eBook, il mercato che avanza

Più che triplicati nell'ultimo anno i numeri del settore dei libri digitali: ancora di nicchia, il contenuto fatto di bit spinge per diventare popolare

Roma – Mentre Milano si appresta ad accogliere Editech 2010 , la giornata dedicata all’innovazione tecnologia in editoria, nuove statistiche puntano sul prossimo successo degli ebook: un mercato in crescita con molte alternative. Sempre sull’orlo di esplodere.

Nell’ambito dell’evento italiano organizzato dall’Associazione Italiana Editori ( AIE ), una giornata sarà completamente dedicata allo studio e all’approfondimento di ricerche e linee di sviluppo dell’alternativa digitale al formato cartaceo: secondo quanto anticipato il segmento di mercato degli ebook coprirà il 5 per cento del mercato negli Stati Uniti per la fine del 2010 (stime condotte dal IDPF e che nel 2009 erano ferme all’1,5), lo 0,1 per cento in Italia (stima AIE che era 0,03 a dicembre 2009).

Secondo un’altra ricerca , condotta questa volta dalla statunitense Digitimes Research , le spedizioni globali di ereader ai distributori tra aprile-maggio 2010 hanno raggiunto 740mila unità (per un totale di 1,43 milioni di prodotti nel primo quarto 2010), con il Nook (in arrivo con un modello a 149 dollari) di Barnes&Nobles a costituire il 37 per cento e Kindle il 16. Amazon, peraltro, sarebbe in procinto di ridurre il suo inventario per prepararsi al lancio di una nuova versione con una risoluzione migliore e un prezzo inferiore.

Per quanto riguarda la concorrenza sul mercato, nonostante l’hype legato a iPad, Amazon riesce ancora ad avere, grazie ai suoi rapporti consolidati con numerosi editori, un catalogo più ampio di ebook, offerti a prezzi inferiori . Per esempio, dei best seller del New York Times , solo il 63 per cento sono disponibili su Apple iBooks, contro l’88 per cento di Amazon, con quelli di Kindle che costano in media circa un dollaro in meno (11,23 dollari contro i 12,31 della piattaforma per iPad).

Gli ereader, peraltro, non sono l’unica alternativa al libro tradizionale: un nuovo prodotto che si mette in evidenza come distinto dal marasma di dispositivi ereader e ebook store è Blio , un pacchetto software sviluppato da Ray Kurzweil che permette di visualizzare immagini e testo in una formattazione simile a quelle che ci si aspetta di trovare in un volume fisico .

Particolarmente adatto alla fruizione al computer di libri di cucina, guide, libri di testo, guide e libri per bambini, permette inoltre di prendere appunti, note e segnare il punto di lettura a cui si è arrivati. Nonché di attivare l’opzione “lettura automatica”: la funzione text-to-speech e la tecnologia di riconoscimento vocale, d’altronde, sono due campi su cui Kurzweil si è interessato da sempre.

Dotato di un bookstore dedicato ha il pregio di poter essere installato su qualsiasi dispositivo dai PC ai dispositivi mobile, superando il modello del dispositivo per la lettura per puntare ad un modello di lettura su più dispositivi. Kurzweil lo ha annunciato presto in vendita con i device disponibili da Wal-Mart.

Claudio Tamburrino

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  • Mario Brega scrive:
    una domanda indiscreta...
    ma stiamo parlando di valore di Facebook per comprarlo?oppure di fatturato?o di "guadagni" intesi come utile? lordo o netto?
  • cippa lippa scrive:
    beato lui
    idea rubata..e guardate quanti soldi. questo è un post di pura invidia.
    • Paolo Nocco scrive:
      Re: beato lui
      Beato lui che trova gente disposta a regalare i propri dati che poi fruttano al gentil ricevente il regalo guadagni a 8 zeri!!!
      • buzzer scrive:
        Re: beato lui
        - Scritto da: Paolo Nocco
        Beato lui che trova gente disposta a regalare i
        propri dati che poi fruttano al gentil ricevente
        il regalo guadagni a 8
        zeri!!!520 milioni di utenti, la metà saranno totalmente casuali (curiosità etc), con dati fasulli o incompleti, ma 250 milioni di gonzi che non solo hanno messo li i propri dati, ma foraggianno il database con le loro abitudini e tutto il resto, che vien via un tanto al kilo per i golosi inserizionisti si... mi chiedo se tali gonzi poi siano gli stessi che gridano allo scandalo per violazione della privacy.
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