Facebook, spam contro spam

Un iscritto ha trascinato in tribunale il social network che lo accusa di essere uno spammer. Secondo la presunta vittima, il sito in blu agirebbe in contraddizione con le sue stesse regole
Un iscritto ha trascinato in tribunale il social network che lo accusa di essere uno spammer. Secondo la presunta vittima, il sito in blu agirebbe in contraddizione con le sue stesse regole

La giurisprudenza anti-spam arricchisce il proprio repertorio grazie all’ennesima citazione che vede coinvolto Facebook, questa volta nei panni del denunciato.

David Fagin, il ricorrente, ha trascinato in tribunale il sito in blu chiedendo un milione di dollari come risarcimento danni . Secondo le cronache, Fagin sarebbe stato più volte bloccato dal social network nell’inoltrare richieste di amicizia perché considerato uno spammer . Facebook avrebbe anche minacciato l’utente di procedere con l’eliminazione dell’account se gli episodi di spam si fossero ripetuti.

A questo punto Fagin, che è anche collaboratore per AOL News , ha redatto un articolo per raccontare la faccenda, nel quale definisce l’accusa di spam umiliante, l’equivalente che essere definiti “borseggiatori online”.

“Il mio nome è David Fagin e sono un sospetto spammer. Almeno secondo Facebook”: questo l’incipit del j’accuse della presunta vittima. Fagin sostiene, infatti, che l’unica sua colpa potrebbe essere stata accettare le proposte di amicizia che lo stesso sito invia ai propri iscritti . Dopo aver inviato i messaggi di richiesta, Fagin si è visto recapitare un avviso che lo informava della sospensione del servizio per sette giorni e un altro che intimava il blocco totale dell’account qualora i comportamenti considerati illeciti si fossero verificati ancora.

“Io – scrive Fagin – come molti altri, non ho una vita e qualche volta spendo molte ore al giorno su Facebook. Quindi, ditemi, qual è il punto su una funzione che ti offre dozzine di suggerimenti di amicizia ogni ora, dopo decide di moderarsi nei tuoi confronti e poi ti tratta come fossi un molestatore sessuale nel momento in cui le accetti? Comportandosi in questo modo, non si tratta forse di una trappola?”
Secondo l’utente, Facebook starebbe contraddicendo le sue stesse regole, prima bombardando i propri iscritti con suggerimenti di amicizia, poi invitando a non contattare coloro che non si conoscono.

Cristina Sciannamblo

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