrandolo per strada
    è sputargli.
    Non mi piace trollare, ma un ministro non
    può criminalizzare un paese intero
    per intascarsi una mazzetta."Non mi piace trollare". Però lo fai !Spero vivamente che sia una trollata, perchè mi rifiuto di credere che una persona con in testa più di 5 grammi di cervello possa sputare odio su una persona rea di aver semplicemente ribadito che copiare opere coperte da diritto d'autore è reato!
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    La legge distingue due momenti della fattispecie: l'uso non personale e l'immissione in rete. Sono evidentemente due cose diverse che vanno esaminate in relazione tra loro, ma non costituiscono una identità: Se una persona, da un parte, immette in rete un file protetto, avremo dall'altra parte un utente che utilizza ciò che ha scaricato: a seconda dell'utilizzo che ne farà, potrà dare luogo ad un uso personale o non personale del file.E' evidente. Leggere, ragazzi, leggere...
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P e copia privata
    - Scritto da: Anonimo
    Secondo me finalmente se ne parla....
    il problema è che fino ad ora nessuna
    ha tentato di fare chiarezza. Evidentemente
    c'è chi ha interesse per la
    confusioneesatto. e la confusione consiste in questo: l'equo compenso non ha niente a che fare con la pirateria. ma DI FATTO l'equo compenso è talmente alto e applicato su talmente tante categorie di prodotti, che gli introiti sono sproporzionati rispetto al diritto che si vorrebbe tutelare, e DI FATTO diventa una fonte di guadagno (e non di "rimborso") che può benissimo tamponare i danni dovuti alla pirateria. però ripeto che con la pirateria non c'entra nulla e un avvocato (o dottore, o quello che è) come Lunardi, che ne parla su PI in quei termini, non fa altro che confondere ancora di più. poi non ci si può lamentare se la gente dice "pago la tassa sui cd e scarico quello che mi pare" , cosa che in realtà è sbagliatissima.
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P e copia privata
    Secondo me finalmente se ne parla....il problema è che fino ad ora nessuna ha tentato di fare chiarezza. Evidentemente c'è chi ha interesse per la confusione. se i cd costassero meno, se ne acquisterebbero di più: elementare.
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P = non solo uso personale
    - Scritto da: Anonimo
    Scusa, quello che dici è esatto,
    però non è corretto pagare una
    gabella su qualcosa dove i diritti li ho
    già oagati comprando l'originale,
    così pago due volte i diritti
    d'autore che fra l'altro non finiscono
    neanche all'autore ma a qualcuno in cima
    alla lista siae!la scoperta dell'aqcuq calda... ma tanto ce la teniamo la gabella... anche se è ridicola.consiflio: la gente che compra i cd al supermarket sta cosa non la sa, chi viaggia in rete può rifornisrsi all'estero www.nierle.desaluti:)
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P = non solo uso personale
    Scusa, quello che dici è esatto, però non è corretto pagare una gabella su qualcosa dove i diritti li ho già oagati comprando l'originale, così pago due volte i diritti d'autore che fra l'altro non finiscono neanche all'autore ma a qualcuno in cima alla lista siae!
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P = non solo uso personale
    - Scritto da: Anonimo
    Uso personale è quello che si fa del
    file in questione. Se io condividendo,
    sempre a titolo gratuito, mi masterizzo il
    cd di canzoni e non lo presto nè lo
    vendo, questo è uso personale. Quando scarichi è uso personale, ma quando condividi di certo non lo è. Poiché con tanti sw P2P mentre scarichi inizi già a condividere, l'uso solo personale non esiste; e in ogni caso quando scarichi metti nei guai chi ti ha condiviso il file.In sostanza le conclusioni dell'articolo non sono corrette e servono solo a far confusione: la realtà è che se condividi file puoi andare in galera.
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P e copia privata
    - Scritto da: Anonimo
    se si tratta solo di intepretazioni, allora
    ci tengo ad informare i lettori di PI che
    quella del dott.Lunardi non è l'unica
    interpretazione della disciplina della copia
    privata, nè, a quanto sembra, la
