DVD liberi, l'assalto delle major

Un'azione legale contro due produttori di chip per DVD che non rispettano le licenze anti-pirateria è stata intrapresa dagli studios della MPAA. Industriali responsabili, affermano, certe cose non le fanno
Un'azione legale contro due produttori di chip per DVD che non rispettano le licenze anti-pirateria è stata intrapresa dagli studios della MPAA. Industriali responsabili, affermano, certe cose non le fanno


San Francisco (USA) – Vietato vendere componenti, come certi microchip, con cui si possano realizzare player capaci di bypassare le protezioni anti-pirateria poste sui DVD messi in commercio dall’industria di Hollywood. Questo è quanto intendono ribadire in queste ore i giganti della MPAA , l’associazione a cui aderiscono i maggiori studios hollywoodiani e che ha preso di mira due produttori, denunciandoli entrambi .

Secondo MPAA, il produttore taiwanese MediaTek e la californiana Sigma Designs avrebbero violato le licenze legate all’uso delle tecnologie DVD, controllate come noto dalla DVD Copy Control Association (DVD CCA), un organismo direttamente connesso all’industria del cinema.

I rappresentanti di MPAA tengono a sottolineare che, questa volta, la propria offensiva non è in difesa del diritto d’autore ma è più semplicemente dovuta alla necessità di tutelare un settore industriale di primaria importanza. La possibilità per Hollywood e per gli altri produttori di commercializzare DVD protetti si traduce infatti nella possibilità di controllare il mercato ricchissimo dell’home video che in tutto il Mondo è in rapida espansione.

Questo controllo viene esercitato, appunto, con una serie di licenze incrociate. I produttori che intendano realizzare sistemi capaci di leggere i DVD protetti e commercializzati dalle major devono infatti non solo prendere in licenza la tecnologia necessaria ma devono anche firmare una serie di impegni che li obbligano a rispettare i limiti imposti dalla DVD CCA sulla produzione del loro hardware. L’alternativa è evidentemente quella di produrre sistemi che leggano sì i DVD ma non quelli sfornati da Hollywood. Tra i limiti imposti dalle major anche quelli relativi a tutti i componenti di produzione , a partire dai chip impiegati, affinché sia reso il più possibile complesso realizzare copie di alta qualità di un DVD.

A poche settimane dalla chiusura di 321 Studios , softwarehouse crollata sotto il peso delle cause volute dalla MPAA, la nuova iniziativa sembra legarsi alla realizzazione da parte della stessa di un laboratorio informatico che, per conto delle major, da qualche tempo analizza apparecchi e sistemi introdotti sul mercato. Proprio grazie all’attività di questo laboratorio i legali della MPAA avrebbero scoperto le violazioni che attribuiscono alle due società finite nel loro mirino.

“Imprenditori responsabili – ha affermato il boss del team legale della MPAA, Dan Robbins – onorano i contratti che firmano. Non ci sono mezze misure contro società irresponsabili che cercano di contravvenire al sistema e operare al di fuori della legge”.

Non è peraltro la prima volta che MPAA si muove in questo ambito. Soltanto poche settimane fa, l’associazione si è scagliata contro la ESS Technology , accusata di aver tentato di vendere chip ad una società impegnata nel realizzare un dispositivo per la copiatura di DVD. ESS è stata per ora raggiunta da una ingiunzione preliminare, in attesa dell’apertura del procedimento legale vero e proprio.

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24 08 2004
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