EUCD, nuovo ok in Commissione

Anche la Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati esprime parere favorevole al recepimento della direttiva europea sul diritto d'autore. Più vicino l'ok della Camera


Roma – Non si ferma la corsa della European Union Copyright Directive (EUCD) che è sempre più vicina ad essere recepita anche nell’ordinamento italiano. Martedì scorso, infatti, la VII Commissione della Camera dei Deputati ha dato il proprio parere favorevole.

Il parere favorevole è stato votato dalla Commissione con alcuni distinguo che riguardano procedure di natura tecnica ma in nessun modo toccano il cuore della direttiva, ritenuto da molti assolutamente pericoloso per la libertà di sviluppo e di ricerca scientifica e, più in generale, per le libertà digitali.

Come noto la EUCD, sulla quale già si è espressa favorevolmente anche la Commissione sulle politiche UE della Camera, è pensata per armonizzare le normative sul diritto d’autore nell’Unione, una armonizzazione che prevede una sostanziale espansione del diritto di proprietà intellettuale con conseguenze secondo molti nefaste sull’innovazione tecnologica. Non è un caso che quando si parla di EUCD i più ricordano anche il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) americano, una normativa varata nel 1998 che oggi invade e limita ampi settori della ricerca.

Con questi pareri favorevoli il cammino della EUCD in Italia diventa meno lungo, sebbene il decreto legislativo di recepimento debba ancora superare altri esami in commissione e ottenere l’ok della Camera prima di passare al Senato.

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  • Anonimo scrive:
    Replica generale
    Vorrei far notare ai signori che, essendone giustamente convinti, affermano come determinata publicità online non incontri il loro interesse bensì una forma di automatica censura che la ricerca in questione si riferisce a campagne di branding, ovvero quelle operazioni volte a creare notorietà di marchio e non, invece, finalizzate alla promozione di prodotto. Benchè la consapevole volontà dell'utente lo porti a rifiutare la comunicazione specifica, altra cosa è l'inconsapevole ricezione e conseguente memorizzazione di un marchio. L'effetto principale di questo push lo si ha nel cosidetto acquisto di impulso. Inoltre, checchè se ne dica, il consumatore associa inconsapevolmente al prodotto di un'azienda, il cui marchio gode di maggior notorietà, una presunta maggiore qualità rispetto ad altri prodotti identici commercializzati da quelle aziende quasi sconosciute.
  • laforge scrive:
    Io le ho eliminate ...
    Esistono tanti software ... tanti programmini anche free... che una volta installati e configurati bene quando navighi vedi al posto dei banner un bel "This ad ZAPPED!" ... e' in quei momenti che mi sento veramente ... libero... e salvo la banda da tutte ste cacchiate...e le pagine le scarico piu' rapidamente :)Spiacente PI anche a voi zappo i banner, siete una ottima rivista ... ma ogni tanto il vostro advertising mi rallentava la pagina ... ma ora ... ZAPPED!
  • Anonimo scrive:
    Pubblicità
    La pubblicità è l'anima del commercio....Non mi pare sia una espressione coniata negli ultimi anni....E' sempre stato così.La pubblicità fa giare i soldi, fa acquistare e fa vendere...Fa girare queglistessi soldi che ognuno di noi si mette in tasca a fine mese.Pensiamoci.
  • Anonimo scrive:
    branding e/o informazione
    anche io sono uno che le pubblicità le sorvola in modo "automatico", ma penso che questo faccia parte del gioco del loro meccanismo. In realtà penso contino sul superamento del rifiuto cosciente per arrivare alla lettura passiva del messaggio, più subdola perchè in qualche modo subliminale.Penso non sia il caso cmq delle pubblicità su internetIn uno spot televisivo si ha un effetto combinato di messaggio parlato e messaggio visivo, mentre il banner diventa automaticamente una zona di non-visione nel senso letterale del termine, e il messaggio riesce ad arrivare in una qualsiasi forma: l'area viene semplicemente esclusa dall'area visiva di attenzione, in quanto percepita come effetto grafico di disturbo.Se poi i pubblicitari tornassero alla buona vecchia "informazione", invece di farsi pippe mentali sul branding, ne avrebbero tutti un gran giovamento: buona per esempio la pubblicità dei sughi barilla, li vedi fare, capisci cosa c'è dentro, e ti viene voglia di assaggiarli...
  • Anonimo scrive:
    MA NON DICIAMO CAVOLATE
    Saranno almeno 5 anni che io non clicco più su un banner pubblicitario....queste sono le tipiche notizie "finte" per spingere le aziende ad investire di più sulla pubblicità online e basta.Fosse per me non avrebbero pane da mangiare.E comunque devo dire che effettivamente anche il mio cervello ha sviluppato un meccanismo per cui anche senza guardare direttamente il banner, lo riconosce e lo ignora in automatico.... :)ciao
    • TieFighter scrive:
      Re: MA NON DICIAMO CAVOLATE
      Te ne intendi di pubblicita eh? ;)Se tu avessi visto un po' di case studies sull'argomento rimarresti ad occhi aperti.Purtroppo siamo tutti abituati a misurare le cose che accadono nel mondo con quello che accade a noi.
      • Anonimo scrive:
        Re: MA NON DICIAMO CAVOLATE
        siete vivi ?:)) secondo me la pubblicità online affianca la pubblicità offline in diversi settori . badate bene affiancare significa portare beneficio alla pubblicità offLine .a me sembra una grand cosa....tutto sta a saper come pubblicizzare un prodotto o un'azienda. lohackzzz
    • Anonimo scrive:
      Re: MA NON DICIAMO CAVOLATE
      Ecco, bravo, hai proprio ragione! Non dire cavolate.Sarò veloce: il banner come mezzo di soddisfazione di un bisogno ha fallito (siamo sicuri? in base a cosa ha fallito? qual'era il nostro riferimento?). Ma pensa un secondo: tu la pubblicità che vedi in TV la guardi con attenzione? O sui giornali? Eppure il "ricordo" di quello che hai visto resta nella tua testa.Ed è esattamente quello che la pubblicità deve fare. Ed anche la pubblicità on line lo fa.Poi che non sia il massimo il rendimento tra costo e benificio (tutto da dimostrare!!) te lo posso concedere, ma ricorda che si tratta di un mezzo nuovo su mezzi nuovi in continua evoluzione.dede@mymag.it
      • Anonimo scrive:
        Re: MA NON DICIAMO CAVOLATE
        siamo sinceri, se il massimo benificio della pubblicità su internet si misura nei click ai siti ad essa collegati allora con internet si ha sicuramente un mezzo immediato per capire l'interesse generato... ma e qui il ma viene spontaneo sulla radio, tv o giornali questo mezzo di controllo non c'è e su cosa si basano per sapere che effetto ha avuto? ho fatto in apssato pubblicità alla radio e sui giornali e ancora ne faccio, qualcuno è venuto e me lo ha dimostrato altri sono venuti e non hanno detto nulla, internet ha fallito perchè ci si aspettava che se faccio vedere la pubblicità 50000 volte almeno 10000 click sarebbero arrivati ma sui giornali e sulla tv io non posso avere i click e quindi? secondo me la pubblicità su internet o su ogni altro mezzo mantiene la stessa valenza, è pubblicità e coem tale ha persone che sono più sensibili e altre meno stop
      • Canvil scrive:
        Bravo
        Quindi è lecito fare leva su un sistema che il nostro cervello utilizza per ricordare le cose pur di vendere?Ma toglimi una curiosita ; a che ca@@o servono i motori di ricerca?Meglio il subliminale pur di vendere?
  • Anonimo scrive:
    Se.............
    Se sono tutti "consumatori" come me, questi crepano di fame.Io le pubblicità manco le vedo più oramai..........Il mio cervello automaticamente le censura.Lavorate lavorate, "advertiser" del cavolo, tanto là fuori è pieno di gonzi !!
    • Anonimo scrive:
      Re: Se.............
      - Scritto da: Anonimo
      Lavorate lavorate, "advertiser" del cavolo,
      tanto là fuori è pieno di gonzi !!Il problema è che là fuori è DAVVERO pieno di gonzi.Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Se.............
      ma la pubblicità migliore fa appunto questo: farti credere che tu sei superiore e non la vedi nemmenoe che poi decidi cosa comprare "in assoluta libertà"(anche se non credo sia il caso della pubblicità online: è troppo invadente e quindi solo fastidiosa)- Scritto da: Anonimo
      Io le pubblicità manco le vedo più
      oramai..........

