La firma del Presidente Trump apposta su un documento dell’U.S. Commerce Department ha incluso Huawei e 70 aziende affiliate al gruppo di Shenzhen nella Entity List degli Stati Uniti. L’elenco, che tra gli altri già vede da tempo la presenza della connazionale ZTE, include le società estere alle quali non è consentito acquistare tecnologia di provenienza americana. Sarà in vigore a partire dai prossimi giorni.

USA: anche Huawei nella Entity List

Una decisione destinata inevitabilmente a provocare ripercussioni sugli equilibri del mercato, anche nel settore smartphone. Per Huawei, ad oggi uno dei più importanti player di questo segmento, potrebbero palesarsi all’orizzonte nuovi ostacoli per quanto concerne la commercializzazione dei dispositivi a livello globale, legati all’impossibilità di rifornirsi delle componenti necessarie per realizzare i dispositivi. Per farlo avrà bisogno di ottenere preventivamente un permesso dalle autorità USA. Queste le parole di William Ross, Segretario al Commercio dell’amministrazione Trump, affidate alla redazione di Reuters.

La decisione eviterà che tecnologie americane siano usate da entità appartenenti a paesi stranieri con modalità che possono potenzialmente mettere a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti o gli interessi internazionali.

È l’ennesimo colpo assestato da Washington al gruppo asiatico, giunto dopo la messa al bando delle apparecchiature Huawei destinate alle reti 5G per presunti rischi legati alla cybersecurity, all’introduzione di nuovi dazi per le importazioni e alla formalizzazione delle accuse nei confronti dell’azienda che riguardano, tra le altre cose, il furto di proprietà intellettuali e segreti industriali.

Da Huawei per il momento non sono giunte dichiarazioni in merito. La società, nonostante i problemi affrontati nell’ultimo periodo, ha dimostrato la solidità del proprio business nel territorio mobile con una trimestrale da record, spinta proprio dalle vendite degli smartphone. I top di gamma commercializzati continuano a essere ben accolti a livello internazionale, tanto da innescare una crescita che è arrivata al 45% anno-su-anno.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Fetente scrive:
    tristi tentativi di reagire al declino dell'impero americano, che dopo aver inseguito per decenni l'illusione del puro profitto monetario, con globalizzazione, delocalizzazione eccetera, si è visto sfilare di mano il primato tecnologico. Aver spostato le industrie all'estero, illudendosi che un'economia virtuale basata sui servizi e sulla finanza fosse preferibile a industrie e manifattura, è stata una mossa che alla lunga ha spostato fuori anche il know-how. E ora che si profila all'orizzonte una situazione di permanente scarsità di risorse, e quindi di crescita zero o addirittura di decrescita (a livello globale, si capisce), si cerca di corre ai ripari, ma è tardi.
    • Piego Angela scrive:
      Ci aggiungere anche in campo medico. Ad oggi hanno di sicuro quello spaziale (NASA), anche se la Cina so' un branco de matti e potrebbero (così dicono da 10 anni, ndr) scontrarsi contro un muro.
Fonte: U.S. Department of Commerce
Chiudi i commenti