Facebook: il prodotto sei tu

La nuova policy relativa alla privacy del social network estende le possibilità di utilizzo dei dati degli utenti. Che però hanno maggior controllo sulle modalità con cui ciò avviene

Roma – Facebook cambia nuovamente le modalità di gestione della privacy degli utenti e, in particolare, espande le proprie possibilità di utilizzare i contenuti caricati degli utenti, ma in cambio sembra voler offrire maggiori strumenti per controllarli.

Il social network, nello specifico, con le nuove condizioni d’uso che ancora devono entrare in vigore, estende la possibilità di tracciare gli interessi degli utenti ed utilizzarli per veicolare advertising: Facebook si riserva in generale il diritto di utilizzare i dati per la pubblicità, sempre che gli utenti non decidano di escludere tale possibilità tramite un sistema di opt-out .

Tradizionalmente i cambiamenti nelle policy di gestione della privacy del social network sono stati accompagnati da polemiche e rettifiche: spesso il problema era nella mancata chiarezza o tempestività nella notifica.
Stavolta il sito in blu sembra aver fatto lezione del passato ed il nuovo aggiornamento arriva con spiegazioni dettagliate sulle informazioni cui il social network metterà mano e su come gli utenti potranno controllarle.

Le spiegazioni relative alle politiche sulla privacy, infatti, stavolta prendono la forma di uno strumento ad hoc: Privacy Basics , che mette a disposizione guide interattive per rispondere alle domande più frequenti degli suoi utenti (dalla rimozione dei tag al controllo dei post sulla propria bacheca).

Nel dettaglio, con le nuove modifiche viene inoltre introdotto in alcune regione un pulsante per gli acquisti sul social network : questo, naturalmente, è strettamente collegato con i nuovi utilizzi dei dati che il social network si arroga.

Per Facebook in particolare si potrebbe aprire un nuovo enorme business se riuscisse a veicolare pubblicità altamente targettizzata ai suoi utenti, offrendo loro altresì un sistema di acquisto integrato, sicuro e semplice, senza al contempo rovinare l’esperienza offerta dal suo core business.

