Edge chiude Copilot Mode, ma l'AI invade ogni angolo del browser

Edge chiude Copilot Mode, ma l'AI invade ogni angolo del browser

Microsoft ha annunciato la chiusura di Copilot Mode su Edge, ma le funzioni AI vengono integrate direttamente dentro il browser.
Edge chiude Copilot Mode, ma l'AI invade ogni angolo del browser
Microsoft ha annunciato la chiusura di Copilot Mode su Edge, ma le funzioni AI vengono integrate direttamente dentro il browser.

Quando lo scorso luglio Microsoft lanciò Copilot Mode su Microsoft Edge, lo presentò come una modalità separata pensata per chi voleva navigare con funzionalità AI integrate in modo più profondo. Pochi mesi dopo, quella modalità dedicata viene abbandonata. Non perché l’esperimento sia stato un fallimento, almeno secondo Redmond, ma perché le sue funzioni sono state progressivamente integrate nel browser principale. Il risultato è che l’intelligenza artificiale non è più confinata in una sezione specifica di Edge, ormai è distribuita in tutta l’esperienza di navigazione.

Edge si trasforma in browser AI nativo

Microsoft ha spiegato che Copilot Mode aveva senso quando le funzioni AI erano un sottoinsieme sperimentale, ma oggi le stesse capacità sono integrate direttamente dentro Edge in modo nativo. Per chi era affezionato alla modalità separata, la promessa è che gli utenti esistenti continueranno ad avere accesso prioritario alle prossime funzioni AI tramite il canale Edge Preview, una specie di programma beta per chi vuole vedere prima cosa bolle in pentola.

Il messaggio implicito è chiaro. Copilot non si ritira, anzi. Copilot smette di essere un’opzione tra le opzioni e diventa la spina dorsale del browser.

La novità più interessante dell’aggiornamento riguarda Edge mobile. Da oggi Copilot è in grado di ragionare contemporaneamente su più schede aperte, senza che l’utente debba spostare manualmente il contesto da una all’altra. Sempre su mobile arriva Journeys, fino a oggi disponibile solo nella versione desktop. È quella funzione che prende la cronologia di navigazione e la riorganizza per argomenti significativi invece che per ordine cronologico. Comodo per chi torna su una ricerca cominciata giorni prima e non ricorda nemmeno quali fossero i siti visitati.

Anche le funzioni Vision e Voice arrivano a più utenti su desktop e mobile. Permettono di attivare Copilot con la voce e di lasciargli vedere quello che c’è sullo schermo per ragionarci sopra. La nuova tab page ridisegnata, infine, sta arrivando anche nell’app mobile per uniformare l’esperienza tra dispositivi diversi.

Le funzioni AI su Edge

L’elenco delle funzioni AI che Microsoft sta integrando dentro Edge è notevole. C’è la memoria a lungo termine sulla cronologia di navigazione, che permette a Copilot di contestualizzare le conversazioni richiamando ricerche fatte settimane prima. C’è una modalità Study and Learn che spezzetta un argomento in quiz interattivi e sessioni di studio guidate, pensata soprattutto per chi usa il browser anche come strumento di apprendimento. Ci sono i quiz generati da Copilot, l’assistente di scrittura integrato, e perfino la possibilità di creare un podcast partendo da un semplice prompt sull’argomento da trattare.

E la privacy?

Più Microsoft infila l’AI dentro la quotidianità del browser, più la domanda sulla gestione dei dati diventa pesante. L’azienda ha cercato di prevenire le critiche con la solita storiella. Gli utenti possono personalizzare l’esperienza, disattivare le funzioni che non servono direttamente dalle impostazioni di Edge, e Microsoft dichiara di raccogliere solo i dati necessari a migliorare l’esperienza di navigazione o quelli che l’utente ha consentito a condividere tramite le impostazioni di personalizzazione.

Il punto, però, non è solo cosa Microsoft dichiara. Una memoria a lungo termine sulla cronologia di navigazione, insieme a un assistente che vede lo schermo e ragiona su più schede, costruisce un profilo dell’utente che fino a poco fa sarebbe stato impensabile. Anche se nessun dato viene condiviso esternamente, la quantità di informazioni raccolte localmente e contestualizzate dall’AI è enorme. Il consenso informato, in questo scenario, richiede una consapevolezza che gli utenti medi raramente hanno il tempo di sviluppare.

Edge che insegue Chrome con un’arma diversa

Microsoft Edge resta lontano dai numeri di Chrome, e questo l’azienda lo sa benissimo. Continuare a inseguire Google sul terreno delle performance pure significa giocare una partita persa in partenza. Riposizionare Edge come “il browser con l’AI dentro” è invece una strategia che cambia il campo da gioco.

Se questa scommessa pagherà dipende da diversi fattori. Dalla qualità reale di Copilot, che fino a oggi ha alternato risposte brillanti a momenti imbarazzanti. Dalla capacità di Microsoft di rendere queste funzioni davvero utili. E dipende, soprattutto, dalla disposizione degli utenti a usare un browser che sa molte cose di loro per offrirgli un’esperienza più ricca.

Fonte: Neowin
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Pubblicato il
14 mag 2026
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