Folena: Internet sotto controllo

Meno libertà


Roma – “Da oggi Internet è meno libera grazie al decreto Pisanu. I provider saranno costretti a mantenere traccia delle comunicazioni degli utenti: e-mail, siti web, peer-to-peer, tutto ciò che facciamo in rete verrà conservato per sei mesi prorogabili. Chi poi userà un Internet point vedrà completamente cancellata la sua privacy perché i gestori saranno obbligati a chiedere i documenti e conservare tutta l’attività telematica dei clienti. Questi dati potranno essere accessibili senza mandato della magistratura. Si tratta di norme anticostituzionali perché cancellano la segretezza della comunicazione che è tutelata dalla nostra costituzione”.

Così si è espresso l’on. Pietro Folena (indipendente PRC ? rete “Uniti a sinistra”) che ha continuato: “E si tratta di norme inutili: una persona che vuole delinquere potrà facilmente aggirare la norma collegandosi con fornitori internet esteri. Chi pagherà le conseguenze saranno i cittadini normali, quelli onesti, che varranno monitorati in ogni loro attività sul Web”.

“Ci siamo opposti – ha dichiarato Folena – a queste parti del decreto antiterrorismo insieme ad altre forze della sinistra. Spiace constatare che una parte del centrosinistra abbia ceduto alle sirene dell’emergenza. Da oggi siamo tutti meno liberi e i terroristi non avranno alcun danno: un pessimo risultato”.

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  • Anonimo scrive:
    So che non centra niente
    Complimentoni a Steve Jobs.... e condoglianze ai lungimiranti macusers.... ancora una voltahttp://apple.slashdot.org/article.pl?sid=05/08/01/0421248&tid=179&tid=118&tid=3
  • Anonimo scrive:
    Ma che si erano fumati?
    No, perché iPod ha fra i suoi ingredienti il fascino "cool" del marchio Apple, se questo ingrediente non mi interessa prendo un player di un'altra marca, magari altrettanto cool per chi non è un fan di Apple, tipo quelli con lo schermino OLED applicato sulla superficie curva.(Ci sono delle eccezioni, per esempio su un fuoristrada Ssangyong con motore Mercedes, se avesse un prezzo un po' più coreano e un po' meno tedesco, ci farei un pensierino).
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che si erano fumati?
      - Scritto da: Anonimo
      No, perché iPod ha fra i suoi ingredienti il
      fascino "cool" del marchio Apple, se questo
      ingrediente non mi interessa prendo un player di
      un'altra marca, magari altrettanto cool per chi
      non è un fan di Apple, tipo quelli con lo
      schermino OLED applicato sulla superficie curva.Il "fascino cool" non serve a niente se non lo aggiungi a un prodotto già ottimo di suo. Se anche l'iPod fosse marchiato "Ariston" lo ricomprerei a occhi chiusi.Non vorrei nemmeno in regalo quei "cosi" con lo schermo oled fiché non avranno un sistema di controllo pari superiore a quello dell'iPod. Un player da giga e giga di musica, che riempio con TUTTA la mia musica, DEVE essere prima di tutto pratico da usare, altro che gadgat di qua e di là, buoni solo per allungare la lsiat delle "features" mentre per cercare un brano ci vuole talmente tanto che alla fine si usa solo in shuffle...Chi di voi ha mai usato un Creative da 5GB? Bellissimo apparecchio, piccolissimo e costruito con cura e buoni materiali....ma con la barra a sfioramento più imbecille mai provata!!!! Fai su è giù con il pollice stando attentissimo alla pressione perché appena spingi un microgrammo di più selezioni quello che la lista mostra in quel momento e ti ritrovi a scorrere...un sottomenù.Da tirare in un cassetto e dimenticarsene. Frustrante.Provateli TUTTI, chiedete ai negozianti di poterli toccare con mano, e uscite dal ngozio con l'iPod....o con una fregatura.
      (Ci sono delle eccezioni, per esempio su un
      fuoristrada Ssangyong con motore Mercedes, se
      avesse un prezzo un po' più coreano e un po' meno
      tedesco, ci farei un pensierino).Assistenza ridicola (abito a Spinaceto, di fronte alla sede) e torme di acquirenti incavolati in fila per le rimostranze.....;)
      • fasibia scrive:
        Re: Ma che si erano fumati?
        - Scritto da: Anonimo
        Il "fascino cool" non serve a niente se non lo
        aggiungi a un prodotto già ottimo di suo. Se
        anche l'iPod fosse marchiato "Ariston" lo
        ricomprerei a occhi chiusi.Il problema è: se è un iPod, perché dovrei comprare quello marchiato ariston (che mi costa uguale)?Lo dico con la lucidità di chi non compra ne comprerà iPod. non ho mai capito questa cosa..Io, dovessi un giorno svegliarmi con l'idea di comprare il playerino Apple sceglierei Apple, senza mezze misure.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma che si erano fumati?
          - Scritto da: fasibia

