Facebook, dai link ai like?

L'invio di link all'interno di messaggi privati provocherebbe un aumento dei "mi piace" sulle pagine dei link stessi. Il sito in blu parla di un bug nei plugin social

Roma – È rimbalzato rapidamente in Rete, pur rimosso dai responsabili di YouTube per violazione delle policy sui contenuti NSFW . Rimasto sull’altra piattaforma di video sharing Vimeo, il test di Ashkan Soltani ha seminato il panico tra gli utenti in blu che tengono alla privacy, ripreso dai grandi quotidiani internazionali. Facebook si intrufolerebbe nei messaggi privati dei suoi iscritti per pompare il numero di like sulle singole pagine web?

Questo suggerisce la prova di Soltani, che ha spedito un messaggio privato ad uno dei suoi contatti sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. L’esperto in sicurezza informatica ha allegato un link al sito web di un fotografo professionista, andando immediatamente a controllare il totale dei like nel plugin social sul sito stesso. Subito dopo l’invio del messaggio, il numero di “mi piace” sale di due unità .

Dopo svariate prove con i messaggi privati, Soltani ha deciso di effettuare un secondo controllo con il tool di Facebook Graph API Explorer. Lavorando con il codice relativo al messaggio inviato all’amico, si ottiene lo stesso risultato: il totale dei like sulla pagina web del fotografo aumenta ogni volta di due . “Fino a 1800 like in un’ora”, spiega l’esperto sul sito Hacker News .

Cosa succede? Si tratta forse di un bug nelle API in blu? O più semplicemente Facebook legge il contenuto dei messaggi privati, considerando di fatto l’invio di un link come un “mi piace” da parte dell’utente? Come noto, il social network di Menlo Park analizza i messaggi privati per contrastare le attività di spamming o l’invio di materiale di stampo criminoso. Ma gli utenti in blu non si aspetterebbero certo un collegamento diretto tra link e like .

Immediata la reazione dei vertici del sito californiano, che avrebbero trovato un bug nei plugin social sui siti terzi, dunque non presente sulle singole pagine interne alla piattaforma . Nessun problema per la privacy degli utenti, dal momento che gli algoritmi in blu partono alla ricerca automatica di contenuti classificabili come spam. L’invio di un link via messaggi privati andrebbe a rimpolpare il totale delle condivisioni sui vari plugin.

Secondo i responsabili del social network, nessuna informazione privata verrebbe condivisa, né verrebbero modificate le impostazioni per la tutela della privacy. “I link condivisi attraverso i messaggi privati non vanno a modificare il calcolo dei like sulle pagine Facebook”, ha spiegato un portavoce. In pratica, nessuna condivisione pubblica dei link inviati dagli utenti agli amici social .

Mauro Vecchio

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  • asd scrive:
    l'IT in italia fa schifo
    e continuerà a a farlo non c'e' rispetto per questa professione a meno che non ti prendano in grandi aziende, basti vedere le aziende di mezzo tra il cliente e il lavoratore
  • Young&Nerd scrive:
    come ho interpretato l'articolo
    ho letto il primo quarto, poibla bla bla bla bla bla......In sintesi, ecco come facciamo a fregarvi altri soldi tramite agenzie e menate del genere e farvi contenti.150mln quà, 150 mnl làil presidente,il commissario,la segreteria,la trasferta,le auto,...continuate voisono sfiduciato
  • Urik scrive:
    Grazie per essersi disicritto ...
    Grazie per essersi disicritto dall mailing list informativa di T****alia. Il suo nome sarà rimosso dalla lista entro 5 giorni lavorativi !!! :oMa dove volete andare ?
  • campione scrive:
    tante belle chiacchiere
    Tante belle chiacchiere come al solito. Una bella pioggia di milioni di euro di denaro pubblico che andrà in tasca ai soliti noti, come al solito. Chi crede ancora che questa gente possa fare qualcosa di buono per le persone che vivono in questo paese è a dir poco matto.
  • non fumo non bevo e non dico parolacce scrive:
    x la redazione
    non scherzo.un ringraziamento per aver tolto l'audio alla pubblicità.consulto p.i. la mattina presto (mooolto presto) quando a casa tutti ancora dormono e qualche giorno fa avevo svegliato tutta la famiglia, con ovvi "accident'ammè che non avevo abbassato l'audio".saluti.
    • navigatore navigato scrive:
      Re: x la redazione
      Premesso che dell'esistenza di una pubblicità fastidiosa su PI l'ho scoperto solo grazie ai post con le lagnanze, se usi firefox ti consiglio un paio di add-on che funzionano egregiamente:- Adblock Plus (appena installato, vai in Gestione filtri e ti carichi la lista per l'Italia)- Noscript (appena installato, vai nelle Opzioni e poni particolare attenzione alle impostazioni delle schede Generale e Aspetto; quando visiti un sito permetti solo lo stretto necessario)noterai la differenza!
      • bancai scrive:
        Re: x la redazione
        - Scritto da: navigatore navigato
        Premesso che dell'esistenza di una pubblicità
        fastidiosa su PI l'ho scoperto solo grazie ai
        post con le lagnanze, se usi firefox ti consiglio
        un paio di add-on che funzionano
        egregiamente:

        - Adblock Plus (appena installato, vai in
        Gestione filtri e ti carichi la lista per
        l'Italia)

        - Noscript (appena installato, vai nelle Opzioni
        e poni particolare attenzione alle impostazioni
        delle schede Generale e Aspetto; quando visiti un
        sito permetti solo lo stretto
        necessario)

        noterai la differenza!non so, tutta la roba flash l'ho bloccata e non mi accorgo di nulla...
  • Lammy scrive:
    Libri elettronici all'italiana
    Non ho letto l'ultimo testo di legge, ma quello in vigore fino ad ora, indicava libri di testo obbligatoriamente disponibili "anche" in versione elettronica.Bel pasticcio all'italiana (grazie alla pressione degli editori e della filiera della stampa), per cui ci si ritrova simpatici libri (tradizionali), con parte del contenuto, integrativo o extra, su sito o CD/DVD allegato. Moolto pratico, vero? (*ironico*)Il testo dell'articolo suggerisce che questo "obbligo" sia stato mantenuto tale quale. Come è ovvio che sia, nella tradizione pizza e mandolino.Se un universitario novello stesse sognando di studiare solo sull'Ipad, può continuare con il suo sogno, fino al risveglio.Per noi emigrati intanto attivano il servizio SE.CO.LI. (servizi consolari online - ma chi è quel genio che ha creato un'acronimo coì accattivante?). Tutto ben gestito attraverso mailing list. Un passo avanti (*ironico* 2).saluti da un paese dove la banda larga è arrivata 8 anni fa. No, forse 10.cordialmente
    • ... scrive:
      Re: Libri elettronici all'italiana
      Un governo moderno e preparato dovrebbe modificare l'Istruzione non facendo taglia a dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe abolire i libri cartacei, dalle medie in su. Ed allo stesso tempo garantire che i prezzi dei libri elettronici siano giusti (e per giusto intendo il 40% del prezzo del cartaceo). Basta un ebook reader (ce ne sono da 40 euro in commercio) e con una spesa massima di 100 euro per i libri elettronici le famiglie avrebbero un bel risparmio. Questo è il modo di andare contro la crisi, altro che tagli!
      • Leguleio scrive:
        Re: Libri elettronici all'italiana
        - Scritto da: ...
        Un governo moderno e preparato dovrebbe
        modificare l'Istruzione non facendo taglia a
        dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe
        abolire i libri cartacei, dalle medie in su. Ed
        allo stesso tempo garantire che i prezzi dei
        libri elettronici siano giusti (e per giusto
        intendo il 40% del prezzo del cartaceo). Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma l'Italia non è un'economia pianificata, come era quella dell'Urss e come lo sono tuttora quelle di Cuba e della Corea del Nord.In parole povere: il prezzo dei libri lo stabilisce l'editore. :| Sì, <B
        anche per quelli elettronici </B
        , la carta e la rilegatura non credere incidano più di tanto.
        Basta un
        ebook reader (ce ne sono da 40 euro in commercio)
        e con una spesa massima di 100 euro per i libri
        elettronici le famiglie avrebbero un bel
        risparmio. Questo è il modo di andare contro la
        crisi, altro che
        tagli!Ripeto, il prezzo lo fa l'editore, non il governo.Si potrebbe ingiungere a tutti i docenti di adottare come libri di testo solo quelli che hanno un costo contenuto. Ma anche lì, temo che ci sarebbero alzate di scudi, il libero insegnamento è garantito dalla costituzione: se un gruppo di insegnanti sostiene che tutti i libri di testo economici fanno schifo, il parlamento non può far nulla.Ho assistito a diversi dibattiti in tv sul caro-libri scolastici, e ogni volta c'era qualcuno (in genere uno sprovveduto) che faceva proposte facili per un problema complesso. Va da sé, proposte inapplicabili.
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: ...


          Un governo moderno e preparato dovrebbe

          modificare l'Istruzione non facendo taglia a

          dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe

          abolire i libri cartacei, dalle medie in su.
          Ed

          allo stesso tempo garantire che i prezzi dei

          libri elettronici siano giusti (e per giusto

          intendo il 40% del prezzo del cartaceo).

          Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma
          l'Italia non è un'economia pianificata, come era
          quella dell'Urss e come lo sono tuttora quelle di
          Cuba e della Corea del
          Nord.
          In parole povere: il prezzo dei libri lo
          stabilisce l'editore. :| Sì, <B
          anche per
          quelli elettronici </B
          , la carta e la
          rilegatura non credere incidano più di tanto.Dici che il grosso del costo sia dato dallo spostare ogni anno le figure dal punto A al punto B? Oppure che il grosso è il margine degli editori?


          Basta un

          ebook reader (ce ne sono da 40 euro in
          commercio)

          e con una spesa massima di 100 euro per i
          libri

          elettronici le famiglie avrebbero un bel

          risparmio. Questo è il modo di andare contro
          la

          crisi, altro che

          tagli!

          Ripeto, il prezzo lo fa l'editore, non il governo.Ok
          Si potrebbe ingiungere a tutti i docenti di
          adottare come libri di testo solo quelli che
          hanno un costo contenuto. Ma anche lì, temo che
          ci sarebbero alzate di scudi,Non sarebbe una novità
          il libero
          insegnamento è garantito dalla costituzione: se
          un gruppo di insegnanti sostiene che tutti i
          libri di testo economici fanno schifo, il
          parlamento non può far
          nulla.Il Parlamento no, ma i genitori ed i sindaci sì.Con iniziative e proteste credo che otterebbero una certa "pressione" sui peggiori professori
          Ho assistito a diversi dibattiti in tv sul
          caro-libri scolastici, e ogni volta c'era
          qualcuno (in genere uno sprovveduto) che faceva
          proposte facili per un problema complesso. Va da
          sé, proposte
          inapplicabili.Dizionario italiano per stranieri:Inapplicabili= cose che spesso non si vogliono fare
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Surak 2.0
            - Scritto da: Leguleio



            Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma

            l'Italia non è un'economia pianificata, come
            era

            quella dell'Urss e come lo sono tuttora
            quelle
            di

            Cuba e della Corea del

            Nord.

            In parole povere: il prezzo dei libri lo

            stabilisce l'editore. :| Sì, <B

            anche
            per

            quelli elettronici </B
            , la carta e la

            rilegatura non credere incidano più di tanto.

            Dici che il grosso del costo sia dato dallo
            spostare ogni anno le figure dal punto A al punto
            B? Oppure che il grosso è il margine degli
            editori?Il margine degli editori, e anche degli autori di libri di testo, che possono strappare anticipi di tutto rispetto, quando il loro libro ha sucXXXXX.

            Si potrebbe ingiungere a tutti i docenti di

            adottare come libri di testo solo quelli che

            hanno un costo contenuto. Ma anche lì, temo
            che

            ci sarebbero alzate di scudi,

            Non sarebbe una novitàE quindi bisogna tenersi pronti: l'insegnante è pagato per insegnare secondo quello che lui crede sia il metodo migliore, non per far risparmiare i suoi allievi.

            il libero

            insegnamento è garantito dalla costituzione:
            se

            un gruppo di insegnanti sostiene che tutti i

            libri di testo economici fanno schifo, il

            parlamento non può far

            nulla.

