E se Apple avesse davvero pronta una TV?

di D. Galimberti - Corsi e ricorsi: se Cupertino segue quanto fatto in passato, una TV con la mela morsicata è questione di mesi. Ma come fare a garantirsi l'attenzione dei consumatori?

Roma – Il nome di Apple è spesso associato all’innovazione. Questa frase potrebbe generare una discussione infinita: iPhone non è stato certo il primo cellulare, né tanto meno il primo cellulare con schermo touch, eppure è innegabile che abbia dato il via ad una nuovo concetto di smartphone al quale tutti si sono più o meno uniformati , e un discorso simile si potrebbe fare anche per iPad.

Discussioni a parte, il passato ci insegna che a scadenze più o meno regolari Apple trova modo di far parlare di sé con un nuovo prodotto che ridefinisce le caratteristiche di alcuni oggetti informatici o comunque legati all’elettronica di consumo: successe nel 1998 con iMac, tre anni più tardi (nel 2001) con iPod e, a cavallo tra il 2003 e il 2004, con l’apertura dell’iTunes Music Store (ora iTunes Store). Venendo ai tempi più recenti, successe nel 2007 con iPhone e nel 2010 con iPad. Quest’anno, 2013, a tre anni di distanza potrebbe essere la volta di qualcos’altro e tutti gli indizi puntano in una direzione: la TV con la mela.

Non ho mai creduto più di tanto al fatto che Apple volesse entrare nel mondo degli elettrodomestici con un “comune” televisore, anche perché sotto molti punti di vista trovavo più interessante un prodotto come l’attuale Apple TV , cioè un dispositivo relativamente economico, più facilmente aggiornabile, che si può collegare a qualsiasi televisore. Visto che già esiste questo prodotto la domanda che in molti si sono fatti è: perché Apple dovrebbe lanciarsi in questo mercato? Lo farà davvero? Cosa offrirà di concorrenziale o innovativo per convincere i consumatori ad acquistare il proprio televisore?

Facciamo un passo indietro. Quando Jobs decise di produrre un telefono lo fece basandosi su una considerazione ben precisa: ai tempi (parliamo grossomodo del 2005) il pezzo forte di Apple era iPod, ma Jobs pensò che se i telefonini avessero integrato la possibilità di riprodurre musica il mercato degli iPod ne avrebbe risentito. Tutti hanno già in tasca un telefono, quindi l’iPod sarebbe diventato un oggetto inutile. L’intuizione fu corretta: iPhone è stato ed è tutt’ora un prodotto di grande successo con numeri in continua crescita (compresi quelli delle vendite sull’AppStore ), anche se ormai è stato affiancato e superato dalla moltitudine di telefonini Android. Parallelamente, come da previsione, le vendite di iPod sono scese e l’unico che tiene il ritmo è l’iPod Touch.

Anche il tempismo del lancio fu azzeccato in pieno: incalzata dalle indiscrezioni, Apple lo presentò un po’ frettolosamente nel gennaio del 2007, per metterlo in vendita nell’estate dello stesso anno (inizialmente solo negli USA). Sotto certi aspetti era ancora grezzo: niente 3G, MMS assenti, niente fotocamera, qualità telefonica discutibile, nessuna possibilità di installare app ecc. Io stesso lo definii “un iPod con funzioni di telefonia”, ma era proprio quello lo scopo per cui era stato creato. Nonostante questi limiti aveva aperto la strada a un nuovo modo di intendere lo smartphone (concretizzatosi un anno più tardi con l’apertura dell’App Store), ma soprattutto era riuscito ad anticipare la concorrenza assicurandosi un discreto margine iniziale.

Qualche anno più tardi maturavano i tempi dell’iPad: Apple in realtà stava studiando un tablet già da molti anni ( pare dal 2003 ) aggiornando di continuo il progetto in base alle nuove tecnologie disponibili, e attendendo di avere tra le mani qualcosa di valido da proporre al pubblico. Ancora un volta però la concorrenza incalzava, e mentre tutti si sprecavano in annunci più o meno vaghi cercando di capire come dare un pizzico di innovazione al moribondo mondo dei tablet-PC, Apple decise nuovamente di anticipare tutti lanciando iPad. Anche in questo caso si trattò, inizialmente, di qualcosa di grezzo , ma bastò per spiazzare la concorrenza: abbandonati i progetti con improbabili personalizzazioni dell’interfaccia di Windows 7, anche l’hardware andava rivisto (iPad era molto sottile, e con un ottima autonomia) e Apple si assicurò quasi un anno di vantaggio prima che si affacciassero sul mercato dei tablet in grado di farle concorrenza.

