Fujitsu, un tocco di colore all'e-paper

Il produttore giapponese ha svelato la sua tecnologia e-paper a colori di seconda generazione. Promette di migliorare sensibilmente la qualità e la velocità di visualizzazione

Messi temporaneamente in secondo piano dall’avvento dei tablet, gli e-reader potrebbero tornare molto presto alla ribalta grazie alle nuove tecnologie e-paper a colori. Una di queste viene sviluppata dalla giapponese Fujitsu, che negli scorsi giorni ne ha annunciato una versione significativamente migliorata.

Tecnologia epaper di Fujitsu Riprogettando la struttura del pannello e la tecnologia di aggiornamento dell’immagine, Fujitsu afferma di aver messo a punto l’e-paper a colori “dalla più elevata qualità d’immagine” oggi disponibile. Rispetto alla tecnologia di precedente generazione, i nuovi display epaper promettono un rapporto di contrasto tre volte superiore (7:1), una raddoppiata velocità di riscrittura dell’immagine (0,7 secondi) e colori più brillanti.

“Le migliorie in fatto di contrasto e luminosità fornite dalla nuova e-paper a colori di Fujitsu aprono la strada a display più attraenti e leggibili, capaci nello stesso tempo di migliorare la transizione delle immagini” si legge nel comunicato dell’azienda. “Questi significativi miglioramenti prestazionali può andare a beneficio ad una vasta gamma di applicazioni e di media elettronici paper-like, quali gli e-book reader, i tabelloni e la pubblicità commerciale”.

Nel 2007 Fujitsu è stata tra le prime a introdurre sul commercio un e-reader, il FLEPia , basato su un display e-paper a colori. La tecnologia appena annunciata, che rappresenta la prima significativa evoluzione di quella impiegata a suo tempo su FLEPia, verrà presentata più approfonditamente nel corso dell’imminente Fujitsu Forum 2010, in programma a Tokyo dal 13 al 14 maggio. Il produttore giapponese afferma di essere pronto a commercializzare la sua e-paper di nuova generazione già per il prossimo inverno, seppure inizialmente solo sul mercato di casa.

Epaper: confronto tra prima e seconda generazione

Tra gli altri produttori che stanno lavorando a tecnologie e-paper a colori vi sono E-Ink, che lo scorso marzo ha promesso di commercializzare il suo “inchiostro elettronico” a colori entro la fine del 2010, e Qualcomm, che a febbraio ha mostrato un prototipo di e-reader a colori basato sulla sua tecnologia Mirasol .