            Il Parlamento no, ma i genitori ed i sindaci sì.
            Con iniziative e proteste credo che otterebbero
            una certa "pressione" sui peggiori
            professoriAh be', prova. Male non fa.Io in queste proteste sguaiate non ho mai creduto.
        • Quelo scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana
          Esattamente come il prezzo della connessione a banda larga lo decide il possessore dei cavi che "casualmente" è anche uno dei gestori della banda larga e ancora "casualmente" quei cavi li hanno pagati prima i nostri nonni poi i nostri padri e poi ancora una volta noi ma non ci appartengono.
          In parole povere: il prezzo dei libri lo
          stabilisce l'editore. :| Sì, <B
          anche per
          quelli elettronici </B
          , la carta e la
          rilegatura non credere incidano più di tanto.
        • collione scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana
          - Scritto da: Leguleio
          Ho visto fare quest'osservazione da molti. Ma
          l'Italia non è un'economia pianificata, come era
          quella dell'Urss e come lo sono tuttora quelle di
          Cuba e della Corea del
          Nord.e non è nemmeno un Paese veramente liberista, dove i prezzi li fa cadere la concorrenza!!insomma, un bel mix di autoritarismo marxista e finto libero mercato, ovvero un regime oligarchico in piena regola
        • Carlo Fava scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana
          "From government to non-profit organizations, teachers to textbook publishers, we all have a role to play in leveraging 21st century technology to expand learning and better serve California's students, parents, teachers and schools. This initiative will ensure our schools know which digital textbooks stand up to California's academic content standards - so these cost-effective resources can be used in our schools to help ensure each and every student has access to a world-class education." - Governor SchwarzeneggerE per saperne di più sui libri scolastici elettronici gratuiti: http://www.techdirt.com/articles/20121003/07482720580/california-to-commission-50-open-textbooks-2013-finnish-teachers-write-one-weekend.shtml
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Carlo Fava
            "From government to non-profit organizations,
            teachers to textbook publishers, we all have a
            role to play in leveraging 21st century
            technology to expand learning and better serve
            California's students, parents, teachers and
            schools. This initiative will ensure our schools
            know which digital textbooks stand up to
            California's academic content standards - so
            these cost-effective resources can be used in our
            schools to help ensure each and every student has
            access to a world-class education." -


            Governor SchwarzeneggerEra una proposta solo per la California, solo per libri di testo di matematica e scienze, e solo per le <I
            high school </I
            .E anche ora che il governatore non è più Arnold Schwarzenegger, ma Jerry Brown, è ancora una semplice proposta di legge:http://punto-informatico.it/3617636/PI/News/california-libri-testo-digitali-open.aspxForse sarebbe il caso di smettere di guardare a ogni starnuto che viene dall'America, e prestare più attenzione agli esperimenti che si fanno in Europa e in alcuni Stati dell'Asia, ormai avanti all'America in molti ambiti: http://www.uvm.dk/Aktuelt/~/UVM-DK/Content/News/Udd/Gym/2010/Nov/101111-Det-papirloese-gymnasiumCapisco che bisogna saper leggere qualche lingua in più del semplice inglese...
          • Carlo Fava scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            @Leguleio: ok, allora aggiungo la California di Schwarzy e Brown alle dittature comuniste che non hanno rispetto per il libero mercato, giusto?Si stanno muovendo anche gli editori stessi, per fornire gratuitamente libri di testo universitari:http://www.insidehighered.com/news/2012/09/26/elsevier-partners-edx-provide-free-versions-textbooks-mooc-students (Elsevier nasce come olandese)Mi sembra che sia riduttivo sempre pensare che l'Italia non sia adatta il vento sta cambiando, e credo che anche le case editrici italiane potranno seguire la nuova tendenza, specie se supportate da una adeguata legislazione come quella proposta dalla California.
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Carlo Fava
            @Leguleio: ok, allora aggiungo la California di
            Schwarzy e Brown alle dittature comuniste che non
            hanno rispetto per il libero mercato,
            giusto?No, al contrario.Bisogna aggiungere anche la California (e probabilmente diversi Stati Usa meno celebrati dai giornali) alla lista di Stati in cui si promette, si promette, ma alla fine non si fa nulla. Adesso non mi vengono in mente esempi, a parte come detto la California, ma se mi lasci un po' di tempo...Chissà perché, nel link che ho messo, si è iniziato un esperimento per cercare di arrivare a un intero liceo senza l'uso della carta. Altro che i soli libri di testo di matematica e di fisica...
            Si stanno muovendo anche gli editori stessi, per
            fornire gratuitamente libri di testo
            universitari:

            http://www.insidehighered.com/news/2012/09/26/elseSono esperimenti, per ora molto limitati: "Elsevier is nevertheless proceeding with caution in its partnership with edX. Despite the apparent success of last springs pilot, the publisher is not offering any additional titles free during this second, more intentionally publicized trial".
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: Libri elettronici all'italiana
        - Scritto da: ...
        Un governo moderno e preparato dovrebbe
        modificare l'Istruzione non facendo taglia a
        dismisura come si fa di solito, ma dovrebbe
        abolire i libri cartacei, dalle medie in su.E perchè da "in giù" no?Dalle medie in su, potrebbero essere eliminati gli insegnanti sostituiti da appositi programmi d'insegnamento rendendo così l'istruzione personalizzata.Si può fare benissimo pure questo
        Ed
        allo stesso tempo garantire che i prezzi dei
        libri elettronici siano giusti (e per giusto
        intendo il 40% del prezzo del cartaceo). Basta un
        ebook reader (ce ne sono da 40 euro in commercio)
        e con una spesa massima di 100 euro per i libri
        elettronici le famiglie avrebbero un bel
        risparmio. Questo è il modo di andare contro la
        crisi, altro che
        tagli!Manderesti in crisi gli editori e tutto il mondo che gira sulla carta, quindi ridurresti il PIL. Uno a questo punto potrebeb dire che con quei soldi si comprerebbero altre cose (magari estere), ma per l'economia le cose vanno sommate se possibile, non scambiateNon è certo una roba che farebbero dei "professoroni" d'economia disposti a tutto, pure a passare sul nostro cadavere nel nostro interesse
        • ... scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana

          E perchè da "in giù" no?
          Dalle medie in su, potrebbero essere eliminati
          gli insegnanti sostituiti da appositi programmi
          d'insegnamento rendendo così l'istruzione
          personalizzata.
          Si può fare benissimo pure questoPerchè essendo realisti, un bambino delle elementari non credo abbia molti vantaggi.Inoltre, secondo me, il fatto di usare un libro cartaceo in giovane età aiuta a creare organizzazione mentale. Un bambino è più giusto che resti a contatto con le cose materiali, invece di fare avanti e indietro su un display.
          Manderesti in crisi gli editori e tutto il mondo
          che gira sulla carta, quindi ridurresti il PIL.
          Uno a questo punto potrebeb dire che con quei
          soldi si comprerebbero altre cose (magari
          estere), ma per l'economia le cose vanno sommate
          se possibile, non
          scambiate
          Non è certo una roba che farebbero dei
          "professoroni" d'economia disposti a tutto, pure
          a passare sul nostro cadavere nel nostro
          interesseIo credo che nell'economia le cose non si possono mai sommare. Come fai a sommare ripetutamente una cosa che è limitata?Se c'è crisi in tutta la Nazione, è inutile tagliare le spese, aggiungere nuove tasse, continuare a dare prestiti... Il discorso è molto lungo, ma facendo così si ottiene un impoverimento della qualità della vita (meno istruzione, cultura, svago ecc...) ed un imbarbarimento dovuto al fatto che una persona deve avere come unico scopo nella vita quello di lavorare per pagare i debiti, sapendo che questi debiti non finiranno mai.Forse per ora non è così per tutti, ma lo è già per molti e questo numero cresce sempre di più.Ridistribuendo i soldi facendone rimanere un pò di più al cittadino, si creano sicuramente nuovi squilibri, ma sono squilibri in posti dove fino ad ora si è approfittata di questa situazione.Anche se il prezzo lo fa l'editore, c'è da dire che il costo di un libro è esageratamente alto in confronto al reale costo di produzione. Considerando l'Istruzione come un bene del Paese, si può considerare la spesa sostenuta dalle famiglie come un investimento anche per il Paese e, in un certo modo associabile ad una spesa pubblica, più costa questa istruzione, meno vantaggi avrà il Paese in futuro.Facendo così il Governo potrebbe risolvere la cosa non imponendo il prezzo, ma mettendo dei paletti da non oltrepassare (può sembrare la stessa cosa ma giuridicamente è diverso). Gli editori non falliranno di certo. Guadagneranno semplicemente di meno. (Paletti significativi però, perchè se il Governo dice "Un libro di testo non può superare i 50 euro..." c'è chiaramente un non voler cambiare la situazione attuale.)Gli editori poi, anche perdendo in libri di testo, impegnandosi, rientrerebbero parzialmente con le possibili vendite superiori dei libri di "intrattenimento" (romanzi, thriller ecc... non è difficile pensare che se qualcuno ha più soldi, riesce a togliersi qualche soddisfazione in più).Facendo in modo di far rimanere più soldi al cittadino chi ci perde?1) I settori dove si va ad influire (che per la maggior parte sono settori che hanno preso l'abitudine di fare soldi facili e sicuri grazie alle spese che il cittadino DEVE effettuare, Istruzione, Luce, Gas, Acqua ecc...)2) Le Banche (Queste più vengono penalizzate e meglio è, sono diventate i padroni del mondo grazie ai governi di corrotti o imprenditori (o entrambi))Chi ci guadagna? Tuttiil cittadino che avendo più soldi magari evita di dover fare prestiti e ricomincia anche a godersi un pò la vital'Economia che ricominciando a girare favorisce le attività commerciali, il turismo ecc...Ora non sto dicendo che limitando i prezzi dei libri di testo si sistema l'Economia, sto dicendo che SICURAMENTE l'Economia non si sistema come stanno facendo ora, tasse su tasse, tagli su tagli e consegnando i Paesi alle Banche.
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: ...
            Ridistribuendo i soldi facendone rimanere un pò
            di più al cittadino, si creano sicuramente nuovi
            squilibri, ma sono squilibri in posti dove fino
            ad ora si è approfittata di questa
            situazione.L'idea di ridistribuire i soldi ai cittadini non è nuova, ma in Italia non è fattibile: non ci sono soldi. :|
            Anche se il prezzo lo fa l'editore, c'è da dire
            che il costo di un libro è esageratamente alto in
            confronto al reale costo di produzione.Ma solo per i libri, neh?!?Invece per l'iPhone, gli affitti degli appartamenti in città, le creme e i cosmetici vari, i programmi per computer, e molti altri, il prezzo è equo e solidale, ci si guadagna giusto lo stretto necessario alla sopravvivenza. Un tempo c'erano i moralisti sui comportamento privati degli estranei (in particolare quelli sotto le lenzuola), di persone conosciute solo dai giornalacci scandalistici. Oggi ci sono i moralisti sui guadagni degli altri: "e lui guadagno troppo, e quello c'ha il ricarico del 200 %, e la speculazione, e il rincaro ingiustificato...". Si vede che è una tentazione irresistibile.
            Facendo così il Governo potrebbe risolvere la
            cosa non imponendo il prezzo, ma mettendo dei
            paletti da non oltrepassare (può sembrare la
            stessa cosa ma giuridicamente è diverso). Gli
            editori non falliranno di certo. No. Smetteranno semplicemente di pubblicare testi scolastici. :-) Su fumetti, narrativa, saggi e libri di barzellette nessuno gli impone il prezzo massimo.A pubblicare libri di testo economici rimarranno le case editrici scalcinate, che sforneranno bignamini scritti da studenti universitari sottopagati. Bella mossa!
            Gli editori poi, anche perdendo in libri di
            testo, impegnandosi, rientrerebbero parzialmente
            con le possibili vendite superiori dei libri di
            "intrattenimento" (romanzi, thriller ecc... non è
            difficile pensare che se qualcuno ha più soldi,
            riesce a togliersi qualche soddisfazione in
            più).Insomma, la politica dei prezzi delle case editrici la deve orientare il parlamento italiano: non possono più, da imprenditori, stabilire dove investire di più e dove di meno, devono far pagare a chi i libri li usa per la propria cultura personale il prezzo del calmiere.
            Facendo in modo di far rimanere più soldi al
            cittadino chi ci
            perde?Nessuno, apparentemente. Ma ripeto, i soldi non ci sono. Ci vuole un debito piccolo e un avanzo primario grande per queste cose, l'Italia ha i due fattori invertiti.
            2) Le Banche (Queste più vengono penalizzate e
            meglio è, sono diventate i padroni del mondo
            grazie ai governi di corrotti o imprenditori (o
            entrambi))Sì, un'Italia senza banche!Torniamo a mettere i soldi sotto il cuscino. Anzi, a portarli in Svizzera o Liechtenstein. Sta' tranquillo, lì di gente che vuole farle fuori non ce n'è. E ai loro banchieri non dispiacerebbe affatto se le banche dei Paesi circostanti sparissero o adottassero condizioni assurde al cliente a causa delle pressioni del governo.
            Ora non sto dicendo che limitando i prezzi dei
            libri di testo si sistema l'Economia, sto dicendo
            che SICURAMENTE l'Economia non si sistema come
            stanno facendo ora, tasse su tasse, tagli su
            tagli e consegnando i Paesi alle
            Banche.Le manovre economiche d'emergenza si fanno con i mezzi che si hanno, non con quelli che si vorrebbero avere.Se qualcuno dà al governo Monti la lampada di Aladino, il genio, su richiesta, fa uscire tanti euro gratis e immediatamente.
          • prova123 scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio

            No. Smetteranno semplicemente di pubblicare testi
            scolastici. :-)
            Bene. Penso che per le scuole elementari/medie insegnanti di ruolo che hanno 10/15 anni di esperienza riuscirebbero bene a scrivere loro i libri di testo per gli alunni. Anzi questo sarebbe proprio un modo per esercitare l'autonomia e le responsabilità didattiche dell'insegnante.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            I soldi ci sono, sono solo sperperati.
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Sgabbio
            I soldi ci sono, sono solo sperperati.No, è una vecchia litania italiana: "Con tutti i soldi che buttano di qua e di là, non trovano nemmeno due lire per dare una vita dignitosa a chi non trova un lavoro". Questi economi della domenica mattina non hanno idea delle risorse accantonate che ci vogliono per dare una cifra che assomigli a uno stipendio (basso) a tutti i disoccupati italiani e le persone in cerca di prima occupazione. Queste cifre accantonate semplicemente non ci sono.Gli sprechi esistono davvero, e non è facile combatterli perché molti su questi sprechi ci campano e alzano le barricate quando qualcuno vuole intaccarli. Ma, ripeto, sono cifre che fanno ridere, rispetto a quelle necessarie per "ridistribuire il reddito".
          • economo del sabato mattina scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Sgabbio

            I soldi ci sono, sono solo sperperati.

            No, è una vecchia litania italiana: "Con tutti i
            soldi che buttano di qua e di là, non trovano
            nemmeno due lire per dare una vita dignitosa a
            chi non trova un lavoro". Questi economi della
            domenica mattina non hanno idea delle risorse
            accantonate che ci vogliono per dare una cifra
            che assomigli a uno stipendio (basso) a tutti i
            disoccupati italiani e le persone in cerca di
            prima occupazione.Chi ha detto che glieli devono dare a fondo perduto? Dovrebbero investire i soldi che attualmente rimpinguano le tasche dei soliti arraffoni per far lavorare i disoccupati. Intascando tra l'altro il plus-valore.
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: economo del sabato mattina
            - Scritto da: Leguleio

            - Scritto da: Sgabbio


            I soldi ci sono, sono solo sperperati.



