Dall'Europa le linee guida per l'etica dell'IA

Le linee guida della Commissione Europea per uno sviluppo etico dell'intelligenza artificiale: sette indicazioni per l'IA a misura di essere umano.

Il lavoro dell’High Level Group on Artificial Intelligence istituito dalla Commissione Europea, avviato nel giugno scorso e passato nel mese di dicembre dalla condivisione di una prima bozza riguardante le linee guida a cui far riferimento nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, si concretizza oggi con la pubblicazione delle indicazioni da seguire per dar vita a sistemi IA che possano essere ritenuti affidabili e in grado di tener conto dei valori etici.

Europa: intelligenza artificiale ed etica

Il documento specifica anzitutto che gli algoritmi devono come prima cosa sottostare alle imposizioni delle normative vigenti. È il requisito fondamentale da rispettare, senza il quale un sistema IA non può essere ritenuto conforme. Sono poi stati fissati dei paletti entro i quali dovranno necessariamente muoversi gli sviluppatori nel loro lavoro finalizzato a dar vita a soluzioni software destinate all’elaborazione delle informazioni o all’erogazione dei servizi.

La pubblicazione odierna delle linee guida costituisce l’ennesimo step di un percorso che non termina qui: entro l’estate sarà avviata una cosiddetta fase pilota che coinvolgerà nuovi soggetti nella discussione. All’inizio del prossimo anno il gruppo di esperti analizzerà i feedback raccolti e stilerà un nuovo elenco di requisiti, sottoponendolo alla Commissione che a quel punto determinerà quale direzione intraprendere.

Ancora, a partire da oggi aziende, pubbliche amministrazioni e organizzazioni del vecchio continente possono entrare a far parte della European AI Alliance così da essere immediatamente avvisate una volta che il progetto prenderà il via.

IA ed etica: le linee guida

Riportiamo dunque di seguito le linee guida pubblicate, frutto di un lavoro strettamente legato alla strategia IA messa in campo nell’aprile dello scorso anno dell’Europa e che, tra gli altri obiettivi, prevede un incremento degli investimenti nel settore (pubblici e privati) di almeno 20 miliardi di euro ogni anno per il prossimo decennio.

  • I sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero sostenere una società equa, supportando i diritti fondamentali, senza ridurre, limitare o fuorviare l’autonomia umana.
  • Un’intelligenza artificiale affidabile richiede algoritmi sicuri e abbastanza robusti da poter gestire errori o incongruenze lungo tutte le fasi del ciclo vitale dei sistemi IA.
  • I cittadini dovrebbero avere il pieno controllo sui loro dati e le informazioni che li riguardano non devono essere impiegate per danneggiarli o discriminarli.
  • Dev’essere garantita la tracciabilità dei sistemi IA.
  • I sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero considerare l’intero insieme delle abilità umane, delle capacità e dei requisiti, assicurando l’accessibilità.
  • I sistemi IA dovrebbero essere impiegati per favorire cambiamenti positivi a livello di impatto sociale, migliorando la sostenibilità e la responsabilità dal punto di vista ecologico.
  • Dovrebbero essere impiegati meccanismi in grado di assicurare le responsabilità per i sistemi IA e per gli esiti del loro utilizzo.

Innovazione ed equilibrio

L’Europa si impegna dunque a guidare l’innovazione, a incanalarla, ma senza imbrigliarla. L’esigenza è quella di trovare un giusto equilibrio, affinché l’IA possa esprimere appieno il proprio potenziale in ambiti che vanno dall’analisi dei dati alla ricerca medica, dal settore energetico all’industria, fino all’automotive, alla sicurezza in campo informatico e alla finanza. Andrà fatto non sottovalutando però i rischi connessi a uno sviluppo incontrollato che, inevitabilmente, solleva timori di natura legale ed etica.

Un altro problema che ci si troverà ad affrontare è quello relativo all’interazione con realtà e paesi che operano all’infuori dello spazio UE. L’azione degli algoritmi e l’accesso ai dati, infatti, non sono per ovvie ragioni limitati da confini geografici. Per questo motivo la Commissione ha confermato l’intenzione di rafforzare le partnership con paesi come Giappone, Canada e Singapore, in modo da far fronte comune nelle discussioni sul tema che si terranno a livello internazionale in sedi come il G7 e il G20.

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Fonte: Commissione Europea
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