Droni, una ricognizione sulla legge

Dal regolamento ENAC alle evoluzioni italiane ed europee in materia di Aeromobili a Pilotaggio Remoto: Punto Informatico intervista l'avvocato Rocco Panetta

Roma – Tra le polemiche per i (presunti) mancati permessi dei droni utilizzati da Expo per la panoramica quotidiana dell’andamento lento dei lavori e la proposta di legalizzare l’utilizzo dei droni da parte della Polizia italiana per il pattugliamento delle strade, la questione degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR, o UAV , Unmanned Aerial Vehicles ) sta diventando sempre più scottante per il legislatore italiano che si trova a dover avere a che fare con una tecnologia in veloce evoluzione e dagli impieghi che sono già insiti nella vita di tutti i giorni.

Punto Informatico ne ha parlato con l’ avvocato Rocco Panetta , con cui si è cercato di delineare il quadro di riferimento di riferimento e fare il punto sulla normativa italiana di settore.

PI: Qual è la normativa attualmente vigente in Italia per regolamentare l’utilizzo dei droni?
Rocco Panetta: Recentemente è stato l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (“ENAC”), in attuazione dell’art. 743 del Codice della Navigazione, ad assumere con delibera C.d.A. n. 42/2013 del 16 dicembre 2013 il Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” (il “Regolamento ENAC”) che costituisce, ad oggi , l’unica disciplina in Italia sull’utilizzo dei droni cosiddetti APR.

Tale disciplina contempla diversi requirements che devono essere rispettati al fine di poter fare un uso corretto e soprattutto lecito dei droni ed a tale disciplina spetterà regolamentare l’utilizzo, in particolare, dei droni per uso civile, vale a dire quegli APR dotati di microcamere e in grado di inviare in tempo reale, anche agli smartphone, le immagini riprese a distanza ravvicinata.

PI: Facciamo un passo indietro. Rispetto agli Stati Uniti, dove sono state introdotte limitazioni relative soprattutto all’orario possibile di volo, agli utilizzi (vietato il trasporto di oggetti) e alla necessità di una sorta di patente, con che strategia si è mosso il legislatore italiano negli anni?
R.P.: Dunque, prima del regolamento ENAC, è difficile registrare altri interventi del Legislatore Italiano sulla tematica dei droni.

Ad ogni buon conto, il Regolamento ENAC prevede tutta una serie di regole, calibrate sulla tipologia di aeromobile utilizzato. Più nel dettaglio, il Regolamento ENAC distingue tra sistemi con Aeromobile a Pilotaggio Remoto (“APR”) di massa massima al decollo minore di 25 kg, ovvero con massa al decollo uguale o maggiore di 25 kg.

Con riferimento alla prima ipotesi, per i sistemi APR utilizzati in operazioni di volo non critiche (vale a dire, quelle condotte in uno scenario operativo nel quale, in caso di malfunzionamenti, non si prevedono ragionevolmente danni a terzi) è stato introdotto il concetto di “autocertificazione” – conseguentemente, per tale tipo di operazioni, la responsabilità è lasciata all’operatore che valuta la criticità e l’idoneità del sistema. Le operazioni critiche (vale a dire, il sorvolo di aree congestionate o di infrastrutture industriali) sono invece autorizzate dall’ENAC, sulla base di accertamenti, che tengono conto della complessità del sistema e della criticità degli scenari operativi.

Con riferimento, invece, alla seconda ipotesi è sempre prevista una certificazione del mezzo aereo e una autorizzazione all’operatore aereo, indipendentemente dalla criticità delle operazioni di volo. Per tali mezzi, infatti, si mantiene la stessa tipologia di regolamentazione in uso per gli aeromobili tradizionali, certificazioni di aeronavigabilità e autorizzazione all’impiego.

In ogni caso, i piloti di APR devono essere maggiorenni e devono aver effettuato un programma di addestramento. Con specifico riferimento all’ipotesi di droni con massa al decollo uguale o maggiore di 25 kg, la qualificazione del pilota di un APR è soggetta a riconoscimento da parte dell’ENAC.

Inoltre, per operare i sistemi APR è necessario stipulare un’assicurazione concernente la responsabilità verso i terzi.

PI: Entrando nel merito del regolamento, la patente prevista come obbligatoria per chi vuole telecomandare tali velivoli è un mero strumento burocratico utile a fini fiscali o è agganciato ad un corso abilitativo ed è accompagnata a responsabilità aggiuntive?
R.P.: Non si tratta di un mero “strumento burocratico” ma anzi, il pilota di un APR deve avere conoscenza delle regole dell’aria applicabili e deve aver conseguito un programma di addestramento. In determinati casi, inoltre, la qualificazione del pilota di un APR è anche soggetta a riconoscimento da parte dell’ENAC.

PI: Quella della possibile invasione della quotidianità e della privacy di chiunque appare la questione più stringente da affrontare: tutti sembrano destinati a confrontarsi prima o poi con questa nuova tecnologia. Cosa prevede il Regolamento a riguardo?
R.P.: Ad oggi, in Italia, non esiste ancora una regolamentazione ad hoc che disciplini il trattamento dei dati personali e delle informazioni raccolte mediante l’impiego dei droni. Per di più, non si registrano ancora dei provvedimenti significativi e degni di rilevanza da parte del Garante per la protezione dei dati personali con riferimento a tale tema.

Tuttavia il regolamento non manca di approfondire le questioni legate alla protezione dei dati personali e delle informazioni degli individui eventualmente ripresi dagli UAV. In particolare l’art. 22 – rubricato “Protezione dei dati e privacy” – stabilisce che laddove le operazioni svolte attraverso APR possano comportare un trattamento di dati personali, tale circostanza dovrà essere menzionata nella documentazione sottoposta ai fini del rilascio della pertinente autorizzazione e, in particolare, che il trattamento dei dati personali deve essere effettuato in ogni caso nel rispetto del D. Lgs. n. 196/2003 – il Codice in materia di protezione dei dati personali – “con particolare riguardo all’utilizzo di modalità che permettano di identificare l’interessato solo in caso di necessità ai sensi dell’Art. 3 del Codice, nonché delle misure e degli accorgimenti a garanzia dell’interessato prescritti dal Garante per la protezione dei dati personali”.

Nella relazione annuale sull’attività svolta nel corso del 2013 – a mesi dovremmo avere disponibile anche quella concernente il 2014 – il Garante sottolinea in ogni caso la rilevanza della propria attività a livello internazionale, in particolare a partire da quella svolta dal Gruppo delle Autorità per la privacy europee (c.d. “Gruppo Articolo 29”) riguardo ai numerosi pareri e documenti adottati, fra le altre cose, anche in materia di trattamento dei dati personali svolto per mezzo dell’utilizzo dei droni.

PI: A parte il riferimento alla normativa relativa alla privacy, che cosa è previsto – per esempio – rispetto alla possibilità di fare panoramiche aeree riprendendo abitazioni, giardini privati, persone ecc.?
R.P.: Quel che si prevede nel Regolamento ENAC è che laddove le operazioni svolte attraverso un sistema APR possano comportare un trattamento di dati personali, una simile circostanza deve necessariamente essere menzionata nella documentazione che viene sottoposta ai fini del rilascio della pertinente autorizzazione dell’ENAC.
Conseguentemente, qualsiasi trattamento di dati personali dovrà essere effettuato nel rispetto della normativa privacy.

Per tutti gli altri profili diversi dalla protezione dei dati personali, si prevede che debbano essere rispettate, in generale, le regole dell’aria (si veda il “Regolamento dell’ENAC Regole dell’Aria”).

PI: Quali sono le principali differenze – se ci sono – per quanto riguarda l’utilizzo dei droni in ambito pubblico, commerciale o privato? Come abbiamo visto dall’esperienza statunitense, i discorsi cambiano se si ha a che fare con piloti amatoriali, usi a livello industriale o impieghi innovativi in ambito commerciale, dove solo da ultimo aziende come Amazon hanno ricevuto permessi speciali per le loro sperimentazioni.
R.P.: Apparentemente, sembrerebbero non essere previste delle differenze.

PI: Dal momento che sono tecnologie potenzialmente in grado di generare un enorme mole di dati, sono state previste misure di data retention oltre a quelle per la privacy?
R.P.: Al momento, sembrerebbe non esserci alcuna specifica previsione normativa al riguardo e, conseguentemente, con riferimento ai dati personali eventualmente raccolti, devono necessariamente applicarsi i principi generali stabiliti dalla normativa sulla protezione dei dati personali.

PI: L’approccio italiano segue una linea esclusivamente nazionale o c’è la volontà di uniformare la materia a livello europeo?
R.P.: Sussiste certamente una volontà di uniformare la materia a livello europeo. Questa volontà è possibile evincerla, per esempio, dalla recentissima “Dichiarazione di Riga” sull’utilizzo dei droni, del 6 marzo 2015, che racchiude i principi e le linee guida alle quali dovranno attenersi le Autorità per l’aviazione civile dei paesi che fanno parte dell’Unione Europea.

Si pensi, poi, proprio al questionario inoltrato al Gruppo Articolo 29 dalla Commissione italiana DG Imprese e Industrie nell’ambito di un progetto volto a integrare tali mezzi nel piano di gestione del traffico aereo europeo (ATM-Air Traffic Management) al fine di aprire un confronto con le autorità di protezione dei dati europee sul tema e alla relativa comunicazione di risposta inviata nel dicembre 2013. A tal riguardo, nella propria relazione annuale il Garante dà atto del fatto che è stata predisposta ed inviata alla Commissione europea una risposta al questionario sugli aspetti di riservatezza e protezione dei dati correlati all’utilizzo dei droni in ambito pubblico, commerciale e privato inoltrato al Gruppo Articolo 29 nell’ambito di tale progetto. Il Garante, in qualità di rapporteur , ha raccolto le risposte fatte pervenire dalle diverse autorità e ha predisposto la lettera volta a sintetizzarne il contenuto e a richiamare l’attenzione su alcuni aspetti problematici del trattamento dei dati personali (base giuridica, informativa, titolarità del trattamento, etc.) effettuato attraverso i sempre più avanzati sistemi di rilevazione con cui tali mezzi possono essere equipaggiati (microfoni, telecamere ad alta risoluzione e/o per la visione termica notturna, strumenti per intercettare le comunicazioni wireless, etc.).

Non possiamo, dunque, che restare in attesa di una regolamentazione ad hoc che intervenga con specifico riferimento alla tutela dei dati personali e delle informazioni che i droni sarebbero in grado di raccogliere durante il loro utilizzo.

PI: Cosa ci si aspetta dal lavoro del “Gruppo Articolo 29”?
R.P.: Che possa esercitare in modo incisivo la propria funzione consultiva e che, con specifico riferimento all’utilizzo dei droni, sappia indirizzare il Legislatore europeo verso un’armonizzazione dei profili di tutela degli individui e di protezione dei dati personali.

a cura di Claudio Tamburrino

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  • ... scrive:
    uffa...
    ma ancora state a rispondere al tipo "solo chiacchiare e codice penale"? bah!
  • Guybrush scrive:
    Attenzione
    FOSS GratisI formati dei dati devono essere open e questo è solo bene: vuol dire che ogni ente potrà usare l'applicazione che desidera per elaborare i dati, ma... nulla impedirà a M$ e soci di rientrare dalla finestra (dell'assistenza, per esempio) qualora la cacciata dalla porta (degli applicativi) dovesse concretizzarsi.GT
    • Leguleio scrive:
      Re: Attenzione

      I formati dei dati devono essere open e questo è
      solo bene: vuol dire che ogni ente potrà usare
      l'applicazione che desidera per elaborare i dati,Hai scritto bene, "potrà". Per ora non esiste ancora un obbligo codificato valido per tutti, ma solo una raccomandazione. Una cosa del genere esiste da diversi anni anche in Italia, ma ha prodotto ben pochi risultati: se gli uffici nel momento di entrata in vigore della legge usavano software proprietari, continueranno a usare gli stessi software proprietari: il solo cambiamento costa, e non solo in termini di tempo. La provincia autonoma di Bolzano ha imposto solo software libero l'anno scorso. Vediamo come procederà la migrazione.
      • panda rossa scrive:
        Re: Attenzione
        - Scritto da: Leguleio

        I formati dei dati devono essere open e
        questo
        è

        solo bene: vuol dire che ogni ente potrà
        usare

        l'applicazione che desidera per elaborare i
        dati,


        Hai scritto bene, "potrà". Per ora non esiste
        ancora un obbligo codificato valido per tutti, ma
        solo una raccomandazione. E' solo il primo passo verso una destinazione certa che sancira' la fine degli intermediari parassiti.Molto meglio una lunga e dolorosa agonia di una morte rapida.
        Una cosa del genere
        esiste da diversi anni anche in Italia, ma ha
        prodotto ben pochi risultati: se gli uffici nel
        momento di entrata in vigore della legge usavano
        software proprietari, continueranno a usare gli
        stessi software proprietari: il solo cambiamento
        costa, e non solo in termini di tempo.Meglio spendere questi soldi per cambiare definitivamente piuttosto che spenderli comunque (e probabilmente in misura maggiore) per sfamare inutili e immeritevoli intermediari parassiti.
        La provincia autonoma di Bolzano ha imposto solo
        software libero l'anno scorso. Vediamo come
        procederà la migrazione.Procede benissimo.In un anno la lobby dei detrattori rabbiosi e la casta parassita estromessa non sono riuscute a trovare un solo appiglio per gettare sterco sulla migrazione.Un sacco di soldi sottratti ai parassiti dell'intermediazioni e impiegati in servizi utili alla cittadinanza: asili, ospedali, assistenza agli anziani, trasporti pubblici...
        • Leguleio scrive:
          Re: Attenzione


          Hai scritto bene, "potrà". Per ora non esiste

          ancora un obbligo codificato valido per
          tutti,
          ma

          solo una raccomandazione.

