Dossier/ TLC revolution 2: bolletta in pensione?

di M. Favara Pedarsi - Indebitarsi per mantenere una costosa rete wired o spingersi oltre, verso il nuovo wireless dalle prestazioni eccezionali e dai costi infinitamente più contenuti? In ballo i diritti dei cittadini

Roma – Dopo la prima puntata del Dossier TLC di Punto Informatico in tre parti, dedicata al contesto globale, ora si affronta la questione essenziale: Telecom e reti infrastrutturali, separare o puntare sulle alternative?

Creare una struttura alternativa è meglio che separare l’unica esistente, perché dando vita ad una rete fisica indipendente:
(a) si crea concorrenza reale fin dal livello fisico indipendentemente da come vengano gestite,
(b) si aumenta il valore delle strutture di telecomunicazioni nazionali,
(c) si può evolvere il mercato delle TLC ad uno stadio ancora più evoluto di Open Communication , recuperando il ritardo accumulato nel tempo ed anzi, se il recupero è effettuato in modo innovativo, diventare la locomotiva delle TLC mondiali.

Negli anni ’80, gli USA scelsero la strada della separazione strutturale orizzontale vincolati dalla tecnologia e dai costi di allora; e credo che oggi molti vorrebbero ricorrere alla separazione strutturale perché non ci si è resi conto della possibilità di creare una rete alternativa molto economica e con un valore strutturale di gran lunga superiore a tutte le reti oggi esistenti (cfr. Legge di Reed ).

Fino ad oggi infatti costruire strutture di telecomunicazioni, così come le infrastrutture di trasporto e di distribuzione dell’energia, è sempre stato un sinonimo di “grande opera”, e quindi di grandi costi; nell’ottica di chi oggi suggerisce separazioni strutturali, questa idea ancora non è venuta meno, facendo accantonare a priori l’idea di poter costruire nuove infrastrutture per risolvere alla radice i problemi di liberalizzazione e, in ultima analisi, di digital divide.

Oggi però, grazie alle tecnologie wireless , non solo è possibile creare reti di telecomunicazione ad un sesto del costo delle reti cablate, ma è anche possibile fare a meno di buona parte delle porzioni infrastrutturali della rete, riducendone ulteriormente i costi; questo, conti alla mano, diventa una possibilità unica di sviluppo, da cogliere al volo.

Creazione strutturale
La tecnologia oggi permette la realizzazione di una nuova struttura sufficientemente economica, in un quadro, e ciò è fondamentale, di regole certe sull’uso dello spettro radio, in modo che tutte le parti ne possano trarre beneficio: cittadini-consumatori, istituzioni, aziende e sistema Italia.

La tendenza attuale (cfr. Wifi e WiMax), invece, è quella di assegnare le frequenze in base alle richieste delle sole aziende private di telecomunicazioni, tagliando di fatto fuori i cittadini-consumatori, che rimangono relegati a ruolo di meri utilizzatori passivi di servizi a pagamento. Così facendo, il costo di questi servizi potrebbe scendere un po’, ma sarebbe comunque subordinato alle logiche commerciali di entità che esistono, giustamente, per perseguire solamente il proprio fine sociale: migliorare il proprio bilancio, anche aggirando legalmente i lacci e lacciuoli imposti dal legislatore.

Il problema è che io, che vorrei usare lo spettro radio per scopi non profit (ricerca, hobby, collaborazione con i concittadini), o lo faccio illegalmente o rimango tagliato fuori; o ancora, la competizione nel mercato interno, senza una visione unitaria sugli effetti macroscopici verso l’esterno, ci fa perdere competitività internazionale.

Non è inoltre escluso che, come sta accadendo nel settore analogo delle reti televisive, gli stessi attori del mercato “fisso-cablato” potrebbero facilmente trasferire il loro peso nel nuovo mercato della connettività “fissa-wireless”, ritardando ulteriormente il salto di qualità delle TLC italiane. Lo testimonia il fatto che Telecom Italia, direttamente o indirettamente, controlla la quasi totalità degli hot-spot WiFi sul territorio.