    più diffusa.dimenticavo un'altra cosa: forse ricorderete le critiche della BSA al decreto (poi legge) urbani. la critica sostanzialmente riguardava l'introduzione dell'equo compenso su masterizzatori e software, e faceva notare che essendo la copia privata un diritto del consumatore, far pagare l'equo compenso su supporti, hard disk, masterizzatori e software costringe il consumatore a corrispondere l'equo compenso almeno tre o quattro volte per poter fruire della benedetta copia privata. la BSA ha anche accusato le major dello "spettacolo" di voler utilizzare l'equo compenso per rientrare dei soldi dovuti al calo di vendite, stravolgendo il concetto stesso di equo compenso. cito direttamente dal sito di BSA Italia: "Inoltre, è bene ricordare che il cosiddetto ?Decreto Urbani? oggetto di modifica era finalizzato alla lotta contro la pirateria e il P2P illecito di contenuti protetti; ma la copia privata non ha nulla a che fare con la pirateria: è lecita, in quanto si copia un originale regolarmente acquistato. Ciò cui dunque mira l?emendamento è coprire i mancati introiti per diritti d?autore dovuti al fenomeno della pirateria informatica e del P2P con i proventi riscossi per la copia privata. Chiaramente, un principio del tutto scorretto."
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P e copia privata
    - Scritto da: Anonimo
    Secondo me non sono parole fuorvianti, sono
    solo opinioni argomentate. E poi l'ho letto
    anche io il èpezzo e dice che il
    compenso agli autori è sacrosanto.
    Forse dovresi leggere tutto...scusa , ma io ho letto tutto, e non mi sembra di aver detto nulla sul fatto che il compenso sia sacrosanto o meno, ho detto solo che, dalle letture fatte in rete, ho capito che la copia privata non ha niente a che fare con la pirateria, e il compenso non è finalizzato a compensare mancati guadagni dovuti alla contraffazione.il dott.Lunardi dice testualmente "posto che comunque una parte dei proventi derivanti dall'aumento dei supporti digitali e dei masterizzatori, andrebbe a carico di un fondo per il diritto d'autore (il cosiddetto equo compenso)." e questo non trova corrispondenza nei vari articoli e faq sulla copia privata che sono riuscito a reperire. se si tratta solo di intepretazioni, allora ci tengo ad informare i lettori di PI che quella del dott.Lunardi non è l'unica interpretazione della disciplina della copia privata, nè, a quanto sembra, la più diffusa.
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P e copia privata
    Secondo me non sono parole fuorvianti, sono solo opinioni argomentate. E poi l'ho letto anche io il èpezzo e dice che il compenso agli autori è sacrosanto. Forse dovresi leggere tutto...
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P e copia privata
    - Scritto da: Anonimo
    non so se la disciplina della copia privata
    è cambiata con la urbani o con
    qualche altra legge ma da quello che leggo
    in rete, queste affermazioni sono
    decisamente fuorvianti:scusate ma ho messo la citazione tra ed è stata tagliata ??questo era il brano che volevo citare:A mio parere quindi, nonostante il grande clamore, chi da casa utilizza sistemi di condivisione, non commette un illecito penale (e ci sarebbe da discutere anche sul versante amministrativo, infatti nella legge n. 248/2000 e nella legge Urbani, non sono specificate sanzioni amministrative a carico di chi compie il fatto per uso personale), posto che comunque una parte dei proventi derivanti dall'aumento dei supporti digitali e dei masterizzatori, andrebbe a carico di un fondo per il diritto d'autore (il cosiddetto equo compenso).
  • Anonimo scrive:
    P2P e copia privata
    non so se la disciplina della copia privata è cambiata con la urbani o con qualche altra legge ma da quello che leggo in rete, queste affermazioni sono decisamente fuorvianti:
    in particolare, come si può leggere nelle FAQ sulla copia privata dal sito dirittodautore.it, l' equo compenso viene corrisposto in cambio della limitazione del diritto esclusivo di riproduzione che appartiene agli autori (e ad altri soggetti).la copia privata è lecita solo se chi la detiene, è anche in legittimo possesso dell'originale della stessa opera. parlare di equo compenso come "compensazione" dei mancati guadagni dovuti al p2p o alla contraffazione, è appunto fuorviante, perché lo scopo dell'equo compenso non è rimediare ai "danni" della pirateria.e ho anche dei dubbi sul fatto che la copia privata (che è un diritto di chi acquista materiale coperto da diritto d'autore) sia procurabile via internet, visto che la legge vieta che la copia privata sia realizzata da terzi.
  • wishyou scrive:
    Re: P2P = non solo uso personale
    - Scritto da: Anonimo
    Se io condividendo,
    sempre a titolo gratuito, mi masterizzo il
    cd di canzoni e non lo presto nè lo
    vendo, questo è uso personale.
    Se poi sul cd che masterizzo pago
    anche la Siae allora il reato dov'è?Il reato consiste nel fatto che la gabella che paghi sul cd non assolve le copie di brani i cui originali sono in possesso di terzi: quella gabella si paga per i cd masterizzati da originali in tuo possesso e fatte da te. Leggi bene che c'è scritto nella legge.
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo




