DL Urbani, intervento Carlucci

In una lettera alla stampa, l'onorevole che è stata relatrice del provvedimento alla Camera delinea il contesto in cui il provvedimento è passato alla Camera e auspica ulteriori correzioni al Senato
In una lettera alla stampa, l'onorevole che è stata relatrice del provvedimento alla Camera delinea il contesto in cui il provvedimento è passato alla Camera e auspica ulteriori correzioni al Senato


Roma – Egr. Direttore, vorrei intervenire sul dibattito che sta seguendo all’approvazione da parte della Camera sul DL Urbani recante norme antipirateria.

Come Lei ben sa e come il Suo sito ha riportato sempre doviziosamente, la Camera dei Deputati ha avuto solo tre settimane per discutere i cambiamenti al testo originario così come era stato licenziato dal Consiglio dei Ministri, ed in queste tre settimane erano ricomprese anche le vacanze di Pasqua. Nonostante i tempi strettissimi, dunque, mi sento di affermare che siamo addivenuti ad un buon testo, dando ascolto alla totalità dei soggetti interessati dal provvedimento sia attraverso audizioni in Commissione Cultura, sia attraverso incontri informali.

La bontà del testo è testimoniata dalla larghissima convergenza sulla votazione finale del provvedimento che è passato con soli 12 voti contrari su 408, quasi un record!

Ovviamente l’approvazione del testo da parte della Camera non esaurisce l’iter del provvedimento, così come non esaurisce il dibattito che intorno ad esso si è creato: alcune proposte di correttivi emersi in questi giorni sul Suo sito e sulla stampa per bocca di soggetti interessati vanno approfondite, non potendosi comunque esaurire nel breve volgere di 20 giorni un esame serio e minuzioso di un settore a così rapida espansione.

In particolare auspico una più attenta riflessione sulla locuzione “per trarne profitto”, frutto di un emendamento della Margherita, tengo a precisare, che, alla luce di alcune sentenze della Cassazione e del Tribunale di Torino, potrebbe, paradossalmente, avere effetti contrari alla ratio di tutto il provvedimento.

Per concludere, mi preme rassicurarLa sul fatto che continuerò a seguire l’iter del provvedimento anche in Senato e vorrei che al Decreto Urbani fosse riconosciuto il merito di aver per primo disciplinato un settore così nuovo ed innovativo; che al Decreto fosse riconosciuto il merito di aver sollevato un dibattito su alcuni aspetti della Rete che finora non avevano trovato una sede adeguata per essere discussi.

Mi preme, infine, comunicarLe la mia intenzione di aprire un dibattito ancora più allargato e con tempi più adeguati alla delicatezza del tema trattato affinché si dia alla Rete una cornice normativa e regolamentare certa, assicurando le necessarie tutele al diritto d’autore, ai produttori di contenuti, ai prestatori della società dei servizi dell’informazione e, soprattutto, ai fruitori di questo mare magnum che è internet.

La ringrazio per la sua ospitalità e la saluto cordialmente,
Gabriella Carlucci
relatore del DL Urbani alla Camera dei Deputati

Gentile on. Carlucci
credo nessuno possa negare il forte e produttivo impegno personale da Lei profuso su questo provvedimento destinato a sollevare reazioni molto vivaci.

Penso molti siano concordi nel dire che la fretta con la quale si è voluto procedere si sia rivelata cattiva consigliera e posso immaginare che tutti condividano il Suo auspicio che al Senato si possa porre mano ai problemi evidenziati, problemi che mi pare si possa dire siano sfuggiti un po’ a tutti all’atto dell’introduzione di quella ambigua locuzione. Poco importa, probabilmente, chi ha presentato quell’emendamento, perché il punto focale è che è stato approvato dalla Camera pur essendo palesemente in contrasto con l’impostazione che si stava dando al provvedimento nel suo complesso. Non a caso ha suscitato una certa sensazione la notizia pubblicata il giorno stesso da Punto Informatico in cui si rendeva nota per la prima volta la potenziale gravità della situazione che si era venuta a creare in quel modo.

Da cronista, la sensazione diffusa che registro dentro e fuori dalla Rete è che il problema della pirateria digitale sia talmente delicato, e certo non nuovo, che una normativa che se ne occupi non avrebbe dovuto essere compressa nei tempi stretti di una decretazione d’urgenza.

Grazie per il Suo intervento, un cordiale saluto,
Paolo De Andreis

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27 04 2004
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