Europa verso il ban di Huawei e ZTE per la sicurezza

Europa verso il ban di Huawei e ZTE per la sicurezza

L'Ue prepara la messa al bando delle componenti cinesi per le sue infrastrutture critiche: Huawei e ZTE tra le aziende più colpite.
Europa verso il ban di Huawei e ZTE per la sicurezza
L'Ue prepara la messa al bando delle componenti cinesi per le sue infrastrutture critiche: Huawei e ZTE tra le aziende più colpite.

Presto l‘Europa annuncerà il ban delle componenti prodotte dalle realtà cinesi per quanto riguarda le infrastrutture chiave presenti nel vecchio continente. Entro questa settimana, Bruxelles ufficializzerà la misura, stando a quanto riportato da alcune fonti ritenute a conoscenza dell’iniziativa, ma per ovvie ragioni rimaste anonime. Lo ha svelato il Financial Times, identificando in HUAWEI e ZTE due delle aziende maggiormente colpite. Si attendono conferme.

Pronto il ban in Europa per HUAWEI e ZTE

Il riferimento è alle apparecchiature destinate a sistemi come le reti delle telecomunicazioni (inclusi i network 5G), gli impianti dell’energia solare sempre più diffusi e gli scanner per la sicurezza. L’obiettivo è duplice: da una parte diminuire la dipendenza dell’Ue dalle società che hanno sede fuori dal vecchio continente, dall’altra evitare che possano essere raccolte informazioni sensibili, un po’ come già fatto negli anni scorsi dagli Stati Uniti durante la prima amministrazione Trump.

La proposta è legata alla cybersecurity e, stando a quanto emerso, dovrebbe essere presentata formalmente nella giornata di martedì 20 gennaio. Nasce con lo scopo di rendere più omogeneo l’approccio europeo al problema, poiché le indicazioni fornite fino a oggi sono state spesso ignorate. Financial Times segnala il recente accordo siglato dalla Spagna con HUAWEI, per allestire il sistema per effettuare le intercettazioni.

Le tempistiche stabilite per l’eliminazione dei fornitori cinesi terranno conto dei rischi posti da ciascuna azienda e delle conseguenze derivanti dal dover trovare un’alternativa, anche dal punto di vista economico. In alcuni settori richiederà un grande dispendio di risorse: ad esempio in quello dei pannelli solari, prodotti per oltre il 90% nel paese asiatico.

In seguito alla presentazione da parte della Commissione, come già scritto prevista per questa settimana, la misura sarà discussa dal Parlamento europeo e dai singoli stati membri. Quasi certamente l’iter incontrerà resistenze. Nessuna delle parti citate ha rilasciato commenti in merito.

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Pubblicato il
19 gen 2026
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