          E' solo il primo passo verso una destinazione
          certa che sancira' la fine degli intermediari
          parassiti.Ma sai, è dal 2003 che io leggo di questi "primi passi". :)http://punto-informatico.it/301738/PI/News/baviera-vince-open-source.aspxSiamo nel 2015 e ancora gattoniamo? Qualcosa non torna.
          il solo
          cambiamento

          costa, e non solo in termini di tempo.

          Meglio spendere questi soldi per cambiare
          definitivamente piuttosto che spenderli comunque
          (e probabilmente in misura maggiore) per sfamare
          inutili e immeritevoli intermediari
          parassiti.Sono scelte che non attui tu, Panda Rossa.Le attuano gli amministratori locali, a volte quelli nazionali, e solo loro. E questi soggetti non brillano per l'oculatezza con cui spendono denaro pubblico.
          Un sacco di soldi sottratti ai parassiti
          dell'intermediazioni e impiegati in servizi utili
          alla cittadinanza: asili, ospedali, assistenza
          agli anziani, trasporti
          pubblici...In genere i soldi che si risparmiano dalla licenza si spendono per aggiornamento del personale e pagamento dell'assistenza. La licenza è gratis, l'assistenza no. Vanno letti bene i bilanci per toccare con mano gli euro risparmiati.
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Hai scritto bene, "potrà". Per ora non
            esiste


            ancora un obbligo codificato valido per

            tutti,

            ma


            solo una raccomandazione.



            E' solo il primo passo verso una destinazione

            certa che sancira' la fine degli intermediari

            parassiti.

            Ma sai, è dal 2003 che io leggo di questi "primi
            passi".
            :)

            http://punto-informatico.it/301738/PI/News/baviera

            Siamo nel 2015 e ancora gattoniamo? Qualcosa non
            torna.Ti ricordo che i dinosauri non si sono mica estinti all'indomani della caduta del meteorite.Quello che e' importante qui e' che il meteorite e' caduto e che le ceneri e le polveri si sono sollevate e stanno oscurando il sole.

            il solo

            cambiamento


            costa, e non solo in termini di tempo.



            Meglio spendere questi soldi per cambiare

            definitivamente piuttosto che spenderli
            comunque

            (e probabilmente in misura maggiore) per
            sfamare

            inutili e immeritevoli intermediari

            parassiti.

            Sono scelte che non attui tu, Panda Rossa.Sono scelte che a Bolzano hanno attuato.
            Le attuano gli amministratori locali, a volte
            quelli nazionali, e solo loro.Che vengono eletti, ricordiamo.
            E questi soggetti
            non brillano per l'oculatezza con cui spendono
            denaro pubblico.Proprio per questo e' oppotuno che vengano adottate soluzioni a costo zero.

            Un sacco di soldi sottratti ai parassiti

            dell'intermediazioni e impiegati in servizi
            utili

            alla cittadinanza: asili, ospedali,
            assistenza

            agli anziani, trasporti

            pubblici...

            In genere i soldi che si risparmiano dalla
            licenza si spendono per aggiornamento del
            personale e pagamento dell'assistenza. La licenza
            è gratis, l'assistenza no.L'assistenza e' locale e il denaro resta nell'economia locale.
            Vanno letti bene i bilanci per toccare con mano
            gli euro
            risparmiati.Io nel bilancio di Bolzano leggo-1.000.000sotto la voce "spese dilapidate in inutili licenze software"
          • Pulcinella scrive:
            Re: Attenzione


            Proprio per questo e' oppotuno che vengano
            adottate soluzioni a costo
            zero.
            Non ne esistono, forse intedi dire "soluzioni il cui costo di licenza sia uguale a ero"

            Io nel bilancio di Bolzano leggo
            -1.000.000
            sotto la voce "spese dilapidate in inutili
            licenze
            software"E va benissimo, basta non leggere +2.000.000 sotto la voce "spese di manutenzione e assistenza software"
          • collione scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Pulcinella
            E va benissimo, basta non leggere +2.000.000
            sotto la voce "spese di manutenzione e assistenza
            software"non sto a commentare l'affermazione di Panda, perchè non ho visto i bilanci di Bolzanotuttavia vorrei far notare che il TCO dei sistemi linux è dimostrabilmente inferiore a quello dei sistemi windowsa tal proposito vorrei ricordare la campagna "get the facts" sospesa dalle autorità inglesi per le manifeste XXXXXXX ( FUD ) che sparavariguardo invece l'utilizzo di soluzioni alternative la faccenda è molto semplice, ovvero ( chiunque voglia seguire questa strada ) deve fare così:1. iniziare con l'esportare tutti i propri documenti verso formati aperti 2. effettuare studi di fattibilità per stabilire se e quanti sistemi hardware possono essere migrati3. procurarsi eventualmente hardware compatibili col nuovo software di base che si vuole adottare4. migrare parzialmente l'infrastruttura, ritornare al punto 2 e fare gli stessi conti sulla restante parte non ancora migratail punto è che le migrazioni totali in 2 giorni non si possono fare e che non si può pretendere che linux ( o similari ) siano una sorta di sistema magico che ti permette di riutilizzare tutto l'hardware e il software che già hai al 100%così come i macachi sanno comprare hardware compatibile col loro amato OS, lo stesso ( almeno in parte ) va fatto per linux
          • aphex_twin scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: collione
            - Scritto da: Pulcinella


            E va benissimo, basta non leggere +2.000.000

            sotto la voce "spese di manutenzione e
            assistenza

            software"

            non sto a commentare l'affermazione di Panda,
            perchè non ho visto i bilanci di
            Bolzano
            Cosa che non ha fatto neanche lui fino a prova contraria. A meno che non dovremmo credere alle parole di suo cugggino.
            tuttavia vorrei far notare che il TCO dei sistemi
            linux è dimostrabilmente inferiore a quello dei
            sistemi
            windows
            "Dimostrabilmente" ? Ottimo, attendo dimostrazioni pratiche nel mondo reale.
          • Un altro scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: aphex_twin
            - Scritto da: collione

            - Scritto da: Pulcinella




            E va benissimo, basta non leggere
            +2.000.000


            sotto la voce "spese di manutenzione e

            assistenza


            software"



            non sto a commentare l'affermazione di Panda,

            perchè non ho visto i bilanci di

            Bolzano



            Cosa che non ha fatto neanche lui fino a prova
            contraria. A meno che non dovremmo credere alle
            parole di suo
            cugggino.


            tuttavia vorrei far notare che il TCO dei
            sistemi

            linux è dimostrabilmente inferiore a quello
            dei

            sistemi

            windows



            "Dimostrabilmente" ? Ottimo, attendo
            dimostrazioni pratiche nel mondo
            reale.Ti ha gia scritto: guardati com'è andata con la campagna "get the fact" !Sai usare google o la memoria ?
          • .... scrive:
            Re: Attenzione
            lascialo perdere. Lui è un apple fan e il fatto che non si usi i mac con software a pagamento gli rode.Forse lo paga la apple per postare qui.
          • maxsix scrive:
            Re: Attenzione

            dimostrabilmente Dimo che?AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Vanno letti bene i bilanci per toccare con
            mano

            gli euro

            risparmiati.

            Io nel bilancio di Bolzano leggo
            -1.000.000
            sotto la voce "spese dilapidate in inutili
            licenze
            software"Ma sentilo...Un link al bilancio della provincia di Bolzano, possibilmente con la citazione della voce, grazie.
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Vanno letti bene i bilanci per toccare
            con

            mano


            gli euro


            risparmiati.



            Io nel bilancio di Bolzano leggo

            -1.000.000

            sotto la voce "spese dilapidate in inutili

            licenze

            software"

            Ma sentilo...
            Un link al bilancio della provincia di Bolzano,
            possibilmente con la citazione della voce,
            grazie.http://lmgtfy.com/?q=bilancio+2014+provincia+bolzanoPrego.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio



            Vanno letti bene i bilanci per
            toccare

            con


            mano



            gli euro



            risparmiati.





            Io nel bilancio di Bolzano leggo


            -1.000.000


            sotto la voce "spese dilapidate in
            inutili


            licenze


            software"



            Ma sentilo...

            Un link al bilancio della provincia di
            Bolzano,

            possibilmente con la citazione della voce,

            grazie.

            http://lmgtfy.com/?q=bilancio+2014+provincia+bolza

            Prego.Ah ah ah!
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Ah ah ah!http://lexbrowser.provinz.bz.it/all/all.ashx?path=13-1301%20Anlage%20-%20165840.pdf&mimetype=application/pdfuh uh uh!
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Ah ah ah!
            http://lexbrowser.provinz.bz.it/all/all.ashx?path=
            uh uh uh!Almeno tu hai trovato una tabella.Poi devono essere un po' masochisti lì in Alto Adige: "Risparmio energetico nei palazzi provinciali e riduzione orari di servizio 500.000". Già mi vedo gli impiegati a tremare dal freddo in inverno in onore del risparmio energetico, e anche quelli a cui hanno ridotto l'orario di lavoro (ma questo avviene un po' in tutta Italia).
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Ah ah ah!


            http://lexbrowser.provinz.bz.it/all/all.ashx?path=

            uh uh uh!

            Almeno tu hai trovato una tabella.Se vuoi ti do anche quella di Monaco mica è difficile.http://derstandard.at/1353207050275/Muenchen-erspart-sich-mit-freier-Software-10-Millionen-EuroC'è solo l'imbarazzo della scelta quelli che lo hanno fatto hanno avuto i loro risultati.Un pochino a breve, un pochino a medio e un pochino a lungo termine come è normale che sia.
            Poi devono essere un po' masochisti lì in Alto
            Adige: "Risparmio energetico nei palazzi
            provinciali e riduzione orari di servizio
            500.000". Peccato che questo c'entra con l'argomento come i cavoli a merenda.Ci vogliamo mettere anche la spesa sanitaria?oppure che so io le alluvioni la pioggia, e chiudiamo con "piove governo ladro" o preferisci "non ci sono più le mezze stagioni"? ;)
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione

            Se vuoi ti do anche quella di Monaco mica è
            difficile.
            http://derstandard.at/1353207050275/Muenchen-erspa
            C'è solo l'imbarazzo della scelta quelli che lo
            hanno fatto hanno avuto i loro
            risultati.O così dicono. Si tratta di numeri forniti per la stampa, non di estratti ufficiali del bilancio. Non voglio accusare nessuno, ma in un bilancio non vedrai mai esclusivamente cifre tonde come 500 000, 1 000 000 e così via, ma solo cifre con decimali, derivanti da calcoli elaborati. Sono arrotondamenti, diciamo, un po' rozzi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 aprile 2015 18.27-----------------------------------------------------------
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Sono arrotondamenti, diciamo, un po' rozzi.Forse ma è irrilevante sono numeri che danno loro e non io e di conseguenza molto meno "rozzi" di qualunque ragionamento "da forum" fatto da chi non è mai stato coinvolto nei fatti.Se hai fonti alternative o che dicano il contrario sia da enti e P.A. coinvolte siamo ansiosi di vederle.
          • aphex_twin scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: panda rossa
            Io nel bilancio di Bolzano leggo
            -1.000.000
            sotto la voce "spese dilapidate in inutili
            licenze
            software"Non c'é nessuna voce sotto quel nome. Dove leggo le parole "spese" e "informatica" ci son solo segni "positivi".Vuoi vedere che é l'ennesima e "dimostrabilissima" razzata da parte tua ?! 8)
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: aphex_twin
            - Scritto da: panda rossa

            Io nel bilancio di Bolzano leggo

            -1.000.000

            sotto la voce "spese dilapidate in inutili

            licenze

            software"

            Non c'é nessuna voce sotto quel nome.

            Dove leggo le parole "spese" e "informatica" ci
            son solo segni
            "positivi".

