Diritto/ Provider: responsabilità e casistica

In un momento complesso per la normativa sui diritti e i doveri dei provider, la dott.ssa Valentina Frediani di Consulentelegaleinformatico.it compie una panoramica ragionata, evidenziando leggi, normative e sentenze in materia


da Consulentelegaleinformatico.it – L’internet provider è una figura professionale essenziale per chi interagisce con internet per passione o lavoro.
I provider possono distinguersi tra network provider – colui che munisce l’infrastruttura tecnologica permettendo la trasmissione del segnale -, hosting service provider – colui che mette a disposizione degli utenti uno spazio del server affinché gli stessi possano disporre del loro spazio sul web, disponibile in rete ed accessibile sempre da chiunque – e access provider – colui che consente l’accesso alla rete -.

Queste figure si pongono come intermediarie tra l’informazione, la notizia posta in rete, ed il destinatario (internauta), potendo spesso sorgere a loro carico responsabilità di vario genere nei confronti di soggetti terzi.
Tali responsabilità possono essere di tipo penale (condotte illecite poste in essere dal provider, per cui diviene titolare di un procedimento penale che può sfociare sia in reclusione che in sanzioni pecuniarie) e/o di tipo civile (risarcimento dei danni provocati mediante la condotta posta in essere).
L’attuale legislazione nazionale manca di una normativa speciale in materia, applicandosi in via analogica la normativa esistente.
Mentre, a livello europeo, la Comunità ha emanato la Direttiva 2000/31/CE con la quale, disciplinando il commercio elettronico, ha definito anche la responsabilità dei prestatori intermediari.

Infatti, all’ art. 12 la Direttiva dispone che nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non sia responsabile delle informazioni trasmesse, a condizione che egli non dia origine alla trasmissione (sarebbe quindi responsabile non tanto quanto provider quanto agente in prima persona), non selezioni il destinatario della trasmissione (selezionando il destinatario, il provider si rende partecipe ed attivo sulla trasmissione dell’informazione) non selezioni né modifichi le informazioni trasmesse (agendo sulle informazioni, diviene ancora una volta agente diretto).

All’articolo successivo, si dispensa il provider da qualsiasi responsabilità in merito alla memorizzazione automatica, intermedia e temporanea delle informazioni che l’utente trasmette dalla rete, a condizione però che non intervenga per modificarle, si conformi alle condizioni di accesso delle informazioni, si conformi alle norme di aggiornamento delle informazioni, non interferisca con l’uso lecito di tecnologia ampiamente riconosciuta e utilizzata nel settore per ottenere dati sull’impiego di informazioni e agisca prontamente per rimuovere informazioni che ha memorizzato o per disabilitare l’accesso non appena venga effettivamente a conoscenza del fatto che le informazioni sono state rimosse dal luogo dove si trovavano inizialmente sulla rete o che l’accesso alle informazioni è stato disabilitato oppure che un organo giurisdizionale o un’autorità amministrativa ne ha disposto la rimozione o disabilitazione all’accesso.

L’aspetto più interessante della normativa sta nella disposizione di cui all’ art. 15 , inerente all’assenza dell’obbligo generale di sorveglianza dei provider sulle informazioni che trasmettono o memorizzano né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite, salvo la discrezionalità di ciascun Stato Membro, di determinare l’obbligo o meno dei prestatori di servizi ad informare senza indugio l’autorità competente, di presunte attività o informazioni illecite dei destinatari dei loro servizi.


Ma quali casi concreti possono porre dubbi sulla responsabilità o meno di un provider? Facciamo alcuni esempi dei casi più ricorrenti.

Ad oggi un reato “diffuso” on line è la violazione del diritto d’autore , che avviene spesso o mediante riproduzione di immagini coperte da royalty (diritto di colui che ne è l’ideatore) o mediante trasmissione di software pirata. Può considerarsi responsabile un provider per atti del genere compiuti da un proprio abbonato?