Claudio Tamburrino

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  • ... scrive:
    Storia di un tossicodipendente
    Salve, sono un lettore di PI e lo confesso: ero un drogato perso.Per anni mi sono fatto di PI, fatto duro: ore e ore sui post, a litigare con la peggio feccia apple e il canagliume redazionale. Prendevo di tutto: masticavo Botta', mi calavo Maruccia, fumavo Tamburrino e mi bucavo con la peggio XXXXX cioe' Galimberti e Annunziata: quest'ultima e' roba pericolosissima in quanto tagliata con leccaculismo puro e viscido paraculismo, ogni post poteva essere l'ultimo, l'overdose era uno spettro sempre presente. Passavo intere giornate sugli articoli, con una rateo di scrittura di centinaia di messaggi/mese. Ho perso sonno, tempo, vita, e tutto per cosa? Per cercare di sostenere la proprie ragioni combattendo contro i mulini a vento della redazione?Ora, dopo anni, ho capito che stavo buttando via una fetta troppo rilevante della mia vita e con un grande sforzo ho deciso di togliermi da questo giro infernale, inizialmente riducendo i post per poi troncarli ed infine allontanarmi dal sito anche come semplice lettore.Sono "pulito" da piu' di un mese, infatti non ho piu' scritto messaggi dal 14 di ottobre 2015. La tentazione a postare era ovviamente piu' forte il sabato e la domenica quando lasciano appositamente il T-1000 in gabbia, ma ho imparato a resistere.Ora visito siti piu' seri (e qui ci vuole poco visto da dove partivo): ho recuperato autostima, la mia salute e' migliorata, la mia produttivita' lavorativa e' cresciuta, mi corico in orario, sto meglio: vado al parco a passeggiare e respirare bene, cammino, ho gia' buttato 3 chili.Ogni tanto ritorno in questo porcile, ma e' una cosa leggera. Visito il sito un paio di volte alla settimana: rapida occhiata ai titoli e sottotitoli, vedo che al 30% e' la solita XXXXX pro mela, un altro 40% la solita XXXXX scatena-flame e passo altrove. Una volta ogni 10-15 giorni mi arrischio a leggere i commenti di qualche articolo, ma vedo che sono sempre i tre decerebrati apple e il fulminato codice-alla-mano a tenere banco, con l'immancabile contorno di troll minori: insomma il classico becerume umano da Annunziata cosi' ben allevato, coccolato e protetto, il cui flusso di post illude gli inserzionisti che come babbei continuano a garantire la sopravvivenza del sito. In futuro cerchero' di minimizzare ulteriormente il traffico su PI riducendo le visite ad una sola a settimana: mi piace pensare che l'assenza dei miei post spinga questo baracca di un passettino piu' avanti verso il baratro del fallimento.A quei pochi lettori che ancora hanno il cervello che funziona, dico: Basta basta basta! Potete salvarvi! Mollate questo porcile! Ce la potete fare! Fate come me e togliervi da questa XXXXX che vi fotte il cervello. Alzate lo sguardo e guardate fuori dalla finestra: qualunque sia il clima, sara' meglio di quello che troverete su Punto Informatico.Ho scritto questo post per raccontare la mia storia e dimostrare che e' possibile uscirne, basta solo un po' di volonta': potete e dovete tirarvene fuori da soli.Firmato: un ex-tossico che ha avuto la forza di salvarsi.
    • Pinko_Pallo scrive:
      Re: Storia di un tossicodipendente
      Hai rotto 'er XXXXX!
    • Passante scrive:
      Re: Storia di un tossicodipendente
      - Scritto da: ...
      La tentazione a postare era ovviamente
      piu' forte il sabato e la domenica
      quando lasciano appositamente il T-1000
      in gabbia, ma ho imparato a
      resistere.Credevo che solo il Leguleo fosse così sfigato da aprire PI fuori dall'orario di lavoro...
  • Izio01 scrive:
    I miei soldi non li vedono
    Hachette vince, e pensa di poter vendere i suoi ebook al prezzo di libri stampati, nonostante tutte le limitazioni del formato ed il risparmio che questo permette. Spero che i lettori dicano un sonoro NO e mandino a quel paese questi ingordi b.....di.Temo che non succederà, peccato che Amazon abbia dovuto abbandonare la lotta.
    • Pasta alla Pirateria scrive:
      Re: I miei soldi non li vedono
      - Scritto da: Izio01
      Temo che non succederà, peccato che Amazon abbia
      dovuto abbandonare la
      lotta.Situazione opposta ad un "win to win" ('lose to lose'?)Accontentando l'editore ha creato precedente e sfavorito i lettori.Se non li avesse accontentati avrebbe abusato di posizione dominante.
      • Izio01 scrive:
        Re: I miei soldi non li vedono
        - Scritto da: Pasta alla Pirateria
        - Scritto da: Izio01


        Temo che non succederà, peccato che Amazon
        abbia

        dovuto abbandonare la

        lotta.

        Situazione opposta ad un "win to win" ('lose to
        lose'?)
        Accontentando l'editore ha creato precedente e
        sfavorito i lettori.
        Se non li avesse accontentati avrebbe abusato di
        posizione dominante.Sì, credo anch'io che sia questo il motivo, avrebbe rischiato sanzioni se non avesse ceduto.
    • Leguleio scrive:
      Re: I miei soldi non li vedono

      Hachette vince, e pensa di poter vendere i suoi
      ebook al prezzo di libri stampati, nonostante
      tutte le limitazioni del formato ed il risparmio
      che questo permette. Spero che i lettori dicano
      un sonoro NO e mandino a quel paese questi
      ingordi
      b.....di.
      Temo che non succederà, peccato che Amazon abbia
      dovuto abbandonare la
      lotta.Queste parole mi fanno tornare in mente le guerre fra Internet Explorer di Microsoft e di Netscape navigator, con Netscape che era dalla parte dei "buoni" e quindi i gruppi di discussione di usenet e i collettivi hacker facevano il tifo per quest'ultimo; peccato che Netscape facesse capo ad AOL (America On Line), un colosso dell'informatica Usa che era meno potente di Microsoft sol perché era meno bravo negli affari, non certo per questioni etiche o per rispetto degli utenti. :)Amazon conduce una lotta contro Hachette per il proprio profitto e per erodere quote di mercato, non per il profitto dei lettori. Non ti illudere: se un giorno Amazon avrà un vero monopolio della distribuzione libraria in barba a tutte le leggi antitrust, farà i prezzi di Hachette e forse anche più alti.Come cantava Vasco Rossi "non c'è nessuno diverso".
      • Izio01 scrive:
        Re: I miei soldi non li vedono
        - Scritto da: Leguleio