            Vuoi vedere che é l'ennesima e
            "dimostrabilissima" razzata da parte tua ?!
            8)http://lexbrowser.provinz.bz.it/all/all.ashx?path=13-1301%20Anlage%20-%20165840.pdf&mimetype=application/pdfMa poi dipende dalla scala...Qui i soldi son molti di piùhttp://derstandard.at/1353207050275/Muenchen-erspart-sich-mit-freier-Software-10-Millionen-Eurooppure...http://conference.libreoffice.org/talks/content/sessions/042/files/Web%20version%20with%20notes%20-%20Dirty%20tactics%20against%20LibreOffice%20in%20public%20administration,%20and%20how%20to%20overcome%20them.pdfPossiamo andare avanti per un pezzo se vuoi non c'è problema!Al massimo c'è l'imbarazzo della scelta... :D
          • ... scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: aphex_twin
            Vuoi vedere che é l'ennesima e
            "dimostrabilissima" razzata da parte tua ?! Dimostrabile come le tue figure di palta?
          • ZLoneW scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Siamo nel 2015 e ancora gattoniamo? Qualcosa non
            torna.CAD, art. 68: http://www.agid.gov.it/cad/analisi-comparativa-soluzioni.Mi sembra abbastanza chiara e assai poco aperta a interpretazioni, come impostazione generale.LAit (la società di informatica della Regione Lazio) implementa soluzioni full open source da anni - chi vuole, può andare a vedere quali sono le condizioni di fornitura che impone sulle gare per lo sviluppo software.Ormai anche in Italia la strada sembra tracciata, dal punto di vista normativo, ferme restando le solite resistenze di retroguardia.D'altro canto, i fornitori ancora non sono pronti, dal punto di vista culturale, all'open source: troppo spesso pensano che si tratti solo di dare acXXXXX al codice sorgente, e "dimenticano" l'altra faccia della medaglia, ossia i diritti che chi acquisisce una soluzione ha sul codice stesso.Al giorno d'oggi, comunque, giustificare dal punto di vista tecnico il ricorso al software proprietario è diventato davvero difficile.
            Sono scelte che non attui tu, Panda Rossa.
            Le attuano gli amministratori locali, a volte
            quelli nazionali, e solo loro. E questi soggetti
            non brillano per l'oculatezza con cui spendono
            denaro pubblico.Sono scelte che oggi sono imposte dalla normativa. Certo, è ancora possibile affidare il lavoro all'"amico dell'amico", ma non esiste più alcuna "zona grigia", si commette reato.Tra l'altro, tra MePA, Consip, AVCP e FatturaPA le maglie della rete si sono fatte piuttosto strette.
            In genere i soldi che si risparmiano dalla
            licenza si spendono per aggiornamento del
            personale e pagamento dell'assistenza. La licenza
            è gratis, l'assistenza no.Questi costi ci sono comunque: sia per software proprietari che per software open source.Solo che quello che spendi per una "licenza" è del tutto sprecato. E di contro, avendo a che fare con software open source nulla impedisce di farsi un know-how interno e e imparare a fare da sè, in linea di principio.
            Vanno letti bene i bilanci per toccare con mano
            gli euro risparmiati.Tu l'hai fatto? Io ci sono dentro, e posso testimoniare a favore in merito. :)
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Siamo nel 2015 e ancora gattoniamo? Qualcosa
            non

            torna.

            CAD, art. 68:
            http://www.agid.gov.it/cad/analisi-comparativa-sol

            Mi sembra abbastanza chiara e assai poco aperta a
            interpretazioni, come impostazione
            generale.Il fatto che a te sembri chiara non significa che sia di applicazione immediata e automatica come il divieto "Vietato fumare". Non sei su PI da ieri mattina, mi sembra, e di articoli in cui il software libero non fa breccia nella PA credo ne abbia letti parecchi. In questi casi è sempre meglio tenere a mente la contrapposizione Paese ideale ↔ Paese reale.
            LAit (la società di informatica della Regione
            Lazio) implementa soluzioni full open source da
            anni - chi vuole, può andare a vedere quali sono
            le condizioni di fornitura che impone sulle gare
            per lo sviluppo
            software.

            Ormai anche in Italia la strada sembra tracciata,
            dal punto di vista normativo, ferme restando le
            solite resistenze di
            retroguardia.Sembra, appunto.A me in Italia viene in mente solo la Provincia di Bolzano, guarda caso autonoma. Non che non si usi software libero in altre amministrazioni, ma in nessuna si usa al 100 % quello. Dipende dai compiti, e, credo io, dalla formazione del personale addetto. Ma forse qui ne sai più di me.
            Al giorno d'oggi, comunque, giustificare dal
            punto di vista tecnico il ricorso al software
            proprietario è diventato davvero
            difficile.Evidentemente non lo giustificano. Lo acquistano e basta. ;)O più spesso, aggiornano, quando possono, quando il budget lo permette, quello esistente.
            Sono scelte che oggi sono imposte dalla
            normativa. Certo, è ancora possibile affidare il
            lavoro all'"amico dell'amico", ma non esiste più
            alcuna "zona grigia", si commette
            reato.Reato? Scusa, dove è indicato nella normativa che mi hai citato?
            Tra l'altro, tra MePA, Consip, AVCP e FatturaPA
            le maglie della rete si sono fatte piuttosto
            strette.Ma sai, siamo italiani tutti e due: il proverbio "fatta la legge trovato l'inganno" lo conosciamo bene.Mi sembra di parlare di soluzione al sovraffollamento delle carceri, fenomeno esistente da sempre (a quanto ricordo io), e solo di recente sanzionato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, al punto che il governo per evitare multe salate ha dovuto metterci una pezza... mandando ai domiciliari molti detenuti. Di costruire nuove carceri in proporzione alla popolazione detenuta nemmeno a pensarci. :DQuesta è l'Italia.

            In genere i soldi che si risparmiano dalla

            licenza si spendono per aggiornamento del

            personale e pagamento dell'assistenza. La
            licenza

            è gratis, l'assistenza no.

            Questi costi ci sono comunque: sia per software
            proprietari che per software open
            source.Vero. Solo che per il software proprietario, che esiste da molto più tempo, i corsi di addestramento sono già stati svolti negli anni Novanta, è una spesa ammortizzata da tempo. Visto che nella PA l'avvicendamento di personale è molto limitato, di aggiornamento del personale non c'è necessità, quasi mai, almeno.C'è anche da considerare che con il software proprietario si paga la licenza e, molto spesso, l'assistenza è compresa, o comunque costa poco di più. Con il software libero ci sono anche costi di assistenza molto liberi, e personalmente non ho mai capito chi sai il referente ufficiale unico per la risoluzione delle magagne. Con il software proprietario è chiaro, l'assistenza spetta automaticamente ad Adobe, a Microsoft o a Apple. Ma con LibreOffice?
            Solo che quello che spendi per una "licenza" è
            del tutto sprecato. E di contro, avendo a che
            fare con software open source nulla impedisce di
            farsi un know-how interno e e imparare a fare da
            sè, in linea di
            principio.E appena capita un malfunzionamento per una riga di codice mal scritta gli straordinari di chi deve risolvere il fai-da-te chi li paga? Come si giustificano? In una ditta privata non sarebbe questo grande problema, ma nella PA...

            Vanno letti bene i bilanci per toccare con
            mano

            gli euro risparmiati.

            Tu l'hai fatto? Io ci sono dentro, e posso
            testimoniare a favore in merito.
            :)Testimonia, allora. Ma con cifre e confronti col passato.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Testimonia, allora. Ma con cifre e confronti
            col

            passato.

            200 milioni di lire di licenze risparmiate,
            quando passammo da Office a StarOffice (fatti i
            conti di quanti anni fa...). Formazione eseguita
            internamente, quindi nessun costo
            diretto.Ehehe? Mi stai parlando di una conversione al software libero pre-2001? Ma qui siamo fuori tema. Il difficile è cambiare dopo anni in cui si è abituati in un certo modo, non dopo pochi mesi.
            Zero costo di licenze, di supporto e di
            aggiornamento da allora, su prodotti di office
            automation. Vatti a vedere quanto costa il
            supporto per Office, moltiplica per qualche
            centinaio di utenti e per dieci anni, e vedi il
            totale quanto
            fa.Non lo metto in dubbio, ma non siamo ancora alla conversione al software libero, che è l'argomento di questo articolo. Su quale sistema operativo girava Staroffice, nell'epoca pre-2001? Dubito Linux, visto che in Italia era semisconosciuto. E gli altri si facevano pagare la licenza.
            I costi di sottoscrizione per i server centrali
            sono stati progressivamente ridotti, in
            conseguenza della provata affidabilità dei
            sistemi operativi e del know-how disponibile in
            rete, anche su attività mission
            critical.Che sistemi operativi sono disponibili in Rete? (newbie)
            Quest'anno, siamo arrivati a ZERO Euro di
            supporto sui sistemi operativi server, su cinque
            server critici e oltre trenta non
            critici.

            Sviluppo software e gestione sistemi interna.Be', qui parli di una regione, e di una regione anche abbastanza grande. Riesci a immaginarti un addetto apposta per la gestione di sistemi in un piccolo comune, o anche un piccolo ente dipendente dallo Stato ma con poco personale e fondi limitati?Guarda che la fortuna del software proprietario è stata anche quella di dare una soluzione chiavi in mano ad un'ampia ed eterogenea clientela che non aveva né la voglia, né il tempo, né probabilmente il <I
            know how </I
            (ma questo si può acquisire, volendo) per una soluzione studiata su misura. E lo è tuttora, in gran parte.Nell'epoca precedente la standardizzazione dei sistemi operativi e delle risorse hardware (prima del 1977) il programma adattato su commissione era la regola, e i gestionali l'eccezione. Per fare un paragone nel privato: non dubito che la Ferrero si possa permettere soluzioni software su misura per le sue fabbriche e la sua amministrazione centrale, open source o closed source, come preferisce. Ma converrebbe mai un investimento in tempo e in consulenze alla sala da tè e pasticceria del centro del paese?
          • Passante scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Testimonia, allora. Ma con cifre e

            confronti col passato.

            200 milioni di lire di licenze risparmiate,

            quando passammo da Office a StarOffice

            (fatti i conti di quanti anni fa...). Formazione

            eseguita internamente, quindi nessun costo

            diretto.
            Ehehe? Mi stai parlando di una conversione al
            software libero pre-2001? Ma qui siamo fuori
            tema. Il difficile è cambiare dopo anni in cui si
            è abituati in un certo modo, non dopo pochi
            mesi.Ma leggi quello che ti dicono ?E' sucXXXXX e succede continuamente, inoltre proprio microsoft ha cambiato il paradigma dell'interfaccia e sta spingendo per l'abbandono di windows 7 per un'interfaccia diversa, quindi tanto vale far passare l'utenza da windows 7 a gnome.

            Zero costo di licenze, di supporto e di

            aggiornamento da allora, su prodotti di

            office

            automation. Vatti a vedere quanto costa il

            supporto per Office, moltiplica per qualche

            centinaio di utenti e per dieci anni, e vedi

            il totale quanto fa.

            Non lo metto in dubbio, ma non siamo ancora alla
            conversione al software libero, che è l'argomento
            di questo articolo. Su quale sistema operativo
            girava Staroffice, nell'epoca pre-2001? Dubito
            Linux, visto che in Italia era semisconosciuto. E
            gli altri si facevano pagare la licenza.

            I costi di sottoscrizione per i server

            centrali

            sono stati progressivamente ridotti, in

            conseguenza della provata affidabilità dei

            sistemi operativi e del know-how disponibile

            in rete, anche su attività mission critical.

            Che sistemi operativi sono disponibili in Rete?
            (newbie)



            Quest'anno, siamo arrivati a ZERO Euro di

            supporto sui sistemi operativi server, su
            cinque

            server critici e oltre trenta non

            critici.



            Sviluppo software e gestione sistemi interna.

            Be', qui parli di una regione, e di una regione
            anche abbastanza grande. Riesci a immaginarti un
            addetto apposta per la gestione di sistemi in un
            piccolo comune, o anche un piccolo ente
            dipendente dallo Stato ma con poco personale e
            fondi limitati?I comuni il software (se libero) se lo possono scambiare, mica se lo devono riscrivere !!
            Guarda che la fortuna del software proprietario è
            stata anche quella di dare una soluzione chiavi
            in mano ad un'ampia ed eterogenea clientela che
            non aveva né la voglia, né il tempo, né
            probabilmente il <I
            know how </I