    Non è assolutamente vero:
    è

    tranquillamente possibile scaricare un
    file

    senza mettere neanche un bit di quel
    file

    in condivisione.





    se uno deve fare il leech è meglio
    che non si avvicini proprio a un programmaPuò capitare che una persona che condivide file legalmente condivisibili voglia scaricarsi un mp3 che non vuole condividere (magari per evitare rogne :-P) Questo IMHO non è un comportamento "immorale" (ovviamente rispetto al p2p :-))
    p2p
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    L'articolo va letto nella sua interezza, per cui la fattispecie completa è: - "se il fatto è commesso per uso non personale".
  • Anonimo scrive:
    Il P2P non esiste senza la condivisione
    Il P2P si basa sul concetto della condivisione dei file, nel momento in cui condivido un file questi non è più ad uso personale, per cui una dei due requisiti per la punibilità (l'uso non personale appunto) viene ad esistenza. Prima della legge Urbani, quando la locuzione era "a scopo di lucro", la punibilità non sorgeva perchè la condivisione di un file non portava alcun guadagno, mentre ora con "a scopo di trarne profitto", anche il secondo requisito viene ad esistenza perchè ho il profitto del minor costo "d'acquisto". Detto questo secondo me l'articolo quanto detto nell'articolo è errato in quanto se io non volessi far sorgere il requisito dell'uso "non personale" allora io utente P2P non dovrei condividere, andando contro alla filosofia stessa del P2P.
  • Anonimo scrive:
    Re: Le mie "opere" (e il copyright)
    Registrale così ti pagano loro :D:D:D:D
  • ryoga scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...
    - Scritto da: Anonimo
    Non è assolutamente vero: è
    tranquillamente possibile scaricare un file
    senza mettere neanche un bit di quel file
    in condivisione.E' possibile ma eticamente scorretto.Io se condivido un file ( mettiamo caso "Matrix" ) e scarico ( "Matrix reloaded" ) un'altro, in quel momento non traggo "profitto" ne "lucro".Sto solo aumentando la mia cultura.Un paese per essere all'avanguardia, dovrebbe essere culturalmente avanzato. Se il popolo non ha le possibilita' di recarsi al cinema o comprare un dvd, si rischia che quel popolo sia culturalmente indietro rispetto ad altri paesi.Poi voglio ricordare una cosa.Nessuno DEVE mai PERMETTERSI di accusare altri dei PROPRI MALI.Le Major, hanno fatto cartello aumentando del 100% il costo dei propri prodotti rendendo cosi inaccessibili a molti l'accesso a questi prodotti spesso sostenuti con fondi statali ( leggi : con soldi del popolo ).E' normale che la gente, trovi il metodo per visionare cio' che ha pagato ( con tasse ) e il fatto di "visionare" un prodotto senza ottenere anche il supporto/manualetto/addon etc.etc., rende questa pratica "LEGALE" ( in un mondo perfetto ) mentre sarebbe "ILLEGALE" la sottrazione del prodotto (supporto )dal negozio o dal distributore.Quindi....corressero ai ripari abbassando i prezzi con quelli utilizzati 5 anni fa ( nel 1999 un cd in anteprima costava 10?-11? ) e vedranno come la gente ritornera' a comprare prodotti e non a "scaricarsi" la "cultura".P.s. : Al cinema, oggi non ci si puo' andare. 8? a persona e' una cosa da ricchi. Non spendero' mai 16? per visionare un film che potra' essere anche una ******a
  • Anonimo scrive:
    Re: P2P = non solo uso personale
    Uso personale è quello che si fa del file in questione. Se io condividendo, sempre a titolo gratuito, mi masterizzo il cd di canzoni e non lo presto nè lo vendo, questo è uso personale. Non è il sistema di condivisione il nocciolo della questione, ma l'uso privato o meno di ciò che si scarica. Lo dimostra il testo della legge, che tutti avremmo il dovere di conoscere prima di parlare! Se poi sul cd che masterizzo pago anche la Siae allora il reato dov'è?
  • Anonimo scrive:
    Re: Le mie "opere" (e il copyright)
    - Scritto da: Anonimo
    C'è di peggio: le mie fotografie,
    opere dell'ingegno, COPERTE dal copyright,
    finiscono per portare soldi alla Siae (che
    so: Marco Masini, Paola & Chiara...)