        Hachette vince, e pensa di poter vendere i
        suoi

        ebook al prezzo di libri stampati, nonostante

        tutte le limitazioni del formato ed il
        risparmio

        che questo permette. Spero che i lettori
        dicano

        un sonoro NO e mandino a quel paese questi

        ingordi

        b.....di.

        Temo che non succederà, peccato che Amazon
        abbia

        dovuto abbandonare la

        lotta.

        Queste parole mi fanno tornare in mente le guerre
        fra Internet Explorer di Microsoft e di Netscape
        navigator, con Netscape che era dalla parte dei
        "buoni" e quindi i gruppi di discussione di
        usenet e i collettivi hacker facevano il tifo per
        quest'ultimo; peccato che Netscape facesse capo
        ad AOL (America On Line), un colosso
        dell'informatica Usa che era meno potente di
        Microsoft sol perché era meno bravo negli affari,
        non certo per questioni etiche o per rispetto
        degli utenti.
        :)

        Amazon conduce una lotta contro Hachette per il
        proprio profitto e per erodere quote di mercato,
        non per il profitto dei lettori. Non ti illudere:
        se un giorno Amazon avrà un vero monopolio della
        distribuzione libraria in barba a tutte le leggi
        antitrust, farà i prezzi di Hachette e forse
        anche più alti.
        Come cantava Vasco Rossi "non c'è nessuno
        diverso".Sì, è vero che Amazon guarda al suo interesse, lo so. Ma intanto con Amazon ho comprato un centinaio di libri a un paio di euro l'uno, e c'è il rischio che gli editori vedano con sorpresa aumentare il loro fatturato legato all'editoria elettronica.Con Windows Mobile, compravo i dizionari a 30 euro l'uno, avevo tre programmi in croce. Da quando Apple ha dimostrato con Play Store che vendendo milioni di copie a due euro l'una guadagni di più, il software mobile è diventato molto più accessibile, con guadagno di tutti. Spero che succeda una cosa simile anche per i libri, e saremmo tutti contenti. Non dico per forza due euro, ma spendere dieci euro per un "libro" non prestabile e cancellabile da remoto, ecco, non fa per me.Anche gli editori dovrebbero essere contenti, se vedessero i loro incassi aumentare, no? Se persistono a mantenere prezzi altissimi, il mercato non si aprirà altrettanto (o almeno, così mi sembra ragionevole supporre) e rimarremo nella situazione di Windows Mobile.
        • 2014 scrive:
          Re: I miei soldi non li vedono
          - Scritto da: Izio01
          Anche gli editori dovrebbero essere contenti, se
          vedessero i loro incassi aumentare, no? Se
          persistono a mantenere prezzi altissimi, il
          mercato non si aprirà altrettantoP.S. iPhone ti dice niente?Prezzi altissimi e venduto come il pane...
          • Izio01 scrive:
            Re: I miei soldi non li vedono
            - Scritto da: 2014
            - Scritto da: Izio01

            Anche gli editori dovrebbero essere contenti, se

            vedessero i loro incassi aumentare, no? Se

            persistono a mantenere prezzi altissimi, il

            mercato non si aprirà altrettanto
            P.S. iPhone ti dice niente?
            Prezzi altissimi e venduto come il pane...Secondo me è diverso, un ebook è più simile ad una App, essendo un bene altrettanto intangibile. Possibilissimo che mi sbagli, però: mica mi pagano per fare previsioni, la mia è solo una educated guess.
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