            No, è una vecchia litania italiana: "Con
            tutti
            i

            soldi che buttano di qua e di là, non trovano

            nemmeno due lire per dare una vita dignitosa
            a

            chi non trova un lavoro". Questi economi
            della

            domenica mattina non hanno idea delle risorse

            accantonate che ci vogliono per dare una
            cifra

            che assomigli a uno stipendio (basso) a
            tutti
            i

            disoccupati italiani e le persone in cerca di

            prima occupazione.
            Chi ha detto che glieli devono dare a fondo
            perduto? Dovrebbero investire i soldi che
            attualmente rimpinguano le tasche dei soliti
            arraffoni per far lavorare i disoccupati.Carino lo pseudonimo "economo del sabato mattina". Significa che anche tu non ti prendi troppo sul serio. ;-)In tutti i Paesi a struttura socialdemocratica (Svezia Norvegia Danimarca Finlandia Islanda e, in parte, Germania), l'appoggio che lo Stato, sotto varie forme, dà ai disoccupati è puro denaro contante. Ci sono ovviamente condizioni da seguire, corsi di riqualificazione soprattutto, ma lo Stato eroga soldi, non illusioni.La via di creare lavori che non servono a nulla, o di far assumere da aziende statali come le poste, le scuole e la Sip personale dove non era proprio necessario, è stata percorsa dalla cristiano-pietista Italia. E secondo me è la principale ragione del rapporto debito pubblico-Pil, schizzato, dal 1980 quando era al 40 %, al 120 % del 1995. E più o meno il valore è quello ancora oggi.Non solo il modello è stato fallimentare, ma, ovviamente, non è ripetibile, perché assumere persone per fare lavori che non servono a nulla costa, costa miliardi di euro. Che l'Italia non ha.
          • economo del sabato mattina scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: economo del sabato mattina

            Chi ha detto che glieli devono dare a fondo

            perduto? Dovrebbero investire i soldi che

            attualmente rimpinguano le tasche dei soliti

            arraffoni per far lavorare i disoccupati.

            Carino lo pseudonimo "economo del sabato
            mattina". Significa che anche tu non ti prendi
            troppo sul serio.
            ;-)Mi pare ovvio (per il "troppo", eh). Simpatico il tuo "anche". ;-)
            In tutti i Paesi a struttura socialdemocratica
            (Svezia Norvegia Danimarca Finlandia Islanda e,
            in parte, Germania), l'appoggio che lo Stato,
            sotto varie forme, dà ai disoccupati è puro
            denaro contante.Mah... l'ufficio collocamento danese sarebbe il sogno di molti nostri disoccupati.
            Ci sono ovviamente condizioni da
            seguire, corsi di riqualificazione soprattutto,
            ma lo Stato eroga soldi, non illusioni.
            La via di creare lavori che non servono a nulla,Eccolo l'inghippo: perché mai i nuovi lavori non dovrebbero servire a nulla? Si potrebbe ad esempio gestire il bene immobiliare pubblico come si farebbe col proprio, valorizzandolo con manutenzioni ordinarie e straordinarie che potrebbero impiegare molta di questa manodopera e ne aumenterebbero il valore. Certo che sarebbe una svolta epocale vedere i politici non far più i comodacci loro col bene pubblico!
            o di far assumere da aziende statali come le
            poste, le scuole e la Sip personale dove non era
            proprio necessario, è stata percorsa dalla
            cristiano-pietista Italia. E secondo me è la
            principale ragione del rapporto debito
            pubblico-Pil, schizzato, dal 1980 quando era al
            40 %, al 120 % del 1995. E più o meno il valore è
            quello ancora oggi.Non dimentichi lo zampino un certo Craxi? @^
            Non solo il modello è stato fallimentare, ma,
            ovviamente, non è ripetibile, perché assumere
            persone per fare lavori che non servono a nullae ridaje! li si fa produrre qualcosa di utile e di valore nell'interesse pubblico. Hai presente una vecchia casa? Se la ristrutturi poi vale di più, e l'incremento di valore supera i costi sopportati: paghe dei lavoratori, materiali... a patto che l'operazione venga condotta come un privato farebbe col suo.
            costa, costa miliardi di euro.Ma rende, sia come benessere degli ex-disoccupati (e circolo virtuoso: tornano a spendere e ne beneficia tutta l'economia del Paese), che delle casse dello Stato che incrementa il valore del suo patrimonio immobiliare, e benefici vari per la collettività (es. verde pubblico più curato e fruibile, arredo urbano che riprende un aspetto dignitoso, etc.).
            Che l'Italia non ha.Mica tutti e subito.
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: economo del sabato mattina
            - Scritto da: Leguleio

            In tutti i Paesi a struttura
            socialdemocratica

            (Svezia Norvegia Danimarca Finlandia Islanda
            e,

            in parte, Germania), l'appoggio che lo Stato,

            sotto varie forme, dà ai disoccupati è puro

            denaro contante.
            Mah... l'ufficio collocamento danese sarebbe il
            sogno di molti nostri
            disoccupati.Si chiama Jobcenter, precedentemente Arbejdsformidling (cioè intermediazione del lavoro). Ma guarda che più che ricevere le pratiche per avere il sussidio di disoccupazione e pubblicare gli annunci di chi offre lavoro non fa. Sì, organizza anche corsi per insegnare a cercare un lavoro, ma ultimamente sono nella bufera perché costano un sacco di soldi (sono quasi sempre appaltati a ditte esterne) e non danno risultati. :-)

            Ci sono ovviamente condizioni da

            seguire, corsi di riqualificazione
            soprattutto,

            ma lo Stato eroga soldi, non illusioni.

            La via di creare lavori che non servono a
            nulla,
            Eccolo l'inghippo: perché mai i nuovi lavori non
            dovrebbero servire a nulla? Perché se il servizio o il prodotto erogato non esistesse, nessuno se ne accorgerebbe, nessuno ne sentirebbe la mancanza. E non dico dopo due anni, che sarebbe fisiologico, ma ancora dopo dieci o quindici anni! Se queste fucine di lavoro inutile, appaltate ad aziende sussidiate al 100 % dallo Stato, oppure gestite direttamente dai Comuni o dalle Regioni, fossero lasciate al libero mercato, fallirebbero dopo una settimana.
            Si potrebbe ad
            esempio gestire il bene immobiliare pubblico come
            si farebbe col proprio, valorizzandolo con
            manutenzioni ordinarie e straordinarie che
            potrebbero impiegare molta di questa manodopera e
            ne aumenterebbero il valore. Lo si può fare con le ditte di restauro già esistenti. Che lavorano su incarico preciso: una volta restaurato un immobile d'epoca, l'attività lì è terminata. Se arriva subito un'altra commessa, bene, altrimenti per mesi e mesi non si fa nulla. Capisci che non ha senso avere 500 dipendenti per 365 giorni all'anno per questo tipo di lavori. Fa solo lievitare enormemente il prezzo, senza avere un lavoro fatto meglio (lo schema è quello del "troppi cuochi per lo stesso piatto").
            Certo che sarebbe
            una svolta epocale vedere i politici non far più
            i comodacci loro col bene
            pubblico!Purtroppo l'Italia non è il regno di Utopia. Prova a trasferirti là.E comunque anche molti cittadini fanno i comodacci loro con i soldi pubblici: i falsi invalidi non sono politici, tanto per dire.E secondo me è la

            principale ragione del rapporto debito

            pubblico-Pil, schizzato, dal 1980 quando era
            al

            40 %, al 120 % del 1995. E più o meno il
            valore
            è

            quello ancora oggi.
            Non dimentichi lo zampino un certo Craxi? @^Bettino Craxi è stato Presidente del consiglio solo per 1300 giorni. Il debito pubblico è schizzato in alto già prima di lui, e anche con gli altri governi succedutisi dal 1980 e il 1995.

            Non solo il modello è stato fallimentare, ma,

            ovviamente, non è ripetibile, perché assumere

            persone per fare lavori che non servono a
            nulla
            e ridaje! li si fa produrre qualcosa di utile e
            di valore nell'interesse pubblico. Non è affatto utile, altrimenti non direi che sono inutili.Assumere a tempo indeterminato 100 persone per un lavoro che ne richiede solo 10 è inutile. Assumere 100 persone per fare la guardia ad un campo di ortiche su cui è stato posto il vincolo paesaggistico è inutile. Non produce nulla, nemmeno turismo, nemmeno benessere per la popolazione residente, perché i turisti non vengono attratti dai campi di ortiche e la popolazione non ha un aria più o meno salubre a seconda della conservazione del campo. E tra l'altro, oggi, esistono le telecamere a circuito chiuso, basta un guardiano solo per tenerle d'occhio tutte.
            Hai presente
            una vecchia casa? Se la ristrutturi poi vale di
            più, e l'incremento di valore supera i costi
            sopportati: paghe dei lavoratori, materiali... In realtà non è sempre così: so di una persona che ha fatto questo ragionamento negli anni Ottanta, quando l'inflazione era piuttosto alta. <B
            Apparentemente </B
            aveva fatto un buon affare, acquistando un monolocale e rivendendolo 5 anni dopo a (credo) oltre il doppio. Ma <B
            solo apparentemente </B
            : tolti gli interessi sui 5 anni, le spese sostenute, che non erano poche, le spese condominiali per cinque anni, le spese del notaio, si è scoperto che acquistando BOT avrebbe incassato la stessa cifra senza muovere un dito. :-)Con questo discorso poi non capisco dove tu voglia arrivare. Anche ristrutturare un vecchio palazzo del Comune ha un costo che va pagato, sia che la ditta sia privata, sia che la ditta sia formata da disoccupati assunti grazie a una legge apposita. Non lavorano gratis. Sono comunque liquidi usati per uno scopo non essenziale, e nemmeno potenzialmente produttivo: il palazzo del comune funziona anche se è vecchio e scrostato.

            costa, costa miliardi di euro.
            Ma rende, sia come benessere degli ex-disoccupati
            (e circolo virtuoso: tornano a spendere e ne
            beneficia tutta l'economia del Paese), che delle
            casse dello Stato che incrementa il valore del
            suo patrimonio immobiliare, Adesso anche tu vuoi cartolarizzare?Il patrimonio immobiliare italiano ha un discreto valore di mercato, ma le vendite improvvisate sono sempre al ribasso. Se poi un immobile serve, ci sono uffici amministrativi dentro, venderlo è un suicidio: il nuovo proprietario chiede allo Stato affitti stratosferici.Non sto parlando per ipotesi, la trasmissione di Raitre <I
            Report </I
            ha mostrato proprio una situazione del genere. Sul benessere dei disoccupati, di nuovo: non ci sono soldi a sufficienza.Gli antidepressivi gratis costano meno. Cinico, ma è così.
            e benefici vari per
            la collettività (es. verde pubblico più curato e
            fruibile, arredo urbano che riprende un aspetto
            dignitoso,
            etc.).Adesso sembra che per tenere a lustro una città ci voglia un esercito di disoccupati da assumere. :-)Esistono gli assessorati al verde pubblico e alla nettezza urbana: vuoi reinventare la ruota?

            Che l'Italia non ha.
            Mica tutti e subito.Non puoi discriminare fra un italiano disoccupato e l'altro. È anticostituzionale. O ci sono i soldi per aiutare tutti gli attuali disoccupati, che sono già milioni, oppure ogni provvedimento rimarrà lettera morta. E infatti rimane lettera morta. Senza soldi non si va da nessuna parte.
          • tucumcari scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: economo del sabato mattina

            Che l'Italia non ha.
            Mica tutti e subito.Per ora siamo al nessuno e mai!Che ne dici di una via di mezzo? :D
          • ass fidanken scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: ...


            2) Le Banche (Queste più vengono penalizzate
            e

            meglio è, sono diventate i padroni del mondo

            grazie ai governi di corrotti o imprenditori
            (o

            entrambi))

            Sì, un'Italia senza banche!
            Torniamo a mettere i soldi sotto il cuscino.
            Anzi, a portarli in Svizzera o Liechtenstein.
            Sta' tranquillo, lì di gente che vuole farle
            fuori non ce n'è. E ai loro banchieri non
            dispiacerebbe affatto se le banche dei Paesi
            circostanti sparissero o adottassero condizioni
            assurde al cliente a causa delle pressioni del
            governo.
            facciamo una semplice regola, banche finanziarie da una parte e banche di credito dall'altra e il cittadino sceglie, logicamente una non si può occupare degli affari della seconda e i consigli di amministrazione separati per evitare collusioni
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: ass fidanken
            - Scritto da: Leguleio


            2) Le Banche (Queste più vengono
            penalizzate

            e


            meglio è, sono diventate i padroni del
            mondo


            grazie ai governi di corrotti o
            imprenditori

            (o


            entrambi))



            Sì, un'Italia senza banche!

            Torniamo a mettere i soldi sotto il cuscino.

            Anzi, a portarli in Svizzera o Liechtenstein.

