Quella delle truffe sentimentali è una tipologia di raggiro purtroppo sempre più frequente, che spesso trova terreno fertile sulle bacheche dei social network. Lo dimostra una nuova operazione della Guardia di Finanza, che partendo da una segnalazione ha ricostruito una rete criminale operante in Italia, Portogallo, Lituania, Irlanda del Nord e Belgio.
Una rete specializzata in truffe sentimentali
Solitamente, tutto ha inizio con un messaggio inviato alla potenziale vittima, attraverso profili falsi. I bersagli non ono quasi mai scelti casualmente, ma tra coloro che potrebbero essere alla ricerca di un partner. Per avere un quadro più completo, si aggiunga il fatto che oggi l’intelligenza artificiale rende ancora più semplice fingere di essere un’altra persona.
Se si cade nella trappola, credendo di essere in contatto con qualcuno sentimentalmente coinvolto, scatta la truffa: solitamente arriva una richiesta di denaro, per le ragioni più svariate, dalle spese mediche alla necessità di coprire il costo del viaggio per il primo incontro dal vivo. Se la somma è trasferita con criptovalute sarà ancora più difficile sapere chi l’ha incassata.
È proprio seguendo il principio follow the money che il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo ha condotto l’operazione, arrivando a smantellare il gruppo criminale. Sono stati ricostruiti movimenti per circa 900.000 euro sottoposti a riciclaggio e autoriciclaggio. Un indagato è stato sottoposto a custodia in carcere, altri ventidue hanno ricevuto avvisi di garanzia.
Il più subdolo dei raggiri, fenomeno in crescita
È un fenomeno esteso, più di quanto si potrebbe pensare. In modo subdolo, queste truffe prendono di mira chi si trova in un momento di fragilità o di vulnerabilità, agganciando la vittima con il più perfido degli inganni, la promessa di aver trovato qualcuno di cui fidarsi, a cui voler bene.
Proprio per la sua natura, è un raggiro in cui la vittima tende a non vedere in modo lucido la realtà dei fatti e a non voler raccontare l’accaduto nemmeno dopo aver scoperto l’imbroglio. Un mix di delusione e vergogna blocca l’istinto di denunciare. Le cronache, purtroppo, raccontano di casi finiti ancora peggio, con il suicidio di chi derubato e affranto non ha le forze per reagire.