          - Scritto da: Anonimo

          Il "fascino cool" non serve a niente se non lo

          aggiungi a un prodotto già ottimo di suo. Se

          anche l'iPod fosse marchiato "Ariston" lo

          ricomprerei a occhi chiusi.

          Il problema è: se è un iPod, perché dovrei
          comprare quello marchiato ariston (che mi costa
          uguale)?
          Lo dico con la lucidità di chi non compra ne
          comprerà iPod. non ho mai capito questa cosa..
          Io, dovessi un giorno svegliarmi con l'idea di
          comprare il playerino Apple sceglierei Apple,
          senza mezze misure.L'idea a suo tempo era venuta a Carly Fiorina, non per niente l'hanno mandata a fare la calza...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma che si erano fumati?
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: fasibia



            - Scritto da: Anonimo


            Il "fascino cool" non serve a niente se non lo


            aggiungi a un prodotto già ottimo di suo. Se


            anche l'iPod fosse marchiato "Ariston" lo


            ricomprerei a occhi chiusi.



            Il problema è: se è un iPod, perché dovrei

            comprare quello marchiato ariston (che mi costa

            uguale)?

            Lo dico con la lucidità di chi non compra ne

            comprerà iPod. non ho mai capito questa cosa..

            Io, dovessi un giorno svegliarmi con l'idea di

            comprare il playerino Apple sceglierei Apple,

            senza mezze misure.