Perché dunque non indurre la separazione strutturale verticale attraverso una creazione strutturale che coinvolga con profitto tutte le componenti della società?
Probabilmente è l’unico modo per evitare fenomeni parassitari di operatori su altri (piccoli operatori vs Telecom Italia), fenomeni di pericolosa commistione tra mercati adiacenti (es: Murdoch e Tronchetti Provera ), e in futuro una nuova paralisi del mercato. Il vero limite ad un uso profittevole ma equo dello spettro radio è la quantità esigua dello stesso.
Ad esempio, la banda radio assegnata al WiFi consente solo 3 canali radio non sovrapposti: se sulla stessa porzione di territorio ci fossero 3 aziende commerciali e un’associazione non profit a volerli sfruttare, sarebbe inevitabile per queste 4 entità calpestarsi i piedi a vicenda per poter utilizzare i 3 canali; e questi conflitti si ripeterebbero in ogni comune, in ogni quartiere, e periodicamente nel tempo. In realtà già accade, ma l’entità del fenomeno è ancora lontana da livelli critici di utilizzabilità della tecnologia: ci sono cioè i presupposti perché presto emergano le conseguenze.

Un limite invece prevedibile alle strategie di gestione delle frequenze WiMax di imminente impiego, è che dall’uso di queste frequenze verranno tagliati fuori i singoli cittadini e le associazioni non profit, o con un meccanismo di licenza individuale che comprensibilmente non preveda l’assegnazione a privati cittadini o con meccanismi di tassazione che escludano de facto i cittadini dall’uso delle frequenze, bene pubblico. Molti, da poco tornati dalle ferie, ricorderanno quanto è difficile in certe località trovare spiaggia libera senza dover pagare ombrelloni e sdraio al concessionario di turno.

Il progetto che ho presentato fornisce una soluzione armonica al problema di creare una nuova struttura (e quindi di liberalizzare alla radice il mercato TLC), rendendo trascurabili i costi di realizzazione, senza costruire infrastrutture statali che concorrono nel mercato, senza favorire tecnologie proprietarie di questo o quel produttore, e dulcis in fundo armonizzando l’uso dello spettro radio da parte di tutti gli attori, che ne trarrebbero equamente beneficio: privati cittadini-consumatori, operatori commerciali minori, Telecom Italia e gli altri operatori maggiori; in sintesi l’Italia tutta, non solo i cleptocrati , già grandi, più veloci ad appropriarsi delle risorse comuni.

Una forma di separazione strutturale verticale indotta tramite l’introduzione di una nuova rete alla base della piramide economica , piuttosto che una mera azione legislativa che moltiplica gli operatori senza moltiplicare le reti, e senza garantire a tutti l’accesso e lo sfruttamento delle risorse naturali comuni.

La bolletta, il digital divide, lo sviluppo
Il prospetto economico contenuto nel progetto evidenzia come, a fronte di una sostanziale riduzione dei costi annui per il singolo nucleo familiare medio composto da 2,5 individui (riduzione delle spese fisse per telefonia e dati, da 35 euro/mese a 3,5 euro/mese!), si avrebbero almeno 60 aziende (numero casualmente analogo alla quantità di operatori italiani), con fatturato pluri(deca)milionario, che da una parte si confronterebbero sul piano dell’aperta concorrenza, dall’altra collaborerebbero sul piano della tecnologia aperta, e tutte parteciperebbero nel progetto innovativo di dotare tutti i cittadini di un servizio universale di connettività dati, indipendente e trasparente.

Inoltre l’esistenza di un servizio universale con prestazioni entry level, proietterebbe i grandi operatori verso i servizi ad alte prestazioni (es: Alice 20 Mega) che solo i grandi operatori possono fornire grazie alle reti cablate che possiedono per eredità, o perché da anni stanno sforacchiando costantemente le strade italiane. A questi si potrebbero poi aggiungere gli operatori nati dalla verticalizzazione, che offrono servizi avanzati diventati implicitamente più accessibili, ad esempio: io, spendendo 3,5 euro/mese per la connettività base, sarei felice di darne due volte tanto per un abbonamento ad un jukebox online e non essere più tormentato dalle case discografiche, dai DRM e dal Trusted Computing .

