Europa, Italia condannata per il DTT

Confermate le conclusioni della Commissione: gli incentivi per i decoder sono aiuti di stato illegittimi. Le emittenti che ne hanno beneficiato devono ora rimborsare
Confermate le conclusioni della Commissione: gli incentivi per i decoder sono aiuti di stato illegittimi. Le emittenti che ne hanno beneficiato devono ora rimborsare

Il Tribunale di primo grado europeo ha respinto il ricorso di Mediaset che chiedeva di annullare la decisione con cui la Commissione imponeva all’Italia di recuperare dai beneficiari (le emittenti dei digitale terrestre) le somme erogate e i relativi interessi.

La decisione riguarda gli incentivi concessi per l’acquisto o il noleggio di decoder in vista del passaggi al digitale terrestre , giudicati aiuti di stato dalle istituzioni europee: un contributo pubblico di 150 euro a favore di ogni utente che avesse comprato o affittato un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali previsto dalla Finanziaria 2003 (e sbloccati dalla legge Gasparri del 2004) e poi rifinanziato nel 2005 per un importo di 70 euro, in entrambi i casi con un limite di spesa di 110 milioni di euro l’anno.

La nuova sentenza T-177/07 del primo grado di giudizio europeo (impugnabile davanti alla Corte di giustizia) conferma le conclusioni della Commissione e giudica aiuto di stato illegittimo il vantaggio concesso a determinate emittenti (quelle digitali terrestri e via cavo) a discapito delle tv satellitari. Motivo per cui Europa 7 e Sky Italia avevano fatto ricorso.

Sebbene il passaggio al digitale terrestre costituisse un obiettivo di interesse comune, spiega l’Europa, la misura viola il principio della neutralità tecnologica e risulta sproporzionato non evitando inutili distorsioni della concorrenza. D’altro canto un contributo simile erogato nel 2006 non è stato tirato in ballo dall’autorità europea, in quanto a beneficiarne potevano esserne anche i decoder satellitari.

Mediaset si era peraltro appellata al principio della certezza del diritto, minacciato, secondo la difesa, dalla difficoltà (o vera e propria impossibilità) a determinare le somme da recuperare, dovendo distinguere il calcolo dell’aiuto erogato, il numero di telespettatori attirati e gli interessi maturati.

L’Italia, dunque, dovrà ora provvedere a recuperare le somme erogate e i relativi interessi dai beneficiari , individuati nelle emittenti non satellitari: si tratta, evidentemente, di vantaggi indiretti (in quanto il giudice europeo ha ritenuto che la coincidenza con il lancio dell’offerta pay-per-view Mediaset Premium non sia direttamente correlata con l’offerta dei decider digitali) e sarà competenza dei giudici italiani stabile la somma debita.

Mediaset ha già annunciato l’intenzione di fare ricorso, anche perché ritiene che i contributi sono stati versati non all’emittente ma ai consumatori (ma di vantaggio indiretto parla lo stesso giudice europeo). In ogni caso ricorda di aver già accolto una richiesta del ministero delle Comunicazioni italiano di versamento preventivo della somma imputabile al presunto aiuto di stato, denaro per cui ha già chiesto la restituzione al tribunale competente.

Claudio Tamburrino

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