EFF, la privacy nel 2017

L'organizzazione statunitense anticipa quelle che a suo dire dovrebbero essere le priorità dei colossi tecnologici. E non è solo questione di tenere sotto controllo Trump

Roma – Il 2016 è quasi terminato ed Electronic Frontier Foundation (EFF) pensa già al prossimo futuro, un futuro in cui occorrerà lavorare ancora più duramente con l’obiettivo di preservare la privacy degli utenti e i diritti digitali in Rete e non solo. Il grosso del lavoro, dice EFF, spetta alle principali aziende di settore.

L’organizzazione non-profit californiana ha infatti stilato una sua lista dei desideri per il nuovo anno , un elenco parziale delle cose che a detta di EFF i player di settore dovrebbero impegnarsi a fare per salvaguardare gli utenti. Il 2017 si prospetta come un anno duro per i diritti in rete, anticipa EFF, e le corporation possono aiutare non poco a lottare per la loro difesa.

EFF chiama direttamente in causa colossi del calibro di Google, Twitter e Apple, chiedendo a Mountain View di abilitare l’autenticazione a doppio fattore senza numero di cellulare e di interrompere la raccolta dei dati dai Chromebook per studenti a fini pubblicitari; il network dei cinguettii dovrebbe invece disabilitare l’opzione per resettare la password via SMS, Apple dovrebbe abilitare la verifica out-of-band per iMessage e Facetime, e Facebook dovrebbe smetterla di imporre la politica dei “nomi autentici” ai suoi utenti.

I desiderata elencati in questi giorni verranno verificati nel corso del 2017, anticipa EFF, e fanno parte di un’ iniziativa più ampia nata dopo l’inattesa elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Trump ha da sempre dichiarato le proprie antipatie per la net-neutrality e la passione per il tecnocontrollo della NSA, dice EFF, per questo gli esperti di tecnologia – pur consultati dal nuovo inquilino della Casa Bianca in tempi recenti – devono far sentire la propria voce e far pressione fin dentro lo studio ovale.

Alfonso Maruccia

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