Oggi, a tre anni di distanza, iPad è ancora leader di questo segmento di mercato (anche se con percentuali minori, vista la crescita della proposta Android) e in questo lasso di tempo Apple ha avuto modo di perfezionarlo sia dal punto di vista hardware (Retina Display e nascita dell’iPad mini) sia dal punto di vista dei possibili utilizzi: basti pensare a iBooks Author o a quello che si può trovare su iTunes U .

Arriviamo così al presente per valutare il presunto interesse di Cupertino nei confronti del mercato dei televisori. Attualmente Apple vende la Apple TV ed ha un discreta offerta di film e programmi televisivi sull’iTunes Store (soprattutto negli USA). Parallelamente possiamo constatare che il mercato dei televisori si stia orientando verso le cosiddette Smart TV e la migrazione in massa verso questa tipologia di prodotti sta iniziando ora. Al di là del fatto che la Apple TV non è un prodotto di grande richiamo come lo è stato (e in parte lo è ancora) iPod, il ragionamento non è molto diverso da quello che portò alla nascita di iPhone: quando tutti avranno in casa una Smart TV nessuno avrà più motivo di comprare una Apple TV, e nessuno comprerà prodotti video dall’iTunes Store perché la Smart TV integrerà già un differente marketplace . Ma, soprattutto, i consumatori saranno invogliati a ricreare intorno a sé un ambiente uniforme, e quindi tenderanno comprare smartphone e tablet che si interfaccino al meglio con la loro Smart TV, il che ci riconduce alla sfida di “iOS vs Android” visto che alcune Smart TV (le cosiddette Google TV ) utilizzano Android.

Nonostante i numerosi proclami fatti già un anno fa ), la diffusione delle Google TV è ancora lontana dal poter essere considerata un successo: ma se supponessimo che l’esplosione di questo mercato possa avvenire da qui a un paio d’anni, questo sarebbe il momento giusto per gettarsi nella mischia. Se Apple perde il treno e Android inizia ad ingranare con le Google TV, in salotto non ci sarà più spazio né per iOS né per iTunes, il che potrebbe avere ripercussioni anche su tutti gli altri device iOS.

Trovate le motivazioni, nel caso in cui Apple facesse davvero questo passo, resta da chiedersi “cosa” potrebbe offrire in più rispetto alla concorrenza per convincere i consumatori ad acquistare un televisore con la mela. Prima di tutto mi aspetto che possa offrire le stesse funzioni dell’attuale Apple TV , quindi AirPlay per la condivisione di tutti i contenuti dei dispositivi iOS, condivisione delle librerie presenti sul Mac, accesso al catalogo dell’iTunes Store, e possibilità di visualizzare contenuti online (dai classici Youtube, Vimeo e Flickr, fino a Hulu e Netflix che però non sono disponibili in Italia); per ultimo, ma non per questo meno importante, accesso allo spazio iCloud dell’account associato, e quindi anche al photo streaming e ad iTunes Match. Questo però, a mio avviso, non basta per attrarre gli utenti, e sotto certi aspetti è anche meno di quello che può offrire già ora una Smart TV: prima di tutto serve una maggiore quantità di contenuti televisivi e in secondo luogo occorre sfruttare al meglio le possibilità offerte da iOS.

Sul primo punto ci si scontra tanto con questioni tecniche (serve banda larga per assicurare trasferimento in diretta di video ad alta qualità) quanto con questioni di diritti televisivi: la trattativa va condotta con ogni singola emittente, e se negli USA parliamo in pratica di una trattativa unica per tutto un continente, in Europa la situazione è molto più contorta. Basti pensare al ritardo col quale sono arrivati i negozi di musica e (soprattutto) di film qui da noi. Questo significa che, almeno inizialmente, l’ipotetico lancio della TV Apple potrebbe essere di poco interesse nel Vecchio Continente: se però Cook riuscisse a stringere dei buoni accordi, la TV della mela potrebbe offrire davvero qualcosa in più degli altri, e cambiare il modo in cui gli spettatori si pongono davanti allo schermo.

