Farnesina attaccata da hacker russi? Il Cremlino nega le accuse

L'account di posta elettronica di Paolo Gentiloni, all'epoca dei fatti ministro degli esteri, sarebbe solo uno dei tanti account violati. Gli inquirenti indagano. A rischio vi sarebbero la sicurezza nazionale e la stabilità internazionale
L'account di posta elettronica di Paolo Gentiloni, all'epoca dei fatti ministro degli esteri, sarebbe solo uno dei tanti account violati. Gli inquirenti indagano. A rischio vi sarebbero la sicurezza nazionale e la stabilità internazionale

Il Ministero degli Affari Esteri avrebbe subito ripetuti attacchi hacker . La notizia circa l’intromissione sui sistemi della Farnesina è stata confermata dall’attuale ministro degli affari esteri Angelino Alfano. La presunta azione di spionaggio si sarebbe compiuta la scorsa primavera protraendosi per ben 4 mesi. In quel periodo, Paolo Gentiloni era a capo del ministero degli esteri. Il furto di email avrebbe potuto rappresentare un grave danno per l’Italia esponendo il Paese a possibili minacce internazionali. Le istituzioni hanno comunque rassicurato sul fatto che l’esposizione è stata minima e che nessun danno o furto di documenti sensibili sarebbe stato compiuto.

portavoce Russia

Durante la sua carica l’allora ministro Gentiloni avrebbe evitato l’utilizzo della posta elettronica per l’invio di documenti sensibili, che sarebbero in ogni caso stati protetti da sistemi di criptazione . “Non ci sono attacchi a livello di documenti criptati. Le informazioni delicate e sensibili spesso condivise in rete, protette da codici, non sono mai state afflitte da questo attacco” – conferma la Farnesina. Per l’accaduto si punta il dito contro la Russia, Paese da cui sarebbe provenuto l’attacco veicolato attraverso malware, seppur non vi siano conferme ufficiali.

La fonte del Guardian da cui sarebbe scaturita la notizia, avrebbe anche confermato che a seguito dell’attacco il ministero è stato costretto ad inasprire le misure di sicurezza modificando l’architettura dei sistemi di rete e introducendo nuovi strumenti per potenziare la sicurezza interna . La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un’indagine ormai da tempo. I reati contestati spaziano dal procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo al sistema informatico aggravato, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e perfino spionaggio politico/militare.

Nel frattempo Gianfranco Incarnato, ministro plenipotenziario e vice direttore generale degli Affari Politici, e direttore centrale per la sicurezza del ministero degli affari esteri ha confermato che le istituzioni italiane hanno “subito attacchi di questo genere anche presso le sedi estere” e aggiunto che “gli attacchi sono spesso avvenuti alla vigilia di eventi importanti per l’Italia, ad esempio durate la presidenza dell’Unione europea”. Tra le informazioni “sotto osservazione” vi sarebbero stati i “dati dei connazionali all’estero, ai report degli incontri internazionali e informazioni classificate di ordine politico ed economico che però sono su un circuito a parte e protetti con la crittografia”.

Un caso simile di attacco, questa volta proveniente dagli Stati Uniti, sarebbe stato compiuto anche ai danni dell’ex premier Matteo Renzi ( e non solo ). Una coppia di hacker, ora detenuta, avrebbe violato il suo account di posta elettronica durante il mandato da premier, avendo quindi accesso a numerosi documenti riservati.

La reazione del Cremlino non si è fatta attendere. La portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova (nella foto), ha smentito che dietro all’attacco vi siano persone vicine all’amministrazione russa, aggiungendo che qualora vi fossero prove concrete la Russia è pronta a collaborare . Da parte della portavoce è stato anche espresso rammarico e stanchezza verso questo tipo di accuse che rischiano di incrinare i rapporti internazionali.

Il sospetto che Vladimir Putin si celi dietro a numerosi attacchi è crescente. Sono recenti le accuse dell’Intelligence USA contro Mosca per aver compromesso le elezioni presidenziali (si veda il caso delle email trafugate di Hillary Clinton). Sempre secondo The Guardian, la schiera di Paesi potenzialmente spiati, oltre al nostro, potrebbe comprendere Francia, Germania, Paesi Bassi e Bulgaria, in un subdolo tentativo di screditare i governi nazionali.

Mirko Zago

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13 02 2017
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