Foxconn, dipendenti scontenti dalla Cina al Brasile

In pochi giorni, due proteste contro la fornitrice dei colossi dell'elettronica. In Brasile denunciano pessime condizioni di lavoro. E in Cina minacciano il suicidio per un aumento salariale
In pochi giorni, due proteste contro la fornitrice dei colossi dell'elettronica. In Brasile denunciano pessime condizioni di lavoro. E in Cina minacciano il suicidio per un aumento salariale

I problemi di Foxconn sembrano non esaurirsi. Neanche dopo l’accordo del mese scorso con Apple per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti. Le ultime notizie arrivano dai poli opposti del mondo: dal Brasile e, ancora una volta, dalla Cina.

Nel primo caso, 2.500 lavoratori di un impianto Foxconn di Jundiaí si sono lamentati per le pessime condizioni in fabbrica : autobus sovraffollati, cibo scadente e mancanza di acqua. Dopo aver assunto mille nuovi dipendenti, il numero dei mezzi di trasporto sarebbe rimasto invariato. L’azienda ha però riferito di essersi fornita di appositi camion per portare acqua a tutti gli operai. Ma i dipendenti hanno dato l’ultimatum: entro il tre maggio Foxconn deve migliorare le condizioni di lavoro.

Nel secondo caso, nella città di Wuhan, dove sorge un impianto che dà lavoro a più di un milione di persone, 200 operai avrebbero minacciato di gettarsi dal tetto di un edificio se non avessero ricevuto un aumento dello stipendio. In seguito all’intervento della polizia, gli operai sono tornati al lavoro. “La questione è stata risolta con alcune trattative che hanno coinvolto le risorse umane, gli uffici legali e il governo locale” ha scritto in una relazione il portavoce dell’azienda Simon Tsing. ( G.T. )

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02 05 2012
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