      Il mio cervello automaticamente le censura.
      • Anonimo scrive:
        Re: Se.............l'effetto rigetto
        l'effetto rigetto è una realtà che, per ovvie ragioni, si preferisce non affrontare. Altro aspetto molto rilevante ai fini dell'investimentto pubblicitario, è la percentuale di gradimento del messaggio; un dato che non credo venga neanche rilevato. Se la comunicazione pubblicitaria non piace ai loro destinatari, il cosiddetto "target", rischia di essere controproducente
        • Houdini scrive:
          Re: Se.............l'effetto rigetto
          Lo sapevate che Dixan fa le pubblicità più brutte che può perchè così la gente lo schifa e ... lo compra.La pubblicità (ma sarebbe meglio dire il marketing) non viene creata da "creativi", ma prima ancora da psicologi,sociologi etc. etc. Tanto tutti voi che dite "io non guardo alla pubblicità!" alla fine comprate pur qualcosa!E avete un criterio (a parte il no entro butto ne carrello degli oggetti e spero siano quelli che mi servono, ne comprerò degli altri)Quindi per assurdo, ma non è assurdo, ci sono aziende che non fanno pubblicità per vendere a chi compra solo da aziende che non fanno pubblicità... anche quello è marketing.Diciamo che il discorso è complesso... e che bollare quelle statistiche come superficiali solo perchè non le si capisce mi sembra "avventato".Ciao a tutti Houdini
        • Anonimo scrive:
          Re: Se.............l'effetto rigetto
          La pubblicità agisce su leve inconsce e, soprattutto, è orientata al target (quello che non ha influenza su di te avrà influenza su altri e viceversa).Pensa di essere davanti allo scaffale di un supermercato, devi comprare un prodotto che non conosci bene e ci sono diverse marche. Una di queste marche ha appena terminato una martellante campagna pubblicitaria, consciamente puoi pure non ricordartela però non pensare che lo stimolo non ti sia arrivato.E' vero, tu puoi essere più o meno ricettivo, ma non credere di essere intoccabile, le aziende non spenderebbero milioni (di Euro) se in qualche modo questi soldi non gli tornassero indietro...
          Altro aspetto molto rilevante ai fini
          dell'investimentto pubblicitario, è la
          percentuale di gradimento del messaggio; un
          dato che non credo venga neanche rilevato.viene rilevato, eccome no!(si chiama Tv-track)"La televisiun, la te indrumenta cuma'n coiun..."
    • Anonimo scrive:
      Re: Se.............
      domanda : nella tua testa e' rimasto qualche marchio di qualche azienda(esempio che vende pasta,che vende formaggi....) quella e' pubblicità pura e semplice .salutilohackzzz
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