Gran parte delle sentenze dei giudici italiani intervenuti sulla questione, ha stabilito che il server provider che si limiti a concedere accesso alla rete, o lo spazio del proprio server per la pubblicazione di servizi informativi realizzati dall’abbonato, non può ritenersi responsabile della violazione del diritto d’autore che quest’ultimo ponga in essere.
Questo per il principio basilare al nostro ordinamento, secondo cui la responsabilità penale è personale.
Infatti la violazione del diritto d’autore genera anche responsabilità penale, con pene molto severe che possono condurre anche alla reclusione; ciò però è ravvisabile solo quando nel provider si possano individuare un dolo (coscienza e volontà di determinare il fatto illecito) o una colpa (mancanza di vigilanza, ad esempio, o imperizia o imprudenza nella gestione del fatto).
Quindi un provider potrà ritenersi responsabile dei fatti di cui sopra, solo quando a conoscenza dell’illiceità del fatto posto in essere, si sottragga al dovere di segnalarlo all’autorità o di interromperne comunque la trasmissione. Chiaramente, un provider che contribuisca alla commercializzazione di software che ben sa illegale, non potrà certo non ritenersi colpevole, in quanto ha contribuito in maniera diretta al fatto illecito.

Altro fatto che può ricorrere spesso, concerne l’attività denigratoria attuata da un utente legato da un contratto ad un internet provider.
In tal caso, i giudici sino ad oggi intervenuti a pronunciarsi, hanno emesso sentenze tra loro molto contraddittorie.

Ad esempio nel 1997 il Tribunale di Teramo escludeva la responsabilità civile dell’internet provider in base ad una clausola inserita nel contratto concluso tra quest’ultimo e l’utente, secondo cui l’utente doveva tenere una determinata diligenza ed una condotta tali da non generare illiceità. Nel 1998 invece, la Pretura di Vicenza emanava un provvedimento di sequestro preventivo di tutte le attrezzature dell’internet provider utilizzate per diffondere su un sito web dei messaggi, in quanto un privato aveva diffuso un messaggio diffamatorio. Provvedimento molto criticato e ritenuto sostanzialmente abnorme, cioè sproporzionato negli effetti rispetto alle esigenze reali e cautelative di soppressione del messaggio diffamatorio.

Volendo esprimere un giudizio alla luce di conoscenze tecniche, è palese come non possa ritenersi responsabile un internet provider per episodi sui quali non può operare vigilanza e controllo preventivi.

Ad esempio in un newsgroup non moderato, come può intervenire su messaggi denigratori o diffamatori? Il Tribunale di Roma nel 1998 ha escluso in maniera tassativa l’esistenza di una responsabilità oggettiva del provider per i messaggi che circolano sul suo server. E questo anche perché vige la garanzia costituzionale fornitaci dall’ art. 15 , secondo cui la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili . Il provider non può quindi intervenire a vigilare e controllare il contenuto di e-mail o messaggi di vario genere. La violazione sarebbe addirittura costituzionale!!!


Altra materia delicata ma di ampia diffusione, è la problematica legata alla pornografia minorile.

Nel nostro Paese la legge n. 269/98 punisce in maniera esemplare anche chi distribuisce o pubblicizza materiale pornografico per via telematica.
Sul provider in tal senso (salvo che abbia contribuito attivamente alle condotte suddette per cui chiaramente è responsabile in prima persona del reato) può gravare un reato omissivo , ovvero una condotta punibile perché lo stesso non ha impedito la divulgazione o pubblicizzazione del materiale pornografico. Ma questa interpretazione conferisce ancora una volta al provider un ruolo di garante eccessivo rispetto alle potenzialità effettive di controllo. Parte della dottrina ha anche paragonato il provider al direttore del giornale, attribuendogli una responsabilità di “controllore” su ciò che viene “pubblicato” in rete. Ma nessuna normativa indica questo in maniera espressa, e l’interpretazione lascia abbastanza perplessi.
Certo, può concretizzarsi anche una condotta permissiva da parte del provider, sulla quale qualche dubbio in merito alla sua responsabilità può sorgere.

In Italia le pronunce scarseggiano, ma un esempio ci viene dalla vicina Svizzera, dove un internet provider è stato ritenuto penalmente punibile per non aver rimosso materiale pornografico da un sito di un proprio cliente dopo la segnalazione e l’avvertimento da parte delle autorità, dell’esistenza sul sito di tale materiale. Ma effettivamente in questo senso la condotta di questo internet provider è stata coscientemente “omissiva” di controllo.