            L'idea a suo tempo era venuta a Carly Fiorina,
            non per niente l'hanno mandata a fare la calza...Ah, dimenticavo. Una volta il motto di HP era "HP invent", adesso invece hanno smantellato "HP Labs Research - Advanced Studies", mi sa' che chi e' alla guida ha deciso, IMHO, di diventare una roba tipo Dell...
  • Anonimo scrive:
    Brand ibrido
    Nel marketing e' risaputo che i cosidetti "brand ibridi" rappresentano rischi commerciali e infatti spesso non funzionano (un caso a parte e' stato quello della Lancia Tema - Ferrari).Se io produco un bene di successo, e fin dall'inizio lo immetto sul mercato con un certo marchio, e dopo un po' do la licenza a qualcun altro di produrlo col proprio marchio, creo nell'utente confusione e, peggio, disapprovazione.La teoria della comunicazione spiega che nel momento in cui un prodotto diventa di moda marchiato con un certo brand, e' difficile che il cliente vada a comprarlo con un brand differente. Se la Swatch avesse fatto realizzare alcuni dei suoi orologi da, mettiamo, Bulova e avesse dato il diritto a quella ditta di marchiarli "Swatch - Bulova", difficilmente avrebbe venduto maggiormente perche' il cliente si sarebbe trovato "spiazzato" di fronte ad un doppio brand e, temendo di avere a che fare con un prodotto non originale, avrebbe evitato di comprarlo (io compro e pago tanto per il nome Swatch, non per Bulova di cui non mi frega nulla). Questo e' cio' che e' avvenuto con il marchio HP-iPod. Gli utenti, sapendo che gli iPod sono di fabbricazione Apple, non si sono fidati a comprarli da un altro produttore, non solo perche' non conformi a quanto comunicato loro dalla pubblicita', ma anche perche' considerano il marchio HP, in riferimento all' iPod, come "spurio", cioe' non vero, non originale.. Il fiasco e' derivato dal fatto che HP e Apple hanno commesso errori di branding e di comunicazione. Cio' come conseguenza ha dato luogo ad errori di posizionamento.Qualsiasi studente di marketing (o ex-studente, come nel mio caso) capirebbe perche' il prodotto e' stato un flop.Probabilmente nelle nuove edizioni dei piu' famosi libri di marketing e di comunicazione (Kotler, Groonroos, Jobber, etc) questo caso verra' affrontato e discusso.. Nelle ristampe aggiornate di tali libri, questo "case study" potrebbe diventare un classico per gli studenti di Marketing degli anni prossimi..
    • Anonimo scrive:
      Re: Brand ibrido IP, HPOD
      - Scritto da: Anonimo
      Nel marketing e' risaputo (BLA BLA)
      Se io produco un bene di successo, e fin
      dall'inizio lo immetto sul mercato con un certo
      marchio, e dopo un po' do la licenza a qualcun
      altro di produrlo col proprio marchio, creo
      nell'utente confusione e, peggio,
      disapprovazione.ho approvato alla grande quando la EPSON ha prodotto i lettori esterni IoMega zip100; ce l'ho tutt'ora e spesso mi salva da casini con pc in posti di lavoro stranicostava la metà, funziona altrettanto bene: è identico.
      La *teoria* della comunicazione spiega che nel
      momento in cui un prodotto diventa di moda
      marchiato con un certo brand, e' difficile che il
      cliente vada a comprarlo con un brand differente.tanta teoria e poca vendita, vedo.qualunque PRODUTTORE sa che questo non è vero: i prodotti pre-brand sono identici e finiscono sia sulle bancarelle che nei mercati di alto livello, magari stando attenti a quali paesi ricevono l'uno o l'altroquesto - tra l'altro - te la dice lunga sulla qualità.
      Se la Swatch avesse fatto realizzare alcuni dei
      suoi orologi da, mettiamo, Bulova e avesse dato
      il diritto a quella ditta di marchiarli "Swatch -
      Bulova", difficilmente avrebbe venduto
      maggiormente perche' il cliente si sarebbe
      trovato "spiazzato" di fronte ad un doppio brandquesto si, ma se avesse fatto un orologio IDENTICO allo swatch e lo avesse dato alla bulova, senza avvertire, e la gente se ne fosse accorta, trovandolo magari al 10% di costo inferiore ... voglio vedere :)
      e, temendo di avere a che fare con un prodotto
      non originale, avrebbe evitato di comprarlo (io
      compro e pago tanto per il nome Swatch, non per
      Bulova di cui non mi frega nulla). tu.io invece mi fido di chi ha sempre venduto qualità, oppure del passaparola, non del marchio in sévedo nei supermercati alcuni marchi che vendono SIA made in china sia made in italy ... leggo tutto e prendo il made in italy ; oppure mi informo
      Questo e' cio' che e' avvenuto con il marchio
      HP-iPod. Gli utenti, sapendo che gli iPod sono
      di fabbricazione Apple, non si sono fidati a
      comprarli da un altro produttorequesto può essere, si, Apple fa fico già solo a vedersi :-)
      non solo
      perche' non conformi a quanto comunicato loro
      dalla pubblicita', ma anche perche' considerano
      il marchio HP, in riferimento all' iPod, come
      "spurio", cioe' non vero, non originale.. per chi fa solo branding è sicuramente verohp è più legato alla roba solida che alla fighetteriaovvio che iPod è di qualità, ma HP è più legata a cose "serie" (e grigie!) ;-)(...)
      Qualsiasi studente di marketing (o ex-studente,
      come nel mio caso) capirebbe perche' il prodotto
      e' stato un flop.sarebbe bastato vendere il prodotto HP al 50% in meno :)altro che flop!!! ;-)
      Probabilmente nelle nuove edizioni dei piu'
      famosi libri di marketing e di comunicazione
      (Kotler, Groonroos, Jobber, etc) questo caso
      verra' affrontato e discusso..
      Nelle ristampe aggiornate di tali libri, questo
      "case study" potrebbe diventare un classico per
      gli studenti di Marketing degli anni prossimi..mi associo :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Brand ibrido IP, HPOD
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Nel marketing e' risaputo (BLA BLA)


        Se io produco un bene di successo, e fin

        dall'inizio lo immetto sul mercato con un certo

        marchio, e dopo un po' do la licenza a qualcun

        altro di produrlo col proprio marchio, creo

        nell'utente confusione e, peggio,

        disapprovazione.

        ho approvato alla grande quando la EPSON ha
        prodotto i lettori esterni IoMega zip100; ce l'ho
        tutt'ora e spesso mi salva da casini con pc in
        posti di lavoro strani

        costava la metà, funziona altrettanto bene: è
        identico.


