EMI taglia i viveri a RIAA?

Arrivano indiscrezioni su un possibile alleggerimento dell'impegno di una delle quattro grandi sorelle. Svolta per il P2P o semplici questioni di bilancio, è tutto da vedersi

Roma – EMI vorrebbe tagliare una parte dei 90 milioni di euro che ogni anno distribuisce a IFPI, RIAA e altre associazioni di rappresentanza della categoria. Lo riferisce Reuters , citando non meglio precisate fonti interne alla casa discografica, spiegando che la decisione sarebbe maturata in seguito alla revisione del budget 2008 da parte dell’ equity fund Terra Firma che di recente ha acquisito l’etichetta.

Non è chiaro quali siano le motivazioni dietro tale decisione. Ars Technica suggerisce che EMI potrebbe essere insoddisfatta del ritorno economico derivante dall’ investimento annuale di 130 milioni di dollari in IFPI e RIAA. Soldi utilizzati anche per finanziare le 30mila azioni legali contro comuni cittadini USA, accusati di pirateria online.

Uno strumento che, tuttavia, non sembra sortire effetto : le vendite dei CD sono costantemente in calo , mentre continua a crescere del traffico del P2P. Di recente , anche il CEO di Warner Music, Edgar Bronfman, aveva invitato i suoi colleghi a fare un passo indietro e riconsiderare la strategia con cui affrontare le nuove sfide del mercato. ( L.A. )

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