Dropbox scivola sulle condizioni d'uso

Il discusso servizio di cloud storage inciampa ancora una volta sulle regole di utilizzo: prima pretende di avere un diritto divino nei confronti dei dati degli utenti, poi fa marcia indietro

Roma – Dropbox ancora una volta nella bufera: il popolare (e discusso) fornitore di servizi di “cloud storage”, già accusato di pratiche di sicurezza scorrette e di inadeguatezza nel garantire la salvaguardia delle informazioni , deve ora fare i conti con una reazione negativa da parte dei suoi utenti dopo un’improvvida modifica in senso “padronale” dei termini di utilizzo del servizio.

La nuova vampata di polemiche sui pericoli e le illusioni dello storage remoto è scaturita dalle nuove condizioni di uso di Dropbox, in cui veniva specificato che la società si arrogava sostanzialmente il diritto di gestire, modificare, trasmettere, concedere e “subaffittare” i dati degli utenti a proprio totale piacimento.

Il prevedibile panico che ne è scaturito ha portato Dropbox a compiere un repentino dietrofront , a cui ha fatto seguito una ulteriore modifica delle condizioni di uso del servizio in cui è ora specificato in maniera chiara e diretta che la proprietà delle informazioni resta nelle mani dei netizen.

L’utente “resta proprietario dei suoi contenuti”, recita la nuova policy di Dropbox mondata delle misure padronali, è “il solo responsabile per la sua condotta, il contenuto dei file e delle cartelle, e le comunicazioni con gli altri mentre utilizza il servizio”. A Dropbox resta il diritto di gestire, modificare e maneggiare in totale libertà i dati, dice la policy, ma solo in funzione di somministrazione del servizio di cloud storage al meglio delle sue possibilità.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonymous Coward scrive:
    Claims...
    Attenzione alla traduzione: i "claims" di una "patent" non sono reclami.Sono, invece, le affermazioni che vengono fatte all'interno del brevetto (proprio 24, come si vede dal link nell'articolo).Dal testo dell'articolo sembra che l'USPTO abbia direttamente invalidato l'azione legale mossa da Oracle, laddove si è "limitato" a dire che il brevetto non sussiste.Sì, lo so, sono pedante.
  • barra78 scrive:
    Vaselina
    A breve ne servirà molta in Oracle :DScherzi a parte, questa battaglia tra giganti (alla quale aggiungerei anche la battaglia tra apple e samsung) potrebbe portare a una giusta rivisitazione del mondo dei brevetti made in usa.Un conto è brevettare una tecnologia VERA, diverso è brevettare un'idea o cose banali come "il funzionamento di un dispositivo mobile mediante tocco delle dita" come fa apple.Attualmente potrei brevettare il teletrasporto e dire che ci sto lavorando su, quando poi ci arriva qualcun altro inizio a chiedere risarcimenti milionari!
    • Too Late scrive:
      Re: Vaselina
      Troppo tardi:http://www.freepatentsonline.com/y2006/0071122.htmlGiusto per confermare come funziona il sistema dei brevetti negli USA..
      • barra78 scrive:
        Re: Vaselina
        "A pulsed gravitational wave wormhole generator system that teleports a human being through hyperspace from one location to another."Non ho parole, proverò con qualcosa che permette modificazioni genetiche "alla Xmen" visto che da star trek hanno già preso quanto c'era di buono!
      • tizio scrive:
        Re: Vaselina
        rotolol rotfl
      • the_m scrive:
        Re: Vaselina
        - Scritto da: Too Late
        Troppo tardi:
        http://www.freepatentsonline.com/y2006/0071122.htm
        Giusto per confermare come funziona il sistema
        dei brevetti negli USA..Azz.. ma non è una bufala, c'è davvero sul sito ufficiali dei brevetti usa:http://appft1.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO2&Sect2=HITOFF&u=/netahtml/PTO/search-adv.html&r=1&f=G&l=50&d=PG01&p=1&S1=20060071122.PGNR.&OS=DN/20060071122&RS=DN/20060071122Ma come sono messi...
Chiudi i commenti