            (ma questo si può acquisire, volendo) per una
            soluzione studiata su misura. E lo è tuttora, in
            gran parte.Si, a parte l'ultima parte è vero, ora sta cambiando.
            Nell'epoca precedente la standardizzazione dei
            sistemi operativi e delle risorse hardware (prima
            del 1977) il programma adattato su commissione
            era la regola, e i gestionali l'eccezione.Bene, ed è finita quell'epoca, ormai le soluzioni ci sono e basta usarle e metterle insieme, cosa che stanno facendo.
            Per fare un paragone nel privato: non dubito che
            la Ferrero si possa permettere soluzioni software
            su misura per le sue fabbriche e la sua
            amministrazione centrale, open source o closed
            source, come preferisce. Ma converrebbe mai un
            investimento in tempo e in consulenze alla sala
            da tè e pasticceria del centro del paese?Ovviamente si, i costi del ferro son sempre quelli, le assistenze anche, cambia che scroccano il codice a ferrero.
          • ZLoneW scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Ehehe? Mi stai parlando di una conversione al
            software libero pre-2001?Esattamente.I nostri server critici sono diventati RHEL tra il 2004 e il 2005.Uno di essi oggi è CentOS, e su cui è basata pure una piattaforma di virtualizzazione.
            Ma qui siamo fuori tema.Ti piacerebbe... :)
            Il difficile è cambiare dopo anni in cui si
            è abituati in un certo modo, non dopo pochi
            mesi.Considerando che abbiamo usato Office dal 1986, e siamo passati a StarOffice nel 2001, parliamo di "pochi mesi" o di "anni"?
            Non lo metto in dubbio, ma non siamo ancora alla
            conversione al software libero, che è l'argomento
            di questo articolo. Su quale sistema operativo
            girava Staroffice, nell'epoca pre-2001? Dubito
            Linux, visto che in Italia era semisconosciuto. E
            gli altri si facevano pagare la licenza.Stai facendo questioni di lana caprina, da talebano. E non cogli il nocciolo della questione.Che non consiste tanto nell'ideologia dell'open source, quanto nei vantaggi di apertura, disponibilità, minor costo e "libertà di manovra" che si ottengono coi prodotti rilasciati secondo questa licenza.Parliamo solo di costi del software, trascurando per comodità la questione supporto - che spesso e volentieri si limita all'hardware dei PC: costa più una licenza di Windows, tipicamente e scorrettamente in bundle con il PC, o una licenza di Office?Dunque, come otteni il massimo vantaggio col minimo sforzo - col passaggio all'open source dell'intero stack, o del solo prodotto di office automation?
            Che sistemi operativi sono disponibili in Rete?
            (newbie)Centinaia di distribuzioni Linux, ciascuna coi suoi forum di supporto e con aziende ufficiali pronte a stipulare contratti di manutenzione, se vuoi.Le più adatte ad un uso Enterprise sono la consolidatissima Red Hat Enterprise Linux e le distribuzioni CentOS e Scientific Linux - la prima praticamente identica a RHEL, la seconda più orientata all'utilizzo universitario e scientifico, lo si vede dai prodotti che installa e che rende disponibili sui repository.Entrambe ottenute dagi stessi medesimi sorgenti di RHEL, rilasciati come open source e compilati allo stesso modo.Usi Oracle e vuoi un singolo fornitore? Puoi orientarti su Unbreakable Linux, sviluppata da Oracle a partire dai soliti sorgenti di Red Hat, con qualche ottimizzazione specifica per il loro hardware.Come client, Ubuntu e derivate hanno ormai raggiunto un livello egregio come stabilità e disponibilità.Ma non c'è solo Linux, ci sono pure parecchi Unix disponibili in rete, come la famiglia *BSD.E parliamo di cose standard, complete e ben consolidate, non sistemi "da terminale grafico" stile Chrome OS.
            Be', qui parli di una regione, e di una regione
            anche abbastanza grande. Riesci a immaginarti un
            addetto apposta per la gestione di sistemi in un
            piccolo comune, o anche un piccolo ente
            dipendente dallo Stato ma con poco personale e
            fondi limitati?Sì, ci riesco benissimo. Ci vivo.Perchè io non lavoro nella regione Lazio ne' in LAit, ma in una piccola società inclusa di recente nell'indice PA - e che all'open source ha cominciato a passare da SpA, non da PA.Il periodo dell'outsourcing a tutti i costi è finito: è da qualche anno, ormai, che ci si sta rendendo conto a tutti i livelli che certe competenze informatiche DEVONO essere interne. Magari lo si comprende lentamente e faticosamente, ma ci si sta arrivando.Molte realtà locali si stanno consorziando per cercare di ottimizzare le risorse e soddisfare contemporaneamente questa necessità.
            Guarda che la fortuna del software proprietario è
            stata anche quella di dare una soluzione chiavi
            in mano ad un'ampia ed eterogenea clientela che
            non aveva né la voglia, né il tempo, né
            probabilmente il 'know how';
            (ma questo si può acquisire, volendo) per una
            soluzione studiata su misura. E lo è tuttora, in
            gran parte.Fermofermofermo. :)La fortuna del software proprietario è stata che all'inizio c'era solo lui.Poi è nato il movimento open source, e si è cominciato a capire che il modello può funzionare meglio di quello proprietario (vedi la data di pubblicazione de "La cattedrale e il bazaar").Ma i tempi in cui accendevi il computer e ti trovavi di fronte uno schermo nero e un cursore lampeggiante sono finiti oltre una generazione fa.
            Nell'epoca precedente la standardizzazione dei
            sistemi operativi e delle risorse hardware (prima
            del 1977) il programma adattato su commissione
            era la regola, e i gestionali l'eccezione.Il CPM girava già sulle macchine più disparate, e su tutte girava il medesimo programma gestionale, scritto per CPM e compilato ad hoc in fase di installazione. Parlo di roba piccola, da studio professionale, prima del PC IBM e di MS-DOS.I primi programmi ad essere stati informatizzati, standardizzati e largamente adottati sono stati proprio i gestionali - contabilità e paghe e contributi.
            Per fare un paragone nel privato: non dubito che
            la Ferrero si possa permettere soluzioni software
            su misura per le sue fabbriche e la sua
            amministrazione centrale, open source o closed
            source, come preferisce. Ma converrebbe mai un
            investimento in tempo e in consulenze alla sala
            da tè e pasticceria del centro del paese?Come ti ho già detto, ti sei fatto un'idea sbagliata.Metter su un PC Ubuntu è ormai più semplice e più veloce del Windows preinstallato, e le configurazioni da fare sono pure meno. Il software che ti serve lo trovi nei repository ufficiali (e se vuoi, anche NON ufficiali), con un solo strumento per installare, un solo strumento per aggiornare.C'è pure il rischio che ci trovi il gestionale - scherzo, col delirio fiscale in cui viviamo tocca stare bene attenti. Ma magari il registratore di cassa lo colleghi, e la prima nota ce la fai.Stare appresso a Windows ed alle sue idiosincrasie richiede mediamente molto più tempo che gestire un sistema client Linux, che va praticamente avanti da sè.E a differenza di quanto potresti pensare, il bar del paese si trova davanti a Windows nelle stesse condizioni di fronte a cui si troverebbe con qualsiasi altro prodotto: è in grado di fornirsi da sè un supporto professionale? Se sì, ormai fa poca differenza il sistema operativo. Se no, deve comunque rivolgersi ad altri e pagare.O magari è particolarmente illuminata, e compra soluzioni cloud chiavi in mano per le sue esigenze, a poco, usandole via tablet o cellulare, registratore di cassa compreso. Si può fare? Affermativo.Proprio come fa Ferrero, probabilmente. :)
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Ehehe? Mi stai parlando di una conversione al

            software libero pre-2001?

            Esattamente.

            I nostri server critici sono diventati RHEL tra
            il 2004 e il
            2005.Qui non ci capiamo con le date. La lira ha smesso di essere valuta di uso comune il 31 dicembre 2001 (anche se era accettata fino al 1° marzo 2002). Questi risparmi sul software espressi in lire si riferiscono a prima o dopo il 2001?

            Ma qui siamo fuori tema.

            Ti piacerebbe... :)Ripeto, siamo fuori tema ma sarebbe l'ultima cosa, vedi il punto seguente.

            Il difficile è cambiare dopo anni in cui si

            è abituati in un certo modo, non dopo pochi

            mesi.

            Considerando che abbiamo usato Office dal 1986, e
            siamo passati a StarOffice nel 2001, parliamo di
            "pochi mesi" o di
            "anni"????Le date non coincidono. Non affronto le altre questioni sollevate prima che tu abbia le idee più chiare su quando sono stati attuati i passaggi, e a partire da che cosa. Altrimenti parliamo di fantascienza. Microsoft Office è stato introdotto sul mercato il 19 novembre 1990:http://www.winbeta.org/news/history-microsoft-office-10-2013-infographicNel 1986 la Microsoft poteva offrire solo una versione per MS-DOS di Word. Excel, Powerpoint, Access e Outlook sono nati diversi anni dopo. Esistono altre <I
            suite </I
            di programmi con il nome Office, ma sono apparse anch'esse dopo il 1986.
          • ZLoneW scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Qui non ci capiamo con le date.Sei esasperante, e non segui il filo del discorso.
            La lira ha smesso
            di essere valuta di uso comune il 31 dicembre
            2001 (anche se era accettata fino al 1
            marzo 2002). Questi risparmi sul software
            espressi in lire si riferiscono a prima o dopo il
            2001?Te lo rispiego, vediamo se mo' fai mente locale: 250 milioni di lire di risparmio passando a StarOffice piuttosto che aggiornare Office.Ad esso si aggiungono gli altri risparmi, effettuati con diverse e distinte iniziative nel tempo.
            Le date non coincidono.Spiacente, te lo ripeto: sei tu che non segui il filo del discorso.
            Non affronto le altre
            questioni sollevate prima che tu abbia le idee
            più chiare su quando sono stati attuati i
            passaggi, e a partire da che cosa. Altrimenti
            parliamo di fantascienza.Temo proprio che debba essere tu a chiarire le tue, di idee: ma comincia a leggere quello che scrivo e non quello che vorresti leggere, altrimenti non hai una sola possibilità.
            Microsoft Office è stato introdotto sul mercato
            il 19 novembre 1990:

            http://www.winbeta.org/news/history-microsoft-offi

            Nel 1986 la Microsoft poteva offrire solo una
            versione per MS-DOS di Word. Excel, Powerpoint,
            Access e Outlook sono nati diversi anni dopo.La tua puntigliosità è sterile, e certo non ti aiuta a capire.Nell'86 da noi si usava WPS Plus (di cui immagino tu non abbia manco mai sentito parlare), integrato poi con Word per DOS. Successivamente siamo passati a Word ed Excel per Windows (si parla di Windows 3.1, circa 1991), aggiornati poi ad Office Standard 95 insieme a Windows (1996 circa).Successivamente, sono state acquistate alcune licenze di Office 97, ma sono state le ultime. L'upgrade successivo è stato fatto passando a StarOffice prima, poi OpenOffice e quindi LibreOffice.Comunque la giri, si tratta di parecchi anni d'uso di un prodotto proprietario prima del prodotto open source, e non di qualche mese.CVD.Non interverrò più su un thread che non necessita di alcuna ulteriore spiegazione per nessun altro lettore. Se ancora non ti è chiaro, contattami privatamente, sarò lieto di offrirti una consulenza. :)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 aprile 2015 13.24-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            La lira ha smesso

            di essere valuta di uso comune il 31 dicembre

            2001 (anche se era accettata fino al 1

            marzo 2002). Questi risparmi sul software

            espressi in lire si riferiscono a prima o
            dopo
            il

            2001?

            Te lo rispiego, vediamo se mo' fai mente locale:
            250 milioni di lire di risparmio passando a
            StarOffice piuttosto che aggiornare
            Office.Con che sistema operativo sottostante? Te l'ho già chiesto, e non hai voluto rispondere.
            Ad esso si aggiungono gli altri risparmi,
            effettuati con diverse e distinte iniziative nel
            tempo.Concentriamoci su quella riferita ai risparmi in lire, prego, e che è la prima che hai citato tu. Non saltare di palo in frasca. Cosa c'entra nell'ambito delle tue affermazioni un passaggio effettuato nel 2004, quando le lire non c'erano più da un pezzo?

            Non affronto le altre

            questioni sollevate prima che tu abbia le
            idee

            più chiare su quando sono stati attuati i

            passaggi, e a partire da che cosa. Altrimenti

            parliamo di fantascienza.

            Temo proprio che debba essere tu a chiarire le
            tue, di idee: ma comincia a leggere quello che
            scrivo e non quello che vorresti leggere,
            altrimenti non hai una sola
            possibilità.Lo leggo, lo capisco benissimo, e lo riporto qui:"Considerando che abbiamo usato Office dal 1986, e siamo passati a StarOffice nel 2001, parliamo di "pochi mesi" o di "anni"?"Tua affermazione: c'era Office nel 1986. Fatto ovviamente incontrovertibilmente falso.Non girare la frittata, non funziona. Forum canta.

            Microsoft Office è stato introdotto sul
            mercato

            il 19 novembre 1990:




            http://www.winbeta.org/news/history-microsoft-offi



            Nel 1986 la Microsoft poteva offrire solo una

            versione per MS-DOS di Word. Excel,
            Powerpoint,

            Access e Outlook sono nati diversi anni dopo.

