Facebook: I Love America, dall'Ucraina con amore

Intercettata una pagina Facebook con 1,1 milioni di iscritti gestita da un team ucraino e impegnata in una campagna politica pro-Trump.
Intercettata una pagina Facebook con 1,1 milioni di iscritti gestita da un team ucraino e impegnata in una campagna politica pro-Trump.

Con la campagna elettorale per le Presidenziali USA 2020 che sta per entrare nel vivo, riecco le interferenze estere sui social network. Giunge oggi da oltreoceano la notizia della chiusura di una pagina Facebook denominata I Love America e con un pubblico quantificato in 1,1 milioni di iscritti, controllata da un team di dieci persone localizzato in Ucraina in collaborazione con altri tre membri residenti in Kazakistan, Francia e Stati Uniti.

I Love America: chiusa pagina Facebook da 1,1 milioni di iscritti

Sulla sua bacheca contenuti a sostegno di Donald Trump, che il prossimo anno cercherà di confermarsi inquilino della Casa Bianca. Tra questi alcuni meme utilizzati dalla IRA (la Internet Research Agency russa) prima delle elezioni 2016 per sostenere la candidatura del tycoon. La creazione della pagina risale al 2017 e tra i post condivisi più di recente sono molti i riferimenti a “our country” e “our military”. Un’altra pagina dalla natura simile, spuntata di recente sul social network e attribuita a un gruppo ucraino, è stata battezzata “God bless Donald and Melania Trump and God bless America”.

La vicenda può essere interpretata come un campanello d’allarme in vista di una campagna elettorale che entrerà nel vivo a partire dai prossimi mesi. Facebook, così come altre realtà del mondo social, hanno più volte ribadito l’intenzione di dispiegare ogni forza possibile al fine di contrastare il fenomeno legato alle interferenze esterne nel processo democratico, combattendo le azioni di coloro che rivolgendosi a un target di elettori ben preciso hanno come obiettivo quello di portare l’opinione pubblica verso un candidato o una fazione politica.

Non sarà però cosa semplice. Ecco quanto scritto e promesso dal numero uno Mark Zuckerberg (proprio nei giorni scorsi a colloquio da Trump) in una nota del 2018, con riferimento ai “servizi” del gruppo, dunque includendo anche Instagram.

Nel 2016 non eravamo pronti per le operazioni coordinate che ora ci troviamo a fronteggiare regolarmente. Da allora abbiamo imparato molto e sviluppato sofisticati sistemi che combinano la tecnologia e le persone, impedendo interferenze sulle elezioni attraverso i nostri servizi.

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