Come abbiamo constatato, gli aspetti legali concernenti le responsabilità derivanti all’internet provider da illiceità dei propri abbonati, sono di vario genere e la “confusione” giurisprudenziale contribuisce a creare incertezza in merito alle condotte da adottare onde evitare spiacevoli conseguenze giuridiche.

Si può però concludere che la responsabilità del provider di certo sussiste quando lo stesso abbia contribuito a formare il contenuto illecito del sito, rispondendo sia penalmente che civilmente della condotta adottata. Nel caso in cui non abbia contribuito ma sia venuto a conoscenza dei contenuti illeciti, ritengo debba provvedere all’eliminazione dei contenuti (mediante forme di cancellazione o oscuramento degli stessi) ed alla segnalazione all’autorità competente.

Infine, nell’ipotesi in cui non abbia in alcun modo operato affinché l’illecito si realizzasse, sostengo che si possa escludere una qualsiasi responsabilità penale, potendo al limite configurarsi una responsabilità di tipo civile verso terzi, per aver cagionato in modo doloso o anche solo colposo un danno ingiusto, ma in tal caso è onere di colui che si ritiene leso dimostrare non solo l’ingiusto danno subito, ma anche la oggettiva responsabilità del provider.

Dott.ssa Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    KYRO puo' dominare.
    Se stm vuole puo' produrre un chip che fa impallidire l'nv2x di nVidia.STM e' entrata nel mercato e ha fatto scelte conservative, ciononostante il kyro regge bene la concorrenza e ha un rapporto qualita' prezzo davvero notevole. Il problema sta nel fatto che i guadagni sono marginali e la situazione volge talmente tanto a favore di nvidia che e' molto difficile scalzarla. Chi decide dove vanno i vs e i ps ti dice come devi fare la scheda e non credo che stm abbia la benche' minima intenzione di sottostare ad un giochetto simile. Credete che intel o amd non sarebbero in grado di tirare fuori un mostro di potenza da 700?? La intel ha affrontato i problemi che affronta nvidia oggi con i vs piu' di 20 anni fa. Ch acquisterebbe una scheda da 700? made in intel (o amd) che da' il meglio su un api proprietaria tipo glide? nessuno.OpenGL e' in crisi e dopo l'uscita dell'xbox il binomio M$/nVidia e' diventato ancora piu' forte.Fortuna che M$ dimostra correttezza nei confronti di ati.
  • Anonimo scrive:
    OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
    se Kyro o ATI .....distribuissero le specifiche e gli sdk gratuitamente ......e' probrabile che avrebbero un nuovo mercato molto interessato sia a sviluppare che a usare i loro prodottila chave per fottere i monopoli di fatto e' L'OPEN SOURCE
    • Anonimo scrive:
      Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
      ATI lo fa' Kyro mi pare proprio di no e Nvidia distribuisce i driver sotto forma di binari ma niente sorci.
    • Anonimo scrive:
      Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
      - Scritto da: Pino Pallino
      se Kyro o ATI .....Tanto e' vero che da sei mesi ho una macchinacon una hercules 4500 kyro II e non ho ancora potuto installarci linux mandrake in quanto... niente driverx linux.Tra l'altro, se qualcuno ne sa qualcosa...grazie.
      • Anonimo scrive:
        Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
        - Scritto da: RangeLife


        - Scritto da: Pino Pallino

        se Kyro o ATI .....

        Tanto e' vero che da sei mesi ho una macchina
        con una herculesse hercules ancora non fa driver x LINUX, chiuda pure e vada in pax.
    • Anonimo scrive:
      Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
      Eh no. Anche 3dfx dava i driver linux (con sorgenti). Per un periodo ha dato anche i sorgenti delle glide 2.x e ha pubblicato tutte le specifiche della banshee. Guarda come e' finita.Il mercato dei videogiochi e' al 99,9% win32 e nvidia si puo' pemettere di far uscire schede da 600-650$. Gli sdk li distribuiscono tutti gratuitamente (forse powervr no, ma potrei sbagliarmi). Il punto e' che nVidia e M$ ci hanno portato fin qua e la situazione di monopolio purtroppo fa comodo.Testi su due schede e hai contatti con due vendor.Fatto questo, fatto tutto.- Scritto da: Pino Pallino
      se Kyro o ATI .....
      distribuissero le specifiche e gli sdk
      gratuitamente ......
      e' probrabile che avrebbero
      un nuovo mercato molto interessato
      sia a sviluppare che a usare i loro prodotti