Inoltre l’abbattimento dei costi di connettività permetterebbe di superare tutte le dimensioni del digital divide (assenza infrastrutturale, ignoranza e reddito insufficiente), aumentando i benefici economici a medio e lungo termine, invece di limitarsi al solo problema dell’assenza di infrastrutture sul territorio.

Infine, una rete universale per entrare per primi nella Società dell’Informazione ci potrebbe dare grandi vantaggi nell’ottica della competizione internazionale: essere i primi ad implementare una determinata tecnologia su larga scala dà diritto ad un nostro universitario di sedere nei comitati di standardizzazione in seno agli organismi internazionali; così come, la partenza anticipata, favorisce le nostre aziende sulle altre.

Da Trento a Catania esistono gruppi di ragazzi con grandi capacità, grandi idee, tanta voglia e le mani già “in pasta” ( Etica Hacker. L’imperativo è hands-on ), think-tank d’eccellenza: focalizzare le risorse per ricerca e sviluppo di un gran numero di aziende, su un solo progetto aperto a cui tutte le menti italiane possono contribuire, e da cui tutte le aziende possono attingere, porterebbe lo sviluppo di questa tecnologia ad una velocità difficile da raggiungere anche per i Paesi che spendono porzioni più ampie di PIL in R&D. Sono certo, perché le mie reti prototipali sono già in funzione da anni, che far convergere i diversi interessi delle molteplici componenti del sistema verso un progetto unitario di sfruttamento delle risorse è possibile, e può aumentare significativamente il profitto che ognuna delle componenti può trarne: welfare per i cittadini-consumatori, lucro per le società commerciali e competitività internazionale per il sistema paese.

Quello che oggi manca è che tutte queste componenti convergano verso questo piano unitario: lo Stato creando un centro di gravità a garanzia dei risultati, e le aziende ruotando intorno a questo centro gravitazionale. Un sistema di produzione di benessere in perfetto equilibrio collaborazione-competizione, immerso cioè nello spazio della libertà di comunicare e di fare impresa, dove le aziende sono da una parte attratte verso il centro per collaborare tecnologicamente, il benessere sociale/competitività internazionale, e dall’altra respinte dalla competizione necessaria in tutti i settori economici.

Credo sia fondamentale infatti, se vogliamo veramente rilanciare il settore, che tutti cessino di alimentare il partito dei Nimby per abbracciare il più lungimirante partito del benessere generale, benessere inteso come strumento per soddisfare gli interessi individuali: io ho iniziato ab imo pectore, dopo la lettura del programma elettorale dell’attuale governo, portando alla luce del sole il mio progetto inizialmente pensato per una sofisticata forma di protesta civile tesa all’eliminazione tecnologica degli operatori commerciali, ora tocca a voi tutti (amministratori, operatori e cooperative) convergere.

L’alternativa è che vi accalchiate per spartirvi la torta WiMax, consumando enormi quantità di risorse in una guerra intestina disarmonica, mentre lasciate che i cittadini smettano di essere consumatori e inizino a fare da sé quello che oggi pagano agli operatori, penalizzando in definitiva il sistema Italia.

E poi, per lo meno per noi informatici italiani, sarebbe bello poter un giorno vantare, oltre alla conquista di 4 coppe del mondo di calcio, anche il primato di aver per primi costituzionalizzato il Diritto alla Comunicazione come naturale evoluzione del diritto di espressione. Ma questa è una storia che, se voluta, viene comunque dopo la creazione del servizio dati universale.

La terza ed ultima puntata del dossier sarà appunto dedicata ad uno dei modi possibili per creare questo servizio dati universale entry-level.

