Editoria/ Rifondazione firma la petizione

Bertinotti ha ieri confermato a Punto Informatico che il responsabile stampa di Rifondazione Comunista ha firmato la petizione contro la legge sull'editoria. Il tutto mentre Giulietti e Chiti si ritirano in trincea


Roma – Fausto Bertinotti, leader di Rifondazione Comunista, ieri nella chat online che si è tenuta sul sito Rifondazione.it ha confermato a Punto Informatico che il responsabile stampa del partito ha firmato la petizione a nome di Rifondazione.

Nel corso della chat, Bertinotti è tornato sulle dichiarazioni rilasciate a Radio Radicale contro la nuova legge, spiegando che il problema centrale sta nel tentativo di equiparare la carta stampata ad Internet. Secondo Bertinotti la mossa è “inaudita” e contro questa operazione Rifondazione sembra ora disposta a muoversi.

Il segretario del PRC ha infatti confermato che a breve verrà lanciata una pubblicazione “clandestina” su Internet da parte di Rifondazione, pensata per andare palesemente contro quanto richiesto dalla legge.

Nel frattempo, Punto Informatico ha contattato l’onorevole Giuseppe Giulietti, relatore della legge, per avere alcuni chiarimenti e per sapere cosa pensa delle critiche alla normativa. In risposta ad una email con le nostre domande, ci è stato inviato un comunicato stampa che ripete cose già affermate da Giulietti e abbondantemente riportate su queste e altre pagine Web.

Basta guardare la data del comunicato, 9 aprile, per capire che si tratta di un documento già diffuso precedentemente. Senza voler fare polemiche di parte, è evidente che Giulietti ha di meglio da fare piuttosto che rispondere alle domande dei siti che promuovono una protesta senza precedenti in Italia.


Di seguito, dunque, riportiamo le domande che avevamo posto a Giulietti destinate a rimanere senza risposta e nella pagina successiva, invece, il comunicato stampa pervenutoci. Per quanto invece riguarda Vannino Chiti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, la sua segreteria ci ha fatto sapere che è troppo occupato con la campagna elettorale e che comunque ha già risposto a tutte le domande possibili, anche se non a quelle che gli vengono rivolte dai quasi 30mila firmatari della petizione contro la legge sull’editoria.

Ma ecco l’email inutilmente inviata a Giulietti:

“Gentile on. Giulietti,
Le scrivo come suggeritomi dalla Sua segreteria per porle alcune domande relative alla nuova legge sull’editoria, quella che è oggetto di una contestazione senza precedenti via Internet. Mi sembra doveroso ospitare sulle nostre pagine un intervento autorevole come il suo. Ecco le nostre domande. Ovviamente aggiunga quanto ritiene necessario, sarà nostra cura pubblicare integralmente e fedelmente le Sue dichiarazioni.

1. Lei è stato relatore della legge. E ‘ stato difficile trovare l’appoggio dei diversi gruppi parlamentari? Quanto tempo ha richiesto l’elaborazione di un testo che soddisfacesse i diversi punti di vista?

2. La legge viene accusata di rappresentare un pericolo per le attività Internet, e questo perché adotta una definizione molto ampia di “prodotto editoriale”. A fronte delle diffusissime preoccupazioni scaturite da questo testo e delle numerose contrastanti interpretazioni che vengono pubblicate in questi giorni, perché non prendere un impegno a modificare la legge e restringerne i confini?

3. 25mila utenti Internet hanno firmato una petizione che chiede garanzie contro la migrazione sulla Rete della corporazione dei giornalisti e degli editori, a spese del contribuente, nonché l’abrogazione della legge o quantomeno la “riforma” del primo articolo. Cosa pensa di questa mobilitazione senza precedenti?

4. Perché un sito che fa informazione, già registrato in quanto sito o dominio Internet, deve essere sottoposto a nuove registrazioni? Perché questo non accade nei paesi dove Internet è maggiormente sviluppato?

5. Ritiene attuale, con l’avvento di Internet, la legge italiana sulla stampa? Si può davvero applicare all’informazione online?”

Ed ecco, a seguire, il pre-stampato del relatore della legge.


Giulietti: “Nessun pericolo alla libertà in Internet dalla legge sull’editoria”

Comunicato stampa del 9 aprile 2001

La legge sull’editoria non ha mai avuto tra i suoi obiettivi quello di imbrigliare le attività editoriali sulla rete. Sono quindi falsi gli allarmi e le preoccupazioni diffusi in tal senso.

Anzi per la prima volta questa legge, a partire dall’articolo 1, dà piena dignità di impresa alle nuove aziende della multimedialità. Sono sicuro che sarà la stessa presidenza del Consiglio, di intesa con il dipartimento dell’editoria e sentita l’Autorità di garanzia per le Comunicazioni, a fornire una interpretazione ufficiale che possa dissipare paure e diffidenze che non devono esistere.

La legge è stata fatta anche per aiutare le aziende che operano su Internet, non per creare problemi. Proprio grazie a questa legge le aziende editoriali che lo vorranno, comprese quelle per la multimedialità, potranno avere pieno accesso al credito di imposta per progetti di potenziamento, ristrutturazione e riqualificazione.

Ciò non era consentito prima dell’entrata in vigore della nuova legge sull’editoria. Solo nel caso si faccia richiesta di accedere al credito è del tutto evidente che l’impresa debba essere registrata ed avere i requisiti propri di tutte le altre imprese.

E non c’è nessun rischio per le cosiddette attività amatoriali e per le libere attività già in atto nella rete. Non c’è mai stato il problema di ridurne la libertà e il loro raggio di azione. In ogni caso, siccome non si può mettere in discussione la libertà della rete, ribadisco che ci sarà immediatamente un chiarimento autorevole e definitivo per ogni allarme e per ogni paura ingiustificata.”

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  • Anonimo scrive:
    oh no
    come faremo senza questo prezioso contributo annuale?l'unica cosa che potevano fare era regalare le riprese ad alta risoluzione sul sito dell'universita', cosi' fine dell'industria sommersa.oppure che corrano a casa loro che li sono tutelati..ma guarda questi pensano di essere ancora alla fiera di paese
  • Anonimo scrive:
    In Italia
    li arresterebbero tutti.viva l'america
    • Anonimo scrive:
      Re: In Italia
      In italia poi però qualcuno finirebbe al Costanzo Show, e sicuramente qualche rappresentante degli omosessuali ne farebbe un nuovo motivo per buttarla in politica... Secondo me qui da noi non c'è bisogno di queste inutili manifestazioni... è stato sufficiente il Gay Pride.Saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: In Italia
      - Scritto da: vive l'anonimet
      li arresterebbero tutti.

      viva l'americapeccato però che ci siano tanti guardoni...bisognerebbe curarli.
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