      la chave per fottere i monopoli di fatto

      e' L'OPEN SOURCE
      • Anonimo scrive:
        Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
        guarda che basterebbe che rilaciassero le specifiche come fa' ATI, poi a implementare i driver ci pensano i sviluppatori linux.
    • Anonimo scrive:
      Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
      Ma state tutti in fissa con l'open source?Facciamo tutto open source, ma come si fa???Quando un azienda investe miliardi per un progetto poi si certo lo fa open source! ehehehehMa tu dove vivi sulla luna? la luna si è open source, chiunque può andarci!! ahahahahah- Scritto da: Pino Pallino
      se Kyro o ATI .....
      distribuissero le specifiche e gli sdk
      gratuitamente ......
      e' probrabile che avrebbero
      un nuovo mercato molto interessato
      sia a sviluppare che a usare i loro prodotti

      la chave per fottere i monopoli di fatto

      e' L'OPEN SOURCE
      • Anonimo scrive:
        Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
        guarda che si sat parlando di hardware in questo caso, che i driver siano opensource o no a chi costruisce la scheda non esce di tasca una lira (loro guadagnano sul pezzo di silicio mica sui driver; inoltre basterebbe rilasciassero le specifiche come fa' ATI e sarebbero gli stessi sviluppatori linux a codare i driver)
        • Anonimo scrive:
          Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
          - Scritto da: z2
          sarebbero gli stessi sviluppatori linux a
          codare i driver)non quelli di xfree? stranohai firmato la petizione??
          • Anonimo scrive:
            Re: OPEN SOURCE ....QUESTO E' IL PROBLEMA
            linux inteso come GNU/Linux (quindi sono compresi pure quelli di xfree), sei un attimino pignolo e'?
  • Anonimo scrive:
    Kyro??????
    Ma che speranze vuoi che abbia? Nvidia ormai s'e' mangiata tutti, pare pure che Ati sia li' li' per essere comprata... La nuova MS del treddi'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Kyro??????
      Guarda che PowerVR non è esattamente l'ultima arrivata: se trova un buon partner che gli produce i chip c'è speranza per il futuro.- Scritto da: Invidia
      Ma che speranze vuoi che abbia? Nvidia ormai
      s'e' mangiata tutti, pare pure che Ati sia
      li' li' per essere comprata... La nuova MS
      del treddi'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Kyro??????
      - Scritto da: Invidia
      Ma che speranze vuoi che abbia? Nvidia ormai
      s'e' mangiata tutti, pare pure che Ati sia
      li' li' per essere comprata... La nuova MS
      del treddi'.Insomma, il chipset e' interessante, sotto certi punti di vista un passo piu' avanti rispetto alla concorrenza, per i concetti che vi sono sviluppati. Gli manca solo un'azienda interessata a proporlo adeguatamente. E in questo senso ben venga la vendita della divisione che lo sviluppa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Kyro??????
      Si vede bene che tu di informatica non capisci un tupo, forse usi il PC da una settimana. Il PowerVR della Kyro è un ottimo processore, e questa tecnologia esiste da oltre 10 anni e sfrutta la piattaforma RISC (Reduced Instruction Set Computer), al contrario dei CISC di Nvidia, (Complex Instruction Set Computer), ma dubito che capisci la differenza, significa che i chip Nvidia per fare le stesse operazioni impiegano il triplo di tempo, fai tu i calcoli.Se Kyro sfruttasse PowerVR a dovere non ne avrebbe per nessuno. Io non sono contro Nvidia anzi, sono in possesso di una Geforce3 Ti500 e ho da poco ordinato la nuova Geforce4, ma una futura Kyro avrà sicuramente posto su uno dei miei computer.Per tua informazione il PowerVR è anche sfruttato dal Dreamcast- Scritto da: Invidia
      Ma che speranze vuoi che abbia? Nvidia ormai
      s'e' mangiata tutti, pare pure che Ati sia
      li' li' per essere comprata... La nuova MS
      del treddi'.
      • Anonimo scrive:
        Re: Kyro??????
        - Scritto da: Hotair