Sul secondo aspetto, cioè sulla possibilità di sfruttare al meglio iOS, si possono invece fare molte più ipotesi. In primo luogo mi aspetterei una televisione dotata di videocamera per sfruttare FaceTime, ma anche qualche altra applicazione di sistema in più, come un browser, un client di posta elettronica, iMessage, e l’immancabile integrazione con Twitter e FaceBook; in tal caso servirà una tastiera ma, nelle versioni beta dell’ultimo firmware per Apple TV, sono già state trovate tracce del supporto a tastiere bluetooth (anche se all’occorrenza si potrebbe utilizzare anche un iPhone o, meglio, un iPad). Il pezzo forte però potrebbe arrivare dalle applicazioni iOS in vendita sull’App Store: è vero che già da ora si può sfruttare Airplay (in dual screen o in mirroring a seconda delle applicazioni e dei dispositivi), ma un minimo di memoria che possa consentire di archiviare in modo indipendente alcune applicazioni ottimizzate per lo schermo di una TV potrebbe essere indispensabile se non si vuole restare indietro rispetto alla concorrenza. E con iOS potrebbe esserci una grande base di applicazioni già disponibili, magari non ottimizzate da subito come risoluzione ma comunque con lo stesso fattore di forma che caratterizza il nuovo iPhone 5 (e la coincidenza potrebbe non essere casuale).

Proprio il bacino di applicazioni iOS potrebbe spingere la TV di Cupertino sul fronte videoludico: dopo l’esperimento fallimentare del Pippin nell’ormai lontano 1995, questa potrebbe essere la volta buona per permettere ad Apple di affacciarsi anche sul mercato dei videogiochi da salotto, magari abbinando alla TV un controller dedicato o addirittura (anche se non rientra nello stile di Apple) abbinando direttamente un iPod Touch all’acquisto della TV.

Può bastare tutto questo a creare un prodotto nuovo in grado di ridefinire nuovamente un altro segmento di mercato? Rispetto a quanto fatto in passato con iPhone e iPad, apparentemente l’appeal innovativo è più difficile da raggiungere, anche perché un televisore è un dispositivo che lascia pochi margini di variabilità a livello di hardware. Al di là dell’integrazione della camera frontale (dispositivo che comunque si può aggiungere già ora su molte Smart TV, se non è già integrato), la novità più grossa potrebbe arrivare dallo schermo: le indiscrezioni trapelate il mese scorso parlano di test con schermi da 46 e 55 pollici, una dimensione (soprattutto la seconda) che ben si presterebbe all’adozione della risoluzione Ultra HD, la ben nota 4K da 3840×2160 pixel che ha conquistato le scene del CES 2013. Ovviamente per gestire tutto questo servirà un processore adeguato, ma Apple ha già dimostrato di sapersi ben destreggiare nello sviluppo di SoC basati su architettura ARM (dettaglio che, tra parentesi, resterebbe del tutto trasparente all’acquirente di un televisore).

Per Apple si tratterebbe quindi di entrare in un nuovo mercato proponendo da subito un prodotto di fascia alta ma, a meno di sorprese inattese, dal punto di vista dell’hardware non può fare molto di più della concorrenza. Oltre a puntare, giocoforza, sull’integrazione del nuovo dispositivo nell’ecosistema di iOS (con fruizione delle relative app), Apple dovrà far leva sul modo in cui proporre i contenuti, una televisione creata su misura del consumatore, una sorta di versione avanzata della pay per view ; per spuntarla sulla concorrenza deve però riuscire ad offrire il maggior numero di programmi possibili, possibilmente con alcuni pacchetti in esclusiva, e con formule di abbonamento che siano davvero convenienti. Forse è proprio per questo che le trattative di Cook stanno andando per le lunghe: forse più che una rivoluzione sull’hardware (com’è stato per iPhone e iPad) quella che si prospetta è una rivoluzione sull’offerta, come ai tempi dell’apertura dell’ iTunes Music Store .