            La tua puntigliosità è sterile, e certo non ti
            aiuta a
            capire.Fa' meno errori quando scrivi, e nessuno fa il puntiglioso. Funziona così, e non solo su questo forum.
            Nell'86 da noi si usava WPS Plus (di cui immagino
            tu non abbia manco mai sentito parlare),E cosa c'entra Office?Mi mostri una qualche etichetta Office su WPS Plus?
            integrato poi con Word per DOS. Successivamente
            siamo passati a Word ed Excel per Windows (si
            parla di Windows 3.1, circa 1991), aggiornati poi
            ad Office Standard 95 insieme a Windows (1996
            circa).Ora le date tornano.
            Successivamente, sono state acquistate alcune
            licenze di Office 97, ma sono state le ultime.
            L'upgrade successivo è stato fatto passando a
            StarOffice prima, poi OpenOffice e quindi
            LibreOffice.E il risparmio lo sai quantificare?
      • pippo75 scrive:
        Re: Attenzione

        La provincia autonoma di Bolzano ha imposto solo
        software libero l'anno scorso. Vediamo come
        procederà la
        migrazione.Segui il discorso.Apri la pagina http://www.provincia.bz.it/it/clicca su "Bandi di Gara"Si apre una pagina nuova e clicca sul primo oggetto della lista, al momento "Grieserhof vivere nella terza etá" - Nuova costruzione di una residenza per anziani con alloggio per anziani annessiSi apre una nuova pagina, scorrendo mi appaiono un elenco di documenti in formato open ( PDF e DOCX ), ma licona che vedo non è quella di msword? Pubblicità occulta oppure è diventato open source?
        • Leguleio scrive:
          Re: Attenzione

          Apri la pagina

          http://www.provincia.bz.it/it/

          clicca su "Bandi di Gara"

          Si apre una pagina nuova e clicca sul primo
          oggetto della lista, al momento "Grieserhof
          vivere nella terza etá" - Nuova costruzione di
          una residenza per anziani con alloggio per
          anziani
          annessi

          Si apre una nuova pagina, scorrendo mi appaiono
          un elenco di documenti in formato open ( PDF e
          DOCX ), ma licona che vedo non è quella di
          msword? Pubblicità occulta oppure è diventato
          open
          source?Allora, il formato .docx, a differenza del vecchio .doc, è a sorgente libero, ed è standard ISO. L'icona associata non credo sia mai stata oggetto di standardizzazione, e quindi tanto vale usare quella di Word. Una scelta della provincia di Bolzano.
    • Izio01 scrive:
      Re: Attenzione
      - Scritto da: Guybrush
      FOSS <
      Gratis
      I formati dei dati devono essere open e questo è
      solo bene: vuol dire che ogni ente potrà usare
      l'applicazione che desidera per elaborare i dati,Già questo sarebbe una mezza rivoluzione.Vuol dire che io cittadino, che intendo consultare un documento ufficiale, disponibile per lo scaricamento da un sito della PA, non sono obbligato ad acquistare ed installare $(COSTOSO_SOFTWARE) per farlo. Mi sembra una scelta di civiltà.Riguardo ai costi delle licenze rispetto a quelli di formazione e manutenzione, bisogna giustamente valutare le cifre, tenendo conto che, almeno secondo me, 1000 euro che vengono reimmessi nell'economia locale sono meglio di 500 euro che prendono il volo per Seattle. Ovvio che gli appalti truccati e le consulenze d'oro sono dietro l'angolo, come sempre. Diciamo che al momento sono agnostico riguardo all'opportunità di passare a software libero :)
      ma... nulla impedirà a M$ e soci di rientrare
      dalla finestra (dell'assistenza, per esempio)
      qualora la cacciata dalla porta (degli
      applicativi) dovesse
      concretizzarsi.

      GT
      • Leguleio scrive:
        Re: Attenzione


        I formati dei dati devono essere open e
        questo
        è

        solo bene: vuol dire che ogni ente potrà
        usare

        l'applicazione che desidera per elaborare i
        dati,

        Già questo sarebbe una mezza rivoluzione.
        Vuol dire che io cittadino, che intendo
        consultare un documento ufficiale, disponibile
        per lo scaricamento da un sito della PA, non sono
        obbligato ad acquistare ed installare
        $(COSTOSO_SOFTWARE) per farlo. Mi sembra una
        scelta di
        civiltà.Se hai esempi di senso contrario sei il benvenuto, a me personalmente non capita mai di interfacciarmi con la PA italiana. Io so che da anni usano formati come il .PDF, originariamente proprietario di Adobe ma rilasciato in codice libero fin dal 2007, ed è uno standard ISO dal 2008. La questione dei software usati dalla PA riguarda soprattutto i programmi impiegati per produrre quel PDF.
      • aphex_twin scrive:
        Re: Attenzione
        - Scritto da: Izio01
        Già questo sarebbe una mezza rivoluzione.
        Vuol dire che io cittadino, che intendo
        consultare un documento ufficiale, disponibile
        per lo scaricamento da un sito della PA, non sono
        obbligato ad acquistare ed installare
        $(COSTOSO_SOFTWARE) per farlo. Mi sembra una
        scelta di
        civiltà.Esiste da anni tale strumentohttp://www.microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=4ed é gratis !RIVOLUZIONE ! :D
        • Leguleio scrive:
          Re: Attenzione
          - Scritto da: aphex_twin
          - Scritto da: Izio01

          Già questo sarebbe una mezza rivoluzione.

          Vuol dire che io cittadino, che intendo

          consultare un documento ufficiale,
          disponibile

          per lo scaricamento da un sito della PA, non
          sono

          obbligato ad acquistare ed installare

          $(COSTOSO_SOFTWARE) per farlo. Mi sembra una

          scelta di

          civiltà.

          Esiste da anni tale strumento

          http://www.microsoft.com/en-us/download/details.as

          ed é gratis !Non funziona su PC Apple. E anche per i sistemi Linux è necessario un <I
          workaround </I
          .
          • aphex_twin scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Non funziona su PC Apple. Per Apple , ad esempio, c'é questo :https://itunes.apple.com/us/app/file-viewer/id495987613?mt=12
            E anche per i sistemi
            Linux è necessario un <I
            workaround
            </I

            .Per i sistemi Linux c'é l'open office che é compatibilissimo.
          • Izio01 scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: aphex_twin
            - Scritto da: Leguleio

            Non funziona su PC Apple.

            Per Apple , ad esempio, c'é questo :

            https://itunes.apple.com/us/app/file-viewer/id4959


            E anche per i sistemi

            Linux è necessario un <I
            workaround

            </I


            .

            Per i sistemi Linux c'é l'open office che é
            compatibilissimo.Compatibilissimo almeno finché MS non decide di richiedere royalty. Ai tempi lessi qualcosa sulla questione, e il fatto che il cane oggi dorma non vuol dire che domani non si possa svegliare. Si parlava del formato "standard" di MS Office e il fatto che una sua implementazione potrebbe essere bloccata da MS sulla base del copyright.Ma usare DIRETTAMENTE un formato aperto ed esente da royalty, che problema ti crea? Non è la soluzione più semplice ed efficiente? Ti toglie qualcosa?
          • aphex_twin scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Izio01
            Ma usare DIRETTAMENTE un formato aperto ed esente
            da royalty, che problema ti crea? Non è la
            soluzione più semplice ed efficiente? Ti toglie
            qualcosa?Ma guarda che a me basta e va benissimo il formato PDF, ho solo replicato sul fatto che per poter leggere il formato word sia necessario spendere soldi, tutto qua.
          • Passante scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: aphex_twin
            - Scritto da: Izio01

            Ma usare DIRETTAMENTE un formato aperto ed
            esente

            da royalty, che problema ti crea? Non è la

            soluzione più semplice ed efficiente? Ti
            toglie

            qualcosa?

            Ma guarda che a me basta e va benissimo il
            formato PDF, ho solo replicato sul fatto che per
            poter leggere il formato word sia necessario
            spendere soldi, tutto qua.Appunto, leggere.... Ma se devi anche compilare ?
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Non funziona su PC Apple.

            Per Apple , ad esempio, c'é questo :

            https://itunes.apple.com/us/app/file-viewer/id4959


            E anche per i sistemi

            Linux è necessario un <I
            workaround

            </I


            .

            Per i sistemi Linux c'é l'open office che é
            compatibilissimo.Siamo d'accordo su entrambi i fronti. Solo che la soluzione che hai proposto tu inizialmente si adatta solo ad utenti di Windows. I sistemi operativi vanno oltre, anzi, non mi sono occupato del problema di Solaris e di BeOS, visto che sono marginali. Non esiste una soluzione universale ai problemi di uso di un formato non standard, è questo il senso del messaggio.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Non esiste una soluzione universale ai problemi
            di uso di un formato non standard, è questo il
            senso del
            messaggio.Oh si che esiste!Basta usare un linguaggio standard.N.B. gli standard (vedi RFC) sono "la soluzione" che permette a te di fare viaggiare e scrivere i tuoi post su questo forum e non hanno nulla a che vedere con L'O.S. che tu solo "incidentalmente" stai usando.Tranne che per un piccolo dettagliuzzo ovvero che se tu non usassi un O.S. che supporta quegli standard (RFC) non avremmo il "piacere" di leggerti.Forse potresti usare "netbios" e "SMB" o "netbeui" o chissà cosa diavolo di altro col "tuo" server ma questo sarebbe ininfluente per chiunque (te compreso) nel momento in cui tu dovessi comunicare su "Internet".Ovviamente nessuno "ti obbliga" è tutto molto più semplice o "condividi" una certa convenzione (AKA standard) oppure "sei fuori".Più semplice di così..... ;)
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Non esiste una soluzione universale ai
            problemi

            di uso di un formato non standard, è questo
            il

            senso del

            messaggio.
            Oh si che esiste!
            Basta usare un linguaggio standard.Grazie per questo <I
            remake </I
            a distanza di 500 anni dell'epitaffio a Monsieur de la Palice. Credo che oramai le amministrazioni pubbliche nei loro siti consentando di scaricare solo documenti in formato aperto, PDF soprattutto.Ma nel caso ci siano documenti in formato Wordstar oppure EasyWriter, sarà necessario un sistema di transcodifica diverso per ogni sistema operativo. Di lì non si scappa.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Ma nel caso ci siano documenti in formato
            Wordstar oppure EasyWriter, sarà necessario un
            sistema di transcodifica diverso per ogni sistema
            operativo. Di lì non si
            scappa.Certo monsieur de la Palice ma lo standard è l'unica cosa che ti permette la implementazione di una "applicazione di traslazione" (in quanto è PUBBLICAMENTE documentato e PUBBLICAMENTE DISPONIBILE) utilizzando qualunque linguaggio e qualunque metodologia (presente passata e futura) da qui alla eternità.Anche quando il tuo computer funzionerà con tecnologie ora impensabili.Ripeto è tutto molto semplice.Niente ragionamenti complicati e capziosi.Tuo nipote e i suoi nipoti potranno per sempre leggere un documento o un dato in un formato standard perchè anche le evoluzioni dello standard (o versioni che dire si voglia) sono ugualmente documentate e descritte in forma "neutrale".
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Ma nel caso ci siano documenti in formato

            Wordstar oppure EasyWriter, sarà necessario
            un

            sistema di transcodifica diverso per ogni
            sistema

            operativo. Di lì non si

            scappa.
            Certo monsieur de la Palice ma lo standard è
            l'unica cosa che ti permette la implementazione
            di una "applicazione di traslazione" (in quanto è
            PUBBLICAMENTE documentato e PUBBLICAMENTE
            DISPONIBILE) utilizzando qualunque linguaggio e
            qualunque metodologia (presente passata e futura)
            da qui alla
            eternità.Giuro che non lo sapevo. Prossima affermazioni: a tuffarsi nella piscina ci si bagna. :)Se vai su un sito (non di una amministrazione pubblica: di un soggetto privato), e sei interessato ad un documento scaricabile in un formato che il tuo PC non legge, che te ne fai di queste belle parole?
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Se vai su un sito (non di una amministrazione
            pubblica: di un soggetto privato), e sei
            interessato ad un documento scaricabile in un
            formato che il tuo PC non legge, che te ne fai di
            queste belle
            parole?Facile o acquisto una applicazione di traslazione (o me la procuro gratis se esiste già) oppure la commissiono a qualcuno.In tutti e tre i casi non potrei neppure sperare di farlo se non avessi lo standard di riferimento.Ripeto il ragionamento è e resta lineare.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: 6 giaguar
            - Scritto da: Leguleio


            Se vai su un sito (non di una amministrazione

            pubblica: di un soggetto privato), e sei

            interessato ad un documento scaricabile in un

            formato che il tuo PC non legge, che te ne
            fai
            di

            queste belle

            parole?
            Facile o acquisto una applicazione di traslazione
            (o me la procuro gratis se esiste già) oppure la
            commissiono a
            qualcuno.Ecco, appunto. Una cosa praticissima vero? Il documento in genere lo si vuole consultare subito, non dopo settimane.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Ecco, appunto. Una cosa praticissima vero? Il
            documento in genere lo si vuole consultare
            subito, non dopo
            settimane.Non lo so ma il problema non è altri che di chi lo ha pubblicato in modalità non standard.Si vede che non aveva necessità di farsi capire in fretta.Decisione sua (liberissima).È l'esatto equivalente che su tu avessi pubblicato questo tuo post in formato sconosciuto su una rete sconosciuta e con un protocollo sconosciuto.Liberissimo.Ma sei tu l'unico responsabile.Mica te lo può imporre qualcuno.Chi deve leggere leggerà (forse prima o poi e a seconda del proprio interesse)..Se ha fretta o se non ha fretta non cambia nulla a meno che tu non gli paghi (e lui aspetti di ricevere) una copia del software proprietario che legge il <b
            TUO </b
            formato proprietario con cui comunicarglio ciò che gli vuoi comunicare.Non ci sono alternative alla <b
            condivisione di uno standard </b
            e soprattutto non sono per niente comode.Ovviamente (ripeto) nessuno ti obbliga sono fatti tuoi.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Ecco, appunto. Una cosa praticissima vero? Il

            documento in genere lo si vuole consultare

            subito, non dopo

            settimane.
            Non lo so ma il problema non è altri che di chi
            lo ha pubblicato in modalità non
            standard.No, il problema è dell'utente che deve aspettare. Il sito mica guadagna da un documento scaricato in più. A livello politico, le campagne perché si arrivasse ad uno standard aperto almeno per i documenti riservati al pubblico (passi per quelli ad uso interno) è partita da cittadini e da informatici che conoscono il problema, non è partito dalla PA stessa. Siam d'accordo che i privati sul loro sito fan quello che vogliono, ma se arriva il buon esempio dai siti istituzionali, prima o poi...
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            No, il problema è dell'utente che deve aspettare.
            Il sito mica guadagna da un documento scaricato
            in più. No?E dicci dicci come fa il cosidetto "utente" a sapere che hai quel documento e a volerlo leggere?Come lo ha saputo tramite un sito di ricerca che invece usa uno standard?Tramite piccione viaggiatore?E se si come era codificato il documento sulla zampetta del piccione?Non è un problema suo?....... :DPeccato vorrà dire che ha poco pubblico.Fatti suoi.Ripeto perchè non fai questi tuoi post in paperopolese sul sito di rockerduck?Ci sarà pure un motivo o no?E se invece il motivo non c'è di che discutiamo e perchè?
          • tucumcari scrive:
            Re: Attenzione


            No, il problema è dell'utente che deve
            aspettare.

