Francia: lotta a terrorismo e pedofilia in un'ora

Una nuova legge approvata in Francia impone alle piattaforme online di rimuovere i contenuti legati a pedofilia e terrorismo entro 60 minuti.
Una nuova legge approvata in Francia impone alle piattaforme online di rimuovere i contenuti legati a pedofilia e terrorismo entro 60 minuti.

I social network e più in generale le piattaforme online dovranno rimuovere i contenuti segnalati e riconducibili a pedofilia o terrorismo entro 60 minuti, altrimenti rischieranno una sanzione fino al 4% del fatturato globale. È quanto stabilito da una nuova legge approvata in Francia. Per altre tipologie di materiale ritenuto “manifestamente illecito”, inclusi quelli definibili come hate speech, l’intervallo temporale concesso sale a 24 ore.

La Francia su pedofilia e terrorismo: 60 minuti per la rimozione

Direttamente interessate realtà come Facebook, Twitter, Google e più in generale tutti coloro che gestiscono bacheche o servizi che permettono la condivisione di post, immagini e video. Così Nicole Belloubet, Ministro della Giustizia francese, ha commentato la normativa che per tempistiche e modalità risulta in linea con quella discussa lo scorso anno dal Parlamento Europeo.

Le persone ci penseranno due volte prima di oltrepassare la linea rossa se sapranno che c’è un’alta probabilità di essere ritenute responsabili.

L’applicabilità di una tale imposizione è tutta da verificare. Anzitutto, come sostenuto da più parti, mette potenzialmente in pericolo la libertà di espressione poiché le piattaforme pur di non incorrere in una sanzione potrebbero essere spinte a rispondere in modo positivo a qualsiasi richiesta, anche se il contenuto non costituisce di fatto una violazione.

Inoltre le realtà più piccole potrebbero non essere pronte a gestirle in tempi tanto brevi, soprattutto quelle che non dispongono di un sistema per monitoraggio automatico basato su algoritmi o altre soluzioni avanzate. Nel caso di mancata eliminazione, alla scadenza dell’intervallo concesso le autorità possono chiedere agli ISP di bloccare immediatamente l’accesso al sito rendendolo irraggiungibile da tutto il paese.

Fonte: Reuters
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