Alessandro Del Rosso

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • likecooking scrive:
    UN URAGANO
    ciao, lavoro presso un ente pubblico come informatico e mi sto occupando dell'introduzione di un software di gestione documentale. la firma elettronica è stata, ed è, lo scoglio più grande: i dirigenti e gli amministratori non si rendono conto che quello è la loro firma, non tengono in dovuto conto il dispositivo HW, e si dimenticano il PIN. E stiamo parlando di firmare digitalmente, per adesso, 1/2 documenti a settimana! non oso pensare a quando passeremo, con le determine, a dover firmare digitalmente anche 50 documenti per volta. Comunque, per noi, se l'utente è nella stessa sessione di Explorer, il pin viene richiesto solo al primo documento, risparmiando la digitazione del PIN nelle volte successive. la gestione documentale elettronica è comunque una vera rivoluzione, secondo me paragonabile al passaggio dalla macchina da scrivere al PC: gli applicativi sono estremamente più complessi da utilizzare per un utente medio.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 maggio 2010 10.18----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 maggio 2010 10.18-----------------------------------------------------------
  • Adriano Santoni scrive:
    HSM, un mistero rinnovato
    Quanto scrivono gli avvocati Spedicato e Foglia è in buona parte corretto, ma qua è la compaiono delle affermazioni che denotano - apparentemente - una insufficiente conoscenza della materia e della realtà del mercato. Alcuni passaggi sono poi del tutto fuorvianti, per esempio laddove si sostiene che "tali utilissimi strumenti sono ancora illegali." Se così fosse, un grande numero di aziende ed enti pubblici che ormai da anni utilizzano procedure di firma digitale automatica sarebbero fuori legge. È evidente che le cose stanno diversamente, anche perché tali strumenti sono forniti ai clienti da certificatori accreditati che hanno l'obbligo di rispettare le norme vigenti, pena la chiusura della bottega (ricordo che tutti i certificatori sono sottoposti ad un audit periodico da parte del CNIPA/DigitPA). È anche il caso di ricordare che esistono già sul mercato diversi HSM dotati della necessaria certificazione di sicurezza ISO 15408 e che dunque non risentono della situazione normativa.L'articolo fa anche un po' di confusione tra firma automatica (abbastanza chiaramente disciplinata dalla normativa vigente) e firma remota (concetto sul quale permangono al momento dei dubbi dal punto di vista normativo).
    • K_B scrive:
      Re: HSM, un mistero rinnovato
      Quoto tutto ciò che ha affermato il signor Santoni.Mi occupo di fatturazione elettronica per conto di una banca. Il token fornito ai clienti per la firma richiede un'unica digitazione del PIN per le n fatture da firmare.
      • Avv. Andrea Lisi scrive:
        Re: HSM, un mistero rinnovato
        L'articolo ha evidentemente semplificato alcuni concetti e ha esasperato alcune conclusioni (nello spirito giornalistico che anima gli articoli che vogliono essere pubblicati su PI).Ovvia la differenza tra firma digitale apposta con dispositivi "automatici" di firma digitale (quali gli HSM) e la firma digitale apposta con modalità "in remoto" (anche in questo caso si possono utilizzare gli strumenti HSM associandone l'utilizzo a strumenti OTP, ad esempio). Ovvio che tutto questo non può essere approfondito in un articolo, pur "di nicchia" (come qualche altro commentatore ha scritto), ma sempre ospitato su una rivista dal vasto pubblico di lettori.Ovvio anche che gli HSM si trovano regolamentati "all'italiana" e, sotto certi punti di vista, è corretto dire che vivono in una sorta di "limbo normativo"...oserei dire che sono "quasi-regolamentati" oppure - meglio -che sono consentiti perchè si chiude un occhio e si tappa un buco! :-)Complimenti comumque ai Colleghi Spedicato e Foglia. Avv. Andrea Lisi - www.anorc.it - www.studiolegalelisi.it
  • Lucio Fresta scrive:
    ottimo articolo e pessima Italia
    Il pezzo è veramente scritto bene e - come al solito - l'Italia ci fa una pessima figura.Continuano a parlare di PEC e di miracoli digitali e poi non risolvono un tubo e non si interessano di cose serie.
  • dino saur o scrive:
    Non riesco a leggere
    Troppo difficile da comprendere.Non si poteva mettere un titolo come "Puliscifinestre contro macachi" o qualcosa di simile?Questo articolo è troppo difficile per il lettore medio di PI.
    • Nicola Strada scrive:
      Re: Non riesco a leggere
      Io l'ho trovato molto chiaro. Dice in sostanza che firmare elettronicamente uno per uno n documenti è una procedura lenta, esistono dei dispositivi che permettono di velocizzare la cosa, sono accettati in altre nazioni ma in Italia, complice la proverbiale lentezza dei nostri legislatori, detti dispositivi si trovano in uno stato di incertezza circa la leicità del loro utilizzo (da diversi anni, pare). Così è più comprensibile?
    • Luigi scrive:
      Re: Non riesco a leggere
      Indubbiamente l'articolo è difficile ma il fatto che lei non riesca a leggerlo non credo autorizzi nessuno a ritenerlo inutile per i lettori di PI.Se le cose sono difficili meglio non parlarne?Credo che PI abbia i lettori più disparati, ingegneri, tecnici, avvocati, semplici curiosi o appassionati. Inoltre, le assicuro che chi si occupa di conservazione e si trova di fronte al dilemma di se acquistare o meno un Hardware da 20.000 e più euro vorrebbe avere la certezza di poterlo utilizzare per un bel po' di tempo; chi vuole implementare un sistema di conservazione e vede come "ostacolo" il dover inserire volta per volta il pin per firmare ogni singolo documento vorrebbe sapere di poterlo superare senza paura.Immagini di farlo lei questo investimento, spendendo un bel po' di soldi tra Hw,Sw, sistemisti e legali: può davvero vivere nella paura che ad un tratto tutto diventi illegale, tutto vada buttato?!La tematica in oggetto, per quanto difficile, dev'essere discussa, si anche qui su PI; non possiamo lasciare soli quei pochi "pionieri" dell'innovazione che ci battono le piste che poi, presto o tardi, in maniera trasparente o meno, tutti seguiremo.
    • Rosbif scrive:
      Re: Non riesco a leggere
      L'argomento è un po' tecnico e forse di nicchia, ma è proprio questo il genere di articoli che vorrei vedere su PI.È sostanzialmente comprensibile anche a chi non è del ramo, e offre spunti per approfondire a chi fosse interessato all'argomento.Inoltre un articolo di tale tipologia, se non su PI, dove dovrebbe essere pubblicato?
    • Lord Kap scrive:
      Re: Non riesco a leggere
      - Scritto da: dino saur o
      Troppo difficile da comprendere.Perdona chi non ha capito l'ironia! ;) -- Saluti, Kap
      • Come si sta al barbecue senza fare pollo scrive:
        Re: Non riesco a leggere
        Non capiscono che i commenti di PI sono prevalentemente goliardici.Certa gente prende le cose troppo sul serio (rotfl)
  • Cazzleg scrive:
    Ma...
    e mo che c'entra High School Musical?
Chiudi i commenti