            Il sito mica guadagna da un documento
            scaricato

            in più.
            No?
            E dicci dicci come fa il cosidetto "utente" a
            sapere che hai quel documento e a volerlo
            leggere?
            Come lo ha saputo tramite un sito di ricerca che
            invece usa uno
            standard?
            Tramite piccione viaggiatore?
            E se si come era codificato il documento sulla
            zampetta del
            piccione?La promozione e ladozione di standard aperti diventa uno dei punti nodali per uno sviluppo funzionale e democratico della pubblica amministrazione digitale. Come infatti PI tiene a precisare, ladozione di formati documentali aperti «risulta importante in particolar modo per i documenti della Pubblica Amministrazione, perché assicura la disponibilità in termini di lettura e di riscrittura del documento in qualsiasi momento, la massima interoperabilità tra i sistemi, la libertà di scegliere la piattaforma, il sistema operativo e il produttore (sia per lutente che per lAmministrazione stessa)».
            Non è un problema suo?.......
            :D
            Peccato vorrà dire che ha poco pubblico.
            Fatti suoi.
            Ripeto perchè non fai questi tuoi post in
            paperopolese sul sito di
            rockerduck?
            Ci sarà pure un motivo o no?
            E se invece il motivo non c'è di che discutiamo e
            perchè?E non a caso il Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (comunemente noto come Codice dellamministrazione digitale) si è occupato specificamente ed espressamente di questo argomento, inquadrandolo nellambito del diritto di acXXXXX ai documenti, e ad oggi numerose leggi regionali hanno sottolineato e sviluppato i principi fissati a livello nazionale.In questo forum vorremmo dunque cercare di fornire una ricostruzione storica degli atti normativi (siano essi legislativi o regolamentari) che in Italia si sono occupati del tema degli standard e formati aperti. Teniamo sempre presente che questo tema raramente è disciplinato con interventi ad hoc ma viene per lo più fatto rientrare nellambito di interventi in materia di FLOSS per la pubblica amministrazione o ancora più genericamente in materia di e-government e pubblica amministrazione digitale.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            E quindi ?A quanto mi consta sei stato tu a sostenere che lo standard non risolve il problema.Io mica pretendo di pubblicare un documento in wordstar o easy writer e dire che chi ha il problema è chi lo deve leggere.Ripeto <b
            non ci sono alternative alla condivisione di uno standard e sono tutte molto scomode </b
          • tucumcari scrive:
            Re: Attenzione

            E quindi ?
            A quanto mi consta sei stato tu a sostenere che
            lo standard non risolve il
            problema.
            Io mica pretendo di pubblicare un documento in
            wordstar o easy writer e dire che chi ha il
            problema è chi lo deve
            leggere.
            Ripeto <b
            non ci sono alternative alla
            condivisione di uno standard e sono tutte molto
            scomode </b
            Il capitano Gaddus non sopporta la musica alta quando lavora, le «catinelle del water-closet che ti rimangono in mano», le «industrie del vacuo» quale il progetto di un Palazzo delle Pompe (idrauliche).Per Gaddus, l'attività umana deve avere come fine l'utilità e il «comodo». Così «una commozione profonda si era impadronita di lui» nel leggere la pubblicità di un water progettato per ovviare all'inconveniente dell'«eventuale involontaria erogazione di liquido organico al di là dell'orlo anteriore del bacile stesso».Due studenti universitari, il narratore (di nazionalità italiana) e Ali Oco de Madrigal (di madrelingua spagnola), si sfidano a scrivere un racconto, ognuno dei due contendenti utilizzando la lingua dell'altro. Lo studente italiano fallisce la prova. Ali Oco de Madrigal scrive il racconto di uno studente che decide di spendere al cinema il compenso appena ricevuto per le sue lezioni private di geometria.
          • ... scrive:
            Re: Attenzione
            Dal tuo intervento è facile capire che cosa è sucXXXXX a LeguleioQtEU-PvbTNY
          • ... scrive:
            Re: Attenzione
            Dal tuo intervento è facile capire che cosa è sucXXXXX a Leguleio[yt]QtEU-PvbTNY[/yt]
          • ma anche no scrive:
            Re: Attenzione
            non so se sia quello il formato di cui ho letto, ma so che problemi di compatibilità su libre office non siano stati risolti completamente...un altro problema era causato dal particolare font usato di default su microsoft word (coperto da copyright) e che anche solo l'utilizzo di un font diverso (per esempio quello usato di default da LO) provoca stravolgimenti dell'impaginazione del documento.io stesso ho potuto constatare come i documenti generati da microsoft word si presentassero fino a non molti mesi fa in maniera scorretta su LO se non addirittura totalmente stravolti. Mi sembra che lo stesso succedesse al contrario con documenti generati da LO ed aperti poi su word.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione

            non so se sia quello il formato di cui ho letto,
            ma so che problemi di compatibilità su libre
            office non siano stati risolti completamente...un
            altro problema era causato dal particolare font
            usato di default su microsoft word (coperto da
            copyright) e che anche solo l'utilizzo di un font
            diverso (per esempio quello usato di default da
            LO) provoca stravolgimenti dell'impaginazione del
            documento.Questo accade con qualsiasi carattere proprietario, o anche non proprietario, basta che non sia installato sul PC, e non solo quello usato preimpostato di Microsoft. Infatti ogni carattere ha un ingombro a sé, e una crenatura diversa, se non è installato sul PC ne verrà usato un altro con ovvie conseguenze. Se ben ricordo all'inizio anche il PDF soffriva di questo problema: ora però è una prassi caricare i caratteri usati nel documento all'interno del documento stesso: vengono visualizzati correttamente anche da chi non ha installato quel carattere.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Se ben ricordo all'inizio anche il PDF soffriva
            di questo problema: Ricordi male questo accade solo se il font non è incluso nel documento.
            ora però è una prassi
            caricare i caratteri usati nel documento
            all'interno del documento stesso: Nel caso del PDF casomai ciò che viene caricato è il font dei caratteri o in caso contrario il "rendering" è affidato alla "implementazione locale" del reader.La "rappresentazione" o "il rendering" sono materia che resta "a carico" della implementazione (applicazione locale) e non ha niente a che fare con il "FORMATO STANDARD" ma solo con come ti "viene mostrato e rappresentato" in funzione delle risorse che <b
            hai tu </b
            a disposizione (video stampante braille o altro).
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Se ben ricordo all'inizio anche il PDF
            soffriva

            di questo problema:
            Ricordi male questo accade solo se il font non è
            incluso nel
            documento.Sì, dicevo esattamente questo: inizialmente l'eccezione era la polizza di caratteri tipografici caricata assieme al documento PDF, era possibile ma bisognava impostarlo deliberatamente; oggi è l'inverso.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Sì, dicevo esattamente questo: inizialmente
            l'eccezione era la polizza di caratteriNon sono "caratteri tipografici" ma un font (tutta un altra cosa tecnicamente).
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Sì, dicevo esattamente questo: inizialmente

            l'eccezione era la polizza di caratteri
            Non sono "caratteri tipografici" ma un font
            (tutta un altra cosa
            tecnicamente).Uh, una cosa diversissima! Illustrami queste profonde e radicate differenze.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 aprile 2015 21.43-----------------------------------------------------------
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Sì, dicevo esattamente questo:
            inizialmente


            l'eccezione era la polizza di caratteri

            Non sono "caratteri tipografici" ma un font

            (tutta un altra cosa

            tecnicamente).

            Uh, una cosa diversissima! Illustrami questo
            profonde e radicate
            differenze.1) Ad esempio un font è scalabile un carattere tipografico no.2) Un font può essere fatto di vettori un carattere tipografico no.3) Un font può essere utilizzato su classi diverse di devices con risoluzioni completamente diverse un carattere tipografico no........Ce ne sono molte altre di differenze ma credimi è meglio se RTFM.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Uh, una cosa diversissima! Illustrami questo

            profonde e radicate

            differenze.
            1) Ad esempio un font è scalabile un carattere
            tipografico
            no.Ma chi te l'ha detto? Ma sai cos'è una polizza di caratteri tipografici? Eccola:http://www.typogabor.com/Media/AvenirDuFutura_magtypo_005.gif2) Un font può essere fatto di vettori un
            carattere tipografico
            no.Un carattere tipografico è per definizione una figura geometrica vettoriale. Diversamente non esisterebbe in diverse dimensioni e varianti, sarebbe un disegno unico come il marchio disegnato a mano di un prodotto, di nessuna utilità pratica.
            3) Un font può essere utilizzato su classi
            diverse di devices con risoluzioni completamente
            diverse un carattere tipografico
            no.Insomma, alla fine questo povero carattere tipografico come non esiste, non ha attributi né qualità, nessuno lo vede. :DPer stasera basta.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Un carattere tipografico è per definizione una
            figura geometrica vettoriale. Diversamente non
            esisterebbe in diverse dimensioni e varianti,
            sarebbe un disegno unico come il marchio
            disegnato a mano di un prodotto, di nessuna
            utilità pratica. Quello che definisci "un carattere tipografico" è la rappresentazione di un carattere (non necessariamente "geometrico") all'interno di un font gli attributi (vettore o pixel scalabilità e limiti della scalabilità) sono definiti all'interno del font il "carattere" in se non è altro che un simbolo.
            Per stasera basta.Ecco basta almeno fino a che non avrai letto un qualsiasi manuale che ti spieghi cosa sia un Font.Quando lo saprai si potrà discuterne fino ad allora è meglio che tu trovi il modo di nascondere ciò che ignori.
          • tucumcari scrive:
            Re: Attenzione


            Un carattere tipografico è per definizione
            una

            figura geometrica vettoriale. Diversamente
            non

            esisterebbe in diverse dimensioni e varianti,

            sarebbe un disegno unico come il marchio

            disegnato a mano di un prodotto, di nessuna

            utilità pratica.

            Quello che definisci "un carattere tipografico" è
            la rappresentazione di un carattere (non
            necessariamente "geometrico") all'interno di un
            font gli attributi (vettore o pixel scalabilità e
            limiti della scalabilità) sono definiti
            all'interno del font il "carattere" in se non è
            altro che un
            simbolo.Al di là di un gusto per il colore forte che caratterizza tanto i caratteri tipografici quanto le figure in generale, ci sono poche altre osservazioni da fare per unimmagine che si commenta da sé. Giusto due parole sulla scrittura tamil, che è una delle tante scritture derivate dal brahmi (lantica scrittura del sanscrito, dellepoca precedente alla nascita di Cristo), tra le quali la più nota è il devanāgari, con cui si scrive lhindi e altre lingue indiane del nord. Sono tutte scritture a base sillabica, in cui i caratteri principali, nella loro forma di base esprimono ciascuno una consonante seguita dalla vocale a. Se si vuole indicare una vocale diversa, il carattere cambia leggermente forma, a seconda della vocale da esprimere. Se la consonante va pronunciata da sola, viene sormontata da un punto. Per le vocali da sole esistono invece altri segni.Non sarebbe un sistema in sé particolarmente complesso, se non fosse che luso ha imposto la presenza di molte legature (coppie di caratteri frequentemente accostate, che si fondono graficamente, dando vita a un nuovo carattere, come succede in Occidente con il segno &, cioè et). Queste legature, in tamil sono alcune decine, mentre in altre scritture indiane possono essere addirittura centinaia, e rappresentano il principale ostacolo allapprendimento rapido da parte di un europeo.