Michele Favara Pedarsi

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  • Anonimo scrive:
    LA PUPA E IL SECCHIONE LA PUPA E IL SECC
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  • Anonimo scrive:
    Affetto e Stima
    Restai folgorata da Livraghi sin dagli esordi di Gandalf.it, e così questo decimo anniversario rispecchia un po' il mio decimo anniversario on line, 10 anni di navigazione, sempre contando sull'acume, il buon senso e la profonda umanità di Giancarlo Livraghi, unite a generosita', competenza ed esperienza in un ambito così complesso, come quello della comunicazione.Approfitto allora di questa community per rinnovare a Giancarlo il mio affetto e la mia grandissima stima!Con sincerita'....Simonetta Zandiri
    • Anonimo scrive:
      Re: Affetto e Stima
      - Scritto da:
      Restai folgorata da Livraghi sin dagli esordi di
      Gandalf.it, e così questo decimo anniversario
      rispecchia un po' il mio decimo anniversario on
      line, 10 anni di navigazione, sempre contando
      sull'acume, il buon senso e la profonda umanità
      di Giancarlo Livraghi, unite a generosita',
      competenza ed esperienza in un ambito così
      complesso, come quello della
      comunicazione.
      Approfitto allora di questa community per
      rinnovare a Giancarlo il mio affetto e la mia
      grandissima
      stima!

      Con sincerita'....
      Simonetta Zandiri ;)
  • Anonimo scrive:
    Internet per comunicare

    Chi all'epoca ha conosciuto l'internet
    spesso oggi dichiara di aver perso
    entusiasmo e di sentire come le promesse
    della rete, diciamo legate ad una nuova
    era della comunicazione tra le persone,
    siano ora sacrificate sull'altare del
    profitto o di interessi di parte.E' un luogo comune, almeno in parte. Sulla rete Internet com'e' ora, c'e' posto per tutti. Oggi basta una linea veloce (ma ho visto farlo anche da dietro una banale ISDN) e la volonta' e la competenza necessaria, per "fare sito". Da soli o in gruppo, si puo' e si deve. Il perche' e' a discrezione di chi decide di farlo. L'importante e' esserci per dire cio' che si ha da dire e mettere a disposizie cio' che si puo'.Certo, la problematica infrastrutture non e' da poco e il discorso neutralita' nemmeno. Francamente, spero in chi utilizza la Rete anche perche' si facciano le necessarie pressioni su tutti coloro che possono decidere: aziende e soggetti politici. Basta pensare che, se un'azienda X mi offre un servizio che non mi piace, posso andare da qualcun altro. Ci sono gia' organizzazioni con il preciso intento di sciogliere un eventuale "cartello" o di impedirne a priori la formazione. Non e' una novita': si sente parlare molto spesso di riforme o di regole ad hoc per molte situazioni ma, a grattar bene sotto la superficie, si scopre che i meccanismi di controllo necessari spesso ci sono gia' e che passano inosservati. Forse dovremmo preoccuparci di meno dei calciatori e di piu' di far funzionare come si deve queste cose.
    • Anonimo scrive:
      Re: Internet per comunicare