Per chi già possiede dei prodotti Apple, il televisore con la mela potrebbe essere il giusto complemento da inserire in salotto (prezzo permettendo, visto che uno schermo 4K non sarà proprio economico). Per tutti gli altri potrebbe rappresentare un televisore senza nulla di particolare, oppure potrebbe rappresentare l’occasione giusta per diventare un nuovo utente iOS. In entrambi i casi Apple non ha nulla da perderci, quindi la probabilità che arrivi un prodotto del genere è alta. Resta da chiedersi che fine farà l’attuale Apple TV se davvero dovesse essere messo in vendita un televisore marchiato Apple: è destinata a sparire o ad essere aggiornata con nuove funzioni? Nel caso venga aggiornata, forse potremo vedere qualcosa già nei primi mesi di quest’anno: magari per preparare il terreno in vista del lancio della TV vera e propria.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • Funz scrive:
    Allucinante
    L'ateneo ha ringraziato il giovane e poi l'ha espulso dopo i test di straforo e le minacce della Skytech? E' più importante salvare la faccia al grosso fornitore oppure l'avere trovato una falla pericolosa per la privacy di tutti gli studenti?Adesso un giovane brillante per una banale leggerezza ha avuto la carriera accademica azzerata e non potrà iscriversi in nessun'altra facoltà. Bel colpo per il sistema educativo americano. Alza la testa sopra la mediocrità e te la tagliano... <i
    Following this meeting, the fifteen professors in the computer science department were asked to vote on whether to expel Mr. Al-Khabaz, and fourteen voted in favour. Mr. Al-Khabaz argues that the process was flawed because he was never given a chance to explain his side of the story to the faculty. He appealed his expulsion to the academic dean and even director-general Richard Filion. Both denied the appeal, leaving him in academic limbo.I was acing all of my classes, but now I have zeros across the board. I cant get into any other college because of these grades, and my permanent record shows that I was expelled for unprofessional conduct. I really want this degree, and now I wont be able to get it. My academic career is completely ruined. In the wrong hands, this breach could have caused a disaster. Students could have been stalked, had their identities stolen, their lockers opened and who knows what else. I found a serious problem, and tried to help fix it. For that I was expelled. </i
    • Leguleio scrive:
      Re: Allucinante
      - Scritto da: Funz
      L'ateneo ha ringraziato il giovane e poi l'ha
      espulso dopo i test di straforo e le minacce
      della Skytech? E' più importante salvare la
      faccia al grosso fornitore oppure l'avere trovato
      una falla pericolosa per la privacy di tutti gli
      studenti?
      Adesso un giovane brillante per una banale
      leggerezza ha avuto la carriera accademica
      azzerata e non potrà iscriversi in nessun'altra
      facoltà. Bel colpo per il sistema educativo
      americano. Canadese, vorrai dire. Negli Usa non dovrebbero esserci problemi. Mi sa che là l'istruzione costa di più, però.
      • Funz scrive:
        Re: Allucinante
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: Funz

        L'ateneo ha ringraziato il giovane e poi l'ha

        espulso dopo i test di straforo e le minacce

        della Skytech? E' più importante salvare la

        faccia al grosso fornitore oppure l'avere
        trovato

        una falla pericolosa per la privacy di tutti
        gli

        studenti?

        Adesso un giovane brillante per una banale

        leggerezza ha avuto la carriera accademica

        azzerata e non potrà iscriversi in
        nessun'altra

        facoltà. Bel colpo per il sistema educativo

        americano.

        Canadese, vorrai dire. Pignoleria per pignoleria, pure i canadesi sono americani! ;-p
        Negli Usa non dovrebbero esserci problemi. Mi saMe lo auguro per loro
        che là l'istruzione costa di più,
        però.E ci sarebbe da scriverci non uno, ma dieci trattati...
        • krane scrive:
          Re: Allucinante
          - Scritto da: Funz
          - Scritto da: Leguleio

          - Scritto da: Funz

          Canadese, vorrai dire.
          Pignoleria per pignoleria, pure i canadesi sono
          americani!
          ;-pAh, be allora anche i brasiliani e i cubani sono americani.
          • Leguleio scrive:
            Re: Allucinante
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: Funz

            - Scritto da: Leguleio


            - Scritto da: Funz



            Canadese, vorrai dire.

            Pignoleria per pignoleria, pure i canadesi
            sono

            americani!