        La *teoria* della comunicazione spiega che nel

        momento in cui un prodotto diventa di moda

        marchiato con un certo brand, e' difficile che
        il

        cliente vada a comprarlo con un brand
        differente.

        tanta teoria e poca vendita, vedo.
        qualunque PRODUTTORE sa che questo non è vero: i
        prodotti pre-brand sono identici e finiscono sia
        sulle bancarelle che nei mercati di alto livello,
        magari stando attenti a quali paesi ricevono
        l'uno o l'altro

        questo - tra l'altro - te la dice lunga sulla
        qualità.



        Se la Swatch avesse fatto realizzare alcuni dei

        suoi orologi da, mettiamo, Bulova e avesse dato

        il diritto a quella ditta di marchiarli "Swatch
        -

        Bulova", difficilmente avrebbe venduto

        maggiormente perche' il cliente si sarebbe

        trovato "spiazzato" di fronte ad un doppio brand

        questo si, ma se avesse fatto un orologio
        IDENTICO allo swatch e lo avesse dato alla
        bulova, senza avvertire, e la gente se ne fosse
        accorta, trovandolo magari al 10% di costo
        inferiore ... voglio vedere :)

        fanta produzione eh....marchio depositati e swiss made per gli orologi per te non esistono eh....

        e, temendo di avere a che fare con un prodotto

        non originale, avrebbe evitato di comprarlo (io

        compro e pago tanto per il nome Swatch, non per

        Bulova di cui non mi frega nulla).

        tu.
        io invece mi fido di chi ha sempre venduto
        qualità, oppure del passaparola, non del marchio
        in sé
        vedo nei supermercati alcuni marchi che vendono
        SIA made in china sia made in italy ... leggo
        tutto e prendo il made in italy ; oppure mi
        informo
        tu...infatti tu non sei tutti...per fortuna....visto che poi anche il made in itali dei prodotti col brand ferrari vendono prodotti in cina e nella zona limitrofa....di made in itali c'è solo l'etichetta "made in italy"per fortuna che acquisti essendo informato...miiii

        Questo e' cio' che e' avvenuto con il marchio

        HP-iPod. Gli utenti, sapendo che gli iPod sono

        di fabbricazione Apple, non si sono fidati a

        comprarli da un altro produttore


        questo può essere, si, Apple fa fico già solo a
        vedersi :-)
        le solite panzane...


        non solo

        perche' non conformi a quanto comunicato loro

        dalla pubblicita', ma anche perche' considerano

        il marchio HP, in riferimento all' iPod, come

        "spurio", cioe' non vero, non originale..

        per chi fa solo branding è sicuramente vero
        hp è più legato alla roba solida che alla
        fighetteria
        fiato alle trombe su tutto eh...il tuttologo
        ovvio che iPod è di qualità, ma HP è più legata a
        cose "serie" (e grigie!) ;-)
        come stampanti?maddai non scrivere cavolate per favore....
        (...)


        Qualsiasi studente di marketing (o ex-studente,

        come nel mio caso) capirebbe perche' il
        prodotto

        e' stato un flop.

        sarebbe bastato vendere il prodotto HP al 50% in
        meno :)
        altro che flop!!! ;-)
        peccato che per contratto non possono...come non possono commerciare un proprio player mp3 fino a primavera 2006.......o sono dettagli questi che per te non hanno valore?ma ti informi sulle cose prima di scrivere vagonate di frasi senza senso?

        Probabilmente nelle nuove edizioni dei piu'

        famosi libri di marketing e di comunicazione

        (Kotler, Groonroos, Jobber, etc) questo caso

        verra' affrontato e discusso..

        Nelle ristampe aggiornate di tali libri, questo

        "case study" potrebbe diventare un classico per

        gli studenti di Marketing degli anni prossimi..

        mi associo :)dopo quantp hai scritto mi chiedo se tu abbia capito cosa ti ha scritto....
    • Anonimo scrive:
      Re: Brand ibrido
      Mah, secondo me ha fatto flop semplicemente perchè:- costa DI PIU'- ha dei colori ORRENDI (rosso-nero... gh gh gh)E francamente mi stupisco di quel 5% che l'ha preferito all'originale...
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