L’enorme nuovo archivio appena riversato negli Epstein Files chiama in causa alcuni nomi importanti dell’ambito tecnologico come Bill Gates ed Elon Musk. Non è però su questo che vogliamo concentrarci qui, ma sul metodo scelto dal Dipartimento di Giustizia statunitense per consentire o negare l’accesso ai contenuti.
Il Dipartimento USA, gli Epstein Files e l’age gate
Come noto, si tratta di documenti che contengono riferimenti a crimini incluse le pratiche sessuali con il coinvolgimento di minori. Ci sono anche immagini e video, seppur non espliciti. Ecco perché c’è un age gate per fermare chi non ha compiuto 18 anni. Peccato che si tratti di quello più banale e inutile di tutti: Sei maggiorenne?
, basta premere Sì
e si è dentro.

Con un No
comparirebbe invece il più classico dei messaggi d’errore: Accesso proibito, devi avere almeno 18 anni per accedere a questo contenuto
. La più inefficace e aggirabile forma di verifica dell’età online, al pari di quella che da sempre finge di tenere i minorenni lontani dai siti porno.

Nel momento storico in cui si obbligano le piattaforme a implementare age gate efficaci, stupisce vedere che un portale istituzionale come quello del Dipartimento USA si limiti a un Sì
o No
, rimettendosi all’onestà di chi risponde.
Bill Gates ed Elon Musk tra i nuovi documenti
A proposito degli Epstein Files e dei nomi importanti nelle Big Tech, tra gli oltre tre milioni di nuovi documenti pubblicati ce ne sono diversi che chiamano in causa Bill Gates. Il diretto interessato ha già smentito tutto quanto emerso: droga, incontri illeciti e rimedi per malattie sessualmente trasmissibili. Sull’argomento è intervenuto anche Elon Musk, ovviamente tramite X, dichiarando di essere sempre stato favorevole alla diffusione pubblica dei fascicoli e parlando di una diffamazione nei suoi confronti ora che il suo nome è emerso in alcune email che lo legherebbero al finanziere condannato.