      basta una linea veloce ...Sara'... ma, guardacaso, oggi l'adsl funziona malissimo. Molti siti (compreso PI) sono di una lentezza esasperante.Forse e' perche' alla Telecom hanno altro per la testa che far funzionare i sistemi? O e' solo che, a forza di complicare le cose, funziona tutto sempre peggio?
  • Anonimo scrive:
    ah livraghi e la grappa
    io ricordo con piacere una cena -era il 2001- a discutere e raccontarsi - c'era livraghi, elena antognazza, mafe... e non ricordo chi altri... ricordo benissimo pero' che il buon livraghi era l'unico ancora lucido, nonostante le quantità smodate di vino e grappa che avevamo bevuto...bei tempi :)Morloi
  • aghost scrive:
    Folgorato sulla via di Damasco
    Livraghi è certamente persona intelligente ed autorevole, però anche lui ha preso delle topiche eccezionali : una delle peggiori è stata proprio quella sulla rete .Ce lo ricordiamo bene quando faceva lo scettico ad oltranza, e anzi teorizzava l'uso della "rete off line" (sic!), e altre sue previsioni sballate.Sosteneva ad esempio che la TUT (tariffa urbana a tempo) non era un ostacolo alla diffusione di internet (!) e a dimostrazione della sua tesi faceva il paragone bizzarro coi telefonini, che è come paragonare un ferro da stiro con una bistecchiera. Scriveva addirittura il Nostro su Interlex N. 91 - 21 luglio 1999 a proposito degli altissimi costi di connessione: "I costi non sono esorbitanti... un'ora di collegamento in ore serali costa 1500 lire: cioe' meno che farsi spedire un CD o andare al bar con gli amici - emeno di un biglietto del tram" Ovviamente non aveva capito niente della rete , di internet, che il futuro era proprio la connessione veloce e permanente. Certo per uno studioso della comunicazione resta un infortunio un po' imbarazzante: nulla di male naturalmente, può capitare a tutti di avere la vista corta, anche Bill Gates all'inizio non credeva in Internet :DNon so se Livraghi oggi, come tanti, si sia ricreduto, folgorato sulla via di Damasco. Lo spottone di P.I. serve forse a risollevare un po' la sua immagine, sepolta dalle ormai migliaia di "opinionisti" sulla rete, più o meno autorevoli. Livraghi merita ovviamente rispetto ma rimane soprattutto un grande esperto di pubblicità: però i tempi cambiano rapidamente e anche la pubblicità e i pubblicitari sembrano troppo spesso ancorati a modelli del passato, non sanno vedere oltre. Oggi non c'è più solo Livraghi e pochi altri ad esprimere idee e pareri: le fonti si sono moltiplicate enormemente. Il fenomeno dei bloggers è l'ultimo esempio della rete che si evolve, ovviamente contrastato e sminuito dai soliti dinosauri.http://aghost.wordpress.com/
    • Anonimo scrive:
      Re: Folgorato sulla via di Damasco
      - Scritto da: aghost
      Livraghi è certamente persona intelligente ed
      autorevole, però anche lui ha preso delle
      topiche eccezionali : una delle peggiori
      è stata proprio quella sulla
      rete .A me non pare proprio.

      Ce lo ricordiamo bene quando faceva lo scettico
      ad oltranza, e anzi teorizzava l'uso della "rete
      off line" (sic!), e altre sue previsioni
      sballate.Quali altre "previsioni sballate"?... E poi, quando sei collegato in UMTS e paghi a traffico, non credo che ti piaccia regalare soldi per tutto il traffico "automatico" generato dai computer WinZoz. Sarebbe piu' logico fare tutto a modem spento e poi spedire in un colpo solo. Risparmi e lavori meglio... come ai tempi della TUT.
      internet (!) e a dimostrazione della sua tesi
      faceva il paragone bizzarro coi telefonini, che è
      come paragonare un ferro da stiro con una
      bistecchiera.Anche qui, consentimi, non sono d'accordo. I telefonini (ma anche le sigarette e l'alcool) dimostrano che il costo e' una variabile secondaria nell'orientamento delle scelte delle persone. C'e' gente che si fa (giustamente) scrupoli nell'acquistare beni superflui che pero', davanti al "vizio" non capisce piu' nulla.