    Che schifo.fatteli rimborsare :D
  • Anonimo scrive:
    Le mie "opere" (e il copyright)
    Cito:"l'acquisto di un supporto vergine poi utilizzato per memorizzarvi dati assolutamente personali e privati, non coperti da copyright, finisce, di fatto, per attribuire un profitto ingiustificato alla Siae!"C'è di peggio: le mie fotografie, opere dell'ingegno, COPERTE dal copyright, finiscono per portare soldi alla Siae (che so: Marco Masini, Paola & Chiara...)Che schifo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...


    Non è assolutamente vero: è
    tranquillamente possibile scaricare un file
    senza mettere neanche un bit di quel file
    in condivisione.

    se uno deve fare il leech è meglio che non si avvicini proprio a un programma p2p
  • Anonimo scrive:
    ANTICOPYRIGHT
    Per la trasformazione in materia di diritto d'autore della proprietà in detentio(possesso in nome dell'Umanità), andando oltre il decreto Urbani, consigliamo di leggerehttp://www.antiarte.it/eugius/cyberagonia_del_diritto_d'autore.htmSaluti a tuttiGigi Trilemma
  • DoubleGJ scrive:
    P2P = non solo uso personale
    utilizzare sistemi P2P significa che, al momento in cui si comincia a scaricare un file, automaticamente lo si condivide con tutti gli altri utenti del P2P in questione.A meno che non si stia utilizzando qualche puzzonissimo client modificato che scarica soltanto e non condivide un bel niente, cosa a dir poco disonorevole.P2P e semplice uso personale non sono parola accostabili.come DoubleGJ e Decreto Urbani, non sono parole accostabili.DoubleGJ tristissimo di questo marasma
  • Anonimo scrive:
    Re: Caro Dott. Lunardi...

    in quanto sono gli stessi sistemi utilizzati
    per ottenere la copia a condividerla
    automaticamente e a reimmetterla sulla rete.Non è assolutamente vero: è tranquillamente possibile scaricare un file senza mettere neanche un bit di quel file in condivisione.
  • CalicoJack scrive:
    Caro Dott. Lunardi...
    Si informi su come funzionano le cose su internet e si legga bene la relazione di Daniele Minotti pubblicata proprio oggi su punto informatico. Chi oggi ottiene una copia privata attraverso internet tramite i più diffusi sistemi di file sharing ricade automaticamente in:"a-bis) in violazione dell'articolo 16, per trarne profitto, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, o parte di essa;".in quanto sono gli stessi sistemi utilizzati per ottenere la copia a condividerla automaticamente e a reimmetterla sulla rete.Saluti
  • Anonimo scrive:
    Urbani, legge brutta, ma...
    ...mai quanto lui :DFacies adenoidea, espressione da sclerotico e incredibile somiglianza con un piranha.
  • Anonimo scrive:
    Re: il futuro di Urbani
    - Scritto da: Anonimo
    Spero che il ministro abbia già
    deciso dove espatriare, quando non
    sarà più in carica.[...]
    Non mi piace trollare, ma un ministro non
    può criminalizzare un paese intero
    per intascarsi una mazzetta.Considerato che alcuni insinuano lo faccia per la Di Benedetto, più che mazzetta, pugnetta :D
  • Anonimo scrive:
    illusione
    dolce chimera
  • Anonimo scrive:
    il futuro di Urbani
    Spero che il ministro abbia già deciso dove espatriare, quando non sarà più in carica.Potrebbe chiedere a qualche suo amico di cedergli la sua casa a hollywood, perchè penso che qui: il minimo che si possa fare incontrandolo per strada è sputargli.Non mi piace trollare, ma un ministro non può criminalizzare un paese intero per intascarsi una mazzetta.
  • gatsu99 scrive:
    analogia con la casella delle lettere
    interessante interpretazionesecondo questa teoria - se applicata - ogni intromissionenon richiesta nei circuiti p2p costituirebbe di fatto una violazione della privacy (leggi major che scassano a iosa) e quindi potrebbe - il condizionale è d'obbligo - essere resa nulla peccato che se non erro già da un pò i capufficio o chi per loro siano autorizzati a sgarfare nelle corrispondenza dei subalterni il che renderebbe le cose (per chi condivide in ufficio) particolarmente rognose ma - a mio avviso - non sarebbe applicabile ai singoli utenti - (non sono un avvocato - non crocifiggetemi se sbaglio) inoltre potrebbe rendere possibile la contro denuncia per questi illustri signori che ritengono di essere defraudati dei loro in/giusti guadagnisarebbe interessante poi controllare in quale modo i dati relativi a presunti illeciti vengono rilevati e se tali dati fosseroottenuti in modo ... DUBBIO ... (per non usare un altro termine) vorrebbe dire che le logiche conseguenze della loro interpretazione sarebbero parimenti infondate con conseguente sputtanamento dei gentili signori di cui sopraé una teoria ardita lo riconosco ma se attecchisse ....Slurp ! io mi sto già leccando i baffi .... ;)==================================Modificato dall'autore il 10/09/2004 0.36.33
    • riddler scrive:
      Re: analogia con la casella delle letter
      Non e' piu' ardita di quella che ha partorito la legge per distruggere il p2p.A mio parere non e' tanto la condivisione in quanto tale, ma tutto cio' che ne consegue, a far paura a certe persone.Il fatto insomma che la gente non accetti bovinamente cio' che viene proposto, il fatto che vinca una cultura di condivisione gratuita, piuttosto che di vendita e acquisto con prezzi fissati arbitrariamente da chi, con cio' che viene venduto, c'entra come i cavoli a merenda.
    • Anonimo scrive:
      Re: analogia con la casella delle letter
      L'ardita interpretazione e' in realta' un'immane corbelleria: la posta elettronica e' strutturalmente congegnata come mezzo per una comunicazione bidirezionale esclusiva a discrezione degli utenti, tale e quale alla corrispondenza cartacea, mentre i programmi di condivisione dei dati personali sono strutturalmente ed intimamente congegnati come strumento per consentire una accessibilita' incondizionata a chiunque ai propri dati, laddove la discrezionalita' e' sui dati condivisibili e non sulle controparti accoglibili essendo una selezione imponibile solo a posteriori come provvedimento di ripiego e prescindente del tutto dall'identita' dell'altra parte, si rilevi pertanto la formidabile cantonata.Risparmio osservazioni sulla supposta violazione della corrispondenza aziendale perche' e' argomento complesso che qui non posso affrontare per mancanza di spazio e tempo.Firmato: il guastafeste delle liste di posta giuridiche.- Scritto da: gatsu99
      interessante interpretazione