            ;-p

            Ah, be allora anche i brasiliani e i cubani sono
            americani.Infatti. Anche i groenlandesi, che pure sono cittadini danesi, anche se sono extra UE.
          • Funz scrive:
            Re: Allucinante
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: Funz


            - Scritto da: Leguleio



            - Scritto da: Funz





            Canadese, vorrai dire.


            Pignoleria per pignoleria, pure i
            canadesi

            sono


            americani!


            ;-p



            Ah, be allora anche i brasiliani e i cubani
            sono

            americani.

            Infatti. Anche i groenlandesi, che pure sono
            cittadini danesi, anche se sono extra
            UE.Vero, viene fuori che in America ci sono sia i pinguini che gli orsi polari! :D
  • out law scrive:
    ingenuo...
    <i
    "Ho sentito il dovere morale di segnalarla [la falla] per risolvere il problema - ha ricordato Al-Khabaz alla stampa locale - Avrei potuto facilmente nascondere la mia identità con un proxy. Ho lasciato perdere perché ero convinto di non aver fatto nulla di sbagliato" </i
    vabbé... errori di gioventù...il ragazzo non ha ancora capito come funziona il mondo, soprattutto nei paesi occidentali e capitalistici...e magari si aspettava anche di essere ringraziato... avrebbe dovuto starsi zitto e sfruttare la falla o, meglio, sabotare tutto per bene...
    • krane scrive:
      Re: ingenuo...
      - Scritto da: out law
      <i
      "Ho sentito il dovere morale di
      segnalarla [la falla] per risolvere il problema -
      ha ricordato Al-Khabaz alla stampa locale - Avrei
      potuto facilmente nascondere la mia identità con
      un proxy. Ho lasciato perdere perché ero convinto
      di non aver fatto nulla di sbagliato" </i

      vabbé... errori di gioventù...
      il ragazzo non ha ancora capito come funziona il
      mondo, soprattutto nei paesi occidentali e
      capitalistici...
      e magari si aspettava anche di essere
      ringraziato... avrebbe dovuto starsi zitto e
      sfruttare la falla o, meglio, sabotare tutto
      per bene...Ma va, molto molto meglio venderla.
  • panda rossa scrive:
    Il dito e la luna
    Com'era gia' la storiella del dito e della luna?Qualcuno se la ricorda?
  • crumiro scrive:
    Capitato anche a me
    Non all'università, ma sul posto di lavoro, parecchi anni fa.Il problema è che, avendolo scoperto su un software in pre-produzione, ho scatenato un semi-disastro, nel senso che "avrebbero potuto vendere il tutto e forse nessuno se ne sarebbe mai accorto" ed invece, così facendo, hanno dovuto rivedere un intera sezione di programma (e parte dell'hardware) per via del protocollo di qualità aziendale.Lettera di ammonizione.Mi sono licenziato un mesetto dopo, specificando ovviamente cosa pensavo della loro lettera di ammonizione.L'azienda in questione sta viaggiando in brutte (anche qualcosina di più) acque, e credo di capire le cause (AKA: dirigenti inadeguati ed incompetenti. Non di certo per i tecnici, bravissimi e competenti).
  • vcbcvbdffg scrive:
    liberatoria
    MAI fare pentest senza aver in mano una liberatoria firmata
    • r1348 scrive:
      Re: liberatoria
      Vero, ma qui stiamo parlando di un ventenne che capitato su una falla grossa come una casa per caso, ha debitamente comunicato il tutto ed ha effettuato dei test senza fini maliziosi.Ci sta la ramanza, ma l'espulsione dall'Università?
      • Izio01 scrive:
        Re: liberatoria
        - Scritto da: r1348
        Vero, ma qui stiamo parlando di un ventenne che
        capitato su una falla grossa come una casa per
        caso, ha debitamente comunicato il tutto ed ha
        effettuato dei test senza fini
        maliziosi.
        Ci sta la ramanza, ma l'espulsione
        dall'Università?Già, casomai l'università avrebbe interrompere i rapporti con Omnivox a causa della scarsa affidabilità dei suoi programmi!Pensiero ozioso da bar, nulla di più, ma scommetto che ci sono dietro mazzette di Omnivox, scottata dalla figuraccia e interessata a tenere gente competente fuori dai propri sistemi.
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