            Sta' tranquillo, lì di gente che vuole farle

            fuori non ce n'è. E ai loro banchieri non

            dispiacerebbe affatto se le banche dei Paesi

            circostanti sparissero o adottassero condizioni

            assurde al cliente a causa delle pressioni del

            governo.
            facciamo una semplice regola, banche finanziarie
            da una parte e banche di credito dall'altra e il
            cittadino sceglie, logicamente una non si può
            occupare degli affari della seconda e i consigli
            di amministrazione separati per evitare
            collusioniUna regola facile da approvare a parole, ma difficile nei fatti, almeno finché il mercato globale interesserà anche i servizi bancari, come oggi accade. Probabilmente saprai che nel 1999 (precisamente il 12 novembre), il presidente Usa Bill Clinton abrogò buona parte delle norme che tenevano rigidamente distinte le due tipologie di banche, un complesso di regole noto come Glass-Steagall act, introdotto durante la grande depressione dopo il crollo di Wall street del 1929 e inteso a evitare interessi in palese contrapposizione fra loro, inconciliabili. Con la firma di Clinton del 1999, quindi, una banca commerciale può acquisire una compagnia di assicurazioni, oppure una banca commerciale può acquisire una banca d'investimento. Prima era illegale.La misura fu votata a grande maggioranza da entrambi i rami del parlamento Usa, quindi era fortemente voluta, almeno nel 1999. Dopo il 2007, non saprei. :-)Capirai che se le banche Usa possono attuare queste ibridazioni, quelle europee non possono rimanere al palo, e sottoporsi a regole doverose, ma che le avrebbero tagliate fuori dal mercato. :
          • tucumcari scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            Capirai che se le banche Usa possono attuare
            queste ibridazioni, quelle europee non possono
            rimanere al palo, e sottoporsi a regole doverose,
            ma che le avrebbero tagliate fuori dal mercato.
            :Fammi capire...Ma a te il mercato ti ha mai chiamato in una cabina elettorale?E se non lo ha fatto (come non lo ha fatto) chi ha detto che non deve avere regole?No... giusto per capire anche qui.. non mi sta bene che ci siano 2 pesi e 2 misure!Non hanno regole loro?deve essere far west?Ok mi sta bene far west pure per me! :DPoi una vota che tutti hanno le mani "libere" vediamo chi la spunta! :DIo sono fiducioso... loro (sai com'è) sono molti di meno di noi! :DMani libere?Ok!mani libere! :D
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: tucumcari
            - Scritto da: Leguleio


            Capirai che se le banche Usa possono attuare

            queste ibridazioni, quelle europee non
            possono

            rimanere al palo, e sottoporsi a regole
            doverose,

            ma che le avrebbero tagliate fuori dal
            mercato.
            Fammi capire...
            Ma a te il mercato ti ha mai chiamato in una
            cabina
            elettorale?No. Il mercato ha regole più vicino alla dittatura che alla democrazia. E le briglie strette non gli si addicono: se ne sono accorti in Unione Sovietica e in Albania nel 1991.
            E se non lo ha fatto (come non lo ha fatto) chi
            ha detto che non deve avere
            regole?La Storia. Dopo che nel Novecento ci hanno sbattuto la faccia contro, esperimenti non ne fa più nessuno.Anche la Cina, dagli anni Ottanta, è comunista solo di nome. Il libero mercato è la regola anche là.
            No... giusto per capire anche qui.. non mi sta
            bene che ci siano 2 pesi e 2
            misure!Non ci sono due pesi e due misure.Ci sono gli Usa che attuano una (orrenda parola) <I
            deregulation </I
            . Una delle tante. E il resto del mondo che, prima o poi, si deve adattare, per stare al passo.
            Non hanno regole loro?Loro chi?
            deve essere far west?Ma no, le banche hanno delle regole da rispettare. Ma sono scritte da persone che di problemi economici non ne hanno, è chiaro che tutelano solo un certo tipo di interesse; non sono scritte dagli straccioni.
          • tucumcari scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: tucumcari

            - Scritto da: Leguleio




            Capirai che se le banche Usa possono
            attuare


            queste ibridazioni, quelle europee non

            possono


            rimanere al palo, e sottoporsi a regole

            doverose,


            ma che le avrebbero tagliate fuori dal

            mercato.


            Fammi capire...

            Ma a te il mercato ti ha mai chiamato in una

            cabina

            elettorale?

            No. Il mercato ha regole più vicino alla
            dittatura che alla democrazia. E le briglie
            strette non gli si addicono: se ne sono accorti
            in Unione Sovietica e in Albania nel 1991.



            E se non lo ha fatto (come non lo ha fatto)
            chi

            ha detto che non deve avere

            regole?

            La Storia. Dopo che nel Novecento ci hanno
            sbattuto la faccia contro, esperimenti non ne fa
            più
            nessuno.
            Anche la Cina, dagli anni Ottanta, è comunista
            solo di nome. Il libero mercato è la regola anche
            là.



            No... giusto per capire anche qui.. non mi
            sta

            bene che ci siano 2 pesi e 2

            misure!

            Non ci sono due pesi e due misure.
            Ci sono gli Usa che attuano una (orrenda parola)
            <I
            deregulation </I
            . Una delle
            tante. E il resto del mondo che, prima o poi, si
            deve adattare, per stare al
            passo.


            Non hanno regole loro?

            Loro chi?


            deve essere far west?

            Ma no, le banche hanno delle regole da
            rispettare. Ma sono scritte da persone che di
            problemi economici non ne hanno, è chiaro che
            tutelano solo un certo tipo di interesse; non
            sono scritte dagli
            straccioni.Forse non hai ben capito la questione ..Per stabilire le regole SI VOTA che si sia straccioni oppure no!Questo è il fondamento su cui si regge la convivenza civile!In caso contrario è legittimo a tutti gli effetti il fucile come regola!faccio il disegnino?
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: tucumcari

            Ma no, le banche hanno delle regole da

            rispettare. Ma sono scritte da persone che di

            problemi economici non ne hanno, è chiaro che

            tutelano solo un certo tipo di interesse; non

            sono scritte dagli

            straccioni.
            Forse non hai ben capito la questione ..
            Per stabilire le regole SI VOTA che si sia
            straccioni oppure
            no!
            Questo è il fondamento su cui si regge la
            convivenza
            civile!E non potevi scriverlo subito? Frasi complesse per esprimere concetti semplici.Siccome stavo parlando di una legge Usa, votata dal parlamento Usa, che però anche il resto del mondo ha dovuto imitare, la frase era riferita al quadro esistente là. Negli Usa alle elezioni presidenziali e federali votano soprattutto i ricchi. Addirittura in alcuni Stati esistono leggi che impediscono ai senzatetto di registrarsi per poter votare. Ecco un grafico:http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Voter_Turnout_by_Income,_2008_US_Presidential_Election.pngNota per inciso che è riferito alle elezioni in cui vinse Barack Obama, che ha richiamato al voto una quantità di afroamericani mai vista prima. Normalmente alle presidenziali vota meno del 50 % degli aventi diritto, qui siamo a quasi il 60 %.Il motivo principale è che i due partiti presenti da un secolo al Congresso e al Senato, repubblicano e democratico, nel loro programma elettorale non si occupano degli straccioni.
            In caso contrario è legittimo a tutti gli effetti
            il fucile come
            regola!O magari un buon libro e ore di studio, che ti mostrerebbero che ti crei nemici (in questo caso le banche) solo per il gusto di crearteli, di coltivare il tuo odio.
          • tucumcari scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            Se qualcuno dà al governo Monti la lampada di
            Aladino, il genio, su richiesta, fa uscire tanti
            euro gratis e
            immediatamente.Ma c'è la "lampada di aladino" è quella che distribuisce soldi e contributi pubblici a man bassa agli editori (assieme a leggi compiacenti di protezione "speciale" dettate dalle lobbies di cui nessun altro imprenditore gode)...Allora cerchiamo di capirci ... nessun prezzo scontato per l'elettronico... perfetto !Niente contributi e niente leggi speciali!O si è per il mercato sempre (senza se e senza ma) oppure no!Se le lampade di aladino non funzionano per l'interesse generale MENO CHE MENO possono funzionare per l'interesse particolare di una categoria!è chiaro cosi?Devo farti il disegnino?
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: tucumcari
            - Scritto da: Leguleio


            Se qualcuno dà al governo Monti la lampada di

            Aladino, il genio, su richiesta, fa uscire
            tanti

            euro gratis e

            immediatamente.
            Ma c'è la "lampada di aladino" è quella che
            distribuisce soldi e contributi pubblici a man
            bassa agli editori (assieme a leggi compiacenti
            di protezione "speciale" dettate dalle lobbies di
            cui nessun altro imprenditore
            gode)...Secondo l'ultima manovra, i fondi dell'editoria sono pari a 114 926 793,61 euro (centoquattordici milioni novecentoventisei mila settecentonovantatré virgola sessantuno). Sono spiccioli, di fronte ai soldi necessari per garantire ai disoccupati italiani un pur basso, ma dignitoso stipendio mensile.
            Allora cerchiamo di capirci ... nessun prezzo
            scontato per l'elettronico... perfetto
            !Perché, che prezzo scontato c'è per l'elettronico?
            Niente contributi e niente leggi speciali!Mah, le leggi speciali sono quelle approvate per contrastare il terrorismo. Da una trentina d'anni a questa parte ci sono solo leggi ordinarie.
            O si è per il mercato sempre (senza se e senza
            ma) oppure
            no!Non si distorce il mercato garantendo un sussidio di disoccupazione. Semplicemente, solo gli Stati con un introito fiscale fisso possono permetterselo. E l'Italia non è fra questi.
            Se le lampade di aladino non funzionano per
            l'interesse generale MENO CHE MENO possono
            funzionare per l'interesse particolare di una
            categoria!I contributi per l'editoria, sotto varia forma, esistono da 31 anni (legge 5 agosto 1981, n. 416); e secondo te in questi trentun anni non sono mai falliti quotidiani e riviste? Solo per fare qualche nome: <I
            Il Telegiornale, L'Indipendente, L'Europeo, Avvenimenti </I
            ... fra poco anche <I
            Il manifesto </I
            . Sembrano tanti soldi visti dall'esterno, ma per un'impresa commerciale che deve pagare carta rotative e affitto delle sedi, oltre ovviamente al direttore responsabile e ai giornalisti, coprono solo dei buchi di bilancio qua e là. E poi, di nuovo, non distorcono il mercato: ai contributi hanno diritto tutti.
            è chiaro cosi?
            Devo farti il disegnino?Magari devi ricordarti di mettere l'accento sulla i: così. :-)
          • tucumcari scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: tucumcari

            - Scritto da: Leguleio




            Se qualcuno dà al governo Monti la
            lampada
            di


            Aladino, il genio, su richiesta, fa
            uscire

            tanti


            euro gratis e


            immediatamente.


            Ma c'è la "lampada di aladino" è quella che

            distribuisce soldi e contributi pubblici a
            man

            bassa agli editori (assieme a leggi
            compiacenti

            di protezione "speciale" dettate dalle
            lobbies
            di

            cui nessun altro imprenditore

            gode)...

            Secondo l'ultima manovra, i fondi dell'editoria
            sono pari a 114 926 793,61 euro
            (centoquattordici milioni novecentoventisei mila
            settecentonovantatré virgola sessantuno). Sono
            spiccioli, di fronte ai soldi necessari per
            garantire ai disoccupati italiani un pur basso,
            ma dignitoso stipendio
            mensile.Falso !Sono finanziamenti (fino a ieri ben più abbondanti) finalizzati all'acquisto di CARTA!E non mi risulta che a nessuno sia conXXXXX tale privilegio per acquisto di materiale di consumo e produzione!



            Allora cerchiamo di capirci ... nessun prezzo

            scontato per l'elettronico... perfetto

            !

            Perché, che prezzo scontato c'è per l'elettronico?Nessuno ma dovrebbe esserci dato che diversi costi (distribuzione carta riproduzione ecc.) sono sostanzialmente zero!



            Niente contributi e niente leggi speciali!

            Mah, le leggi speciali sono quelle approvate per
            contrastare il terrorismo. Da una trentina d'anni
            a questa parte ci sono solo leggi
            ordinarie.


            O si è per il mercato sempre (senza se e
            senza

            ma) oppure

            no!

            Non si distorce il mercato garantendo un sussidio
            di disoccupazione. Semplicemente, solo gli Stati
            con un introito fiscale fisso possono
            permetterselo. E l'Italia non è fra questi.
            Non è il sussidio il problema cocco bello!Forse non ci siamo capiti l'italia finanzia gli editori (tutti indistintamente) ti è noto o no?



            Se le lampade di aladino non funzionano per

            l'interesse generale MENO CHE MENO possono

            funzionare per l'interesse particolare di una

            categoria!

            I contributi per l'editoria, sotto varia forma,
            esistono da 31 anni (legge 5 agosto 1981, n.
            416); e secondo te in questi trentun anni non
            sono mai falliti quotidiani e riviste? Solo per
            fare qualche nome: <I
            Il Telegiornale,
            L'Indipendente, L'Europeo, Avvenimenti </I

            ... fra poco anche <I
            Il manifesto
            </I
            . Sembrano tanti soldi visti
            dall'esterno, ma per un'impresa commerciale che
            deve pagare carta rotative e affitto delle sedi,
            oltre ovviamente al direttore responsabile e ai
            giornalisti, coprono solo dei buchi di bilancio
            qua e là.

            E poi, di nuovo, non distorcono il mercato: ai
            contributi hanno diritto
            tutti.No le aziende normali non li hanno!quindi ripeto ... niente prezzo speciale ?Perfetto niente contributi!è semplice!Non c'è alcun motivo (dato che i soldi non ci sono) di finanziare alcunchè!In quel caso (e solo in quel caso) mi sta bene se l'editore il prezzo lo fa da solo (se si finanzia DA SOLO)!CHIARO?disegnino?



            è chiaro cosi?

            Devo farti il disegnino?

            Magari devi ricordarti di mettere l'accento sulla
            i: così.
            :-)Magari è meglio che cerchi di rispondere a tono invece di fare finta di non capire..
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: tucumcari
            - Scritto da: Leguleio


            Ma c'è la "lampada di aladino" è quella
            che


            distribuisce soldi e contributi
            pubblici
            a

            man


            bassa agli editori (assieme a leggi

            compiacenti


            di protezione "speciale" dettate dalle

            lobbies

            di


            cui nessun altro imprenditore


            gode)...