            Per stasera basta.
            Ecco basta almeno fino a che non avrai letto un
            qualsiasi manuale che ti spieghi cosa sia un
            Font.
            Quando lo saprai si potrà discuterne fino ad
            allora è meglio che tu trovi il modo di
            nascondere ciò che
            ignori.Comunque, nelle poche settimane in cui sono stato lì ero riuscito a imparare a leggere un sufficiente numero di caratteri da distinguere le destinazioni dei bus, che spesso non venivano scritte anche in caratteri occidentali; e per scoprire che i nomi delle città potevano a volte suonare piuttosto differenti per i locali rispetto alla loro versione occidentale.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: tucumcari
            Comunque, nelle poche settimane in cui sono stato
            lì ero riuscito a imparare a leggere un
            sufficiente numero di caratteri da distinguere le
            destinazioni dei bus, che spesso non venivano
            scritte anche in caratteri occidentali; e per
            scoprire che i nomi delle città potevano a volte
            suonare piuttosto differenti per i locali
            rispetto alla loro versione
            occidentale.Non che tutto il tuo bla bla poco attinente all'oggetto in discussione conti granchè... ma ....Se devo giudicare dall'avatar ci sei stato un pochino più a lungo che "poche settimane"
          • tucumcari scrive:
            Re: Attenzione

            Non che tutto il tuo bla bla poco attinente
            all'oggetto in discussione conti granchè... ma
            ....
            Se devo giudicare dall'avatar ci sei stato un
            pochino più a lungo che "poche
            settimane"Un secchio dacqua gelata in testa e un selfie da postare sui social. E la beneficenza ai tempi di Buzzfeed. Virale, divertente, animata e legata profondamente allimmagine. Basta farsi un giro su Twitter con lhashtag #IceBucketChallenge per rendersi conto che la moda dellestate non è stata lanciata sulle spiagge. Ma è nata lì in rete, tra un cinguettio di un ragazzino annoiato e una foto degli ultimi massacri di Isis. A (ri)lanciarla è stata unassociazione benefica che raccoglie fondi per la ricerca alla Sla e che in meno di un mese, grazie a questa strategia di marketing, ha incassato 5,7 milioni di dollari. Il meccanismo è simile alla catena di SantAntonio e sfrutta una consuetudine in voga negli spogliatoi sportivi statunitensi, dove alla fine dei campionati, in caso di vittoria, parte la gara di gavettoni.
          • ... scrive:
            Re: Attenzione
            [yt]QtEU-PvbTNY[/yt]
          • ZLoneW scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: ma anche no
            non so se sia quello il formato di cui ho letto,
            ma so che problemi di compatibilità su libre
            office non siano stati risolti completamente...In linea di principio problemi di conversione ne avrai sempre, in entrambi i sensi.Ma il risultato raggiunto da LibreOffice è decisamente notevole: ho personalmente sperimentato casi in cui Office era incompatibile con se stesso e LibreOffice risolveva il propblema.
            un altro problema era causato dal particolare font
            usato di default su microsoft word (coperto da
            copyright) e che anche solo l'utilizzo di un font
            diverso (per esempio quello usato di default da
            LO) provoca stravolgimenti dell'impaginazione del
            documento.E' un falso problema. Microsoft ha reso già anni fa le principali font TTF (Arial, Times New Roman...) liberamente disponibili, l'unico "problema" è che devono essere distribuite impaccate nei CAB autoestraenti originali. Operazione che qualsiasi sistema operativo è in grado di eseguire - ad esempio, l'installazione di queste font in Ubuntu è una delle operazioni che sono effettuate durante l'installazione del package ubuntu-restricted-extras.Per quanto riguarda la creazione di PDF, è buona norma, specificata anche nelle regole tecniche emesse dallo Stato Italiano, generare documenti in formato PDF/A, che oltre a incorporare le font usate è privo di contenuto attivo - e di eventuali conseguenti problemi di sicurezza.
    • Sisko212 scrive:
      Re: Attenzione

      FOSS Gratissi vede che programmi in basic, vbasic o vb.net.... :-D
      • maxsix scrive:
        Re: Attenzione
        - Scritto da: Sisko212

        FOSS <
        Gratis

        si vede che programmi in basic, vbasic o
        vb.net....
        :-DUuuuuu è arrivato l'eletto che dal suo scranno di Pyton et simila da il giudizio finale urbi et orbi.Uuuuuu.
        • Lupi scrive:
          Re: Attenzione
          Che poi di per se è considerato un operatore dei linguaggi Pascal-Like piuttosto che i diversi basic.http://en.wikipedia.org/wiki/Relational_operator#Standard_relational_operators- Scritto da: maxsix
          - Scritto da: Sisko212


          FOSS <
          Gratis



          si vede che programmi in basic, vbasic o

          vb.net....

          :-D

          Uuuuuu è arrivato l'eletto che dal suo scranno di
          Pyton et simila da il giudizio finale urbi et
          orbi.

          Uuuuuu.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione

            Che poi di per se è considerato un operatore dei
            linguaggi Pascal-Like piuttosto che i diversi
            basic.Il messaggio non era rivolto a me, quindi non mi sono immischiato. Ma quando si scrive su un forum, anche su un forum di informatica come questo, si usano i simboli matematici che sono universali, e non i simboli di un qualche linguaggio di programmazione, che in genere cambiano con le mode. Il simbolo di diverso è ≠. Certo, bisogna aver studiato matematica per saperlo.
          • Un altro scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Il simbolo di diverso è ≠. Certo, bisogna
            aver studiato matematica per saperlo.Stai parlando in un forum di informatica fin dal 1996Quindi diverso è != oppure <
            Trasferisciti pure in un forum di matematici.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Il simbolo di diverso è ≠. Certo,
            bisogna

            aver studiato matematica per saperlo.

            Stai parlando in un forum di informatica fin dal
            1996No, una rivista di informatica online fin dal 1996. Il forum per i commenti è arrivato solo nel 2001. :)
            Quindi diverso è != oppure <


            Trasferisciti pure in un forum di matematici.Questo non è una intranet per addetti ai lavori, lì sì, ognuno si esprime come gli pare. Qui le regole della civile convivenza, e anche dell'italiano valgono come ovunque.
          • Un altro scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Il simbolo di diverso è ≠. Certo,

            bisogna


            aver studiato matematica per saperlo.



            Stai parlando in un forum di informatica fin
            dal

            1996

            No, una rivista di informatica online fin dal
            1996. Il forum per i commenti è arrivato solo nel
            2001.
            :)




            Quindi diverso è != oppure <




            Trasferisciti pure in un forum di matematici.

            Questo non è una intranet per addetti ai lavori,E chi lo dice ?Hai visto che tutti se la tirano da esperti ?
            lì sì, ognuno si esprime come gli pare. Qui le
            regole della civile convivenza, e anche
            dell'italiano valgono come ovunque.Visto che sei l'unico a rompere sulla cosa direi che le regole della civile convivenza le hai infrante tu: facendo notare qualcosa che qua avevano capito tutti.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione

            Visto che sei l'unico a rompere sulla cosa direi
            che le regole della civile convivenza le hai
            infrante tu: facendo notare qualcosa che qua
            avevano capito
            tutti.Sei ingiusto. Io ricordo una regola semplice semplice di stile, e tu mi prendi a pesci in faccia. (nolove)
          • Un altro scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            Visto che sei l'unico a rompere sulla cosa

            direi che le regole della civile convivenza

            le hai infrante tu: facendo notare qualcosa

            che qua avevano capito tutti.
            Sei ingiusto. Io ricordo una regola semplice
            semplice di stile, e tu mi prendi a pesci in
            faccia.
            (nolove)Regola di stile che tu infrangi continuamente, ergo vergognati.
          • Passante scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            Visto che sei l'unico a rompere sulla cosa

            direi che le regole della civile convivenza

            le hai infrante tu: facendo notare qualcosa

            che qua avevano capito tutti.
            Sei ingiusto. Io ricordo una regola semplice
            semplice di stile, e tu mi prendi a pesci in
            faccia.
            (nolove)E' sempre giusto prendere a pesci in faccia azzeccagarbugli e simili loro, mi raccomando almeno un bel pesce gatto da 5 kg !
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Passante
            - Scritto da: Leguleio


            Visto che sei l'unico a rompere sulla
            cosa


            direi che le regole della civile
            convivenza



            le hai infrante tu: facendo notare
            qualcosa


            che qua avevano capito tutti.


            Sei ingiusto. Io ricordo una regola semplice

            semplice di stile, e tu mi prendi a pesci in

            faccia.

            (nolove)

            E' sempre giusto prendere a pesci in faccia
            azzeccagarbugli e simili loro, mi raccomando
            almeno un bel pesce gatto da 5 kg
            !Io pero' sono contrario a maltrattare gli animali.Non si potrebbero usare invece degli scarponi chiodati da alpino?
          • Passante scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Passante

            - Scritto da: Leguleio



            Visto che sei l'unico a rompere
            sulla

            cosa



            direi che le regole della civile

            convivenza





            le hai infrante tu: facendo notare

            qualcosa



            che qua avevano capito tutti.




            Sei ingiusto. Io ricordo una regola
            semplice


            semplice di stile, e tu mi prendi a
            pesci
            in


            faccia.


            (nolove)



            E' sempre giusto prendere a pesci in faccia

            azzeccagarbugli e simili loro, mi raccomando

            almeno un bel pesce gatto da 5 kg

            !

            Io pero' sono contrario a maltrattare gli animali.
            Non si potrebbero usare invece degli scarponi
            chiodati da alpino?+1
          • Un altro scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            Visto che sei l'unico a rompere sulla cosa
            direi

            che le regole della civile convivenza le hai

            infrante tu: facendo notare qualcosa che qua

            avevano capito

            tutti.

            Sei ingiusto. Io ricordo una regola semplice
            semplice di stile, e tu mi prendi a pesci in
            faccia.
            (nolove)E' vero... Povero pesce, spetta che cerco un vecchio scarpone.
          • Izio01 scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            Che poi di per se è considerato un operatore
            dei

            linguaggi Pascal-Like piuttosto che i diversi

            basic.

            Il messaggio non era rivolto a me, quindi non mi
            sono immischiato. Ma quando si scrive su un
            forum, anche su un forum di informatica come
            questo, si usano i simboli matematici che sono
            universali, e non i simboli di un qualche
            linguaggio di programmazione, che in genere
            cambiano con le mode.


            Il simbolo di diverso è ≠. Certo, bisogna
            aver studiato matematica per saperlo.Basta la matematica delle medie, in compenso quel simbolo non c'è sulla tastiera standard. Trattandosi di un forum di informatica, ci si aspetta che chi legge sappia riconoscere l'operatore usato da Guybrush e quindi lo si usa senza problemi :)
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione

            Basta la matematica delle medie, in compenso quel
            simbolo non c'è sulla tastiera standard.
            Trattandosi di un forum di informatica, ci si
            aspetta che chi legge sappia riconoscere
            l'operatore usato da Guybrush e quindi lo si usa
            senza problemi
            :)Be', che discorso: anche il simbolo È non c'è sulla tastiera, e non lo uso solo io fra i commentatori. Addirittura per chi usa la tastiera inglese non ci sono le lettere accentate, ma solo una minoranza qui scrive finche' anziché finché. La questione non è che non si capisce cosa l'interlocutore vuol dire, ma che non è elegante in un forum pubblico esibire il proprio gergo, anche se fosse gergo da ingegneri meccanici o da medici sarebbe lo stesso.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            Basta la matematica delle medie, in compenso
            quel

            simbolo non c'è sulla tastiera standard.

            Trattandosi di un forum di informatica, ci si

            aspetta che chi legge sappia riconoscere

            l'operatore usato da Guybrush e quindi lo si
            usa

            senza problemi

            :)

            Be', che discorso: anche il simbolo È non
            c'è sulla tastiera, e non lo uso solo io fra i
            commentatori. Addirittura per chi usa la tastiera
            inglese non ci sono le lettere accentate, ma solo
            una minoranza qui scrive finche' anziché finché.Infatti finché non è finchè (con l'accennto grave) e già la pronuncia dovrebbe dirlo. :DAlcuni vocabolari riportano erroneamente l'acuto ma.....http://www.lessicografia.it/Controller?lemma=FINCHE&rewrite=1Se proprio si vuole correggere facciamolo bene.
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio

            Basta la matematica delle medie, in compenso
            quel

            simbolo non c'è sulla tastiera standard.

            Trattandosi di un forum di informatica, ci si

            aspetta che chi legge sappia riconoscere

            l'operatore usato da Guybrush e quindi lo si
            usa

            senza problemi

            :)

            Be', che discorso: anche il simbolo È non
            c'è sulla tastiera, e non lo uso solo io fra i
            commentatori. Addirittura per chi usa la tastiera
            inglese non ci sono le lettere accentate, ma solo
            una minoranza qui scrive finche' anziché finché.

            La questione non è che non si capisce cosa
            l'interlocutore vuol dire, ma che non è elegante
            in un forum pubblico esibire il proprio gergo,
            anche se fosse gergo da ingegneri meccanici o da
            medici sarebbe lo
            stesso.Non e' questione di moda, ma questione di sapere o non sapere riconfigurarsi il client.Chi si sa riconfigurare il client, puo' fare in modo che a fronte di una sottostringa != venga visualizzato il simbolo che piace a te, o altro.Chi non si sa riconfigurare il client subisce quello che la configurazione di default gli propone.E in questo forum di informatici si suppone che TUTTI sappiano riconfigurasi il client, e molti lo hanno anche fatto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione



            Basta la matematica delle medie, in
            compenso

            quel


            simbolo non c'è sulla tastiera standard.


            Trattandosi di un forum di informatica,
            ci
            si


            aspetta che chi legge sappia riconoscere


            l'operatore usato da Guybrush e quindi
            lo
            si

            usa


            senza problemi


            :)



            Be', che discorso: anche il simbolo È
            non

            c'è sulla tastiera, e non lo uso solo io fra
            i

            commentatori. Addirittura per chi usa la
            tastiera

            inglese non ci sono le lettere accentate, ma
            solo

            una minoranza qui scrive finche' anziché
            finché.



