Google Chrome, così si naviga

Google Chrome è il browser che domina la scena sia in ambito desktop che in ambito mobile: ha imposto al Web un nuovo modo di navigare, ha definito nuovi standard ed è uno degli elementi chiave del business di Google. Leggero e gratuito, consente una facile navigazione tanto su desktop che su dispositivi mobile.

Google Chrome, così si naviga

C’era una volta Internet Explorer: la storia di Google Chrome deve giocoforza iniziare così poiché è esattamente sulle rovine del browser Microsoft che il browser sviluppato da Google ha costruito la propria fortuna. Il dominio di Chrome è iniziato nel momento in cui l’antitrust ha imposto a Microsoft nuove regole sull’adozione di IE su piattaforma Windows: nel contesto di un mercato che si stava spostando su mobile, con il team Google sempre più aggressivo nel dettare nuove proposte per un nuovo tipo di navigazione, il cambio di passo è stato repentino.

Lanciato sul mercato nel settembre 2008, Google Chrome è diventato il browser più utilizzato in assoluto a livello globale a partire da metà 2016. Ad oggi rimane di gran lunga il browser più utilizzato sia su dispositivi desktop che su piattaforma mobile.

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Download

Per scaricare Google Chrome, sia per piattaforma Windows che per piattaforma Mac, è sufficiente sfruttare il sito ufficiale, dal quale si otterrà un link dedicato con la propria versione più aggiornata:

Chrome può essere installato, qualora non precaricato, anche su tutti i terminali Android. L’app è disponibile altresì su App Store per la navigazione su iOS:

Una volta installato il browser, il software si aggiorna automaticamente non appena trova online una versione più aggiornata.

Approfondimenti

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Google Account

Una volta installato il browser, per vivere appieno l’esperienza personalizzata che consente il browser, è necessario effettuare il login. Così facendo Google non solo può reperire tutte le informazioni necessarie per migliorare l’esperienza sul browser, ma può altresì sincronizzare l’esperienza dell’utente tra più dispositivi, nonché offrire l’accesso alle medesime risorse ovunque.

Per effettuare il login è sufficiente possedere un Google Account, il medesimo utilizzato ad esempio per l’accesso alla posta elettronica di Gmail. Sul medesimo browser è possibile peraltro caricare più account, così da poter condividere il dispositivo con più utenti (utile ad esempio per condividere un pc di casa in famiglia, oppure per utilizzare più alias sul medesimo dispositivo mobile).

L’accesso con account consente ad esempio al browser di:

  • consigliare all’accesso quelli che sono i siti più utilizzati dall’utente
  • sincronizzare l’esperienza tra più browser
  • migliorare i risultati della ricerca
  • consigliare sulla barra degli indirizzi i siti già precedentemente visitati
  • gestire le estensioni sulla base dei desiderata dell’utente

Per Google si tratta di uno strumento potentissimo per la raccolta di dati utili all’ottimizzazione dei propri servizi e dell’offerta di advertising: è grazie a questo scambio tra dati e pubblicità (non erogata sul browser, ma sul motore di ricerca) che il gruppo di Mountain View costruisce il proprio modello di business e consente al team di continuare a sviluppare il software negli anni.

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La barra degli indirizzi

Una delle caratteristiche principali di Google Chrome è nel fatto che ha trasformato nel tempo la barra degli indirizzi in una barra per la ricerca. Senza dover accedere a Google, infatti, è possibile effettuare una ricerca semplicemente digitando i termini desiderati all’interno della tradizionale barra: il browse utilizza quanto digitato per offrire immediati consigli, guidando così la compilazione della ricerca e consentendo in molti casi un accesso immediato alla risorsa che si sta cercando.

La barra degli indirizzi passa così dall’essere un luogo di compilazione delle url ad un elemento facilitante che ha sicuramente accelerato di molto la navigazione online, facilitando inoltre il reperimento delle risorse e caratterizzando l’esperienza di Chrome. Per contro, Google ha ulteriormente accentrato gli utenti sul proprio motore di ricerca, monetizzando al meglio quella che per gli utenti è presto diventata una funzione irrinunciabile.

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Un browser veloce

Google ha sviluppato nel tempo il proprio browser con un obiettivo chiaro in mente: rendere quanto più agile e veloce la navigazione sul Web. L’istantaneità è diventato un vero e proprio dogma che l’intero gruppo ha sposato e così, mentre da una parte il motore di ricerca ha iniziato a premiare i siti che si sono dimostrati più solerti a migliorare codice e ottimizzazione, dall’altra il browser ha iniziato a scommettere tutto sulla rapidità della presentazione dei siti sullo schermo.

Per poter sviluppare al meglio tale caratteristica, Chrome ha adottato un motore di rendering open source, denominato Blink, che fin dalla versione 28 del browser costituisce il cuore del software. Blink nasce da un fork del noto WebKit ed è stato in seguito adottato anche da altri browser (Opera, Vivaldi, Silk).