            Secondo l'ultima manovra, i fondi
            dell'editoria

            sono pari a 114 926 793,61 euro

            (centoquattordici milioni novecentoventisei
            mila

            settecentonovantatré virgola sessantuno).
            Sono

            spiccioli, di fronte ai soldi necessari per

            garantire ai disoccupati italiani un pur
            basso,

            ma dignitoso stipendio

            mensile.

            Falso !
            Sono finanziamenti (fino a ieri ben più
            abbondanti) finalizzati all'acquisto di
            CARTA!O piuttosto, al rimborso della carta acquistata, visto che i finanziamenti erogati nel 2012 si riferiscono all'anno di esercizio 2010.Il discorso non cambia di una virgola: i soldi stanziati sono sempre quelli, 114 milioni di . Se fossero stornati a favore di un sussidio ai disoccupati, durerebbero un mese, a essere ottimisti.
            E non mi risulta che a nessuno sia conXXXXX tale
            privilegio per acquisto di materiale di consumo e
            produzione!Ti risulta male, perché l'agricoltura riceve sussidi ben più onerosi per il bilancio dello Stato:http://blog.netafim.it/rapporto-ocse-agricoltura/(Nello specifico, per questanno, laiuto dello Stato alle attività afferenti allagricoltura ha raggiunto la cifra di 182 miliardi di euro).Sono contributi divisi fra Stato, Regioni e UE, ma sono decisamente più alti di quelli all'editoria.Poi capisco che quando qualcuno ha il dente avvelenato con i giornali, si attacchi a qualsiasi cosa. :|


            Allora cerchiamo di capirci ... nessun
            prezzo


            scontato per l'elettronico... perfetto


            !



            Perché, che prezzo scontato c'è per
            l'elettronico?
            Nessuno ma dovrebbe esserci dato che diversi
            costi (distribuzione carta riproduzione ecc.)
            sono sostanzialmente
            zero!Se ti riferisci ai giornali solo in formato web, in Italia, sono un fenomeno recente. Rientrano nella legge per i contributi all'editoria, ma che io sappia nessuno ha ancora incassato nulla, visto che dalla richiesta all'erogazione passano almeno due anni. Tu hai notizie diverse?In ogni caso, se ben ricordo da tempo i contributi all'editoria sono compositi, la voce del rimborso carta è una delle tante, non l'unica. Un giornale web ha come spese vive la connessione internet e il traffico sul server, immagino rimborseranno quella, ma non ho voglia di andare a guardarmi la legge.


            O si è per il mercato sempre (senza se e

            senza


            ma) oppure


            no!

            Non si distorce il mercato garantendo un
            sussidio

            di disoccupazione. Semplicemente, solo gli
            Stati

            con un introito fiscale fisso possono

            permetterselo. E l'Italia non è fra questi.



            Non è il sussidio il problema cocco bello!Be', ma hai un'ossessione per cambiare discorso. Io con economo del sabato mattina stavo parlando del sussidio di disoccupazione, non di quello all'editoria, a cui non pensavo minimamente, visto che non c'entra nulla.
            Forse non ci siamo capiti l'italia finanzia gli
            editori (tutti indistintamente) ti è noto o
            no?Ho appena citato la prima legge che lo ha istituito, la n° 416 del 5 agosto 1981, lo so meglio di te.tucumcari, ti sei svegliato di cattivo umore stamattina?


            Se le lampade di aladino non funzionano
            per


            l'interesse generale MENO CHE MENO
            possono


            funzionare per l'interesse particolare
            di
            una


            categoria!Le lampade di Aladino, come le bacchette magiche, <B
            semplicemente non esistono </B
            . Fine del discorso.L'Italia, non so ancora quanto a lungo, può permettersi sussidi all'editoria e all'agricoltura. Non può permettersi invece quelli per un sussidio di disoccupazione a tutti i cittadini senza lavoro, perché <B
            sono molto più onerosi </B
            . Non è nemmeno una questione politica: quando i soldi mancano basta l'aritmetica a spiegare tutto. :-)

            E poi, di nuovo, non distorcono il mercato:
            ai

            contributi hanno diritto

            tutti.
            No le aziende normali non li hanno!
            quindi ripeto ... niente prezzo speciale ?
            Perfetto niente contributi!
            è semplice!Evidentemente ti credi al centro del mondo.I contributi all'editoria riguardano qualsiasi azienda editoriale, anche se esistono strane distinzioni fra una e l'altra, e quindi coprono indistintamente la stampa di sinistra di centro e di destra, nazionale e provinciale, seria, faceta o di puri pettegolezzi.Nessuna azienda che non si occupi di editoria viene danneggiata dai loro sussidi, quindi non vi è nessuna distorsione del mercato. Se poi il tuo personale obiettivo è di sussidiare anche i liutai e i maniscalchi, be', chiedi un incontro col ministro e vediamo se ti ascolta. La via che hanno seguito gli editori negli anni precedenti il 1981 è questa, incontri e richieste formali.
            Non c'è alcun motivo (dato che i soldi non ci
            sono) di finanziare
            alcunchè!Ci sono pochi soldi in cassa, al momento, ma sufficienti per i contributi all'editoria, che come detto sono esigui, decisamente inferiori a quelli all'agricoltura.Abolire un sussidio da un giorno all'altro non è mai facile, in Italia, perché ci si espone a proteste e a scioperi infiniti. E l'accusa, in genere infondata, di essere corresponsabili del licenziamento di migliaia di giornalisti e centinaia di grafici impaginatori è sempre lì pronta all'uso.
            In quel caso (e solo in quel caso) mi sta bene se
            l'editore il prezzo lo fa da solo (se si finanzia
            DA
            SOLO)!
            CHIARO?
            disegnino?La questione del prezzo di copertina dei giornali nemmeno l'affronto, non c'entra assolutamente nulla né coi sussidi, né con il libero mercato.


            è chiaro cosi?


            Devo farti il disegnino?



            Magari devi ricordarti di mettere l'accento
            sulla

            i: così.

            :-)
            Magari è meglio che cerchi di rispondere a tono
            invece di fare finta di non
            capire..tucumcari, prenditi un antiacido. [img]http://www.sottosopra.info/blog/media/sottosopra/20061120-Maalox_plus.jpg[/img]Oggi sei intrattabile.
          • tucumcari scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            O piuttosto, al rimborso della carta acquistata,
            visto che i finanziamenti erogati nel 2012 si
            riferiscono all'anno di esercizio
            2010.
            Il discorso non cambia di una virgola: i soldi
            stanziati sono sempre quelli, 114 milioni di .
            Se fossero stornati a favore di un sussidio ai
            disoccupati, durerebbero un mese, a essere
            ottimisti.Forse ti sfugge caruccio che la cassa integrazione (che pagano gli operai) ce la hanno pure gli editori!Il tuo discorso non regge che te pensi che tutti vengono giù "dalla montagna der sapone"???
            Ti risulta male, perché l'agricoltura riceve
            sussidi ben più onerosi per il bilancio dello
            Stato:L'agricoltura non è un comparto industriale e i sussidi sono definiti dalle politiche agricole europee (buca pure stavolta ma buca con letame!)



            Allora cerchiamo di capirci ...
            nessun

            prezzo



            scontato per l'elettronico...
            perfetto



            !





            Perché, che prezzo scontato c'è per

            l'elettronico?


            Nessuno ma dovrebbe esserci dato che diversi

            costi (distribuzione carta riproduzione ecc.)

            sono sostanzialmente

            zero!

            Se ti riferisci ai giornali solo in formato web,
            in Italia, sono un fenomeno recente. Rientrano
            nella legge per i contributi all'editoria, ma che
            io sappia nessuno ha ancora incassato nulla,
            visto che dalla richiesta all'erogazione passano
            almeno due anni. Tu hai notizie
            diverse?
            In ogni caso, se ben ricordo da tempo i
            contributi all'editoria sono compositi, la voce
            del rimborso carta è una delle tante, non
            l'unica. Un giornale web ha come spese vive la
            connessione internet e il traffico sul server,
            immagino rimborseranno quella, ma non ho voglia
            di andare a guardarmi la
            legge.





            O si è per il mercato sempre
            (senza se
            e


            senza



            ma) oppure



            no!



            Non si distorce il mercato garantendo un

            sussidio


            di disoccupazione. Semplicemente, solo
            gli

            Stati


            con un introito fiscale fisso possono


            permetterselo. E l'Italia non è fra
            questi.






            Non è il sussidio il problema cocco bello!

            Be', ma hai un'ossessione per cambiare discorso.
            Io con economo del sabato mattina stavo parlando
            del sussidio di disoccupazione, non di quello
            all'editoria, a cui non pensavo minimamente,
            visto che non c'entra nulla.Io invece proprio a quello penso dato che si parla di prezzi! e di mercato!
            L'Italia, non so ancora quanto a lungo, può
            permettersi sussidi all'editoria e
            all'agricoltura. Non può permettersi invece
            quelli per un sussidio di disoccupazione a tutti
            i cittadini senza lavoro, perché <B
            sono
            molto più onerosi </B
            . Non è nemmeno una
            questione politica: quando i soldi mancano basta
            l'aritmetica a spiegare tutto.
            :-)Non è aritmetica è lobby e infatti vengono dati con buona pace tua e dell'aritmetica!
            La questione del prezzo di copertina dei giornali
            nemmeno l'affronto, non c'entra assolutamente
            nulla né coi sussidi, né con il libero
            mercato.I contributi non sono solo per i giornali forse non hai studiato bene nonostante il nik..E siccome i contributi vengono datti anche a chi stampa libri (sono altri rispetto a quelli dei giornali) parlare del prezzo dei libri ha perfettamente SENSO!In particolare ha senso quando la carta la distribuzione e il resto non ci sono e quindi non ti costano!E ripeto l'equazione è semplice... no prezzo = basso no contrtibuti!!!Fine della festa!
          • Leguleio scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: tucumcari
            - Scritto da: Leguleio

            O piuttosto, al rimborso della carta
            acquistata,

            visto che i finanziamenti erogati nel 2012 si

            riferiscono all'anno di esercizio

            2010.

            Il discorso non cambia di una virgola: i
            soldi

            stanziati sono sempre quelli, 114 milioni di
            .

            Se fossero stornati a favore di un sussidio
            ai

            disoccupati, durerebbero un mese, a essere

            ottimisti.
            Forse ti sfugge caruccio che la cassa
            integrazione (che pagano gli operai) ce la hanno
            pure gli
            editori!No, non mi sfugge.Ma la cassa integrazione non è un vero sussidio di disoccupazione. Non ne hanno diritto tutte le categorie di cittadini, solo coloro che hanno lavorato in certi settori, e non dura molto a lungo.
            Il tuo discorso non regge che te pensi che tutti
            vengono giù "dalla montagna der
            sapone"???Non sto facendo nessun discorso, per la verità.Ti sto spiegando come stanno le cose, con santa pazienza: il budget dello Stato ammonta a tot, i sussidi assorbono un altro tot, e i futuri sussidi per sostenere i disoccupati assorbirebbero un altro tot ancora, eccetera. E non è detto che la mia pazienza sia infinita.

            Ti risulta male, perché l'agricoltura riceve

            sussidi ben più onerosi per il bilancio dello

            Stato:

            L'agricoltura non è un comparto industriale e i
            sussidi sono definiti dalle politiche agricole
            europee (buca pure stavolta ma buca con
            letame!)Insomma, i soldi che i contribuenti pagano e che vanno all'agricoltura, e non sono pochi, sono "soldi buoni", perché non è un reparto industriale. I contributi dati ai giornali sono "soldi cattivi", perché l'editoria è un'industria.Questa è la filosofia di tutumcarai. Poveri noi. :-(

            Io con economo del sabato mattina stavo
            parlando

            del sussidio di disoccupazione, non di quello

            all'editoria, a cui non pensavo minimamente,

            visto che non c'entra nulla.

            Io invece proprio a quello penso dato che si
            parla di prezzi! e di
            mercato!No, rileggi il resto della discussione. Si stava parlando delle redistribuzione della ricchezza alle varie classi di italiani. Sullo sfondo si parlava anche di prezzi, ma solo quelli dei libri di testo, non di tutti i libri, e non di tutti i prodotti acquistabili. Impossibile generalizzare, ogni comparto è un caso a sé.
            Non è nemmeno
            una

            questione politica: quando i soldi mancano
            basta

            l'aritmetica a spiegare tutto.

            :-)

            Non è aritmetica è lobby e infatti vengono dati
            con buona pace tua e dell'aritmetica!Sì, infatti: l'Italia ha una disponibilità liquida di 7 miliardi di euro, ne vorrebbe spendere 14 miliardi ma non è la matematica e il buon senso a impedirglielo, no. Sono le lobby. :oQuando uno vive di ossessioni, e solo di quelle...Ora basta, i tuoi deliri da persona che pensa che gli euro crescano sugli alberi mi hanno stufato. E credo anche gli altri lettori di PI...
          • FinalCut scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: ...
            Inoltre, secondo me, il fatto di usare un libro
            cartaceo in giovane età aiuta a creare
            organizzazione mentale. Un bambino è più giusto
            che resti a contatto con le cose materiali,
            invece di fare avanti e indietro su un
            display.Ma piantala... mi sembrano i discorsi di quando venne introdotta l'auto rispetto al cavallo, alla calcolatrice, perfino nel mondo della grafica (oggi interamente computerizzata) i professoroni stigmatizzano i computer....Dimmi che vantaggio avrà un bambino se già oggi in ambito lavorativo, conoscenza e know-how si apprendono cercando su Google o facendo formazione (online)....I vecchi hanno difficoltà a gestire wikipedia perché sono abituati alla carta stampata...Benvenuti nel 21 secolo... se ragazzi che probabilmente sono cresciuti con Star Trek fanno questi ragionamenti siamo messi davvero bene.... :s(apple)(linux)
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana

            Benvenuti nel 21 secolo... se ragazzi che
            probabilmente sono cresciuti con Star Trek fanno
            questi ragionamenti siamo messi davvero bene....
            :sOgni tanto devo proprio quotarti...
          • Surak 2.0 scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana
            - Scritto da: ...

