Facebook e Yahoo!: il mondo è piccolo per noi

Collaborazione per verificare la teoria dei sei gradi di separazione. Un progetto destinato a riviste scientifiche
Collaborazione per verificare la teoria dei sei gradi di separazione. Un progetto destinato a riviste scientifiche

Facebook e Yahoo! stanno collaborando per testare la teoria dei sei gradi d separazione con l’ esperimento “The Small World”.

Proposta per la prima volta dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel racconto visionario intitolato “Catene”, la teoria ritiene che una persona può essere collegata a qualunque altra persona nel mondo attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 anelli intermedi .

A guidare l’esperimento, Duncan Watts, direttore della ricerca scientifica di Yahoo!. Per verificare la presenza di questi cinque gradi il social network ha stabilito una sorta di gioco del telefono da social network, in cui un messaggio deve essere recapitato da un partecipante ad una persona “bersaglio” con il passaparola.

Chiunque abbia un account Facebook può partecipare : a quel punto dovrà provare a creare una catena di conoscenze tra sé e l’account obiettivo, passando da amici ad amici di amici di cui si suppone l’utilità nella catena.

Facebook, con i suoi oltre 750 milioni di utenti, ha il più grande bacino di utenza di sempre per uno studio sulle reti sociali come questo. Una situazione ideale per condurre questo tipo di prova.

Dubbi, tuttavia, possono essere sollevati sulla necessità di affidarsi alla volontà dei 5 contatti di collaborare (accettando l’app per Facebook su cui si basa l’esperimento) e alla loro capacità di individuare l’amico più probabilmente utile alla catena. Altrettanti dubbi restano in merito alla scelta della popolazione di riferimento: essendo su base volontaria tra tutti quelli che popolano Facebook, c’è il rischio di non rispecchiare affatto la demografia mondiale.

Tuttavia Facebook e Yahoo! dicono di voler effettuare uno studio con rigore e valenza di ricerca accademica , i cui risultati saranno pubblicati in riviste scientifiche.

Claudio Tamburrino

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