EFF, guerra digitale ai CD protetti

Prende quota l'iniziativa della EFF, che conta sugli utenti della rete per spingere Philips al grande passo: denunciare le majors che distribuiscono milioni di CD protetti. Se ne parla in rete. Ottimismo
Prende quota l'iniziativa della EFF, che conta sugli utenti della rete per spingere Philips al grande passo: denunciare le majors che distribuiscono milioni di CD protetti. Se ne parla in rete. Ottimismo


Washington (USA) – “Voi li comprate, voi li possedete!”. E’ con questo slogan che la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha fatto partire una campagna contro i CD di musica protetta, quegli stessi CD contro cui nel recente passato si sono scagliati i consumatori e persino un gruppo di deputati statunitensi . Una campagna che ora sta prendendo piede, a vedere l’attenzione che sta suscitando in rete, al punto che in molti si dichiarano ora ottimisti sul suo successo.

La EFF da qualche giorno infatti invita i consumatori ad inviare a Philips, detentrice dei diritti intellettuali sulla tecnologia CD, una lettera in cui la si invita a prendere una forte posizione in merito alla vendita, da parte di alcune etichette, di CD protetti dalla copia.

“I consumatori che acquistano CD presso un negozio od un sito di e-commerce – scrive EFF nel suo alert – pagano il prezzo pieno per qualcosa che loro pensano sia un normale CD: questo solo per scoprire, una volta tornati a casa, che il CD non viene riprodotto sui computer, nelle loro auto e persino in alcuni altri componenti CD”.

Lo scorso gennaio il general manager del Philips Copyright Office, Gary Wirtz, disse con molta chiarezza , ribandendolo poi in molte altre occasioni, che i CD protetti violano lo standard CD sviluppato dalla stessa Philips. Nonostante questo, Wirtz dichiarò che “ogni tipo di azione legale potrebbe richiedere anni e noi non ci aspettiamo che questi dischi durino tanto”. Che durino tanto o durino poco, nel frattempo questi CD sono confluiti a milioni sul mercato e, secondo la EFF, i diritti degli utenti sono seriamente minacciati.

E’ per questo che la nota organizzazione no-profit vuole ora tentare, attraverso una campagna di mobilitazione degli utenti, di esortare Philips ad assumere una posizione attiva nella lotta ai CD non standard.

Cindy Cohn, a capo della sezione legale della EFF, ha spiegato che la campagna mira, con la collaborazione di Philips, a raggiungere i seguenti tre obiettivi:

– impedire che i CD protetti riportino la dicitura standard “Compact Disc Digital Audio”;
– fare in modo che nei negozi i CD protetti vengano esposti a parte, in modo che il consumatore non possa confondersi;
– consentire ai produttori di costruire dispositivi che riproducano i CD standard e integrino funzionalità per aggirare i difetti dei CD protetti.

Nonostante da qualche tempo le etichette che commercializzano CD protetti abbiano applicato sugli stessi delle etichette che avvertono l’utente dei possibili malfunzionamenti, Cohn sostiene che questo non è ancora sufficiente: a suo dire, infatti, tali etichette dovrebbero essere maggiormente visibili e poste sul lato anteriore del CD, così come quelle che su CD-ROM e DVD avvertono di contenuti non adatti ai minori.

Se questa iniziativa non dovesse bastare a fermare quella che la EFF definisce “la suprema arroganza” dell’industria discografica, Cohn ha fatto sapere che la sua organizzazione potrebbe decidere di adire le vie legali e accusare le etichette di violazione di marchi registrati e frode nei confronti dei consumatori.

“Posso solo dire – ha commentato il legale di EFF – che è qualcosa a cui potremmo seriamente pensare. Credo che qui siano a rischio i diritti di milioni di consumatori”.

Chiunque voglia sostenere la campagna dovrà far presto, perché il 28 è l’ultimo giorno utile per partecipare.

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18 02 2002
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