            E perchè da "in giù" no?

            Dalle medie in su, potrebbero essere
            eliminati

            gli insegnanti sostituiti da appositi
            programmi

            d'insegnamento rendendo così l'istruzione

            personalizzata.

            Si può fare benissimo pure questo

            Perchè essendo realisti, un bambino delle
            elementari non credo abbia molti
            vantaggi.Con l'interattività?Hai mai visto come imparano davvero i bambini?Senza contare che con un buon sottoprogramma possono essere pure individuate problemi di apprendimento non facilmente rilevabili
            Inoltre, secondo me, il fatto di usare un libro
            cartaceo in giovane età aiuta a creare
            organizzazione mentale. Un bambino è più giusto
            che resti a contatto con le cose materiali,
            invece di fare avanti e indietro su un
            display.E' un'opinione.


            Manderesti in crisi gli editori e tutto il
            mondo

            che gira sulla carta, quindi ridurresti il
            PIL.

            Uno a questo punto potrebeb dire che con quei

            soldi si comprerebbero altre cose (magari

            estere), ma per l'economia le cose vanno
            sommate

            se possibile, non

            scambiate

            Non è certo una roba che farebbero dei

            "professoroni" d'economia disposti a tutto,
            pure

            a passare sul nostro cadavere nel nostro

            interesse

            Io credo che nell'economia le cose non si possono
            mai sommare.Eh!?
            Come fai a sommare ripetutamente una
            cosa che è
            limitata?In realtà è proprio quello che succede in economia.Hai presente il noto esempio per cui se tu guadagni uan somma dal lavoro e la porti in banca, tu hai l'idea che i soldi siano tuoi, ma la banca li presta ad un altro che ritiene quei soldi della banca, questi li spende per fare la spesa ed il negoziante ritiene siano soldi del cliente...e così viaI soldi sono sempre quelli ma nel PIL sono calcolati più volte
            Se c'è crisi in tutta la Nazione, è inutile
            tagliare le spese, aggiungere nuove tasse,
            continuare a dare prestiti... Il discorso è molto
            lungo, ma facendo così si ottiene un
            impoverimento della qualità della vita (meno
            istruzione, cultura, svago ecc...) ed un
            imbarbarimento dovuto al fatto che una persona
            deve avere come unico scopo nella vita quello di
            lavorare per pagare i debiti, sapendo che questi
            debiti non finiranno
            mai.Alle donne frega poco pur di poter sfoggiare quelle scarpe "carinissime"per esempio
            Forse per ora non è così per tutti, ma lo è già
            per molti e questo numero cresce sempre di
            più.

            Ridistribuendo i soldi facendone rimanere un pò
            di più al cittadino, si creano sicuramente nuovi
            squilibri, ma sono squilibri in posti dove fino
            ad ora si è approfittata di questa
            situazione.Con questo potrei pure essere d'accordo ma la direi in quest'altra maniera:"con quel che uno paga per una Ferrari, tot famiglie escono una volta in più a farsi una pizza. Dà più lavoro fare una Ferrari o fare tot pizze?" ovviamente la secondaQuesto è un discorso che difende una maggiore distribuzione delle ricchezze (piace ai pizzaioli soprattutto)
            Anche se il prezzo lo fa l'editore, c'è da dire
            che il costo di un libro è esageratamente alto in
            confronto al reale costo di produzione.
            Considerando l'Istruzione come un bene del Paese,
            si può considerare la spesa sostenuta dalle
            famiglie come un investimento anche per il Paese
            e, in un certo modo associabile ad una spesa
            pubblica, più costa questa istruzione, meno
            vantaggi avrà il Paese in
            futuro.L'economia è apolide
            Facendo così il Governo potrebbe risolvere la
            cosa non imponendo il prezzo, ma mettendo dei
            paletti da non oltrepassare (può sembrare la
            stessa cosa ma giuridicamente è diverso).Il tetto dis pesa per i libri già esiste (o alemnpo esisteva), ma i professori infami "consigliavano" libri fuori lista quindi non calcolabili
            Gli
            editori non falliranno di certo.Emh, già oggi tengono l'anima con i denti.I libri scolastici sono l'equivalente del dei pandori e dei panettoni per la Bauli
            Guadagneranno
            semplicemente di meno. (Paletti significativi
            però, perchè se il Governo dice "Un libro di
            testo non può superare i 50 euro..." c'è
            chiaramente un non voler cambiare la situazione
            attuale.)
            Gli editori poi, anche perdendo in libri di
            testo, impegnandosi, rientrerebbero parzialmente
            con le possibili vendite superiori dei libri di
            "intrattenimento" (romanzi, thriller ecc... non è
            difficile pensare che se qualcuno ha più soldi,
            riesce a togliersi qualche soddisfazione in
            più).La gente che compra i libri per sfizio sono ben meno di quelli che li comprano per obbligo scolastico e per sfizio puoi sceglierli anche per prezzo

            Facendo in modo di far rimanere più soldi al
            cittadino chi ci
            perde?

            1) I settori dove si va ad influire (che per la
            maggior parte sono settori che hanno preso
            l'abitudine di fare soldi facili e sicuri grazie
            alle spese che il cittadino DEVE effettuare,
            Istruzione, Luce, Gas, Acqua
            ecc...)

            2) Le Banche (Queste più vengono penalizzate e
            meglio è, sono diventate i padroni del mondo
            grazie ai governi di corrotti o imprenditori (o
            entrambi))

            Chi ci guadagna?
            Tutti
            il cittadino che avendo più soldi magari evita di
            dover fare prestiti e ricomincia anche a godersi
            un pò la
            vita

            l'Economia che ricominciando a girare favorisce
            le attività commerciali, il turismo
            ecc...

            Ora non sto dicendo che limitando i prezzi dei
            libri di testo si sistema l'Economia, sto dicendo
            che SICURAMENTE l'Economia non si sistema come
            stanno facendo ora, tasse su tasse, tagli su
            tagli e consegnando i Paesi alle
            Banche.Alcuni passaggi mi sembrano "ampi" ed ottimistici, comunque è chiaro il senso
        • collione scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana
          - Scritto da: Surak 2.0
          E perchè da "in giù" no?in effetti basterebbe costruire ebook reader appositi, con materiali plastici morbidi e display oled, il tutto per evitare facili rotture e accidentali ferimenti ( eh si, i mocciosi sono pericolosi fino a questo punto )
          Dalle medie in su, potrebbero essere eliminati
          gli insegnanti sostituiti da appositi programmi
          d'insegnamento rendendo così l'istruzione
          personalizzata.oddio, in Corea del Sud hanno messo un pò di robot, ma penso basterebbe anche solo inserire nella scuola insegnanti preparati, invece dei soliti asini entrati a colpi di decenni di supplenze e/o come insegnanti di sostegno
          Manderesti in crisi gli editori e tutto il mondo
          che gira sulla carta, quindi ridurresti il PIL.
          Uno a questo punto potrebeb dire che con quei
          soldi si comprerebbero altre cose (magari
          estere), ma per l'economia le cose vanno sommate
          se possibile, non
          scambiateMonti di sicuro la pensa così, ma si guarda bene dal citare i perchè, ovvero il signoraggio bancario, il fatto che le banche centrali non hanno più la facoltà di stampare denaro, i soldi che devono essere obbligatoriamente presi in prestito dal fantomatico mercato ( ovvero Goldman e altre fortune 500 ), ecc...
          Non è certo una roba che farebbero dei
          "professoroni" d'economia disposti a tutto, pure
          a passare sul nostro cadavere nel nostro
          interesseappunto, finchè avremo al potere i maggiordomi di quelli che hanno causato la crisi, non si risolverà mai nullainteressante notare come le loro misure di austerity sono solo servite a questo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-05/grecia-appello-samaras-senza-093428.shtml?uuid=Ab9g5moGeppure un certo Keynes gliel'aveva detto oltre un secolo fa, quindi questi o sono stupidi o criminali
          • pippo75 scrive:
            Re: Libri elettronici all'italiana

            oddio, in Corea del Sud hanno messo un pò di
            robot, ma penso basterebbe anche solo inserire
            nella scuola insegnanti preparati, Oltre a questo direi che si dovrebbe ridare importanza alla scuola.Questo deve partire dalla famiglia, quando mandi a certi genitori avvisi che il figlio a dire bene è una capra e questi se ne fregano.Poi se lo bocci vengono a lamentarsi ( ma poverino, potevate avvisarci ).
    • ninjaverde scrive:
      Re: Libri elettronici all'italiana
      - Scritto da: Lammy
      Non ho letto l'ultimo testo di legge, ma quello
      in vigore fino ad ora, indicava libri di testo
      obbligatoriamente disponibili "anche" in versione
      elettronica.(*ironico*)Gli Editori non molleranno "l'osso" tanto facilmente.A parte il fatto che un testo cartaceo stanca meno la vista e ha comunque alcuni vantaggi, ma perchè non aprire un sito o più siti universitari rendendo accessibili i files per i testi? Ipad o Pc o altro su cui poter consultare gli argomenti?Eh la mia ovviamente è un'illusione... :(
      • Allibito scrive:
        Re: Libri elettronici all'italiana
        - Scritto da: ninjaverde
        - Scritto da: Lammy

        Non ho letto l'ultimo testo di legge, ma quello

        in vigore fino ad ora, indicava libri di testo

        obbligatoriamente disponibili "anche" in
        versione

        elettronica.
        (*ironico*)

        Gli Editori non molleranno "l'osso" tanto
        facilmente.
        A parte il fatto che un testo cartaceo stanca
        meno la vista e ha comunque alcuni vantaggi, ma
        perchè non aprire un sito o più siti universitari
        rendendo accessibili i files per i testi? Ipad o
        Pc o altro su cui poter consultare gli
        argomenti?
        Eh la mia ovviamente è un'illusione... :(Più di un'illusione. Perchè qualcuno dovrebbe mettere online un testo che può vendere? Perchè qualcuno dovrebbe lavorare per creare un testo e poi divulgarlo gratis? Gli editori fanno il loro lavoro, ho conosciuto professori che hanno pubblicato le dispense online, ma altri che hanno fatto libri illeggibili, da acquistare obbligatoriamente, parti speciali inventate solo per profitto e inutili. Diciamo che l'unica nota stonata è il prof che indica il testo di cui è. Autore, ma anche qui non è scontato che sia in cattiva fede (dipende dalla qualità del testo). In certi caso il sospetto del conflitto di intEressi è forte... ma mai certo.
        • Free world scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana

          Perchè qualcuno dovrebbe lavorare per creare un testo e
          poi divulgarlo gratis?http://www.opensourcetext.org/
        • collione scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana
          - Scritto da: Allibito
          Più di un'illusione. Perchè qualcuno dovrebbe
          mettere online un testo che può vendere? Perchè
          qualcuno dovrebbe lavorare per creare un testo e
          poi divulgarlo gratis? Gli editori fanno il loroun concetto simile girava alle origini del movimento opensource, ovvero perchè creare software gratis quando puoi venderlo?eppure esistono tante sacche di gente che vogliono fare proprio questo, cominciando da chi è pagato per svolgere attività affini ( ingegneri di grandi società, professori e ricercatori universitari ) fino a chi lo fa per hobbyfermo restando che si potrebbe benissimo creare un altro modello economico, in cui la ricerca spasmodica della ricchezza non è l'obiettivo vitale dell'essere umano
          qualcuno dovrebbe lavorare per creare un testo e
          poi divulgarlo gratis? Gli editori fanno il loro
          lavoro, ho conosciuto professori che hanno
          pubblicato le dispense online, ma altri che hanno
          fatto libri illeggibili, da acquistare
          obbligatoriamente, parti speciali inventate solo
          per profitto e inutili. Diciamo che l'unica nota
          stonata è il prof che indica il testo di cui è.
          Autore, ma anche qui non è scontato che sia in
          cattiva fede (dipende dalla qualità del testo).
          In certi caso il sospetto del conflitto di
          intEressi è forte... ma mai
          certo.appunto, alla fine è pura avidità, considerando che un professore universitario non fa certo la fame e tra stipendio e consulenze varie, porta a casa un bel malloppo
        • ninjaverde scrive:
          Re: Libri elettronici all'italiana

          Più di un'illusione. Perchè qualcuno dovrebbe
          mettere online un testo che può vendere? Perchè
          qualcuno dovrebbe lavorare per creare un testo e
          poi divulgarlo gratis? Ma io a volte scarico film, e c'è un'opzione che si chiama "ticket".Quindi non credo che il files debbano essere gratis.Poi mi dirai: "Ma poi gli studenti se li scambiano"...Anche qui ci possono essere sistemi anticopia viso che userebbero o Tablet... Ma ci potrebbe essere anche un sistema molto più intelligente,come l'acquisto da parte delle scuole del testo in forma una tantum (o per anno scolastico) con una forma di contribuzione degli allievi (tassa per libri).Ovviamente ogni allievo verrebbe a spendere una cifra ultra-modica ma che compenserebbe gli autori ed il lavoro di digitalizzazione. Quindi lo scambio diretto sarebbe superfluo (o solo acXXXXXrio) poichè ogni allievo si scarica i testi che gli competono, prepagati. Fine della fiera... ma gli Editori rosicano poco ovviamente...
    • Quelo scrive:
      Re: Libri elettronici all'italiana
      Saluto pure io da una città del Nord Italia dove arriva tranquillamente la fibra ottica di Tiscali a velocità più che accettabile. Due settimane fa però hanno tolto la corrente perché grazie agli incentivi statali stavano distruggendo un marciapiede per farci passare nuova fibra. L'ironia è che il cartello diceva "Stiamo Lavorando Per Voi".. dove penso che Voi fosse plurale maiestatis.- Scritto da: Lammy

      saluti da un paese dove la banda larga è arrivata
      8 anni fa. No, forse
      10.
      cordialmente
    • bancai scrive:
      Re: Libri elettronici all'italiana
      - Scritto da: Lammy
      Non ho letto l'ultimo testo di legge, ma quello
      in vigore fino ad ora, indicava libri di testo
      obbligatoriamente disponibili "anche" in versione
      elettronica.
      Bel pasticcio all'italiana (grazie alla pressione
      degli editori e della filiera della stampa), per
      cui ci si ritrova simpatici libri (tradizionali),
      con parte del contenuto, integrativo o extra, su
      sito o CD/DVD allegato. Moolto pratico, vero?
      (*ironico*)
      Il testo dell'articolo suggerisce che questo
      "obbligo" sia stato mantenuto tale quale. Come è
      ovvio che sia, nella tradizione pizza e
      mandolino.