        Si vede bene che tu di informatica non
        capisci un tupo, forse usi il PC da una
        settimana. Il PowerVR della Kyro è un ottimo
        processore, e questa tecnologia esiste da
        oltre 10 anni e sfrutta la piattaforma RISC
        (Reduced Instruction Set Computer), al
        contrario dei CISC di Nvidia, (Complex
        Instruction Set Computer), ma dubito che
        capisci la differenza, significa che i chip
        Nvidia per fare le stesse operazioni
        impiegano il triplo di tempo, fai tu i
        calcoli.Guarda che il discorso non è cosi semplice comedici, certi tipi di funzioni vengono svolte meglio da una piattaforma rispetto un'altra e viceversa.
      • Anonimo scrive:
        Re: Kyro??????
        - Scritto da: Hotair
        Per tua informazione il PowerVR è anche
        sfruttato dal DreamcastTra l'altro, nel Dreamcast e' utilizzato la versione 2 del PowerVR, che e' uscita per pc sotto forma di una scheda con prestazioni paragonabili a quelle di una TNT (1, non 2), o di una Savage4. Questo per dire che la tecnologia in se' e per se' e' ottima, ma mal sfruttata su PC.
      • Anonimo scrive:
        Re: Kyro??????
        Per tua informazione stai parlando di processori grafici e non microprocessori... quindi ne Risc ne CIsc ne VLIW.. Di programmabile hanno ben poco (a parte il vertex SHader dei Gf3 ) e tutto quello che fanno sono in sostanza algoritmi implementati in Hardware..
        • Anonimo scrive:
          Re: Kyro??????
          Tu che se esperto mi dici la differenza tra processore grafico e microprocessore? Che poi il PowerVR sia un processore RISC lo sanno anche i muri. Vai a vedere i processori UltraSPARC che sono su tecnologia RISC a 64bit programmabile.Processori RISC o CISC possono essere programmabili o meno, io queste cose le studio da 11 anni, tu le avrai lette su qualche sito di schede grafiche, tipo che il vertex shader è programmabile :-)- Scritto da: Foxie
          Per tua informazione stai parlando di
          processori grafici e non microprocessori...
          quindi ne Risc ne CIsc ne VLIW.. Di
          programmabile hanno ben poco (a parte il
          vertex SHader dei Gf3 ) e tutto quello che
          fanno sono in sostanza algoritmi
          implementati in Hardware..
          • Anonimo scrive:
            Re: Kyro??????
            Allora... il processore di per se' esegue istruzioni (in sequenza e non) prese da un set vasto o meno che sia. L'insieme della sequenza di istruzioni e' un programma e la sequenza con cui queste istruzioni sono combinate e' arbitraria seppur con delle regole (un salto condizionato sul cambio del registro di stato deve stare dopo un istruzione che modifica lo stesso). Processore Video..Sino alla generazione precedente ai chip T&L i processori video si occupavano di recuperare dati dalla ram video e mandarli in sequenza a un DAC per l'uscita su Video. Alcune funzioni + o - complesse sono realizzate in Hw (bit blitting, tracciamento linee e altre amenita'). Con la generazione dei T&L sono state introdotte altre funzioni per accelerare il processo di visualizzazione dei poligoni a video, come la trasformazione in Hw.. tutte queste belle cose sono delle FUNZIONI in hardware (banalmente la traduzione con porte logiche di vari algoritmi).Il processore video di per se' quindi non interpreta un emerita mazza e non ha un set di istruzioni ergo non e' un CISC non e' un RISC .. semmai un set di funzioni. Qualcosa di simile al vecchio chipset di Amiga.. un processore e 3 coprocessori dedicati a compiti specifici (bit blitting, sincronia con il segnale video e altre cosine). Il pixel e il vertex shader del Gf3 invece eseguono un set fisso di funzioni combinabili in modi diversi per ottenere effetti diversi qualcosa di simile a un processore ma ancora non ci siamo.. Direi che meno banale di cosi' non saprei proprio come metterla. Felice di ricredermi se mi dimostri che tanto il Kyro che le Radeon che i Geforce riescono ad interpretare ed eseguire un programma.
          • Anonimo scrive:
            Re: Kyro??????
            - Scritto da: Foxie
            Con la generazione
            dei T&L sono state introdotte altre funzioni
            per accelerare il processo di
            visualizzazione dei poligoni a video, come
            la trasformazione in Hw.. tutte queste belle
            cose sono delle FUNZIONI in hardware
            (banalmente la traduzione con porte logiche
            di vari algoritmi).
            Il processore video di per se' quindi non
            interpreta un emerita mazza e non ha un set
            di istruzioni ergo non e' un CISC non e' un
            RISC .. semmai un set di funzioni.di grazia...Quale cavolo è la differenza tra una istruzione e una funzione?comunque, a parte questa sottigliezza, come cavolo credi che sianoimplementate le funzioni? Possono essere implementate secondo lafilosofia CISC o RISC (sai no, nella prima hai una macchinetta con nanoe una micro rom che fa il conto in più passaggi, nel secondo la funzioneè tutta cablata). Ma forse parli senza sapere come si progetta unprocessore...Studia, che è meglio.
            Direi che meno banale di cosi' non saprei
            proprio come metterla.
            Felice di ricredermi se mi dimostri che
            tanto il Kyro che le Radeon che i Geforce
            riescono ad interpretare ed eseguire un
            programma.considerando che i processori grafici vengono mappati in ram e perfarli funzionare si copiano nelle loro locazioni di memoria pezzi dieseguibile....
          • Anonimo scrive:
            Re: Kyro??????
            Cazzarola! Ma in questo forum sono tutti ingegneri elettronici! E poi dicono che in italia finiscono gli studi universitari solo il 10% di quelli che si iscrivono alle facoltà ingegneristiche! Bhè se passano di qua...rifanno le statistiche!Con ironia, Tyler Durden
      • Anonimo scrive:
        Re: Kyro??????
        - Scritto da: Hotair

