Acquisizione CTRL-Labs: Facebook come Neuralink?

CTRL-Labs è la nuova acquisizione di Facebook: la startup ha messo a punto un bracciale in grado di interpretare i pensieri e convertirli in comandi.
CTRL-Labs è la nuova acquisizione di Facebook: la startup ha messo a punto un bracciale in grado di interpretare i pensieri e convertirli in comandi.

Nuova acquisizione per Facebook: questa volta tocca a CTRL-Labs, una startup con sede a New York fondata meno di quattro anni fa e responsabile di una tecnologia che permette di controllare i device con il solo pensiero. Stando a quanto rendono noto fonti a conoscenza dell’operazione (non confermate), l’entità dell’investimento economico messo sul piatto è compresa tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari.

Facebook compra CTRL-Labs per l’interfaccia neurale

Il sistema messo a punto dal team permette di interpretare gli input neurali attraverso un dispositivo indossabile e non invasivo, più nello specifico un bracciale, per poi tradurli in comandi da inviare a un software. Un principio non del tutto dissimile da quello sperimentato da Elon Musk con Neuralink, una sorta di interfaccia neurale. Queste le parole di Andrew Bosworth, Vice President della divisione AR/VR per il gruppo di Menlo Park.

Una tecnologia di questo tipo ha il potenziale di offrire nuove possibilità creative e di re-immaginare le invenzioni del XIX secolo nel contesto odierno.

We spend a lot of time trying to get our technology to do what we want rather than enjoying the people around us. We…

Pubblicato da Andrew Bosworth (Boz) su Lunedì 23 settembre 2019

Il personale di CTRL-Labs si unirà a quello già al lavoro nei Reality Labs di Facebook, dove già stanno prendendo vita gli occhiali AR connessi al cervello. Questo il funzionamento del bracciale: gli impulsi elettrici trasmessi dai neuroni nel midollo spinale per attivare i muscoli ed effettuare i movimenti, paragonabili in un certo senso ai click del mouse o alla pressione di un pulsante, possono essere intercettati dai sensori posizionati nel dispositivo e convertiti in un segnale di tipo digitale da inviare a sua volta a una qualsiasi interfaccia.

Uno dei fondatori della startup è Thomas Reardon, in passato al lavoro con Microsoft. Tra coloro che in seguito alla creazione hanno contribuito a finanziarne l’attività con un investimento complessivo quantificato in 28 milioni di dollari anche Alphabet (la parent company di Google) e Amazon attraverso l’Alexa Fund. La strategia di Facebook relativa alle acquisizioni è stata di recente messa sotto osservazione da parte della Federal Trade Commission statunitense per possibili ripercussioni negative sulla concorrenza.

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