      Ovviamente non aveva capito niente della
      rete , di internet, che il futuro era proprio
      la connessione veloce e permanente. Se vuoi passare ore a leggere pagine web, scaricare musica illegalmente, guardare video in streaming ecc. ecc., forse. Ma se usi la mail, frequenti newsgroup, pubblichi periodicamente contenuti, cioe' se usi la rete in modo attivo, credo che tu abbia torto.Certo per uno
      studioso della comunicazione resta un infortunio
      un po' imbarazzante: nulla di male naturalmente,
      può capitare a tutti di avere la vista corta,Al contrario, mi pare che la vista di Livraghi sia molto lunga, mentre la Vista di Gates ancora la si riesce a vedere...:)Lo
      spottone di P.I. serve forse a risollevare un po'
      la sua immagine,Perche' parli di spotttone? Livraghi era online quando un mare di noi nemmeno ancora sapeva cosa fosse la rete e credo che abbia dimostrato di non aver bisogno di "marchette" (a differenza di altri "opinionisti" che si sbattono in ogni modo per uno straccio di link su PI.
      Oggi non c'è più solo Livraghi e pochi altri ad
      esprimere idee e pareri: le fonti si sono
      moltiplicate enormemente.
      Il fenomeno dei bloggers è l'ultimo esempio della
      rete che si evolve, ovviamente contrastato e
      sminuito dai soliti
      dinosauri.Questa non la capisco. I blog sono siti personali realizzati con una tecnologia diversa. Tutto qui. Dove sarebbe la novita'?
      • Anonimo scrive:
        Re: Folgorato sulla via di Damasco


        Ce lo ricordiamo bene quando faceva lo scettico

        ad oltranza, e anzi teorizzava l'uso della "rete

        off line" (sic!), e altre sue previsioni

        sballate.
        Quali altre "previsioni sballate"?... E poi,
        quando sei collegato in UMTS e paghi a traffico,
        non credo che ti piaccia regalare soldi per tutto
        il traffico "automatico" generato dai computer
        WinZoz. Sarebbe piu' logico fare tutto a modem
        spento e poi spedire in un colpo solo. Risparmi e
        lavori meglio... come ai tempi della
        TUT.mi spieghi come fai a scrivere un articolo o un testo o fare una ricerca se non puoi avere accesso alle fonti?ma che discorsi sono, è ovvio che un pc deve essere sempre collegato alla rete!
        Anche qui, consentimi, non sono d'accordo. I
        telefonini (ma anche le sigarette e l'alcool)
        dimostrano che il costo e' una variabile
        secondaria nell'orientamento delle scelte delle
        persone. C'e' gente che si fa (giustamente)
        scrupoli nell'acquistare beni superflui che
        pero', davanti al "vizio" non capisce piu' nulla.hai ragione, ma se per lo stesso, identico vizio a 500km(AKA fuori dall'Italia) lo paghi metà...le palle un pò ti girano
        Se vuoi passare ore a leggere pagine web,
        scaricare musica illegalmente, guardare video in
        streaming ecc. ecc., forse. Ma se usi la mail,
        frequenti newsgroup, pubblichi periodicamente
        contenuti, cioe' se usi la rete in modo attivo,
        credo che tu abbia
        torto.falso, a meno che tu ti limiti a leggere ,se però vuoi pure scrivere , ti servono le fonti...sennò sei pari ad un ciarlatano, come attendibilità.
        Certo per uno

        studioso della comunicazione resta un infortunio

        un po' imbarazzante: nulla di male naturalmente,

        può capitare a tutti di avere la vista corta,
        Al contrario, mi pare che la vista di Livraghi
        sia molto lunga, mentre la Vista di Gates ancora
        la si riesce a
        vedere...:)
        Lo

        spottone di P.I. serve forse a risollevare un
        po'

        la sua immagine,
        Perche' parli di spotttone? Livraghi era online
        quando un mare di noi nemmeno ancora sapeva cosa
        fosse la rete e credo che abbia dimostrato di non
        aver bisogno di "marchette" (a differenza di
        altri "opinionisti" che si sbattono in ogni modo
        per uno straccio di link su
        PI.



        Oggi non c'è più solo Livraghi e pochi altri ad

        esprimere idee e pareri: le fonti si sono

        moltiplicate enormemente.


