Eugene Kaspersky, l'anti-Apple

Il controllo dell'App Store ancora una volta pomo della discordia. Stavolta, però, l'azienda russa sarebbe stata fermata già in fase di sviluppo. E il suo CEO attacca la chiusura della Mela

Roma – Kaspersky accusa Apple di voler bloccare i tentativi da parti terze di apportare miglioramenti ad iPhone.

Secondo quanto affermato dal CEO Eugene Kaspersky, Cupertino avrebbe ripetutamente rifiutato di fornirgli gli strumenti di sviluppo necessari a creare software di sicurezza per il telefono. Sarebbero due anni d’altronde, secondo quanto riferisce Kaspersky, che la sua azienda è in contatto con Apple per tentare di sviluppare il software anti-furto, ma non riuscendo mai a smuovere Cupertino.

A differenza dei Symbiam e Windows Mobile, per cui Karspersky già fornisce servizi, il rischio non sarebbe quello di virus, ma la questione riguarderebbe la sicurezza dei dati. In particolare un sistema antifurto che permetta di non perdere tutte le informazioni gestite con lo smartphone. Mentre, infatti, il rischio di essere infettati da un virus sul melafonino sono, spiega Kaspersky, “praticamente nulle”, restano comunque alcuni rischi , come quello di perdere dati importanti (contatti, password ecc).

La società russa dunque rilancia e attacca la strategia stessa della Apple e il modello di App Store rigidamente controllato , proprio mentre Microsoft con Windows Phone 7 sembra andare sulla stessa strada.

Secondo Kaspersky Cupertino dovrebbe abbandonare il modello closed finora adottato e Steve Jobs dovrebbe “spendere i prossimi tre anni a costruire una software community intorno alla Mela”: solo seguendo la stessa strada adottata anni fa da Redmond per i PC – spiega – potrà infatti uscire dalla propria nicchia e diventare la nuova Microsoft .

Claudio Tamburrino

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