e-Content, la Commissione spiega i fatti

Il presidente della Commissione su pirateria e contenuti nell'era digitale, Paolo Vigevano, scrive a Punto Informatico per spiegare la questione delle audizioni e rispondere alle polemiche sollevate nei giorni scorsi
Il presidente della Commissione su pirateria e contenuti nell'era digitale, Paolo Vigevano, scrive a Punto Informatico per spiegare la questione delle audizioni e rispondere alle polemiche sollevate nei giorni scorsi


Roma – Riceviamo e volentieri pubblichiamo nella sua integrità una lettera rivolta al direttore di Punto Informatico dal chairman della commissione e-Content voluta dal ministro Stanca, Paolo Vigevano

Caro Direttore, con la presente intendo offrire informazioni più chiare in merito a quanto rappresentato in maniera imprecisa nella lettera del Signor Panella acriticamente rilanciata sul Web dal suo sito.

Il ?modulo prestampato?
In allegato alla presente fornisco la presentazione PowerPoint dal titolo ?Traccia dei temi?, inviata preventivamente a tutti coloro che hanno partecipato alle audizioni, ed anche al Signor Panella, al fine di contestualizzare il loro contributo, onde evitare generiche presentazioni tese solo a promuovere prodotti o società. Può pubblicare liberamente tale ?Traccia dei temi? ( qui in formato PowerPoint, ndr).

E? chiaro che l?utilizzo di un linguaggio e di uno schema condivisi è il primo passo per provare a realizzare una composizione di posizioni spesso contrapposte. I lettori traggano le loro conclusioni rispetto alle espressioni ?modulo prestampato?, ?ottica di marketing aziendale?, ?capitolato?, ?bando di concorso?, ecc. usate dal Signor Panella nella sua lettera.

L?esclusione di ?autorevoli realtà associative?
Nei giorni passati sono circolate notizie sul Web circa l?esclusione di Free Software Foundation Europe dalle audizioni della Commissione, ripresa nella lettera del Signor Panella (esclusione di ?altre autorevoli realtà associative?). Eppure la Commissione ha ascoltato il 27 settembre la Associazione Software Libero, unica associata italiana della Free Software Foundation Europe, come riportato su www.softwarelibero.it/news/20040923-01.shtml

L?esclusione dalle audizioni dal vivo del Signor Panella è stata motivata con esigenze di tempo, non infinito, a disposizione della Commissione che presiedo, considerando anche la necessità di dover redigere un complesso documento a conclusione delle audizioni stesse.

E? comunque nostra intenzione utilizzare con attenzione i documenti rilevanti che perverranno alla Commissione, documenti che saranno tanto più direttamente utilizzabili quanto più riconducibili, nei contenuti, alla ?Traccia dei temi? preparata dalla Commissione.

Gli aspetti legali
Come abbiamo già comunicato al Signor Panella, le lamentele di carattere legale sono senza fondamento.
Il procedimento avviato dalla Commissione ha come obiettivo un lavoro preparatorio di un eventuale intervento legilativo che sarà comunque adottato in Parlamento, sede nella quale le garanzie democratiche di partecipazione sono chiaramente garantite. Non si tratta invece di un procedimento amministrativo per il quale varrebbero le garanzie delle disposizioni in materia partecipativa richiamate dal Signor Panella nella sua lettera. La discrezionalità riconosciuta alla Commissione trova quindi un contrappeso in Parlamento.

Per finire la pubblicazione della lettera del Signor Ettore Panella di NewGlobal.it senza aver neanche provato a sentire il sottoscritto o la “Commissione interministeriale per i Contenuti digitali nell?era di Internet”, che presiedo, non rende a mio avviso un buon servizio ai lettori del sito Key4Biz.it e Punto-informatico.it. E non rappresenta, a mio avviso, un esempio di buon giornalismo.

Paolo Vigevano

Caro Vigevano
senza entrare nel merito delle scelte della commissione da lei presieduta, comprenderà che è per me una sorpresa, letteralmente, ricevere una comunicazione così esaustiva dalle nostre istituzioni. È purtroppo consolidata abitudine di certi uffici stampa ignorare le pur numerose richieste di spiegazioni sulle vicende più spinose inoltrate nel corso degli anni non solo dal giornale da me diretto ma anche da altre autorevoli voci presenti sul web italiano. Un atteggiamento che di certo non giova alla trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica.
La sua lettera rappresenta un inatteso ma assai benvenuto cambio di rotta, che certo rende onore alla sua professionalità e di cui prendo atto con enorme piacere. Seguiremo con rinnovato interesse i lavori della Commissione.
Buon lavoro,
Paolo De Andreis

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14 10 2004
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