DMA: consultazione sull'interoperabilità AI di Android

DMA: consultazione sull'interoperabilità AI di Android

La Commissione europea ha pubblicato le misure che Google dovrà implementare su Android per garantire l'accesso equo ai servizi AI di terze parti.
DMA: consultazione sull'interoperabilità AI di Android
La Commissione europea ha pubblicato le misure che Google dovrà implementare su Android per garantire l'accesso equo ai servizi AI di terze parti.

La Commissione europea ha pubblicato una serie di misure che Google dovrebbe implementare per garantire l’interoperabilità AI di Android sulla base del Digital Markets Act (DMA) e consentire a terze parti di accedere alle funzionalità principali. È stata quindi aperta una consultazione per ricevere feedback dalle parti interessate entro il 13 maggio.

Gemini non può avere l’esclusiva

La Commissione europea ha avviato due procedimenti il 27 gennaio 2026. Uno riguarda la condivisione dei dati del motore di ricerca, per la quale sono già note le misure proposte. Il secondo riguarda invece l’interoperabilità di Android con i servizi AI di terze parti. In pratica, Google deve garantire l’accesso equo alle funzionalità del sistema operativo, come avviene per Gemini.

L’azienda di Mountain View deve consentire agli utenti di usare servizi AI alternativi per interagire con le app (ad esempio inviare un’email, ordinare cibo o condividere una foto) attraverso una “wake word” personalizzata o la pressione di un pulsante. Oggi queste capacità sono riservate quasi esclusivamente a Gemini. L’accesso equo ai provider AI di terze parti garantirà una maggiore scelta.

Oltre che la modalità di attivazione dei servizi AI alternativi, le misure proposte dalla Commissione riguardano altri tre aspetti. I chatbot devono poter accedere ai dati delle app, al contenuto dello schermo e altri input per offrire suggerimenti proattivi contestuali. L’integrazione deve permettere inoltre l’esecuzione di azioni all’interno delle app e la modifica delle impostazioni di Android.

Google deve infine consentire ai servizi AI di terze parti l’accesso ai suoi modelli on-device e l’installazione di altri modelli. L’azienda di Mountain View non deve ostacolare l’accesso alle funzionalità con impostazioni complicate e soprattutto deve garantire l’interoperabilità in forma gratuita. Tutti i dettagli sono disponibili nella pagina relativa alla consultazione pubblica. La decisione finale è prevista entro il 27 luglio.

Questa è la dichiarazione ufficiale di Google:

Questo intervento ingiustificato ridurrebbe l’autonomia dei produttori e imporrebbe l’accesso a dispositivi e hardware sensibili, aumentando inutilmente i costi e minando le protezioni critiche della privacy e della sicurezza per gli utenti europei.

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Pubblicato il
28 apr 2026
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