        Si vede bene che tu di informatica non
        capisci un tupo, forse usi il PC da una
        settimana. Il PowerVR della Kyro è un ottimo
        processore, e questa tecnologia esiste da
        oltre 10 anni e sfrutta la piattaforma RISC
        (Reduced Instruction Set Computer), al
        contrario dei CISC di Nvidia, (Complex
        Instruction Set Computer), ma dubito che
        capisci la differenza, significa che i chip
        Nvidia per fare le stesse operazioni
        impiegano il triplo di tempo, fai tu i
        calcoli.Abbiamo trovato un genio dell'ITl'unica differenza tra un RISC e un CISCe' la complessita' del silicio riguardo alle prestazioni ......bisogna per forza testare i prodotti con il proprio programma ...Tanto e vero che certi motori software 3D(QuakeGL OpenGL DirectX)funzionano meglio su alcun chip mentre su altri sono inferioriSe poi portiamo il confronto sui processori general purpose ....... le cose sono ancora più sfumate ...Con l'introduzione del traduttore in ROP (Risc OPeration) di NextGen e le Pipeline gli x86 sono diventati degli ibridi ......figurati che il P4 ha due unita' integer che se programmate opportunamente riescono a fare due operazioni per ciclo ......visto il numero di transistor presenti cui chip grafici .... non mi stupirei se fossero presenti tecnologie analoghe Per quello che mi riguarda a parita' di prestazioni "CISC" e "VCISC" silicio complesso software relativamente sempliceRISC silicio semplice software complesso fai tu la scelta .....SalutiPino Pallino
        • Anonimo scrive:
          Re: Kyro??????
          Accidenti che supercazzola (scusate il termine tecnico...)! Vorrei ricordare che, essendo più semplice la struttura della piastra di silicio, è più facile produrla, mantenendo costi di lavorazione più accettabili. Ricordo infatti che, in questo settore, lo sfridio (ovvero "gli scarti") di produzione oscillano intorno al 50% (per ogni processore funzionante prodotto, uno è da buttare...). Il software, invece ha costi alti di sviluppo ma può essere ammortizzato nel tempo. Meglio, in pratica, i processori RISC: costano meno a parità di prestazione (e non è quello che vorremmo tutti?). Ovviamente, dipende da processore e processore - infatti ho detto "a parità di prestazione".
Chiudi i commenti