Perché il Board of Peace vuole una stablecoin per Gaza

Perché il Board of Peace vuole una stablecoin per Gaza

Trump e i suoi vogliono una stablecoin per l'economia di Gaza: l'idea valutata dal Board of Peace per la ricostruzione della Striscia.
Perché il Board of Peace vuole una stablecoin per Gaza
Trump e i suoi vogliono una stablecoin per l'economia di Gaza: l'idea valutata dal Board of Peace per la ricostruzione della Striscia.

Il Board of Peace voluto e promosso da Donald Trump vuole una stablecoin nel futuro di Gaza. Lo riporta il Financial Times, citando un progetto nella sua fase preliminare. Non è chiaro se l’intenzione sia quella di utilizzare un asset già esistente oppure creato per l’occasione. L’obiettivo è in ogni caso quello di far sì che la popolazione la utilizzi per le spese di tutti i giorni.

Gaza, la ricostruzione e una stablecoin

Lo stesso presidente USA, lo ricordiamo, esattamente un anno fa ha condiviso un filmato AI in cui immaginava la zona ricostruita come un resort di lusso, con statue d’oro erette in suo onore, Netanyahu a prendere il sole in spiaggia ed Elon Musk a strafogarsi di cibo. Il tutto accompagnato da una colonna sonora che recita Donald’s coming to set you free (Donald sta arrivando per liberarti). Un video da 33 secondi, pubblicato dall’uomo più potente al mondo, che ha ridefinito il concetto di distopia.

L’ipotesi Tether e l’ombra della GHF

Come anticipato, non è dato sapere qual è la stablecoin individuata per Gaza, ma gli indizi puntano a Tether (USDT), attualmente la più scambiata al mondo. Il suo valore è ancorato a quello del dollaro statunitense e il progetto ha una connessione diretta con Howard Lutnick, segretario al Commercio dell’amministrazione Trump: la società Cantor Fitzgerald controllata dai figli Brandon e Kyle agisce da custode delle riserve.

A capo dell’iniziativa ci sarebbe Liran Tancman, imprenditore israeliano e cofondatore dell’Israeli Cyber Command, già con un ruolo chiave nell’organizzazione GHF (Gaza Humanitarian Foundation) che anche le Nazioni Unite hanno chiesto di smantellare per una gestione ritenuta criminale delle risorse destinate alla popolazione palestinese durante il conflitto. Insomma, le premesse non sono delle migliori.

Il Board of Peace, l’Italia osserva

Ricordiamo che il Board of Peace coinvolge 28 stati membri (l’Italia è tra gli osservatori) con l’obiettivo dichiarato di promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate dai conflitti. Sembrano piuttosto evidenti gli interessi legati alla ricostruzione e al governo della Striscia.

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Pubblicato il
24 feb 2026
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