        Il fenomeno dei bloggers è l'ultimo esempio
        della

        rete che si evolve, ovviamente contrastato e

        sminuito dai soliti

        dinosauri.
        Questa non la capisco. I blog sono siti personali
        realizzati con una tecnologia diversa. Tutto qui.
        Dove sarebbe la
        novita'?il numero sempre maggiore e il fatto che trovi persone molto preparate...spesso sono i giornalisti stessi ad aprire un blog per poter dire quello che non possono dire con il loro lavoro (i motivi li sappiamo)...
        • Anonimo scrive:
          Re: Folgorato sulla via di Damasco


          Se vuoi passare ore a leggere pagine web,

          scaricare musica illegalmente, guardare video in

          streaming ecc. ecc., forse. Ma se usi la mail,

          frequenti newsgroup, pubblichi periodicamente

          contenuti, cioe' se usi la rete in modo attivo,

          credo che tu abbia

          torto.

          falso, a meno che tu ti limiti a leggere ,
          se però vuoi pure scrivere , ti servono le
          fonti...
          sennò sei pari ad un ciarlatano, come
          attendibilità.Perfettamente d'accordo e diro' di piu',la persona che parla di scaricare illegalmente,guardare video ecc non ha la minima ideadi cosa voglia dire avere la possibilita'di costruire un sito (o qualsiasi altro sevizio)e ospitarlo sul proprio calcolatore senzadipendere da altri....Per poter offrire servizi all'esterno serveun collegamento permanente (e un indirizzo fisso anche meglio) e partecipare attivamentealla rete significa anche questo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Folgorato sulla via di Damasco

            Perfettamente d'accordo e diro' di piu',
            la persona che parla di scaricare illegalmente,
            guardare video ecc non ha la minima idea
            di cosa voglia dire avere la possibilita'
            di costruire un sito (o qualsiasi altro sevizio)
            e ospitarlo sul proprio calcolatore senza
            dipendere da altri....... fammi capire... e secondo te a quanti milioni di persone "scappa" di fare il sito tutto da soli?
            Per poter offrire servizi all'esterno serve
            un collegamento permanente (e un indirizzo
            fisso anche meglio) e partecipare attivamente
            alla rete significa anche questo.Certo, ma non SOLO questo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Folgorato sulla via di Damasco


            e ospitarlo sul proprio calcolatore senza

            dipendere da altri....
            ... fammi capire... e secondo te a quanti milioni
            di persone "scappa" di fare il sito tutto da
            soli?E allora? Se la possibilita' tecnica nonviene preclusa non preoccuparti che i programmiper sfruttarla senza essere espertoni fiorisconoeccome, basta un ftp server con una bella passwordper condividere con chi ci pare, e solo con loro, i nostri files. e questo e' solo un esempietto.

            alla rete significa anche questo.
            Certo, ma non SOLO questo.Embe'? perche' io ho detto "solo questo"?E comunque il punto resta che la possibilita'di restare connessi permanentemente e' importante e cambia radicalmente il livellodi partecipazione e fruibilita' della reteda parte delle persone.E' una verita', punto e basta.
        • Anonimo scrive:
          Re: Folgorato sulla via di Damasco

          mi spieghi come fai a scrivere un articolo o un
          testo o fare una ricerca se non puoi avere
          accesso alle
          fonti?
          ma che discorsi sono, è ovvio che un pc
          deve essere sempre collegato alla
          rete!Forse e' ovvio per chi opera nella tecnologia. Ma il resto del mondo (che per la stragrande maggioranza non ha un computer e nemmeno un telefono) non ha bisogno di linee superveloci e sempre connesse. Non sto dicendo che la bandalarga sia un male. Osservo soltanto che l'esistenza delle Ferrari non obbliga tutto il mondo ad averne una, specie se si abita in posti con strade piccole e limiti di velocita'.
          falso, a meno che tu ti limiti a leggere ,
          se però vuoi pure scrivere , ti servono le
          fonti...
          sennò sei pari ad un ciarlatano, come
          attendibilità.Beh, la rete non e' certo il massimo quanto ad attendibilita'. Un lavoro serio sulle fonti si fa ancora, spesso, su carta. E in ogni caso, anche se dovessi passare qualche ora ogni tanto collegato per documentarmi, questo non giustificherebbe comunque di per se' una connessione always on.
          il numero sempre maggiore e il fatto che trovi
          persone molto
          preparate...
          spesso sono i giornalisti stessi ad aprire un
          blog per poter dire quello che non possono dire
          con il loro lavoro (i motivi li
          sappiamo)...OK, ma questo e' solo un problema di tecnologia. Puoi comunicare e dire cose "scomode" anche con un bel sito fatto di sano HTML statico.
          • Anonimo scrive:
            Re: Folgorato sulla via di Damasco

