Google e la sanità: una storia di tentativi, fallimenti e ripartenze. Da Google Health (chiuso) a Fitbit (acquisito), il colosso di Mountain View ha sempre faticato a bilanciare le proprie ambizioni con le esigenze di privacy del mondo medico. Adesso ci riprova e per di più, in Europa, il mercato con le regole più severe al mondo sui dati personali, con una partnership che potrebbe essere il suo biglietto d’ingresso nella sanità digitale del vecchio continente. DocMorris, la più grande farmacia online d’Europa, integrerà Gemini e l’infrastruttura Google Cloud nel proprio ecosistema.
Cosa farà Gemini nella farmacia di DocMorris
Google integrerà Gemini all’interno dei servizi di DocMorris per guidare i pazienti con un compagno virtuale. Funzionerà come una sorta farmacista online, li aiuterà a capire meglio le prescrizioni mediche e a gestire le nuove ricette elettroniche che si stanno diffondendo in Europa.
Non è un chatbot generico che risponde a domande sulla salute. È uno strumento pensato per essere integrato all’interno di una farmacia reale, dove le persone comprano medicinali veri, con ricette vere.
Negli Stati Uniti, Google sta prendendo una direzione parallela. Ha annunciato piani per permettere agli utenti di caricare la propria intera storia medica, come risultati di laboratorio, farmaci, visite, in un coach sanitario AI alimentato da Gemini dentro Fitbit. Ma mentre il coach Fitbit è un consulente del benessere personale, il compagno DocMorris opera in un ambiente regolamentato e clinico.
La privacy europea, una bella scommessa…
Walter Hess, CEO di DocMorris, ha dichiarato che l’azienda ha scelto Google perché consente di mantenere la piena sovranità digitale rispettando i requisiti più elevati in materia di privacy e sicurezza dei dati.
L’Europa con il GDPR e le normative correlate è il mercato più difficile al mondo per le pratiche sui dati della Silicon Valley. Google lo sa, e proprio per questo la partnership con DocMorris è importante da un punto di vista strategico.
Se esce indenne dal labirinto regolamentare europeo senza inciampare in scandali sulla privacy, avrà un precedente da sbandierare a ogni azienda sanitaria del pianeta. Se invece qualcosa dovesse andare storto, una fuga di dati, un uso improprio, una sanzione, il danno reputazionale sarebbe enorme, in un settore dove la fiducia è tutto.