            La questione non è che non si capisce cosa

            l'interlocutore vuol dire, ma che non è
            elegante

            in un forum pubblico esibire il proprio
            gergo,

            anche se fosse gergo da ingegneri meccanici
            o
            da

            medici sarebbe lo

            stesso.

            Non e' questione di moda, ma questione di sapere
            o non sapere riconfigurarsi il
            client.

            Chi si sa riconfigurare il client, puo' fare in
            modo che a fronte di una sottostringa != venga
            visualizzato il simbolo che piace a te, o
            altro.Ecco un elenco delle stringhe per simboleggiare "diverso" nei linguaggi di programmazione:<
            !=/==/=.NE.~=E tu ti configuri il browser in modo da visualizzare col simbolo giusto tutte queste combinazioni. Non hai proprio nient'altro da fare! :D
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio



            Basta la matematica delle medie, in

            compenso


            quel



            simbolo non c'è sulla tastiera
            standard.



            Trattandosi di un forum di
            informatica,

            ci

            si



            aspetta che chi legge sappia
            riconoscere



            l'operatore usato da Guybrush e
            quindi

            lo

            si


            usa



            senza problemi



            :)





            Be', che discorso: anche il simbolo
            È

            non


            c'è sulla tastiera, e non lo uso solo
            io
            fra

            i


            commentatori. Addirittura per chi usa la

            tastiera


            inglese non ci sono le lettere
            accentate,
            ma

            solo


            una minoranza qui scrive finche' anziché

            finché.





            La questione non è che non si capisce
            cosa


            l'interlocutore vuol dire, ma che non è

            elegante


            in un forum pubblico esibire il proprio

            gergo,


            anche se fosse gergo da ingegneri
            meccanici

            o

            da


            medici sarebbe lo


            stesso.



            Non e' questione di moda, ma questione di
            sapere

            o non sapere riconfigurarsi il

            client.



            Chi si sa riconfigurare il client, puo' fare
            in

            modo che a fronte di una sottostringa !=
            venga

            visualizzato il simbolo che piace a te, o

            altro.

            Ecco un elenco delle stringhe per simboleggiare
            "diverso" nei linguaggi di
            programmazione:

            <

            !=
            /=
            =/=
            .NE.
            ~=

            E tu ti configuri il browser in modo da
            visualizzare col simbolo giusto tutte queste
            combinazioni. Non hai proprio nient'altro da
            fare!
            :DCome se fosse una cosa tremendamente complicata...Si fa una volta e dura per sempre.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            Ecco un elenco delle stringhe per
            simboleggiare

            "diverso" nei linguaggi di

            programmazione:



            <


            !=

            /=

            =/=

            .NE.

            ~=



            E tu ti configuri il browser in modo da

            visualizzare col simbolo giusto tutte queste

            combinazioni. Non hai proprio nient'altro da

            fare!

            :D

            Come se fosse una cosa tremendamente complicata...
            Si fa una volta e dura per sempre.Non è complicata, ma dispendiosa di tempo sì, tantopiù che conoscendoti sicuramente non ti limiterai a questi simboli di "diverso da".Se hai tempo da perdere, questioni tue. Non ti aspettare che sia una soluzione proponibile a terzi, e chi scrive su un forum non può pretendere dall'interlocutore che abbia installato questa transcodifica nel browser.
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            Ecco un elenco delle stringhe per

            simboleggiare


            "diverso" nei linguaggi di


            programmazione:





            <



            !=


            /=


            =/=


            .NE.


            ~=





            E tu ti configuri il browser in modo da


            visualizzare col simbolo giusto tutte
            queste


            combinazioni. Non hai proprio
            nient'altro
            da


            fare!


            :D



            Come se fosse una cosa tremendamente
            complicata...

            Si fa una volta e dura per sempre.

            Non è complicata, ma dispendiosa di tempo sì,Lo sappiamo che non ci capisci niente di programmazione, non c'e' alcun bisogno che lo ribadisci ad ogni pie' sospinto.RE, queste sconosciute.
            tantopiù che conoscendoti sicuramente non ti
            limiterai a questi simboli di "diverso
            da".Ovviamente.
            Se hai tempo da perdere, questioni tue. Senti un po' da quale pulpito arriva la predica del tempo da perdere...
            Non ti
            aspettare che sia una soluzione proponibile a
            terzi, Non me ne puo' fregar di meno.L'importante e' che lo strumento sia configurabile, poi ognuno se lo configura come vuole.
            e chi scrive su un forum non può
            pretendere dall'interlocutore che abbia
            installato questa transcodifica nel
            browser.E chi e' che lo pretende?E' chi riceve il dato che si preoccupera' di visualizzarlo come piu' gli aggrada.Si possono modificare i font, i colori, il contrasto per chi ha problemi di vista, si possono far sparire i banner, si puo' disabilitare il javascript tracciante, si puo' filtrare il testo attraverso servizi di traduzione istantanea e si possono pure trasformare sequenze di punteggiatura in faccine grafiche.Tutto questo lato client.Non e' difficile e non e' neppure tempo perso.Basta solo avere la conoscenza, che e' cio' che contraddistingue l'umano Alpha dal babbano, per dirla alla Harry Potter.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione

            Si possono modificare i font, i colori, il
            contrasto per chi ha problemi di vista, si
            possono far sparire i banner, si puo'
            disabilitare il javascript tracciante, si puo'
            filtrare il testo attraverso servizi di
            traduzione istantanea e si possono pure
            trasformare sequenze di punteggiatura in faccine
            grafiche.

            Tutto questo lato client.

            Non e' difficile e non e' neppure tempo perso.
            Basta solo avere la conoscenza, che e' cio' che
            contraddistingue l'umano Alpha dal babbano, per
            dirla alla Harry
            Potter.Gioca, gioca pure. Intanto che tu giochi ci sono persone che pensano a istruirsi e a imparare qualcosa sui file AUX.
          • Fulmy(nato) scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: panda rossa
            E in questo forum di informatici si suppone che
            TUTTI sappiano riconfigurasi il client, e molti
            lo hanno anche
            fatto.A volte il client è configurato per fare altro, non per leggere i forum di PI.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            linguaggio di programmazione, che in genere
            cambiano con le mode.Mode?Una BNF non è una moda.Ma una precisa sintassi e descrive in modo formale operatori, sintassi e espressioni regolari di un linguaggio formale in informatica.(tutto fuorchè "moda").


            Il simbolo di diverso è ≠. Certo, bisogna
            aver studiato matematica per
            saperlo.Come per sapere che una BNF non è una moda.E (detto tra noi) il simbolo ≠ non sta in nessuna BNF col significato di "not equal" senza contare che in "matematica" (sempre che la si sia studiata) la "asserzione" <
            è considerata equivalente alla asserzione ≠.( Vedi Analisi Matematica I di B.Pini).
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione


            linguaggio di programmazione, che in genere

            cambiano con le mode.

            Mode?
            Una BNF non è una moda.Cos'è una BNF?
          • Un altro scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            linguaggio di programmazione, che in
            genere


            cambiano con le mode.



            Mode?

            Una BNF non è una moda.

            Cos'è una BNF?Siamo in un forum di informatica: RTFM
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio


            linguaggio di programmazione, che in
            genere


            cambiano con le mode.



            Mode?

            Una BNF non è una moda.

            Cos'è una BNF?Backus-Naur Form
          • tucumcari scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: 6 giaguar
            - Scritto da: Leguleio



            linguaggio di programmazione, che
            in

            genere



            cambiano con le mode.





            Mode?


            Una BNF non è una moda.



            Cos'è una BNF?


            Backus-Naur FormCi sono dei simboli che vediamo innumerevoli volte nel corso di ogni singola giornata. Simboli che ci accompagnano e ci circondano sul luogo di lavoro, a casa, sui nostri smartphone. Forse siamo così abituati ad osservarli che non ci facciamo più nemmeno troppo caso e diamo per scontato quale sia il loro significato. Ma qual è lorigine di questi simboli? Da chi sono stati inventati? Il loro significato è sempre stato il medesimo o in origine volevano dire tuttaltro?
          • nome e cognome scrive:
            Re: Attenzione

            lorigine di questi simboli? Da chi sono stati
            inventati? Il loro significato è sempre stato il
            medesimo o in origine volevano dire
            tuttaltro?Scopriamolo stasera a Voyager.
          • Fulmy(nato) scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: tucumcari
            ... Ma qual è
            lorigine di questi simboli? Da chi sono stati
            inventati? Il loro significato è sempre stato il
            medesimo o in origine volevano dire
            tuttaltro?Inventori di simboli, solo su Rieducational Channel!
          • nome e cognome scrive:
            Re: Attenzione

            Il simbolo di diverso è ≠. Certo, bisogna
            aver studiato matematica per
            saperlo.Più che altro bisogna cercarsi il codice ascii per farlo (e se lo quoti il forum di PI non lo riconosce .. <
            o != sono comodi ...
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: nome e cognome

            Il simbolo di diverso è ≠. Certo,
            bisogna

            aver studiato matematica per

            saperlo.

            Più che altro bisogna cercarsi il codice ascii
            per farlo (e se lo quoti il forum di PI non lo
            riconosce Cioè?! Intendi dire che quando viene messo nel discorso riportato appare come una & seguito da cancelletto e da 8800? L'importante è che sia visualizzato, poi come lo transcodifica PI mi interessa molto poco.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            poi come lo transcodifica PI mi
            interessa molto
            poco.Come lo transcodifica PI interessa solo PI ma il codice viaggia con codifica HTTP e la propria rappresentazione in "html-ese" che non ha una ceppa a che vedere ne con la tua tastiera ne con il tuo computer e tantomeno con P.I.Ciò che PI fa è di nuovo una rappresentazione (html) di cui il tuo client fa il PROPRIO rendering.Hai le idee assai confuse.
          • Leguleio scrive:
            Re: Attenzione
            Vai a letto, è tardi e sragioni.
          • 6 giaguar scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Vai a letto, è tardi e sragioni.Senti ne riparliamo quando avrai una idea almeno "vaga" di quel che succede e di quel che si dicono un server come quello di P.I. (o di ogni altro sito su Internet) e il tuo più o meno "abile" client.Nel frattempo fossi in te mi fermerei qui hai già fatto la tua figura non ti pare?
          • tucumcari scrive:
            Re: Attenzione


            Vai a letto, è tardi e sragioni.
            Senti ne riparliamo quando avrai una idea almeno
            "vaga" di quel che succede e di quel che si
            dicono un server come quello di P.I. (o di ogni
            altro sito su Internet) e il tuo più o meno
            "abile"
            client.
            Nel frattempo fossi in te mi fermerei qui hai già
            fatto la tua figura non ti
            pare?Lapnea ostruttiva è il tipo più comune di apnea. Essa si verifica quando il tessuto molle nella parte posteriore della gola si rilassa durante il sonno, provocando una ostruzione delle vie aeree (da provocare russamento).Come il flusso d'aria si ferma durante un episodio di apnea, il livello di ossigeno nel sangue scende. Il cervello risponde brevemente disturbando il sonno abbastanza per far ripartire il respiro con un sussulto o un suono di soffocamento. Se si soffre di apnea ostruttiva, probabilmente non si ricorderà di questi risvegli. La maggior parte del tempo ci si agitata quel tanto che basta per tendere i muscoli della gola e aprire la trachea.
          • ... scrive:
            Re: Attenzione
            [yt]QtEU-PvbTNY[/yt]
          • panda rossa scrive:
            Re: Attenzione
            - Scritto da: Leguleio
            Vai a letto, è tardi e sragioni.C'e' maggior ritorno a distribuire perle ai porci che a spiegare a te banali concetti elementari di informatica.Era sufficiente dire: "Porta pazienza ma io non ci capisco un XXXXX!"
        • collione scrive:
          Re: Attenzione
          Python non pytonSimilia non similaMa poi cos'avresti contro Python? Vorresti dire che "fa XXXXXX"? Sarebbe l'ultimo chiodo sulla bara della tua ignoranza.
      • FreeBSD scrive:
        Re: Attenzione
        - Scritto da: Sisko212

        FOSS <
        Gratis

        si vede che programmi in basic, vbasic o
        vb.net....
        :-DSi capisce che l'hai fatto apposta per prenderlo in giro, rascal.... Pascal, Delphi e chissà quanti altri linguaggi usano <
        per il diverso e sicuramente SQL visto che è l'operatore standard almeno dallo standard dell'SQL92http://www.postgresql.org/docs/9.4/static/functions-comparison.htmlhttp://www.contrib.andrew.cmu.edu/~shadow/sql/sql1992.txtCerca <
        nel testo e trovi <not equals operator
        ::= <
        ... perché se cerchi != non trovi niente. Poi anche != è stato introdotto per qualche ragione (non so' quale) nei dialetti sql dei DBMS (forse per "simpatia" verso il C), ma il <
        rimane l'operatore originale.
  • Elrond scrive:
    Qualcuno starà già schiumando di rabbia
    Dài, indovina indovinllo. Chi sarà?
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