            OK, ma questo e' solo un problema
            di tecnologia. Puoi comunicare e
            dire cose "scomode" anche con un
            bel sito fatto di sano HTML
            statico.No, puoi anche scriverlo direttamente con la vernice sui muri... :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Folgorato sulla via di Damasco

            Forse e' ovvio per chi opera nella tecnologia. Ma
            il resto del mondo (che per la stragrande
            maggioranza non ha un computer e nemmeno un
            telefono) non ha bisogno di linee superveloci e
            sempre connesse. Non sto dicendo che la
            bandalarga sia un male. Osservo soltanto che
            l'esistenza delle Ferrari non obbliga tutto il
            mondo ad averne una, specie se si abita in posti
            con strade piccole e limiti di
            velocita'.Ma che discorsi del menga, che c'entra quichi non usa il computer?!?E chi parla di obblighi?Si sta semplicemente dicendo che l'uso di unaconnessione permanente permette unapartecipazione in rete e delle possibilita'molto piu' amplie per cui e' giusto edauspicabile che questa possibilita' non siapreclusa ma disponibile ad un costoaccettabile.
          • aghost scrive:
            Re: Folgorato sulla via di Damasco
            chiunque ha provato adsl si è reso conto come la connessione permamente, e in banda larga, cambi radicalmente l'approccio alla rete. I collegamenti mordi e fuggi, tanto cari alla telecom che ci lucrava scatti alla risposta e tariffe a tempo, impongono un uso assolutamente castrante della rete.Ragioniamo solo in termini di possibili esplorazioni, stimoli, idee nuove, anche opportunità di lavoro che possono nascere con la possibilità di una connessione decente e permanente, anziche quella con l'orologio in mano e gli scatti che corrono.Mezzi rivoluzionari come la radio e la tv, che sviluppo avrebbero avuto con gli scatti alla risposta e la tariffa a tempo, a 3000 lire l'ora come ai tempi della tut? Questo vale a maggior ragione per la rete, in cui finalmente le persone possono essere attive e non passive come davanti alla Scatola.http://aghost.wordpress.com/-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 settembre 2006 15.35-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    We De Andreis...
    ... ma quanto ti pagano per fare ste spammate? :-o
    • Anonimo scrive:
      Re: We De Andreis...
      - Scritto da:
      ... ma quanto ti pagano per fare ste spammate?
      :-ospammate. .... ?!?!!? per fortuna (anche sul sito di Gandalf, ma non solo) ci si puo documentare su cosa e' lo spamse nel 2006 c'e' ancora bisogno di spiegare il significato di certe parole.. meno male che ci sono 1, 10, 100 gandalf.itciao
    • Anonimo scrive:
      Re: We De Andreis...
      - Scritto da:
      ... ma quanto ti pagano per fare ste spammate?
      :-osu questo articolo lascio il privilegio del dubbio. Inefetti non è un sito proprio "da poco" che necessita di essere spammato....(geek)PS: la redazione passerà a mettere un OT su questo topic!? ... chi lo sà........... :-o
    • Anonimo scrive:
      Re: We De Andreis...
      - Scritto da:
      ... ma quanto ti pagano per fare ste spammate?
      :-oE' un intervista. Mai lette prima?
      • Anonimo scrive:
        Re: We De Andreis...
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        ... ma quanto ti pagano per fare ste spammate?

        :-o

        E' un intervista. Mai lette prima?E' una spammata, anche
  • Anonimo scrive:
    lo ricordo con piacere
    ricordo con piacere molti articoli sul suo sito.domani spero che potrò confermare il piacere di leggere questo articolo
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