      secondo questa teoria - se applicata - ogni
      intromissione
      non richiesta nei circuiti p2p costituirebbe
      di fatto una violazione della privacy (leggi
      major che scassano a iosa) e quindi
      potrebbe - il condizionale è
      d'obbligo - essere resa nulla

      peccato che se non erro già da un
      pò i capufficio o chi per loro siano
      autorizzati a sgarfare nelle corrispondenza
      dei subalterni il che renderebbe le cose
      (per chi condivide in ufficio)
      particolarmente rognose ma - a mio avviso -
      non sarebbe applicabile ai singoli utenti -
      (non sono un avvocato - non crocifiggetemi
      se sbaglio) inoltre potrebbe rendere
      possibile la contro denuncia per questi
      illustri signori che ritengono di essere
      defraudati dei loro in/giusti guadagni

      sarebbe interessante poi controllare in
      quale modo i dati
      relativi a presunti illeciti vengono
      rilevati e se tali dati fossero
      ottenuti in modo ... DUBBIO ... (per non
      usare un altro termi
      ne) vorrebbe dire che le logiche conseguenze
      della loro
      interpretazione sarebbero parimenti
      infondate con conse
      guente sputtanamento dei gentili signori di
      cui sopra

      é una teoria ardita lo riconosco ma
      se attecchisse ....
      Slurp ! io mi sto già leccando i
      baffi ....


      ;)

      ==================================
      Modificato dall'autore il 10/09/2004 0.36.33
  • Anonimo scrive:
    potere legislativo
    Il potere legislativo è in mano alle major e le varie multinazionali (per di più americane, neppure italiane o europee!)Alle prossime elezioni probabilmente potrete votare direttamente per Bill Gates o Murdock invece che mandare al governo dei ministri fantoccio.
  • Anonimo scrive:
    nessuna giustificazione
    Quando uno supplica di "legiferare come tutti sappiamo che non dovrebbe essere fatto" non ha alcuna scusante. C'è semmai l'aggravante di aver promesso modifiche proprio per convincere i più recalcitranti a votare in modo indecente (oltre che una certa parte dell'elettorato a rivotarli nelle incombenti elezioni locali).
  • fabri.80 scrive:
    SIAE che brutta cosa!
    Leggetevi l'intervista di Report menzionata nell'articolo e capirete come funziona quell'orribile e macchinoso sistema chiamato SIAE :@
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