L’accelerazione che Chrome ha impresso alla navigazione ha imposto il paradigma della velocità anche a tutti i browser che hanno voluto rimanere sul mercato dimostrandosi competitivi con il nuovo leader: Internet Explorer è così caduto in favore di Edge, mentre Mozilla e Safari hanno progressivamente seguito le stesse orme ed in pochi anni il modo e la velocità della navigazione hanno rapidamente raggiunto una nuova dimensione.

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Chromium

Gli utenti che intendono testare per primi l’impatto della successiva versione di Chrome hanno la possibilità di accedere al cosiddetto canale “Chromium“. Su questo canale è possibile accedere in anteprima alle future release, diventando così tester a disposizione del gruppo per valutare l’impatto delle nuove funzioni e gestire in modo controllato eventuali bug.

Chi decide di accedere alle release Chromium accetta pertanto di utilizzare un browser non ancora disponibile in versione ufficiale, controfirmando pertanto la possibilità di incappare in crash, vulnerabilità o problemi di altro tipo. A distanza di poche settimane dal rilascio in versione Chromium, la versione diventa ufficiale e viene rilasciata secondo i canali tradizionali.

Il sito Chromium.org è il luogo in cui poter trovare le pre-release, la documentazione relativa e tutto quanto utile per indagare il modo in cui il browser Google viene sviluppato giorno per giorno.

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Strumenti per sviluppatori

Per testare gli strumenti Chrome per gli sviluppatori è sufficiente aprire un sito qualsiasi e quindi cliccare il pulsante F12. Chrome DevTools è infatti una bacheca contenente una lunga serie di strumenti utili tanto a chi sviluppa quanto a chiunque voglia capire meglio cosa c’è dietro un sito Web.

Lo strumento è molto avanzato rispetto ad altri browser e consente di visualizzare in modo semplificato il codice della pagina, il codice CSS con possibilità di accesso semplificato al punto esatto di proprio interesse, codici JavaScript e altro ancora. Soprattutto, la bacheca è costruita in modo tale da poter consentire l’accesso puntuale alle risorse con estrema facilità, semplificando il lavoro di quanti stanno cercando specifici dettagli.

Interessante anche la funzione che consente di visualizzare il sito simulando differenti ampiezze del display: ciò permette di testare facilmente una pagina per la mobilità, così che lo sviluppo possa essere semplicemente sperimentato in presa diretta per garantire alle pagine piena compatibilità con ogni device e ogni modalità di visualizzazione.

Ancora una volta Chrome invita l’utente a sporcarsi le mani e lo sviluppatore a capire, insomma, affinché il Web possa essere una risorsa da costruire più che un media da osservare.

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Le estensioni

Google ha creato per Chrome un apposito marketplace online denominato Chrome Web Store.

Sul Chrome Web Store è possibile scaricare e installare piccoli pacchetti software in grado di ampliare le possibilità consentite dal browser, aggiungendo nuove funzionalità che possano migliorare l’esperienza dell’utente. Tali pacchetti software si chiamano estensioni.

Esistono migliaia di estensioni possibili ed è cura di Google ripulire ciclicamente il marketplace in cerca di spammer e abusi di vario tipo. I tradizionali giudizi con le stelline, invece, consentono di votare le estensioni per avere un giudizio della community che consenta di scegliere quelle più valide.

Esistono estensioni di ogni tipo: dalla personalizzazione di Gmail alla gestione dei PDF, dalla creazione di piccoli elementi grafici alla gestione degli screenshot, dai social network agli strumenti per developer, passando per RSS Reader, shopping, calendari, sicurezza online, produttività e molto altro ancora. Ciò che rende sempre più ricco il Chrome Web Store è il grande bacino utenti disponibile, che rende appetibile lo sviluppo di strumenti per il browser made in Google.

Per chiunque voglia invece modificare l’impatto visivo del browser, è possibile dotarsi di uno dei temi scaricabili dal medesimo store sull’apposita pagina, così da personalizzare l’interfaccia con immagini e colori a proprio gusto.

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Modalità incognito

Google ha inserito una particolare modalità di accesso al Web con il proprio browser che si chiama “modalità incognito” (accessibile sia da menu che attraverso la combinazione CTRL+Maiusc+N. Tale modalità si presenta visivamente con una interfaccia scura che si contraddistingue rispetto alle tradizionali paginate bianche tipiche di Chrome.

La modalità “incognito” consente di navigare in privato. Ciò significa che, come spiega Google, “le altre persone che usano questo dispositivo non vedranno le tue attività“. Occorre però capire per bene cosa sia tale modalità, poiché in troppi ritengono a torto di poter navigare con questa modalità in pieno isolamento rispetto al mondo esterno. In realtà, e Google lo specifica in modo chiaro:

Chrome non salva la cronologia di navigazione o le informazioni inserite nei moduli. I cookie e i dati dei siti vengono memorizzati durante la navigazione, per poi essere eliminati quando esci dalla modalità di navigazione in incognito.

Ciò non toglie che entità in grado di controllare la rete possano “sniffare” i dati di navigazione, quindi il messaggio è chiaro: la modalità incognito, semplicemente, consente di celare ad altri visitatori quello che si sta facendo sul browser accedendovi con tale modalità.

Giacomo Dotta