FedEx e la consegna degli smartphone Huawei

Uno smartphone Huawei spedito dal Regno Unito agli USA è tornato al mittente accompagnato da un messaggio che fa riferimento al ban degli Stati Uniti.

Un mese fa esatto, poco dopo l’esplosione del caso USA vs Huawei, abbiamo riportato la posizione di DHL in merito, con la compagnia tedesca di spedizioni intenzionata a non interrompere le consegne dei dispositivi del brand cinese. Torniamo oggi sull’argomento in seguito a quanto avvenuto nel fine settimana, con una vicenda che coinvolge invece la statunitense FedEx: un mittente britannico si è visto restituire il pacco inviato oltreoceano e contenente uno smartphone Huawei (P30)

FedEx: smartphone Huawei e consegne

La testimonianza di quanto accaduto nel tweet allegato di seguito. La vicenda è raccontata dal protagonista, un autore del sito PCMag, ed è ben presto rimbalzata in ogni angolo della Rete. Il messaggio riportato sul pacco recita “Pacco restituito da FedEx, a causa di problemi del governo USA con Huawei e il governo cinese”, accompagnato dal più classico degli RTS (Return to Sender). Pare diretto, seppur non esplicito, il riferimento all’inclusione dell’azienda nella Entity List degli Stati Uniti e all’inasprimento dei rapporti tra le parti.

L’intenzione era quella di spedire il telefono dalla redazione londinese del sito a quella di New York, in modo da metterlo nuovamente alla prova per aggiornarne la recensione. Non c’è però stato nulla da fare: dopo aver lasciato la capitale inglese, essere atterrato a Indianapolis e aver trascorso lì cinque ore, ha fatto inversione di marcia per tornare nel territorio UK. Sia FedEx sia Parcelforce hanno confermato al mittente che la spedizione non è andata a buon fine per ragioni riconducibili al ban statunitense di Huawei.

Sulla vicenda è intervenuta anche una portavoce dell’azienda cinese, Teri Daley, etichettando l’accaduto come il frutto di un’errata interpretazione dell’ordine esecutivo legato all’inclusione dell’azienda nella Entity List.

FedEx ha prima negato ogni responsabilità affermando che il messaggio è stato apposto al pacco da realtà terze esterne all’azienda, poi ha condiviso un comunicato ufficiale in merito (che riportiamo di seguito in forma tradotta), parlando di un errore operativo, con tutta probabilità in seguito a una revisione degli obblighi ai quali la società è sottoposta.

Il pacco in questione è stato restituito per errore al mittente e ci scusiamo per questo errore operativo. Come azienda globale che movimenta 15 milioni di spedizioni ogni giorno, siamo impegnati nel conformarci a tutte le regole e le normative, minimizzando l’impatto sui nostri clienti mentre adeguiamo le nostre operazioni per risultare conformi con il dinamico ambiente regolatorio degli Stati Uniti.

Insomma, la vicenda sembra essere frutto di uno sbaglio, generato in un momento di confusione. PCMag ha interpellato un’altra azienda impegnata nel business delle spedizioni (UPS) ottenendo conferma di come ad oggi non vi siano problemi nell’inviare o ricevere dispositivi a marchio Huawei.

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