UE: nuove regole sulle criptovalute entro il 2024

L'Europa si appresta a definire nuove regole per quanto concerne l'impiego di criptovalute e blockchain: l'obiettivo è favorire l'innovazione.
L'Europa si appresta a definire nuove regole per quanto concerne l'impiego di criptovalute e blockchain: l'obiettivo è favorire l'innovazione.

Il 78% dei pagamenti nel vecchio continente avviene ancora in contanti. È necessario accelerare con le iniziative a sostegno del cashless e delle transazioni digitali. Lo sanno bene a Bruxelles dove la Commissione è al lavoro per definire una strategia che porterà entro il 2024 il vecchio continente ad abbracciare finalmente l’innovazione nel campo finanziario attraverso lo strumento normativo: l’Europa si prepara a definire regole che terranno conto di nuove dinamiche e nuove tecnologie, anzitutto quelle legate alle criptovalute.

Crypto, stablecoin e blockchain: l’Europa al lavoro

Un documento trapelato e consultato da Reuters fa riferimento esplicito all’impiego delle blockchain e più in generale delle Distributed Ledger Technology. Quella alle porte può essere descritta come una sorta di svolta FinTech per le istituzioni europee, forse stimolate dalla discussione sul tema accesa in seguito alla presentazione del progetto Libra da parte di Facebook che se da un lato ha fatto suonare un campanello d’allarme dall’altro ha portato alla luce le opportunità connesse.

Entro il 2024 l’Europa dovrà mettere in atto un quadro completo per consentire l’adozione dei sistemi DLT e delle asset crypto nel settore finanziario. Dovrà inoltre affrontare i rischi associati a queste tecnologie.

Non è dunque da escludere che anche nelle aule della politica continentale presto si inizi a parlare con una certa frequenza di stablecoin, che a differenza di criptovalute come Bitcoin hanno il loro valore vincolato a quello di un asset tradizionale. Ciò le mette al sicuro dal rischio volatilità evitando variazioni repentine spesso legate a manovre di speculazione.

Le regole che Bruxelles si appresta a discutere dovranno per forza di cose tener conto anche della gestione dei dati. Andrà trovato il giusto punto di equilibrio tra la loro necessaria tutela e l’impiego per la creazione e l’erogazione di servizi innovativi, ad esempio quelli dedicati a pagamenti istantanei e transfrontalieri.

Fonte: Reuters
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