      Se un universitario novello stesse sognando di
      studiare solo sull'Ipad, può continuare con il
      suo sogno, fino al
      risveglio.

      Per noi emigrati intanto attivano il servizio
      SE.CO.LI. (servizi consolari online - ma chi è
      quel genio che ha creato un'acronimo coì
      accattivante?). Tutto ben gestito attraverso
      mailing list. Un passo avanti (*ironico*
      2).

      saluti da un paese dove la banda larga è arrivata
      8 anni fa. No, forse
      10.
      cordialmentedi solito sono banali PDF molti scomodi da leggere su formati piccoli e difficilmente scalabili come l'html o i formati tipo epub (ma qui hanno problemi di protezioni di contenuti da risolvere)
  • Quelo scrive:
    Una domanda seria.
    Dunque parliamo dei libri di testo elettronici, che sono una idea "divertente" e portereanno ad uno sconto dello 0.0001% sui libri di testo, un po`di banda larga finanziata dallo Stato e distribuita da privati a costi proibitivi, e dei documenti in formato aperto senza specificare quale ... probabilmente DOCX ! La Posta Elettronica Certificata poi è perfettamente in linea con l'idea di Agenda Europea, visto che è stata studiata esplicitamente per impedire la comunicazione formale tra l'Italia e il resto d'Europa (sono stati fatti sfozi notevoli in proposito).Per un paese dove il 90% delle persone non va al di là dell'intranet aziendale e di Facebook e non sa nemmeno usare la mail (quella normale) dove stanno le opportunità di Business del Web ? Nelle startup ? Chi se la compra una Startup in un paese dove se uno falsifica un bilancio non è reato e se assume tutta la sua famiglia compresa la nonna di novant'anni a sua insaputa, non è conflitto di interessi ... glielo spieghi tu a Google ? Col 75% di imposizione fiscale, se la prende e se la porta SUBITO in America o in Polonia e qui ci lascia al massimo due uffici di rappresentanza con tre persone.Questi sono ancora convinti che il WEB possa essere italiano, non hanno capito che quando c'è competitività internazionale i parassiti devono sparire, altrimenti i costi diventano troppo alti e possono permettersi di competere solo sull'ostacolo linguistico, che è un'altra caratteristica di questo paese ed una vera Agenda Digitale Europea dovrebbe garantire di superare.L'idea di innovazione in Italia è sempre stato di prendere due o tre ingegneri come quei sessantamila licenziati da Nokia e compagnia, buttarli in una cantina per fare un prodotto inutile, al costo di un manovale, e vivere alle spalle di qualche grossa azienda (di solito di telefonia) grazie a regali e tangenti offerte ai responsabili degli acquisti e del personale.Se non si cambia la mentalità completamente dove vogliono andare ? Sarebbe stato meglio finanziassero il settore agro alimentare e l'esportazione di pizze e gelati, e non l'Agenda Digitale Europea con due anni di ritardo.Senza contare che se tanto mi da tanto, ora riscaveranno tutta la Salerno Reggio Calabria, per farci passare le fibre della banda larga, quindi forse non riusciranno a finira l'anno prossimo, come lo stesso Ministro in versione 1.0 ci ha garantito.
    • panda rossa scrive:
      Re: Una domanda seria.
      - Scritto da: Quelo
      Dunque parliamo dei libri di testo elettronici,
      che sono una idea "divertente" e portereanno ad
      uno sconto dello 0.0001% sui libri di testo,Considerando poi che l'iva sul testo elettronico e' del 20% invece che del 4%...
      un
      po`di banda larga finanziata dallo Stato e
      distribuita da privati a costi proibitivi, e dei
      documenti in formato aperto senza specificare
      quale ... probabilmente DOCX !DOCX non e' aperto, o meglio M$ non salva nel DOCX aperto, ma in una sua personalissima interpretazione.
      La Posta Elettronica Certificata poi è
      perfettamente in linea con l'idea di Agenda
      Europea, visto che è stata studiata
      esplicitamente per impedire la comunicazione
      formale tra l'Italia e il resto d'Europa (sono
      stati fatti sfozi notevoli in
      proposito).Anche per impedire la comunicazione formale tra cittadini e PA se per quello, anche se il vero motivo e' stato quello di spartirsi l'enorme finanziamento europeo e poi affidare il progetto al ragazzetto stagista sub-sub-sub-sub-sub appaltato che lo ha scritto in vb.
      Per un paese dove il 90% delle persone non va al
      di là dell'intranet aziendale e di Facebook e non
      sa nemmeno usare la mail (quella normale) dove
      stanno le opportunità di Business del Web ? Nelle
      startup ?Nel phishing!
      Chi se la compra una Startup in un paese dove se
      uno falsifica un bilancio non è reato e se assume
      tutta la sua famiglia compresa la nonna di
      novant'anni a sua insaputa, non è conflitto di
      interessi ... glielo spieghi tu a Google ? Che c'entra google? Google poi ha gia' imparato a sue spese come funzionano le cose in italia: se 4 idioti postano un video dove viene preso in giro un ragazzo down, non sono gli idioti a passare le grane, ma l'AD italiano di youtube.
      Col
      75% di imposizione fiscale, se la prende e se la
      porta SUBITO in America o in Polonia e qui ci
      lascia al massimo due uffici di rappresentanza
      con tre persone.Ma neanche, visto che rischierebbero la galera.Gli uffici di rappresentanza li apre a S. Marino.
      • Leguleio scrive:
        Re: Una domanda seria.
        - Scritto da: panda rossa
        Che c'entra google? Google poi ha gia' imparato a
        sue spese come funzionano le cose in italia: se 4
        idioti postano un video dove viene preso in giro
        un ragazzo down, non sono gli idioti a passare le
        grane, ma l'AD italiano di
        youtube.La causa però non è ancora conclusa, c'è l'appello.E non è affatto vero che i responsabili di quel video, tutti studenti all'Albe Steiner di Torino, non siano stati puniti:sono stati sospesi per un anno dalla scuola e condannati dal giudice per il tribunale per i minorenni a lavori socialmente utili. Pulire i gabinetti. http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/bullismo-2/rieducazione/rieducazione.html?ref=searchÈ stata condannata anche l'insegnante che in quel momento non era presente in classe. Lì è davvero ecXXXXX di zelo. :|
        • Leguleio scrive:
          Re: Una domanda seria.

          - Scritto da: panda rossaP.S.: Anche tu, ancora con quest'errore? Non era Youtube!!! :@ Era Google video. All'epoca dei fatti Youtube apparteneva ai suoi creatori, non a Google Inc.
          • panda rossa scrive:
            Re: Una domanda seria.
            - Scritto da: Leguleio

            - Scritto da: panda rossa

            P.S.: Anche tu, ancora con quest'errore? Non era
            Youtube!!! :@ Era Google video. All'epoca dei
            fatti Youtube apparteneva ai suoi creatori, non a
            Google
            Inc.Cambia qualcosa dal punto di vista del concetto?
          • Leguleio scrive:
            Re: Una domanda seria.
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio


            - Scritto da: panda rossa



            P.S.: Anche tu, ancora con quest'errore? Non
            era

            Youtube!!! :@ Era Google video. All'epoca
            dei

            fatti Youtube apparteneva ai suoi creatori,
            non
            a

            Google

            Inc.

            Cambia qualcosa dal punto di vista del concetto?Del concetto generale no.Ma tieni presente che la condanna è stata emessa proprio grazie a un modello di business fondato sulla pubblicità che aveva Google video, ma che su Youtube è apparso molto più tardi (mi pare nel 2010). Un servizio senza fini di lucro come era Youtube all'epoca avrebbe rischiato molto di meno, e forse sarebbe stato assolto.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Una domanda seria.
            La condanna non era per lucro, ma su la violazione della privacy.Poi il ragazzo menato non era down ma autistico.
          • Leguleio scrive:
            Re: Una domanda seria.
            - Scritto da: Sgabbio
            La condanna non era per lucro, ma su la
            violazione della
            privacy.Era entrambe le cose, nel senso che se il lucro non fosse stato presente la pena sarebbe stata decisamente inferiore; anzi, forse nemmeno sarebbero arrivati a un proXXXXX.Ricopio dal commento saltato alcuni giorni fa, non si sa perché:"Violazione degli articoli 110 e 167, comma 1° e 2° del Codice in materia di protezione dei dati personali, perché, in concorso fra loro, consentivano che venisse immesso in data 8 settembre 2006 per la successiva diffusione a mezzo internet, attraverso le pagine del sito http://video.google.it un filmato in cui persone minorenni, in concorso tra loro, pronunciando la seguente frase «Salve, siamo dell'associazione Vivi down, un nostro mongolo si è cagato addosso e mò non sappiamo che XXXXXXX fare perché l'odore di XXXXX c'è entrato nelle narici», ponevano in essere numerosi atti vessatori nei confronti di un loro coetaneo disabile, e, al fine di trarne profitto per il tramite del servizio Google video (in relazione al quale Google Italy srl beneficia degli indotti pubblicitari degli inserzionisti), procedevano al trattamento dei dati personali in violazione degli articoli 23, 17 e 26, dello stesso Codice in materia di protezione dei dati personali, con relativo nocumento della persona interessata".
            Poi il ragazzo menato non era down ma autistico.Qui rientra in ballo la legge sulla privacy, che protegge anche lo stato di salute di una persona, in particolare un minorenne. In un'intervista il padre dichiarò pochi giorni dopo che il figlio non era down, ma "aveva dei problemi". Poi tutti i giornali si sono sbizzarriti su questi problemi, e si è letto pure che era autistico, ma non solo.In realtà, nessuno al di fuori della cerchia dei familiari (e dell'ufficio della scuola preposto all'assistenza) lo sa esattamente.
        • panda rossa scrive:
          Re: Una domanda seria.
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa


          Che c'entra google? Google poi ha gia'
          imparato
          a

          sue spese come funzionano le cose in italia:
          se
          4

          idioti postano un video dove viene preso in
          giro

          un ragazzo down, non sono gli idioti a
          passare
          le

          grane, ma l'AD italiano di

          youtube.

          La causa però non è ancora conclusa, c'è
          l'appello.Bell'esempio di spreco di risorse all'italiana.Il giudice avrebbe dovuto rigettare immediatamente l'istanza, e invece avremo i soliti tre gradi di giudizio all'italiana che si concluderanno con la prescrizione per sopraggiunta scadenza dei termini.
          E non è affatto vero che i responsabili di quel
          video, tutti studenti all'Albe Steiner di Torino,
          non siano stati
          puniti:
          sono stati sospesi per un anno dalla scuola e
          condannati dal giudice per il tribunale per i
          minorenni a lavori socialmente utili. Pulire i
          gabinetti.Questo mi consola.C'e' mica il video di qugli idioti mentre puliscono i cessi sul tubo?
          È stata condannata anche l'insegnante che in
          quel momento non era presente in classe. Lì è
          davvero ecXXXXX di zelo.
          :|Ma anche no. Se si verifica una situazione che interessa la magistratura, in un'aula scolastica, tra minori, l'insegnante ha la sua responsabilita'.
          • Leguleio scrive:
            Re: Una domanda seria.
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio

            - Scritto da: panda rossa




            Che c'entra google? Google poi ha gia'

            imparato

            a


            sue spese come funzionano le cose in
            italia:

            se

            4


            idioti postano un video dove viene
            preso
            in

            giro


            un ragazzo down, non sono gli idioti a

            passare

            le


            grane, ma l'AD italiano di


            youtube.



            La causa però non è ancora conclusa, c'è

            l'appello.

            Bell'esempio di spreco di risorse all'italiana.
            Il giudice avrebbe dovuto rigettare
            immediatamente l'istanza, e invece avremo i
            soliti tre gradi di giudizio all'italiana che si
            concluderanno con la prescrizione per
            sopraggiunta scadenza dei
            termini.Mi sa che la prescrizione è già intervenuta... :/Non ho voglia di andare a vedere, però. La storia mi ha un po' stufato. Se ho ben capito, l'appello riguarderà solo la parte civile della causa.

            E non è affatto vero che i responsabili di
            quel

            video, tutti studenti all'Albe Steiner di
            Torino,

            non siano stati

            puniti:

            sono stati sospesi per un anno dalla scuola e

            condannati dal giudice per il tribunale per i

            minorenni a lavori socialmente utili. Pulire
            i

            gabinetti.

            Questo mi consola.
            C'e' mica il video di qugli idioti mentre
            puliscono i cessi sul
            tubo?No, solo quella foto dell'articolo su <I
            Repubblica </I
            (ammesso sia vera).I minorenni coinvolti in reati non possono essere nemmeno citati con nome e cognome dai giornali, figuriamoci foto o video.E anche se non c'entra con il resto, noto un interessamento troppo grande al destino dei bulli da parte tua. O conosci il ragazzo vittima di quell'episodio, o in qualche modo ti identifichi con lui. :-D
        • tucumcari scrive:
          Re: Una domanda seria.
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa


          Che c'entra google? Google poi ha gia'
          imparato
          a

          sue spese come funzionano le cose in italia:
          se
          4

          idioti postano un video dove viene preso in
          giro

          un ragazzo down, non sono gli idioti a
          passare
          le

          grane, ma l'AD italiano di

          youtube.

