FBI, pronto il database dei volti

Il Bureau statunitense annuncia l'entrata in funzione del nuovo sistema di identificazione biometrica, basato su un imponente e sempre crescente archivio di tratti facciali, ma non solo. Gli attivisti vogliono vederci chiaro

Roma – Dall’FBI arriva la conferma della sopraggiunta “piena operatività” del Next Generation Identification System (NGIS), programma di identificazione biometrica destinato a soppiantare il vecchio controllo delle impronte digitali (Integrated Automated Fingerprint Identification System o IAFIS) e a trarre vantaggio della tecnologia moderna oggi a disposizione di tutti.

Il nuovo sistema era già atteso da tempo , e permetterà ora alle autorità federali di catturare e raccogliere decine di milioni di volti (per la precisione 52 milioni entro la fine del 2015) di altrettanti cittadini statunitensi. E non verranno archiviati solo volti , visto che il database Interstate Photo System (IPS) potrà contenere anche tatuaggi, scansioni dell’iride e qualsiasi altro segno biometrico “qualificante” utile a identificare una persona.

IPS è parte integrante di NGIS assieme a Rap Back, altro programma che entra in funzione assieme al database biometrico con l’obiettivo di controllare il passato criminale dei cittadini posti in cariche civili particolarmente sensibili, come nel caso dei docenti scolastici.

L’FBI è ovviamente pronta a scommettere sulle percentuali di successo nei riconoscimenti facciali a mezzo NGIS, con la speranza di ripetere altri clamorosi successi come quello del fuggitivo recentemente scovato in Nepal dopo una caccia durata 14 anni.

Chi non è invece pronto a giocarsi tutto sulle capacità di NGIS sono gli attivisti di EPIC, che già in passato hanno ottenuto documenti riservati sulle percentuali di errore della tecnologia di riconoscimento facciale (20 per cento) e che ora esortano le autorità USA a predisporre un nuovo controllo sul sistema.

Alfonso Maruccia

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  • Wolf01 scrive:
    Giusto
    Io di Google ne conosco solo uno, così come Microsoft, Apple, Linux, Python...Però anche sarebbe giusto volgarizzare iPhone e iPod, ormai stanno ad intendere quella gamma di ammenicoli portatili più o meno smart.Come pure Nintendo e/o Playstation che stanno ad intendere qualsiasi console da gioco.Fonte: http://www.funni.ws/wp-content/uploads/2013/07/139-thumb.jpg
    • ... scrive:
      Re: Giusto

      Come pure Nintendo e/o Playstation che stanno ad
      intendere qualsiasi console da
      gioco.Forse per chi non ci capisce niente di console.Mia madre chiama tutto XBox, perchè è la prima che ho avuto e si ricorda quel nome. Chi le usa le chiama ccol proprio nome sapendo che appartengono a QUEL PRECISO marchio.
      • Wolf01 scrive:
        Re: Giusto
        Simpatia portami via...Certo, per gli "addetti del settore" è tutto più semplice, ma qui si parla di volgarizzazione, quindi di chi non è propriamente un assiduo utilizzatore o anche se lo fosse non si cura di capire la differenza tra le varie cose simili che svolgono la stessa funzione, es: si attacca alla tv e si può giocare =
        playstation.Googlare può anche essere ormai di uso comune ed intendere una determinata azione però non è generica a tal punto, vorrei vedere quanti vanno a googlare su Yahoo, perché significa "vado su google a cercare" e non "vado a cercare", e se magari lo stai dicendo ad una persona all'altro capo del telefono perché le stai dando assistenza remota, questa andando a googlare su yahoo non troverebbe le stesse cose che intendi tu.Mentre per le console e gli smartphone poco cambia colloquialmente, "passami l'iphone" o "vai in camera tua a giocare con la playstation" quando hai un nexus 5 e una xbox non penso ti cambi la vita, è invece più tragico quando compri un gioco per playstation 1 e invece ne devi prendere uno per xbox 360.
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