          La causa però non è ancora conclusa, c'è
          l'appello.

          E non è affatto vero che i responsabili di quel
          video, tutti studenti all'Albe Steiner di Torino,
          non siano stati
          puniti:
          sono stati sospesi per un anno dalla scuola e
          condannati dal giudice per il tribunale per i
          minorenni a lavori socialmente utili. Pulire i
          gabinetti.


          http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/scuola_e_

          È stata condannata anche l'insegnante che in
          quel momento non era presente in classe. Lì è
          davvero ecXXXXX di zelo.
          :|già l'AD di google invece "era in classe?"No giusto per capire ... cosa significa "era (o non era) in classe?Il punto è diverso 1) poteva o era in condizioni <b
          oggettive </b
          (aveva i mezzi idonei a farlo) di controllare?2) era <b
          soggettivamente </b
          tenuto a farlo (cioè era suo preciso compito e responsabilità).In assenza anche di uno solo di questi 2 elementi una condanna è palesemente contraria alla sostanza (e alla lettera) di ogni dottrina giuridica che possa essere sostenuta!
    • mcmcmcmcmc scrive:
      Re: Una domanda seria.
      le proposte del governo mi paiono, finalmente, buone. Il problema sarà l'applicazione delle stesse.Libri di testo elettronici. Il minimo.Open data. Necessità.PEC. Ci sarà anche di meglio, ma funziona ed è comoda (nessuna fila ai vari uffici, nessun motivo di doversi recare fisicamente negli uffici per stare poi in fila). Io la uso e mi è comoda.Certo che se poi il libro elettronico è una brutta copia di quello di carta, l'open data resta chiuso in un cassetto, le belle proposte non servono a nulla.
      • ... scrive:
        Re: Una domanda seria.

        Libri di testo elettronici. Il minimo.E che vorrebbe dire questa frase???Libri di testo elettronici, si, il minimo è che ci siano, ma devono costare sensibilmente meno (almeno il 60% meno del cartaceo).

        Open data. Necessità.Si, necessit... il problema è se vai sui siti ministeriali, anche i pdf per il pubblico sono cifrati... questo per farti capire che nelle P.A. non c'è la mentalità del "dobbiamo offrire ai cittadini documentazione facilmente fruibile" ma "dobbiamo dare il minimo indispensabile e che non sia utilizzabile per altri scopi".

        PEC. Ci sarà anche di meglio, ma funziona ed è
        comoda (nessuna fila ai vari uffici, nessun
        motivo di doversi recare fisicamente negli uffici
        per stare poi in fila). Io la uso e mi è
        comoda.
        Mha... uno standard valido in un solo Paese ci può stare se si parla di determinati settori e solo se estende gli standard mondiali (ad esempio, nell'edilizia). Ma un settore come la comunicazione aziendale, non può sottostare a regole limitate ad un solo Paese. La PEC non è riconosciuta in nessun altro Paese al mondo. Risultato? Se io devo mandare una email di lavoro all'estero devo usare un altro strumento, che magari non è riconosciuto in sede legale perchè non ha le caratteristiche della PEC, anche se è riconosciuto a livello internazionale.
        Certo che se poi il libro elettronico è una
        brutta copia di quello di carta, l'open data
        resta chiuso in un cassetto, le belle proposte
        non servono a
        nulla.Se il libro elettronico fosse una copia di quello cartaceo ma con degli indici e sommari "attivi" (e non solo una pagina di indice scritta li e basta), lo renderebbe già molto utile per la veloce consultazione, ma spesso sono semplici testi che riproducono fedelmente il libro cartaceo e dove l'unica differenza è che puoi usare la funzione Trova.
        • mcmcmcmcmc scrive:
          Re: Una domanda seria.
          - Scritto da: ...

          Libri di testo elettronici. Il minimo.

          E che vorrebbe dire questa frase???non era una frase difficile.

          Libri di testo elettronici, si, il minimo è che
          ci siano, ma devono costare sensibilmente meno
          (almeno il 60% meno del
          cartaceo).possibilmente nulla. Li compra l'istituto scolastico. Una volta comperati li passa di anno in anno agli studenti.






          Open data. Necessità.

          Si, necessit... il problema è se vai sui siti
          ministeriali, anche i pdf per il pubblico sono
          cifrati... questo per farti capire che nelle P.A.
          non c'è la mentalità del "dobbiamo offrire ai
          cittadini documentazione facilmente fruibile" ma
          "dobbiamo dare il minimo indispensabile e che non
          sia utilizzabile per altri scopi".
          l'adozione degli open data dovrebbe aiutare a superare i problemi che indichi. Su torna a quel che dicevo: il problema è come verranno applicate le direttive del governo, non le direttive in sè.






          PEC. Ci sarà anche di meglio, ma funziona ed
          è

          comoda (nessuna fila ai vari uffici, nessun

          motivo di doversi recare fisicamente negli
          uffici

          per stare poi in fila). Io la uso e mi è

          comoda.



          Mha... uno standard valido in un solo Paese ci
          può stare se si parla di determinati settori e
          solo se estende gli standard mondiali (ad
          esempio, nell'edilizia). Ma un settore come la
          comunicazione aziendale, non può sottostare a
          regole limitate ad un solo Paese.

          La PEC non è riconosciuta in nessun altro Paese
          al mondo. Risultato? Se io devo mandare una email
          di lavoro all'estero devo usare un altro
          strumento, che magari non è riconosciuto in sede
          legale perchè non ha le caratteristiche della
          PEC, anche se è riconosciuto a livello
          internazionale.pienamente d'accordo. La PEC, così come è, è utile, e molto comoda, per la relazione cittadino vs pubblica amministrazione.
    • Vrobby scrive:
      Re: Una domanda seria.
      - Scritto da: Quelo
      Chi se la compra una Startup in un paese dove se
      uno falsifica un bilancio non è reato e se assume
      tutta la sua famiglia compresa la nonna di
      novant'anni a sua insaputa, non è conflitto di
      interessi ... glielo spieghi tu a Google ? Col
      75% di imposizione fiscale, se la prende e se la
      porta SUBITO in America o in Polonia e qui ci
      lascia al massimo due uffici di rappresentanza
      con tre
      persone.

      Questi sono ancora convinti che il WEB possa
      essere italiano, non hanno capito che quando c'è
      competitività internazionale i parassiti devono
      sparire, altrimenti i costi diventano troppo alti
      e possono permettersi di competere solo
      sull'ostacolo linguistico, che è un'altra
      caratteristica di questo paese ed una vera Agenda
      Digitale Europea dovrebbe garantire di
      superare.

      L'idea di innovazione in Italia è sempre stato di
      prendere due o tre ingegneri come quei
      sessantamila licenziati da Nokia e compagnia,
      buttarli in una cantina per fare un prodotto
      inutile, al costo di un manovale, e vivere alle
      spalle di qualche grossa azienda (di solito di
      telefonia) grazie a regali e tangenti offerte ai
      responsabili degli acquisti e del
      personale.Straquoto.
    • crumiro scrive:
      Re: Una domanda seria.
      +100
  • mr_caos scrive:
    Criteri per essere start-up
    I criteri per essere considerati una start-up andate a leggerli nel testo originale. Pagina 79, punto 2.Anche oggi un'ulteriore dimostrazione che di questi articoli non ci si deve fidare troppo.
    • carlo2002 scrive:
      Re: Criteri per essere start-up
      Da ignorante ti chiedo se per cortesia puoi spiegare in modo semplice cosa c'è che non va.Grazie
      • mr_caos scrive:
        Re: Criteri per essere start-up
        Non è che io sia un esperto. Semplicemente, il fatto che una start-up dovesse obbligatoriamente essere titolare di un brevetto non mi convinceva. Registrare e mantenere un brevetto è un pratica estremamente onerosa, sia in termini di costo che di tempo.Sono andato a controllare nel testo e, contrariamente a quanto si evince dall'articolo, dei tre criteri citati uno solo deve essere rispettato. In piu' ce ne sono diversi altri. Inizio dell'attività da non piu' di 4 anni, sede principale in Italia, non superare i 5 milioni di fatturato, non distribuire utili, etc.
        • collione scrive:
          Re: Criteri per essere start-up
          non distribuire utili? e come fai ad attirare i capitali privati?facebook e soci distribuivano utili pure quando erano in fase di startupmah, onestamente mi convinco sempre di più che i vecchi dovrebbero smetterla di riempirsi la bocca di parole come innovazione, internet e web
          • mr_caos scrive:
            Re: Criteri per essere start-up
            Non sono convinto che Facebook abbia già distribuito utili, ma se ne sei certo, ti credo. In teoria comunque, si possono attirare investitori lo stesso. Tipicamente, si guadagna molto di piu' con le plus valenze sulle quote che non con la ridistribuzione degli utili, Apple docet.Poi, che di fatto queste manovre lascino il tempo che trovano, siamo assolutamente d'accordo.
        • Roby10 scrive:
          Re: Criteri per essere start-up
          - Scritto da: mr_caos
          Non è che io sia un esperto. Semplicemente, il
          fatto che una start-up dovesse obbligatoriamente
          essere titolare di un brevetto non mi convinceva.
          Registrare e mantenere un brevetto è un pratica
          estremamente onerosa, sia in termini di costo che
          di
          tempo.
          Sono andato a controllare nel testo e,
          contrariamente a quanto si evince dall'articolo,
          dei tre criteri citati uno solo deve essere
          rispettato. In piu' ce ne sono diversi altri.
          Inizio dell'attività da non piu' di 4 anni, sede
          principale in Italia, non superare i 5 milioni di
          fatturato, non distribuire utili,
          etc.Mi sembrano tutte cose ragionevoli, se sta aperta da 10 anni e fai i milioni che start up è?
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Criteri per essere start-up
          - Scritto da: mr_caos
          Non è che io sia un esperto. Semplicemente, il
          fatto che una start-up dovesse obbligatoriamente
          essere titolare di un brevetto non mi convinceva.
          Registrare e mantenere un brevetto è un pratica
          estremamente onerosa, sia in termini di costo che
          di
          tempo.Beh, no! In Italia bastano poche centinaia di euro (se uno fa da se e visto la tipologia di attività, dovrebebro essere in grado di farlo), mentre per quelli internazionali ci vuole di più (sopratutto per le traduzioni tecniche) ma con il deposito italiano si ha una priorità, mi pare, di un anno.Comunque si tratta di qualche migliaio di euro.E' un po' come voler fare gli imbianchini senza comprare manco un'ApecarCiao!
          • rgbrgb21 scrive:
            Re: Criteri per essere start-up
            - Scritto da: Surak 2.0
            - Scritto da: mr_caos

            Non è che io sia un esperto. Semplicemente, il

            fatto che una start-up dovesse obbligatoriamente

            essere titolare di un brevetto non mi
            convinceva.

            Registrare e mantenere un brevetto è un pratica

            estremamente onerosa, sia in termini di costo
            che

            didai tecnici mi sarei aspettato una cosa più tecnica....ma, o non sono tecnici o......

            tempo.

            Beh, no! In Italia bastano poche centinaia di
            euro (se uno fa da se e visto la tipologia di
            attività, dovrebebro essere in grado di farlo),
            mentre per quelli internazionali ci vuole di più
            (sopratutto per le traduzioni tecniche) ma con il
            deposito italiano si ha una priorità, mi pare, di
            un
            anno.
            Comunque si tratta di qualche migliaio di euro.
            E' un po' come voler fare gli imbianchini senza
            comprare manco
            un'Apecar

            Ciao!
        • prova123 scrive:
          Re: Criteri per essere start-up
          Quando i filtri sono molto stretti, i papabili che restano sono molto pochi. A pensare male si scelgono i papabili e si creano le regole intorno alle loro caratteristiche. Questa cosa cesserà quando la gente andrà a prenderli sotto casa. Non ci sono alternative civili.
          • prova123 scrive:
            Re: Criteri per essere start-up
            Inoltre le startup <b
            devono </b
            ricevere prestiti dalle banche ... se non hai amici nelle banche o qualcuno ben ammanicato che ti presenta la tua startup è morta ancora prima di nascere ...
    • panda rossa scrive:
      Re: Criteri per essere start-up
      - Scritto da: mr_caos
      I criteri per essere considerati una start-up
      andate a leggerli nel testo originale. Pagina 79,
      punto
      2.
      Anche oggi un'ulteriore dimostrazione che di
      questi articoli non ci si deve fidare
      troppo.Gia' che c'eri, potevi fare un bel copia incolla, risparmiando a tutti la fatica di cercare.
      • mr_caos scrive:
        Re: Criteri per essere start-up
        a) la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nellAssemblea ordinaria dei soci sono detenute da persone fisiche;b) è costituita e svolge attività dimpresa da non più di quarantotto mesi;c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;d) a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dallultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dellesercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;f) ha, quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:1. le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 30 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per lacquisto di beni immobili. Le spese risultano dallultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa;2. impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso80ununiversità italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o allestero;3. sia titolare o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti alloggetto sociale e allattività dimpresa.
        • NemoTizen scrive:
          Re: Criteri per essere start-up
          si ma non è cosi sbagliato, se sei una persona che ha un idea geniale che nessuno ha avuto la prima cosa che devi fare se vuoi lucrarci è registrare il brevetto, poi tiri su una startup per iniziare a farci soldi commerciandola. Perchè se parti con l'idea in quarta realizzi il prodotto e lo vendi senza tutelarti ci saranno altre 10 aziende che non appena lo vedono ne realizzano una versione migliore avendo più soldi e risorse...
  • Luca Annunziata scrive:
    prova
    prova
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